mercoledì 12 gennaio 2005

C'è satira e satira

di Roberto Cotroneo

L'Ordine dei giornalisti non l'aveva mai fatto: ha richiamato Vauro, il vignettista satirico, per aver pubblicato una vignetta fortemente critica su Giovanni Masotti, conduttore del programma giornalistico della Rai: «Punto e a capo».

Due giorni fa il presidente Bruno Tucci gli ha dato un «avvertimento orale». Parlando esplicitamente di violazione del capoverso 3 dell'articolo 2 della legge del 3 febbraio 1963.

È la legge dell'Ordinamento dell'ordine dei giornalisti. Il capoverso 3 dell'articolo 2 dice: «Giornalisti e editori sono tenuti a rispettare il segreto professionale sulla fonte delle notizie, quando ciò sia richiesto dal carattere fiduciario di esse, e a promuovere lo spirito di collaborazione tra colleghi, la cooperazione fra giornalisti e editori, e la fiducia tra la stampa e i lettori». Deve essere un lapsus, di quelli seri. E non c'è niente da fare, quando hai a che fare con i vignettisti satirici, finisce sempre che l'ironia che corre per il mondo ci mette qualcosa di suo. Il capoverso 3 sarebbe di ammonimento proprio a Giovanni Masotti, che ha definito le vignette del suo collega Vauro a lui dedicate (sono più d'una) un'iniziativa di stampo «brigatista», senza preoccuparsi del fatto che rivolgersi all'Ordine per una vignetta satirica ha qualcosa di paradossale e francamente un po' ridicolo. Stendendo poi un velo pietoso sullo stampo «brigatista». In realtà il capoverso a cui voleva fare riferimento l'Ordine, sbagliando incredibilmente su una legge che dovrebbe conoscere a memoria, è invece il capoverso 1 dell'articolo 2, che recita: «È diritto insopprimibile dei giornalisti la libertà d'informazione e di critica, limitata dall'osservanza delle norme di legge dettate a tutela della personalità altrui ed è loro obbligo inderogabile il rispetto della verità sostanziale dei fatti, osservati sempre i doveri imposti dalla lealtà e dalla buona fede». Diritto insopprimibile, appunto: diritto insopprimibile limitato dall'osservanza delle norme di legge a tutela della personalità altrui.

Masotti non si sente tutelato dal contenuto di una vignetta satirica. E allora cosa si sarebbe dovuto fare, e mi riferisco a buona parte del mondo politico italiano che sta a sinistra, con tutte le vignette di Giorgio Forattini di questi ultimi anni? Ossessive, esagerate, eppure espressione di una libertà di satira e di opinione che è sacrosanta e che va difesa a ogni costo: per Forattini, per Vauro e per chiunque.

Ma questi sono tempi davvero strani; cupi e caporaleschi, per certi aspetti, dove la censura, o la ripicca, si esercita in un modo ambiguo.
Masotti poteva querelare Vauro per diffamazione, ma non lo ha fatto; probabilmente poi avrebbe dovuto pagare le spese processuali. E invece cosa è successo? Masotti ha chiesto all'Ordine professionale di esercitare un potere di veto e di avvertimento. Un potere che l'Ordine ha, ed esercita, per cose assai più serie e più gravi; per tutelare i minori, ad esempio.

E perché avviene questo? Perché in realtà si vuole intimidire senza averne il diritto. Cosa dovrà fare Vauro da ora in poi? Dovrà rifarsi al capoverso dell'articolo 2, quello che gli dà sì un diritto insopprimibile, ma lo rende pur sempre richiamabile all'Ordine, per l'appunto? Dovrà stare più attento ai disegni o alle frasi che mette nelle vignette? E una matita dai tratti più spessi e più offensiva di una matita sottile? Il fumetto con la scritta che occupa uno spazio minimo è meno invadente e dunque più tollerabile di una scritta che occupa tutto il disegno? E una vignetta a colori, è più realistica, e dunque più offensiva, di una disegnata con pochi tratti? E ancora: quanta responsabilità hanno i giornali sulla vignetta? Se è pubblicata in grande l'ammonimento è più grave e il capoverso della legge è più violato, oppure l'articolo 2 viene violato comunque, anche se viene usato un formato francobollo su un giornale formato lenzuolo?

Sono paradossi, è ovvio. Il diritto di satira, e i limiti della satira in casi estremi, ma proprio estremi, possono essere stabiliti per legge: anche se è materia davvero assai sfuggente. Ma quando non è la legge a entrare in campo, quando non è un magistrato, un sostituto procuratore della Repubblica, a stabilire cosa sia lecito e cosa non lo sia, quando non sono tre gradi di giudizio a incolpare qualcuno per aver sfruttato il suo ruolo di opinionista per diffamare il prossimo, ma è un ordine professionale, attraverso un suo organo di controllo, le cose non vanno bene. E non vanno bene perché per prima cosa si è persa l'ironia, e poi perché si è cancellata quella grande regola per cui si rispettano le opinioni altrui, soprattutto quelle che danno più fastidio.

Tutto questo è il risultato di un nuovo sistema di potere che fino a qualche anno fa era inimmaginabile. Non è strano che siano proprio certi giornalisti, televisivi in particolar modo, i più nervosi di tutti in vicende come queste. Sono quelli più esposti e dunque quelli che più hanno da perdere dalla satira e dallo scherno. Sono quelli che devono prendere atto che neppure la legge è dalla loro parte. Così vanno all'Ordine professionale, e chiedono avvertimenti e richiami. E pazienza se poi i capoversi a cui si fa riferimento sono quelli sbagliati.

Quando Vauro fece l'esame da giornalista, nel giugno del 1987, stessa sessione di Giuliano Ferrara, il presidente della commissione esaminatrice, un magistrato, gli chiese quali mai fossero i limiti della satira. E lui rispose: «I limiti della satira? La satira per definizione non può avere dei limiti». E il presidente, incalzando: «Ma lei non si pone un problema etico...». E Vauro: «Io? Io faccio vignette, io sono un vignettista satirico».

Non spiegò quel giorno che Walter Benjamin sosteneva che la satira deve essere «cannibalesca» (kannibalisch), e deve trarre linfa e vita proprio dal conformismo e dall'ipocrisia di chi è compromesso con il potere. Ma il senso delle parole di Vauro ricalcava il pensiero di Benjamin. Erano tempi migliori, le sue risposte furono giudicate idonee e convincenti, e passò l'esame da giornalista. Adesso per gli stessi motivi per cui fu promosso all'esame di giornalista, viene ammonito proprio dall'ordine dei giornalisti. Mala tempora...

tratto da l'Unità del 12/01/2005

martedì 11 gennaio 2005

Finalmente un elogio per l'Unità!

«L’Unità è l’ultimo giornale satirico che c’è in Italia. Ho seguito il consiglio di Berlusconi e lo leggo tutti i giorni. È un giornale fatto da persone che scrivono con un’impudenza e un coraggio incredibili».

Elisabetta Gardini, portavoce di Forza Italia, Adnkronos, 10 gennaio ore 20.38

venerdì 7 gennaio 2005

Discriminazione di fatto

Adele Parrillo e Stefano Rollo non erano sposati ma vivevano insieme da anni

Un caso lampante dell’ingiustizia che può derivare dalla mancanza di riconoscimento legale delle cosiddette coppie di fatto è quello di cui è stata protagonista del tutto involontaria Adele Parrillo, compagna del regista Stefano Rollo, ucciso lo scorso anno nell’attentato contro la base militare italiana di Nassiriya mentre si trovava in Iraq per girare un documentario. Adele Parrillo e Stefano Rollo non erano sposati ma vivevano insieme da anni ed erano in tutto e per tutto una famiglia. Ciò non ha impedito che lei, rimasta vedova, venisse esclusa dall’assistenza economica e psicologica prevista per i familiari delle vittime dell’attentato, e persino depennata dall’elenco degli invitati alle celebrazioni ufficiali per ricordare i morti.

La vicenda ha fatto un certo scalpore ed è approdata anche in parlamento, con un’interpellanza presentata da Franco Grillini e sottoscritta da 85 deputati del centrosinistra, che chiedeva al governo di “far prevalere il buonsenso contro l’ottusità e la crudeltà in una vicenda personale drammatica”. A Grillini ha risposto in aula a nome del governo il sottosegretario all’interno Antonio D’Alì, spiegando che di estendere i risarcimenti ai partner conviventi non se ne parla perché la legge non lo prevede. Si è dimostrato tuttavia più munifico sulla parte che non comporta aggravi per l’erario. “Assicuro, comunque,”, ha affermato D’Alì, “che per quel che riguarda future cerimonie commemorative vigilerò affinché il ministero dell’interno, pur tenendo conto della posizione dei familiari seconda la normativa vigente, rispetti la storia personale e gli affetti che legittimano il diritto della signora Parrillo a partecipare appieno alla condivisione del comune dolore e dei comuni sentimenti che animano tutti noi nel ricordo degli eroi caduti a Nassiriya”.

http://www.gaynews.it/view.php?ID=30505

mercoledì 5 gennaio 2005

Su tre piedi

di Marco Travaglio

Ora che l'Illustre Ferito è fuori pericolo, ed è tornato a far danni in ufficio, sarebbe interessante sapere dove si è procurato quel cerottone presidenziale a due piazze, modello matrimoniale, proporzionato più all'ego che alla statura, che gli parte dal collo e gli scavalca il cervelletto sfiorando la prateria di peli trapiantati, in favore da telecamera. Non certo al pronto soccorso. Forse nei magazzini di Cinecittà. Nemmeno i noglobal pestati a sangue dalla polizia alle manifestazione di Napoli e di Genova erano riusciti a procurarsene di tanto capienti e vistosi. Ma, si sa, per il Ducetto tutto diventa grande, enorme, eccezionale, epocale. Dalle scarpe col rialzo alla miniriforma fiscale, dai cuscini allunga-premier alla microspia rinvenuta nel radiatore di Palazzo Grazioli: il leggendario
cimicione mostrato alle telecamere nel '98, simile più a un frigobar che a un aggeggio da ascolto.
Ora, non vorremmo deludere Sua Eccellenza Roberto Calderoli e il Quadrumviro Ignazio La Russa, ma secondo i giuristi più accreditati non basterà il cerotto extralarge a far scattare, a carico dell'attentatore mantovano, il reato di lesioni gravi punibile da 3 a 7 anni, e dunque la galera. Salvo, si capisce, riformare all'uopo il Codice penale. Quello vigente, scritto da quel pericoloso comunista del ministro mussoliniano Alfredo Rocco, parla chiaro: «La lesione personale è grave: 1) se dal fatto deriva una malattia che metta in pericolo la vita della persona offesa, ovvero una malattia o un'incapacità di attendere alle ordinarie occupazioni per un tempo superiore ai 40 giorni; 2) se il fatto produce l'indebolimento permanente di un senso o di un organo; 3) se la persona offesa è una donna incinta e dal fatto deriva l'acceleramento del parto». Ecco,a parte un lieve appesantimento, non pare che Berlusconi sia incinto. Dunque, niente lesioni gravi. Il bozzo da
cavalletto, al massimo, costituisce una lesione lieve (sul tipo di quelle che ogni tanto si scambiano gli eletti dal popolo scazzottandosi in Parlamento). Punibile con la reclusione da 3 mesi a 3 anni, pena aumentabile fino a terzo (12 mesi) in caso di aggravante. Probabile quella di aver usato
un'arma, anche se non è sicuro che il cavalletto lo sia. Molto più improbabile quella - ora contestata - relativa alla qualità di pubblico ufficiale della vittima: il facinoroso potrà agevolmente sostenere che non voleva colpire il premier o il deputato, ma l'avversario politico. Nel caso di lesioni semplici, il reato finirebbe davanti al giudice di pace e l'imputato se la caverebbe con una multa, o al massimo con la permanenza domiciliare il sabato e la domenica, o ancora con un lavoro socialmente utile; e potrebbe persino chiedere i danni per l'ingiusta detenzione, non essendo consentito l'arresto. Nel caso di lesioni aggravate, non c'è custodia cautelare in carcere e la pena prevista va fino a 4 anni (commutabili in pena pecuniaria). Con la legge attuale, il delitto si
prescrive dopo 7 anni e mezzo: quanto basta per l'udienza preliminare e i tre gradi di giudizio,cioè per la sentenza definitiva. Ma, seguendo opportunamente il percorso Berlusconi-Previti, la prescrizione è assicurata.
Brevi istruzioni per l'uso.
Primo: nominare difensore un avvocato parlamentare, impossibilitato a presenziare alle udienze per i suoi multiformi impegni alla Camera o al Senato, e far così slittare il processo sine die. Secondo: chiedere una perizia sullo stato di salute della vittima, dimostrando che è guarita ben prima dei 40 giorni previsti per le lesioni gravi. Terzo: sostenere che il Tribunale di Roma è prevenuto, visto l'inaudito accanimento mostrato addirittura con l'arresto («manette facili»), e invocare la legge Cirami sul legittimo sospetto per ottenere dalla Cassazione il trasferimento del processo a un'altra sede più serena e imparziale. Ovvio, è una stronzata, ma lo erano anche quelle sostenute da Berlusconi e Previti: intanto il processo si blocca per mesi, in attesa della Suprema Corte. Se questa rigetta il ricorso, se ne presentano altri tre o quattro, inventandosi altre stronzate e bloccando il dibattimento per un altro po'. Oggi come oggi, quei tempi morti non valgono ai fini della prescrizione. Ma sta per passare la legge Vitali-SalvaPreviti, che farà galoppare la prescrizione anche nei tempi morti dei ricorsi in Cassazione e alla Corte di giustizia europea. Fra l'altro, l'avvocato difensore potrà accampare in tribunale nuovi legittimi impedimenti per andare votare la SalvaPreviti, e si guadagnerà altro tempo prezioso. Il gioco è far durare il processo almeno 4 anni e un giorno.
Perché oggi la prescrizione scatta dopo 7 anni e mezzo, ma la SalvaPreviti fa lo sconto: la prescrizione si calcola, per gli incensurati, con la pena massima aumentata di un quarto. Nel nostro caso, 3 anni più 1: totale 4 anni. E il mantovano è incensuratissimo. Dunque, prescrizione. Dopo la quale l'aggressore continuerà a risultare incensuratissimo. Dunque potrà reiterare il reato quanto gli pare e invocare ogni volta le attenuanti generiche. Un incensurato seriale, come Berlusconi, che - grazie alle generiche e alla prescrizione - l'ha fatta franca in sei processi. Tutto ciò, si capisce, presuppone che la vittima sporga querela contro il muratore. Ma non è detto: la vittima, affiliata alla P2, è un «apprendista muratore». Dopotutto, sono colleghi. E certe decisioni è meglio non prenderle su tre piedi.

tratto da l'Unità del 4/12/2005

Benedetti toscanacci!!!

La Regione Toscana aveva varato uno Statuto coraggioso, che comprendeva anche il riconoscimento delle convivenze omosex. Il Governo lo aveva impugnato. Ma la Corte Costituzionale dà ragione a Firenze.


Se la Toscana fosse uno Stato, la legge sul PaCS sarebbe prevista dalla Costituzione. Con la sentenza pubblicata lo scorso 2 dicembre, la Corte Costituzionale ha dichiarato infondate le opposizioni del Governo al nuovo Statuto regionale toscano. Tra le undici questioni su cui il Consiglio dei Ministri aveva sollevato dubbi di incostituzionalità, anche il dibattuto comma 1 dell'articolo 4 che dispone che la Regione, riconosca e sostenga oltre che la famiglia fondata sul matrimonio, anche le «altre forme di convivenza» comprese quelle tra persone dello stesso sesso.

Il Governo si era opposto a questo comma ritenendo che potesse costituire da un lato la base per una successiva iniziativa di legge sui rapporti tra conviventi lesiva della competenza esclusiva dello Stato; dall'altro un tentativo di allargare il concetto di famiglia oltre quello specificato nella Costituzione italiana. A queste obiezioni la Corte ha risposto con una interpretazione ampia: questa e altre norme del testo statutario - ha deliberato durante la seduta del 29 novembre - svolgono una funzione «di natura culturale e politica», e definiscono il principio generale verso cui l'attività legislativa della regione intende muoversi; nessun contrasto quindi con le competenze statali.

Il testo del nuovo Statuto toscano è così il primo a ricevere il via libera tra quelli che contengono il riconoscimento delle convivenze etero e omosessuali. Indicazioni simili sono infatti previste anche negli statuti di Emilia Romagna, Umbria e Marche, sebbene la formulazione utilizzata in Toscana sia la più esplicita e diretta. Un risultato notevole per una Regione che ha da poco varato la prima legge contro le discriminazioni per orientamento sessuale mai approvata in Italia.

L'entrata in vigore del nuovo Statuto è prevista per il prossimo 12 febbraio 2005; potrebbe fermarlo solo un referendum popolare che venga richiesto da un cinquantesimo degli elettori toscani (circa 50-60 mila cittadini) o da un quinto dei consiglieri regionali (cioè 10). Ma è un rischio che sembra lontano.

Il testo dello Statuto che ha passato l'esame della Corte era stato infatti approvato in Consiglio Regionale da una maggioranza larghissima che comprendeva An, Forza Italia e il centrosinistra. Due i voti contrari (Prc e Pdci si opponevano a norme come l'elezione diretta del Presidente della Regione); due gli astenuti (Udc). E persino i Vescovi toscani nel testo di commento alla bozza di Statuto avevano utilizzato espressioni che, pur volendo riconfermare la centralità della famiglia tradizionale, lasciavano intendere insolite aperture verso la tutela delle coppie di fatto. In questo quadro un referendum regionale risulta assai improbabile.

D'altra parte il lavoro di concertazione effettuato dalla commissione Statuto con la società civile è stato intenso. Vi ha preso parte anche l'associazionismo omosessuale, e soprattutto il coordinamento regionale di Arcigay, che ha chiesto e ottenuto di poter intervenire in commissione per esporre le proprie rivendicazioni. Gli incontri sono serviti anche a definire la formulazione che, nell'accogliere le richieste di gay e lesbiche, avesse più probabilità di ricevere il sostegno della componente cattolica del governo regionale. Si è giunti così alla soluzione di porre «il riconoscimento delle altre forme di convivenza» dopo la dichiarazione secondo la quale la Regione si impegna per la «tutela e la valorizzazione della famiglia fondata sul matrimonio».

Ma cosa cambia ora per i gay e le lesbiche toscani? Secondo i detrattori dello Statuto, le disposizioni in esso contenute sarebbero puramente ideali e non potrebbero avere nessun riscontro legislativo concreto. E' vero che senza un riferimento giuridico nazionale i diritti che una Regione può riconoscere alle unioni di fatto sono piuttosto limitati; ma è evidente il valore politico e culturale dell'esistenza di realtà regionali come la Toscana che si impegnano in posizioni più coerenti con le indicazioni che giungono dal resto d'Europa, in un paese come l'Italia che si tiene ideologicamente e praticamente lontano dai dettami comunitari. E' quanto sottolineano molti esponenti del centrosinistra e del movimento gay e lesbico commentando la notizia.

Per il governatore Claudio Martini «la Consulta ha respinto il tentativo di bloccare un processo innovatore che i toscani chiedono». Riccardo Nencini, presidente del Consiglio regionale toscano, giudica quello toscano «uno Statuto straordinariamente innovativo sul piano dei diritti civili e sul piano del riequilibrio dei poteri fra Parlamento e Governo regionale» e per Franco Grillini, deputato DS e Presidente Onorario Arcigay, «la Regione Toscana è senza dubbio una apripista per ciò che attiene i diritti delle coppie di fatto». E a questo proposito, Grillini si augura che «anche altre Regioni seguano l'esempio».

Rilancia in concretezza Alessio De Giorgi, presidente di Arcigay Toscana, e all'indomani dell'approvazione dello Statuto annuncia di voler proporre al Consiglio Regionale «una legge che, applicando quanto il nuovo Statuto stabilisce, dia diritti alle coppie di fatto nelle materie su cui la Regione può legittimamente legiferare».

(fonte: Pride gennaio 2005)
http://www.gaynews.it/view.php?ID=30493

Sono gay, ho scoperto la danza del oraggio

Florida: maltrattato, rinasce grazie a due madri affidatarie. Premiato per l'impegno civile, sogna di fare il ballerino
di Delia Vaccarello da "1,2,3...liberi tutti de l'Unità"


Quando ho capito che era ok per me essere me tutto è iniziato a cambiare». La frase di Steven Alicea, ragazzo della Florida, vale per ognuno di noi. Per lui è il primo passo di una «contradanza» che oggi lo vede sciogliere nella levità del corpo il segreto della sofferenza. Steven fa parte del gruppo degli sfortunatissimi, ma è anche speciale, proprio come può esserlo ognuno di noi quando scopre il segreto del coraggio. Due anni fa viveva in una casa nei dintorni di Miami con i genitori affidatari, due ministri della Chiesa. Una delle tante case dove fino adesso ha vissuto. Diciassette anni, diciassette case. Voleva togliersi la vita. Oggi è stato premiato per il coraggio civile. Sogna di diventare ballerino: studierà danza alla Florida International University.

La danza della morte inizia quando non sa ancora camminare. All'età di sette mesi arriva nei sobborghi di Miami con la mamma, lasciando la natìa Puerto Rico. La madre diventa tossicodipendente, così il padre, che infligge al bambino, e ai fratellini che verranno, violenze e maltrattamenti.

A dieci anni Steven, insieme al fratello minore e alla sorellina, viene dato in affidamento. Non si tratta di paradisi. Racconta di abusi fisici ed emotivi. «È duro traslocare in casa di altra gente... È duro vivere con qualcuno che è pagato per stare con te. Un bambino viene letteralmente inghiottito dal sistema dell'affidamento». E non è tutto. «Essere gay rende le cose peggiori». Non immagina quanto il rifiuto dell'omosessualità possa ferirlo. Così si confida con i genitori affidatari che ha sentito spesso, con la Bibbia in mano, parlare di «amore». Dice: «Sono gay». Rispondono: «Non è possibile». «Mi hanno detto che se amavo un ragazzo sarei andato all'inferno, che è sbagliato e che non dovevo farlo», racconta.

Il ritmo diventa ossessivo. Inizia da parte dei due pastori un compulsivo ricorso al battesimo per liberarlo dal «male»: «Sono stato battezzato non so quante volte per compiacere i miei genitori affidatari. Ovviamente non è servito a niente». Si chiama esorcismo, una pratica adottata non di rado, e non solo in America. «Incontravo continui pregiudizi, anche da parte degli assistenti sociali. Scappavo dalle case, mi riportavano indietro e mi sottoponevano a forza al test per la sieropositività. Ho anche cercato di cambiare per essere accettato, ma al prezzo di un'incredibile tensione». Sembrava la fine. «Pensai al suicidio - continua Steven - Volevo togliermi la vita che mi sembrava senza valore». Secondo il dipartimento americano dei Servizi sanitari e umani, sono gay il 30% degli adolescenti, il 28% degli emarginati e il 40% dei senzatetto che si suicidano.

Oggi Steven ha scoperto altri passi, quelli della gioia. Cosa è cambiato? Vive con due madri affidatarie molto accoglienti. Durante queste vacanze, ha festeggiato due riconoscimenti: il premio nazionale per il coraggio della Colin Higgins Foundation e il premio locale del servizio comunitario «Fai la Cosa Giusta». «Sono scioccato - ha detto Steven - Mi premiano per aiutare la gente e aiutare me stesso».

Una vera e propria giravolta. Aveva perso completamente la stima di sé, si pensava un mostro, disertava la scuola. Un giorno decide di frequentare una di quelle che in Italia chiamiamo «associazioni» dove trovare chi ti dà una mano a non rinnegarti perché gay, l'organizzazione Pridelines Youth Services di Miami. Conosce la direttrice esecutiva, Denise Hueso. «Lei era calma, gentile e alla mano. Cominciai a passare un sacco di tempo al Pridelines, svolgendo attività di servizio comunitario. È la svolta».

Non balla più da solo. Denise Hueso e la sua partner, Sandra Newson, desiderano dei figli e decidono di chiedere l'affidamento di Steven. Lo stato della Florida proibisce ai gay e alle lesbiche di adottare ma non di diventare genitori affidatari. «Ne abbiamo parlato per mesi - racconta Hueso - Poi abbiamo detto: "Che diamine, facciamolo!"». Nel febbraio del 2003 Steven si trasferisce nella loro casa a Little Gables. A scuola il cambiamento è subito evidente. Osserva Michael Guthrie, direttore dell'istituto tecnico di Miami che Steven frequenta oggi con successo: «Finalmente ha trovato due persone che si prendono molta cura di lui. Le chiama "le mie mamme"». Denise Hueso e Sandra Newson, 38 e 40 anni, hanno trovato la strada giusta: «La cosa più difficile da imparare per Sandra e per me - dice Denise - è stata accettare che Steven è sopravvissuto per tutta la sua vita senza di noi, e ci è riuscito molto bene. Possiamo solo offrirgli la nostra esperienza».

Un passo dietro l'altro. Lavora per 24 ore alla settimana a Care Resource, il più grosso servizio di assistenza per l'AIDS della Florida. «Sono l'educatore più giovane, faccio di tutto perché la gente si sottoponga al test per l'HIV». Fa il consulente per gli adolescenti gay al Pridelines. «Dico che ero come loro e so che è orribile sentirsi così. Dico che le cose positive verranno. Ma perché vengano occorre lavorare».

Succede, alla fine qualcuno apre gli occhi. Dopo che qualcun altro li ha chiusi lasciando il segno. Come Colin Higgins, scrittore e regista (è suo il noto film «Harold e Maude») morto di AIDS nel 1988. La Colin Higgins Foundation è attenta a quanti fronteggiano discriminazioni basate sull'orientamento sessuale e sull'identità di genere. Ne sceglie 5 ogni anno che premia con un finanziamento di 5000 dollari e una borsa di studio per il 17° convegno annuale del National Gay and Lesbian Task Force Creating Change, cioè un gruppo speciale per il cambiamento creativo.

La Colin Higgins Foundation ha attribuito il premio a Steven per la sua storia e per il suo attivismo: è rappresentante giovanile della Florida State Commission, membro esecutivo del Pridelines Youth Services e fondatore del Gay, Lesbian and Straight Education Network nel suo liceo. Steven partecipa ai corsi per i genitori affidatari e spiega il disagio di un giovane gay. Dice che c'è un gran bisogno nella comunità di genitori affidatari omosex. Vuole fare l'attivista per tutta la vita.

Ha iniziato a danzare, non si fermerà più. Aiuterà a danzare i tanti Steven paralizzati dal disagio.

http://www.gaynews.it/view.php?ID=30494

Pinguini e Opus Gay

Il movimento cattolico ultraconservatore dell'Opus Dei ha perso la battaglia contro un giornale gay cileno.
di Delia Vaccarello da "1,2,3...liberi tutti de l'Unità"

OPUS DEI E OPUS GAY. Santiago, Cile: le parole non hanno padroni. Il movimento cattolico ultraconservatore dell'Opus Dei ha perso la battaglia contro un giornale gay cileno. Il ramo cileno dell'Opus Dei aveva fatto causa al giornale, che si era chiamato Opus Gay, dicendo che la pubblicazione aveva infangato il movimento cattolico. L'Opus Dei, vicinissima al Vaticano, è uno dei principali oppositori in tutto il mondo dei diritti dei gay e delle nozze omosex. Dopo due anni di battaglia legale la commissione giudiziaria cilena per la proprietà intellettuale ha emesso una sentenza favorevole al giornale Opus gay. La sentenza è stata definita dal Movimento per l'integrazione e la liberazione omosex una «vittoria senza precedenti». Insomma ognuno può chiamare la propria attività «opus», con il termine latino che corrisponde alla parola italiana «opera». C'è l'opera di Dio e c'è l'opera gay.

OPUS GOLF. Lottiamo per i diritti scendendo in … un campo da golf. Il sindaco di Atlanta, in Georgia ha imposto una multa di 90.000 dollari ad un esclusivo club di golf, il Druid Hills Country Club, che aveva rifiutato di riconoscere i partners dei suoi soci gay e lesbiche. Il club, la cui iscrizione ammonta a 40.000 dollari, con una tassa mensile di 475 dollari, aveva detto allo psicologo Lee Kyser e all'avvocato Randy New, entrambi gay, che i loro partner non potevano avere gli stessi diritti degli altri «familiari». Il club ha annunciato ricorso. I repubblicani sono in allarme: se il municipio vincesse la causa, le coppie registrate come «domestica partners» dovrebbero essere trattate come le coppie sposate. Le vie del golf sono infinite.

OPUS ZAPATERO. Le vie di Zapatero, invece, sono laiche. Il governo spagnolo ha approvato in via definitiva il progetto di legge che prevede il riconoscimento delle unioni gay dopo aver studiato un rapporto ad hoc del Consiglio di Stato. «Abbiamo mantenuto i tratti essenziali del disegno precedente, cioè l'equiparazione dei diritti dei gay con quelli degli eterosessuali», ha detto la vicepremier del governo, Maria Teresa Fernandez de la Vega, aggiungendo che la nuova legge «elimina una discriminazione ingiustificata. Ora il diritto a sposarsi ce l'hanno tutti», ha concluso la vicepremier. Nella cattolica Spagna, l'opus di Zapatero ha fatto valere un principio laico per eccellenza: i diritti non sono tali se non sono di tutti. Insomma, i diritti come le parole non hanno padroni.

PINGUINI GAY E LA FORZA DEL MISTERO. Roy e Silo non sono soli. La coppia di pinguini gay del Central Park Zoo di New York non è l'unica al mondo. I ricercatori dell'università di Kyoto hanno scoperto che circa 20 coppie di pinguini nei 16 acquarium e zoo principali nipponici sono gay. Come Roy e Stilo non si curano delle femmine, costruiscono un nido e hanno frequenti incontri sessuali. Non è tutto. I pinguini di New York hanno avuto una piccola. Il guardiano dello zoo ha dato loro un uovo che necessitava di cure per aprirsi. Roy e Silo l'hanno covato per i regolari 34 giorni finchè non è nata una femmina, la pinguina Tango, che hanno allevato tenendola al caldo e nutrendola col becco. Alcuni zoologi hanno puntualizzato che dire che Roy e Silo sono omosessuali è una semplificazione e che quello che lega queste coppie è un mistero. Mistero? Nel 1999 Bruce Bagemihl pubblicò «Esuberanza biologica: omosessualità animale e diversità naturale», ovvero il comportamento animale omosex in 450 specie (scimmie, polipi, pinguini…). Il libro è stato citato come documento nel corso dello storico processo che ha decretato l'abolizione della legge anti-sodomia del Texas. Lungi dal dedurre verità che riguardano l'essere umano dal comportamento animale, ci sembra che, come succede per le parole e per i diritti, anche l'«opus gay» può essere di tutti. Scimmie e pinguini compresi.

http://www.gaynews.it/view.php?ID=30495

martedì 4 gennaio 2005

Il regime

«L’episodio dell’Antitrust (sono stati nominati controllori del potere due sodali e amici del potere, ndr) leva molti argomenti a chi, come il sottoscritto, esitava a usare con troppa disinvoltura la parola regime. Nel 2005 comincerò a usarla senza problemi, e non per colpa mia. Buon anno a tutti».

Michele Serra, 31 dicembre 2004

lunedì 3 gennaio 2005

Zapatero: raffica di riforme per un paese laico

Ma legge matrimoni gay scatena tensione con episcopato spagnolo

Roma, 3 gen. (Apcom) - E' giunto al governo inaspettatamente nel marzo scorso, ma il premier spagnolo, il socialista José Luis Rodriguez Zapatero, ha dimostrato nel corso del 2004 di fare sul serio e di voler attuare il suo ambizioso programma di riforme economiche e sociali.

Le elezioni del 14 marzo scorso si erano svolte sull'onda della commozione per gli attentati ai treni di Madrid di tre giorni prima per mano di una cellula islamica legata ad Al Qaida, in cui morirono 190 persone. I sondaggi precedenti agli attentati assegnavano la vittoria al Partido Popular, e Zapatero aveva incentrato la sua campagna facendo leva sul sentimento pacifista dell'elettorato spagnolo, contrario in grande maggioranza alla guerra in Iraq.

Il primo punto nel programma elettorale di Zapatero era proprio il ritiro delle truppe dall'Iraq, con una inversione a 180 gradi della politica estera fin lì condotta dal premier uscente, José Maria Aznar, che aveva sostenuto l'intervento militare anglo-americano. Vinte le elezioni - grazie anche all'imperizia del governo Aznar nella gestione della crisi degli attentati - Zapatero ha esordito annunciando il ritiro del contingente spagnolo dall'Iraq, dimostrando così di voler tener fede a quanto promesso.

Nelle settimane successive il governo socialista si è messo al lavoro per introdurre nel corso della legislatura una serie di provvedimenti che toccano questioni controverse come l'aborto, il divorzio, la repressione della violenza domestica contro le donne, le unioni omosessuali, la ricerca scientifica, l'eutanasia e il finanziamento della Chiesa cattolica da parte dello Stato: una vera e propria offensiva per ribadire il carattere laico dello Stato, che rischia però di alimentare una nuova contrapposizione tra il governo e la Chiesa di Spagna. Un diverbio che richiama alla memoria i turbolenti anni della Seconda Repubblica spagnola e la guerra civile combattuta nel Paese iberico tra il 1936 e il 1939, vissuta dai cattolici spagnoli come una 'crociata' per la difesa della religione.

Nei primi mesi del 2005 le tensioni tra il governo Zapatero e la Chiesa di Spagna potrebbero acuirsi. Il 30 dicembre il governo ha infatti approvato la proposta di legge che modifica il codice civile, legalizzando le unioni fra le coppie omosessuali ed equiparandone i diritti a quelli dei matrimoni eterosessuali, compresa dunque la possibilità di adottare i figli. Il testo dovrà essere discusso dalle Cortes, che potrebbero approvarlo anche prima della prossima estate. Zapatero nel difendere il progetto è stato chiaro: "Quel che vuole il governo è che queste persone cessino di essere cittadini di seconda classe e ottengano pieni diritti, tra i quali quello di poter formare una famiglia".

La Conferenza episcopale spagnola ha lanciato però la sua controffensiva, e il 26 dicembre ha diffuso un documento in cui ha ribadito la sua difesa del modello di famiglia tradizionale e in cui ha attaccato l'omosessualità, giudicata "eticamente riprovevole". In particolare i vescovi spagnoli negano allo Stato la capacità di disciplinare il matrimonio tra le persone dello stesso sesso, e non riconoscono alle coppie gay ogni diritto in materia di adozione.

Anche la questione basca animerà senz'altro il dibattito politico in Spagna nel corso del 2005, e impegnerà il governo in una delicata azione per disinnescare il cosiddetto 'Piano Ibarretxe', il piano promosso dal presidente regionale basco, Juan José Ibarretxe, il progetto di riforma dello statuto di autonomia dei Paesi Baschi che prevede per Euskadi lo status di "Paese associato" con la Spagna.

Il Piano Ibarretxe è stato approvato dal Parlamento basco con uno scarto minimo il 30 dicembre scorso, ma sia Zapatero che il leader del Partido Popular, Mariano Rajoy, respingono il contenuto del documento, considerato incostituzionale. Il premier, contrariamente a Rajoy, non vuole investire della questione il Tribunale costituzionale, e preferirebbe che fosse il Parlamento a bocciarlo, con un voto a maggioranza assoluta dei parlamentari socialisti e popolari.

Il 20 febbraio si svolgerà infine in Spagna il referendum sul Trattato costituzionale dell'Ue, firmato a Roma alla fine dello scorso ottobre. Anche in materia di politica europea Zapatero ha compiuto una netta inversione rispetto al governo Aznar, favorendo il raggiungimento dell'accordo per la sigla del Trattato, e riallineando la Spagna ai paesi della 'Vecchia' Europa rispetto a una strategia che privilegiava l'alleanza transatlantica.

Plg

http://www.gaynews.it/view.php?ID=30480

Domani su l'Unità la rubrica glbt "Uno, due, tre... liberi tutti"

Domani la pagina di 'liberi tutti' su l'Unità ha come storia centrale

- la vicenda di Steven Alicea, (Florida) che poteva essere la storia di un ragazzo spacciato e invece ha un lieto fine sorprendente

- ragazzo gay adottato da una coppia di protestanti pastori e rifiutato perché gay a rischio di suicidio viene infine adottato da due donne lesbiche dal momento dell'adozione in poi Steven rinasce finché diventa un "ragazzo coraggio" premiato per questo

- in pagina una lettera con cui una lettrice chiede dei risultati in termini di copie vendute della campagna di sostegno per il giornale e per liberi tutti avviata con l'appello del direttore Furio Colombo "noi contiamo su di voi"

- in basso il tam tam che parla di Opus dei e Opus gay

- in alto l'agenda fitta di appuntamenti

Romano Prodi, 31 dicembre 2004

«In queste condizioni, di fronte a Presidenti delle Camere che indeboliscono con le loro scelte una delle più autorevoli istituzioni di garanzia che l’Italia abbia, non posso che gridare forte tutta la mia indignazione e dire che non è questa l’Italia che noi vogliamo e che gli italiani meritano».

Romano Prodi, 31 dicembre 2004

domenica 2 gennaio 2005

Il maremoto e i politici

di Stefano Benni

George Bush.

Sono arrabbiato per le reazioni isteriche del mondo a un evento naturale quale il maremoto asiatico. Questo inconveniente non deve farci dimenticare le gerarchie di importanza. Il vero problema del mondo, la prima e unica cosa di cui avere paura è il terrorismo. Ci ho messo anni a inventare questa balla americocentrica, e adesso non venitemi a dire che c'è qualcosa di molto più pericoloso e urgente. La catastrofe ecologica non fa rieleggere i presidenti e ostacola l'economia mondiale. Ci hanno subito accusato di essere tirchi, di essere capaci solo di invadere e sfruttare, non di aiutare. Ci hanno subdolamente chiesto: perché i mille satelliti che monitorano il pianeta metro per metro non sono serviti in un caso come questo? Rispondo: perché i satelliti li usiamo per motivi militari, e spiano i talebani, non gli tsunami. Va bene, ci sono state centoventimila vittime, ma questo è ricattatorio e poco elegante, noi non diamo mai i numeri dei morti nelle nostre guerre. In quanto al sud-est asiatico, non mi è simpatico, ci abbiamo già perso una guerra. Ho chiesto ai miei sponsor petroliferi, e mi hanno confermato che lì c'è poco petrolio e comunque le industrie estrattive sono rimaste intatte. A chi ci accusa di spendere 1000 volte di più per gli armamenti che per le ricerche sui danni all'ecosistema io rispondo: sono eletto dai produttori di armi, non dai pescatori. E gli americani vanno in vacanza alle Hawai, dove il sistema di allarme tsunami c'è da anni. E' ora di far tacere gli ecoterroristi aizzati da psudoscienziati e traditori come Rifkin, una banda di gufi predicenti che dovremo affrontare nuovi eventi catastrofici, come lo scioglimento della banchisa e il marasma alluvionale. Paroloni a vanvera. Preferisco il vecchio Bin Laden, che almeno parla di cose che conosco. Perciò continueremo a non firmare il protocollo di Tokyo, a trivellare l'Alaska, a abbattere foreste, a far girare per il mondo sottomarini nucleari, satelliti elettromagnetici e superpetroliere col buco. Ma non è vero che siamo tirchi, la faremo vedere a quei pezzenti dell'Onu. Ho preparato una grande coalizione umanitaria: purtroppo ultimamente ho speso troppo in bombe e manco di contanti, ma presto manderemo in Asia aerei pieni di dollari, bibite, tavole da surf e marines. Cacceremo fuori i soldi, basta che la smettiate di rompere col maremoto e che si ristabilisca una sana gerarchia dei media. La catastrofe climatica deve tornare al 26° posto, la paura del terrorismo al primo, le Borse al secondo e il calcio al terzo. E in quanto alla teppaglia dell'Onu, perché nessuno ammette che il maremoto è la prova della giustezza della mia guerra in Iraq? Saddam possedeva armi di massa, e ha pensato di liberarsene scaricandole in mare. Me l'ha detto Rumsfeld, e lui non dice mai bugie. Qualcuno ha lanciato l'allarme che ci saranno altri tsunami, forse anche sulle coste Usa. Impossibile, perché Dio è con noi. Ma se decidesse di attaccarci, non ci lasceremo intimidire. Vladimir Putin

Quale presidente del paese autore di alcune delle catastrofi ecologiche del secolo, da Cernobyl alla morte del lago d'Aral, devo dire che il sistema russo è migliore del vostro. Sia noi che voi ci rendiamo conto del disastro solo quando è avvenuto. Ma voi ne parlate un'ora dopo, noi diamo la notizia un anno dopo.

Silvio Berlusconi.

Mi dispiace per le vittime ma non bisogna esagerare. In fondo le mia ville in Sardegna sono salve, e io i soldi in banca alle Cayman. Non è vero che le associazioni non governative si sono mosse molto più in fretta di noi. Siamo stati prontissimi. Fini ha imparato a memoria il prefisso dell'Indonesia in meno di un'ora. Abbiamo già avviato tutta una serie di iniziative preventive. Alzeremo di dieci metri il progetto del ponte di Messina. Ho mandato il mio euro di offerta attraverso Telecom. Ho detto a Emilio Fede che gli rimborserò personalmente il set di valigie e il baule delle tinture. Ma non dimentichiamo che i problemi dell'Italia sono ben altri: bisogna salvare l'economia, Dell'Utri e Previti, e soprattutto truccare le elezioni. Certo, centoventimila morti sono un bel problema, ma avete mai provato a spartire venti viceministri e sottosegretari? Inoltre ho dovuto lasciare il Milan per colpa di una legge ingiusta e bolscevica. Obiettivamente parlando, il Milan in diciotto anni ha vinto tutto, che cosa ha vinto la Thailandia? Comunque seguiamo la situazione ora per ora, e stiamo cercando l'efficiente Matteoli, che ancora non sa cos'è successo.

Giancarlo Fini

Sì, c'è stata un po' di confusione, ma sono nuovo del mestiere. Noi di An siamo bravissimi a occupare i posti in consolati e ambasciate, molto meno a fornirli di fondi e farli funzionareMa non esageriamo. In fondo Gianni Morandi, Maldini, Inzaghi e Zambrotta si sono salvati. Non possiamo farci niente se la gente va in spiaggia senza documenti o si scorda di caricare il telefonini. Comunque ricordo a tutti di non partire per le Maldive, specialmente i pensionati che lì pullulano .

In quanto al competente Matteoli, l'ho trovato. Era al parco nazionale d'Abruzzo a vendere abeti natalizi. L'ho avvisato dello tsunami. Ci è rimasto molto male, e questa è la prova della sua serietà.

Attila Matteoli

Sono il competente ed efficiente Matteoli e so tutto sullo tsunami. E' uno sport violento ma non credevo che potesse fare tanti morti. In quanto al maremoto, come dice il nome stesso, colpisce le case in riva al mare. Perciò bisognerà subito vendere la costa amalfitana e la riviera ligure perché così, se ci sarà un maremoto, non colpirà gli interessi italiani. Ho subito formato un pool di esperti formato da Rubbia , Zichichi, Milly Carlucci,Veneziani ed Albertazzi. Dopo una proficua riunione abbiamo stabilito che: a- l'asse terrestre si è spostato di dieci centimetri ma questo non avrà conseguenza sugli equilibri del governo

b- Sumatra si è spostata di trenta metri ma di questo passo si scontrerà con la Sicilia solo tra due milioni di anni.

c- l'Himalaia si è innalzata ma tanto non ci va quasi nessuno.

d- non firmeremo il protocollo di Kyoto perché Bush dopo Pearl Harbour non si fida dei giapponesi.

Abbiamo già posto in atto severe misure per difendere le nostre coste. Sull'Adriatico. Le sedie dei bagnini saranno alzate di un metro per poter avvistare onde anomale in anticipo.

Francesco Rutelli

Noi della sinistra abbiamo da tempo una visione globale e non locale della politica. Sappiamo bene che il problema del crollo dell'ecosistema pende su tutti noi ed è urgente attivarsi. Per questo chiedo a Mastella di recedere dal suo proposito di scissione. Stiamo preparando una commissione che elencherà i venti punti di maggior pericolo del mondo. Quando avremo deciso chi sarà il presidente e quando Parisi Prodi e Bertinotti la smetteranno di impuntarsi, potremo dare una svolta globale ed epocale alla ricerca. E ora preghiamo.

Roberto Calderoli

Sappiamo che tra i dispersi ci sono dei lombardi. Ebbene, ho letto da qualche parte che questa è la vendetta di un certo Poseidone. Sappia questo signore, il cui nome evidenza chiare origini meridionali, che abbiamo posto una taglia sulla sua testa, e che nessuno può toccare un padano, neanche in vacanza. Se qualcuno dice che siamo bravi a far propaganda, mentre per il Po c'è un piano anti-alluvione insufficiente e antiquato, rispondiamo: il Po, come la Lega, è esuberante e non può essere ingabbiato. Mi chiedo inoltre: perché da tre giorni non appaio più sui titoli del telegiornale? Conto forse meno di un cingalese?

Pierflavio Cattaneo

Chiedo scusa se la televisione italiana ha dovuto rivoluzionare un poco i suoi schemi, sembrando per un attimo una televisione vera. Anche io sono d'accordo che una semplice onda anomala non può sconvolgere i nostri programmi. I miei padroni mi hanno già sgridato e torneremo in pochi giorni ai nostri palinsesti di rassicurante merda. Ma non resteremo certo immobili davanti alla sciagura. Abbiamo già pronte tre maratone televisive di raccolta fondi. E in quanto ai problema che assilla tutti, posso rassicurarvi: l'Isola dei famosi non sarà sospesa, anzi si prevede un aumento di audience. Adesso però basta fango e sismologi, tra un mese dovremo aver scordato tutto.

Wall Street Journal

Basta con le voci che mettono a repentaglio l'equilibrio dell'economia. Confermiamo che le Borse asiatiche reggono, non essendo fatte di paglia. Ricostruiremo i villaggi turistici ancora più belli di prima, sopraelevati e robusti. Consigliamo ai risparmiatori di investire in industrie farmaceutiche, potabilizzatori di acqua, e aree edificabili in montagna. Non c'è catastrofe su cui non si possa guadagnare in borsa, come l'undici settembre ha dimostrato.

Proposta

Modesta proposta del gruppo Lupo. Perchéil manifesto non organizza in Italia una grande conferenza, una settimana di incontri sul disastro ambientale annunciato e vissuto? Chi può organizzarlo meglio di voi? Inoltre abbiamo deciso di versare aiuti soltanto su base comunale o regionale, a gruppi non governativi di cui si possano conoscere bene scopi e bisogni. Niente telefonini. Ci piacerebbe anche discutere su una nuova legge che renda meno lenta e difficile l'adozione degli orfani di guerra e di calamità.

Dio

In ordine alle accuse di accanimento e strabismo pervenute a questa alta sede, si ricorda: A- agli atei che io non esisto e B- ai credenti che Mosè ce la fece grazie a un maremoto. Sul fatto invece che l'umanità non abbia mai inferto ferite così grandi alla terra e la stia mettendo in pericolo, sono d'accordo, ma non posso farci nulla. Per gli atei, vale la motivazione precedente A. Per i credenti: perché allora continuate a credere in quelli che la distruggono?

da il manifesto del 31/12/2004

giovedì 30 dicembre 2004

CRONOLOGIA DEGLI AVVENIMENTI GAY DEL 2004

Vi proponiamo un riassunto di ciò che è successo in questi 12 mesi in Italia e nel mondo. Segnalateci integrazioni e suggerimenti all'email segretario@arcigay.it


Il 2004 è stato l'anno del riconoscimento dei diritti delle cittadine e dei cittadini lesbiche e gay in molti Stati Europei; Buttiglione, è costretto a ritirare la sua candidatura a Commissario europeo grazie all'azione di informazione svolta dalle associazioni omosessuali; alcune Regioni italiane, introducono nei loro Statuti norme di tutela e accoglienza verso le unioni civili; per la prima volta nella storia parlamentare italiana, viene calendarizzata una proposta di legge che intende introdurre diritti e dovere per le convivenze e le coppie di fatto; le gerarchie cattoliche e alcuni intellettuali conservatori lanciano una offensiva contro i diritti delle persone omosessuali. In Italia si susseguono atti di intimidazione e violenze perpetrati ai danni di omosessuali, organizzati da gruppi neo fascisti. Il movimento glbt italiano prosegue il suo lavoro di estensione della propria rete di associazioni e gruppi territoriali, e organizza centinaia di iniziative in tutto il paese.



GENNAIO

2 gennaio. Il Presidente Ciampi attribuisce la medaglia al valor civile a Natale Morea, generoso clochard gay, che difende 5 ragazze dalle molestie di un gruppo di teppisti. Il branco l'assale e lo riduce in fin di vita e, solo dopo un lungo periodo di cure riesce ad uscire dall'ospedale. Natale era scappato dal suo paese molti anni prima, per sfuggire all'ambiente oppressivo, che lo additava come un diverso da emarginare.


8 gennaio. Il Partito Popolare Spagnolo inserisce nel proprio programma elettorale l'impegno di approvare una legge che riconosca le unioni civili etero ed omosessuali. Il Partito Socialista iberico, mette a punto la sua campagna elettorale rivolta alla comunità gblt promettendo il matrimonio gay. La cattolicissima Spagna, quindi, si avvia a normare la materia, mentre l'Italia rimane fanalino di coda in Europa.


13 gennaio. Si svolge a Roma nei pressi di Piazza San Pietro la 6° Giornata contro la discriminazione antiomosessuale su base religiosa. Delegazioni delle associazioni glbt romane e nazionali ricordano Alfredo Ormando che il 13 gennaio 1998 si era dato fuoco nei pressi del colonnato del Bernini, per protestare contro le discriminazioni della Chiesa cattolica nei confronti dei gay. Vista la vastità delle ustioni riportate, Ormando muore dopo alcuni giorni.


22 gennaio. Marzio Barbagli e Chiara Saraceno, eminentissimi sociologi italiani, sono esclusi dal ministro leghista Maroni, dall'Osservatorio Nazionale sulla famiglia, rei di aver condotto studi sulla popolazione omosessuale, che li rende incompatibili con la visione confessionale del governo.



FEBBRAIO

2 febbraio. Arcigay protesta per le dichiarazioni del ministro Maroni che indica come anti costituzionali le unioni gay, quindi, non soggette ad alcun tipo d'aiuto e di tutela. Il presidente Sergio Lo Giudice annuncia che il 14 febbraio migliaia di coppie di fatto si daranno appuntamento a Roma, per dare vita al Kiss to Pacs.


13 febbraio. A cura della nuova rete di giuristi gay Gayus si tiene presso la biblioteca della Camera dei Deputati un convegno sulla legislazione vigente in materia di convivenze. All'iniziativa, fra gli altri, partecipa Stefano Rodotà.


14 febbraio. In Piazza Farnese a Roma s'incontrano migliaia di persone e oltre 1.400 coppie si baciano in contemporanea. Alla festa, condotta da Fabio Canino e La Pina, e organizzata da Arcigay Nazionale, aderiscono tutte le sigle del movimento glbt, folta la partecipazione dei Circoli Arcigay e Arcilesbica. Artisti, leader del movimento, coppie si alternano sul palco per portare la propria testimonianza.


20 febbraio. Sotto l'abitazione della famosa drag queen Vladimir Luxuria, appaiono insulti e croci celtiche. Negli ultimi anni gli atti d'intimidazione nei confronti d'esponenti della comunità glbt s'infittiscono in tutta Italia, sempre ad opera di gruppi delle estrema destra.



MARZO

9 marzo. La circoscrizione di Torre del Lago, governata dal centro destra, nega l'autorizzazione affinché si possa tenere ad agosto il Mardi Gras. Scoppia la polemica, anche in ambito nazionale. Alla fine la manifestazione si terrà sempre ad agosto, ma non a cavallo del ferragosto, come avveniva abitualmente da alcuni anni.


15 marzo. "La comunita' gay non puo' non gioire della straordinaria vittoria socialista in terra spagnola''. Lo afferma Franco Grillini (Ds), ricordando come ''il segretario socialista Jose' Luis Zapatero si e' molto speso anche durante la campagna elettorale sui diritti degli omosessuali. Franco Grillini, elogia anche l'atteggiamento del segretario socialista favorevole ai ''diritti degli omosessuali", sia ''al matrimonio gay e persino delle adozioni" senza preoccuparsi ''dello scontro con le gerarchie cattoliche e dei presunti 'rischi' che una simile posizione comporta in termini elettorali".


15 Marzo, ad un mese dalla manifestazione nazionale Kiss2Pacs, Arcigay Roma Gruppo Ora ed il Cinemante pubblicano il DVD con le immagini più belle di tale evento, con le interviste agli attivisti del movimento GLBT ed ai personaggi del mondo dello spettacolao (Viola Valentino, Alda De Usanio, Enrico Lucci, etc) che hanno partecipato all'evento.


20 Maggio, Nasce Handygay: Dopo l'appello di Giovanni Picus, giovane gay disabile, che il 14 febbraio in Piazza Farnese durante la manifestazione del Kiss2Pacs chiese aiuto per creare un associazione per gay disabili, all'interno di Arcigay Roma Gruppo Ora nasce il gruppo Handygay , il primo gruppo in Italia per disabili omosessuali.


24 marzo. Il ministro Sirchia decide che la popolazione gay non ha diritto ad alcuna campagna specifica per la prevenzione dell'Aids. Al contrario di ciò che avviene in tutta Europa, il governo Berlusconi nega fondi per la prevenzione, non ascolta le associazioni di volontariato, non vuole assolutamente diffondere l'uso del preservativo, in ossequio alle posizioni del Vaticano.


29 marzo. Grazie alle pressione esercitata dai paesi islamici e dal Vaticano il Brasile ritira all'ONU, una risoluzione che intendeva tutelare i diritti dei gay e delle lesbiche. I veti incrociati n'avrebbero impedito l'approvazione. Il sottosegretario agli esteri Margherita Boniver, aveva sostenuto, insieme ai paesi europei, l'iniziativa brasiliana.



APRILE

14 aprile. 15 presunti appartenenti a Forza Nuova sono arrestati dalla Procura di Bari. Si tratterebbe di persone che negli ultimi anni hanno dato vita ad alcuni atti d'intimidazione ai danni d'esponenti politici e sindacali della zona, tra cui il Presidente dell'Arcigay Michele Bellomo. L'Arcigay nazionale rinnova la richiesta al Governo di scioglimento di questi gruppi neo nazisti.


15 aprile. Il nuovo capo del governo spagnolo Zapatero, nel suo discorso d'insediamento davanti al Parlamento dice "Gli omosessuali e i transessuali meritano la stessa considerazione pubblica degli eterosessuali e hanno diritto di vivere pubblicamente la vita che hanno scelto" e ha ripetuto la sua intenzione di "modificare il codice civile per riconoscere loro, in segno d'eguaglianza, il diritto al matrimonio, con le conseguenze in materia di successione, diritto del lavoro e sicurezza sociale". L'Arcigay si chiede quando in Italia si sentiranno parole così chiare da parte d'esponenti del centro sinistra.


18 aprile. Lucca una giovane lesbica viene aggredita e violentata da due giovani mentre alle 7 del mattino porta a spasso il proprio cane. Da tempo nella città si susseguono atti di violenza e di intimidazione verso lesbiche e gay rivendicati da gruppi neo fascisti.


20 aprile. La Camera boccia la proposta di legge Giovanardi sulle discoteche. Il lavoro svolto per mesi da Franco Grillini riesce a convincere i deputati d'opposizione e maggioranza, che si tratta di un provvedimento anti costituzionale e inefficace. Se la legge fosse stata approvata tutti i locali, pubblici e privati, avrebbero dovuto chiudere ad una certa ora, non dare più alcool due ore prima della chiusura, sarebbe stato vietato trasportare alcool anche nelle vetture private. Una legge liberticida e inapplicabile, che tra l'altro scavalcava le competenze dei comuni e delle regioni.


23 aprile. Da alcuni giorni una delegazione di Arci e di Arcigay, capeggiata da Tom Benettolo e Sergio Lo Giudice, è in visita a Cuba. Scopo del viaggio è quello di comprendere bene la reale condizione di vita degli omosessuali sull'isola e di prendere contatti con intellettuali, operatori ed esponenti del governo castrista al fine di attivare canali concreti d'aiuto e conoscenza. All'incontro con il ministro della Cultura, Pietro, Arcigay ribadisce la necessità che Cuba apra alla cultura e alla vita gay.



MAGGIO

7 maggio. Dopo l'Umbria anche la Toscana approva lo Statuto regionale dove è inserito il riconoscimento delle coppie di fatto. Alle due regioni si aggiungerà poi anche l'Emilia Romagna.


9 maggio. Si tiene a Milano la Convention organizzata da Arcigay e Arcilesbica nazionali dal titolo "Usa il tuo voto". Le due associazioni hanno inviato nei mesi precedenti a tutti i partiti e candidati alle elezioni amministrative ed europee, documenti e questionari, per conoscere la posizione di questi sulla piattaforma rivendicativa del movimento lgbt. All'appello hanno aderito decine di candidati, tutti i partiti della sinistra, i Radicali italiani, e liste e gruppi locali.


Maggio. Scoppia a Milano una polemica sulla prostituzione maschile minorile. Il fenomeno, presente da molti anni, si lega naturalmente al possibile sfruttamento di minori da parte delle organizzazioni criminali che costringono giovani immigrati a prostituirsi. Sui giornali milanesi escono diversi articoli, alcuni con il solito taglio scandalistico e generalizzante. Molto importante è l'intervista rilasciata dal Questore, che ridimensiona la vicenda e riconosce all'Arcigay di Milano un ruolo positivo d'aiuto e sostegno ai giovani che si prostituiscono. Le polemiche però sono rinfocolate da articoli e servizi su riviste e tv nazionali.


13 maggio. Il cardinale Ratzinger esterna la sua contrarietà al riconoscimento delle coppie gay, prendendo ad esempio Olanda, Belgio e le intenzioni della Spagna, il prelato dice "si esce fuori dal complesso morale dell'umanità"; Sergio Lo Giudice presidente Arcigay replica che la storia d'Europa non si esplica nei fondamentalismi, di cui per altro è colpevole la Chiesa cattolica, che ha nei secoli proposto una difesa strenua dei suoi convincimenti, scontrandosi con il progresso, la scienza e libero pensiero.


17 maggio. In Massachusetts si celebrano i primi matrimoni legali lesbici e gay. Tutta l'America è percorsa da una campagna di rivendicazione da parte delle associazioni glbt di riconoscimento delle unioni gay.


26 maggio. Da alcuni giorni circola la notizia che il Comune e la Questura di Milano sono intenzionati a non far transitare il corteo del Gay Pride in Piazza Duomo. Immediata la reazione del Cig e dell'Arcigay Nazionale. Nella storica Piazza Paolo Ferigo, presidente dell'Arcigay di Milano, Aurelio Mancuso, segretario nazionale Arcigay e Franco Grillini parlamentare e presidente onorario Arcigay, tengono una conferenza stampa. Dopo pochi giorni l'amministrazione cittadina e la questura danno il via libera al corteo.


27 maggio. Bologna è la città regina per i gay e le lesbiche italiane, il Lazio la 1° regione per vivibilità. Questi sono i dati più importanti della annuale ricerca condotta dalla Goletta gay. Come sempre l'inchiesta rivela una realtà italiana complessa, dove nelle grandi città gli omosessuali si sentono più liberi (Milano, Roma, ecc.) mentre, la provincia è sempre vista come oppressiva, a parte alcuni positivi esempi (Padova, Pisa, Firenze, Bari, ecc.).


29 maggio. Taormina, parlamentare di Forza Italia, insulta in una trasmissione televisiva lombarda i gay definendoli anormali. Alla trasmissione partecipa Francesco Italia direttore di Gay.TV, che tenta di riportare alla ragionevolezza l'avvocato, ma inutilmente. Aurelio Mancuso, segretario nazionale Arcigay, chiede a Berlusconi di intervenire a difesa dei gay, ma come sempre il capo di Forza Italia tace.



GIUGNO

3 giugno. Alessandro Cecchi Paone, noto giornalista televisivo e candidato nelle liste di Forza Italia per le elezioni europee, racconta su Vanity Fair la sua storia. Si definisce omo affettivo e alla ricerca di una storia d'amore con un uomo. Cecchi Paone s'impegna a portare la battaglia per i diritti civili dentro il suo partito, cosa che farà anche dopo la campagna elettorale.


5 giugno. A Milano inizia la stagione dei Pride italiani. La manifestazione è formata da migliaia di persone, gay e lesbiche sfilano assieme ad associazioni culturali, partiti, sindacati, famiglie, politici.

Sotto un caldo non eccessivo, il corteo meneghino prende possesso del centro storico e s'ingrossa di migliaia di persone. E' un vero successo. E la sera il risultato positivo del pomeriggio si rinnova: al party prende parte un numero enorme di persone, che dopo aver ascoltato il concerto d'Ivana Spagna, balla insieme fino al mattino.


11 giugno. Il Circolo gay e lesbico l'Altro Volto di Lucca organizza un convegno dal titolo "In fondo a destra". Alla manifestazione partecipa moltissima gente e, durante i lavori prende la parola la compagna della ragazza violentata il 18 aprile."Aggredire un cucciolo di donna per colpirne un'altra, solo perché non si vergogna di se stessa. Due facce pulite da bravi ragazzi e auto costosa. Aggredita, stuprata, minacciata perché lesbica. Gli aggressori sono verosimilmente appartenenti ad aree di estrema destra. Questo succede nell'opulenta Lucca delle meraviglie". Questo un passo dell'intervento della giovane lesbica impegnata in prima persona nell'associazionismo lesbico.


12 giugno. La Svizzera approva una legge sulle unioni civili e in questo modo diventa il 12° stato europeo ad avere una normativa in materia di riconoscimento delle coppie di fatto.


15 giugno. Sergio Lo Giudice, a Bologna, Alessandro Zan a Padova, Renato Sabbadini a Bergamo sono eletti nei Consigli Comunali, altri esponenti gay sono eletti nelle Provinciali, tra cui Nunzio Liso a Bari, Claudio Mazzalupi è riconfermato Sindaco di Fiumana. Andrea Benedino, candidato alle elezioni europee ottiene un buon risultato personale. Dei candidati indicati dalla comunità glbt italiana molti sono eletti tra cui: per i Verdi, Monica Frassoni; per Uniti nell'Ulivo, Giovanni Berlinguer, Mercedes Bresso, Michele Santoro, Mauro Zani, Antonio Panzeri, Nicola Zingaretti, Pasqualina Napoletano, Guido Sacconi, Giovanni Pittella e Marta Vincenzi; per Rifondazione Comunista, Fausto Bertinotti, Roberto Musacchio, Vittorio Agnoletto, per i Comunisti Italiani, Oliviero Diliberto e Marco Rizzo; per la Lista Bonino, Emma Bonino e Marco Pannella


19 giugno. A Grosseto migliaia di gay, lesbiche, transessuali, etero, sfilano per le vie della città: è il Gay Pride, che fa scendere in piazza tutta la città, che accoglie migliaia di giovani, donne, anziani ecc. provenienti da tutta Italia. Ancora una volta la scommessa di tenere in una città di provincia il Pride si rivela giusta. La sera nella struttura di Lega Ambiente, alle porte della città, si riversano migliaia di persone ad ascoltare il concerto di Patty Pravo e poi per stare insieme fino a notte fonda.

Per la prima volta le Poste Italiane concede l'annullo speciale per il Pride, la notizia viene ripresa da molti media nazionali.


19 giugno. Tra la notte del 19 e del 20 giugno muore Tom Benetollo, presidente dell'Arci, grande amico del movimento glbt italiano. Venerdì 18 aveva partecipato ad un incontro a Grosseto su Cuba insieme con Sergio Lo Giudice, Reynaldo Gonzales e Nelson Simon. Il giorno dopo sarebbe dovuto ritornare nella città toscana per partecipare al corteo, invece un malore lo coglie durante un dibattito a Roma. Alle esequie partecipano delegazioni di Arcigay, Arcilesbica e di tante associazioni glbt.


22 giugno. Nasce una nuova rubrica gay sul quotidiano l'Indipendente diretto da Guerri, dal nome Gaya destra. Il direttore si augura che la rubrica "ci aiuti a parlare alla destra italiana, l'unica anti gay in Europa"


23 giugno. Fabrizio Longhi, parroco di Rignano Garganico, che aveva affidato l'omelia a Pasquale Quaranta, giovane gay credente, è rimosso dai suoi incarichi nel foggiano dal vescovo di San Severo mons. Michele Seccia. Si costituisce nel foggiano un comitato spontaneo di fedeli che non ci stanno al trasferimento a Bergamo di don Longhi. L'Arcigay di Milano prepara un dossier sul caso e lo pubblica sul suo sito web. Il dossier sarà raccolto nel libro "L'uomo che Gesù amava" di Gianni De Martino, Fabio Croce Editore, 2004. Il 19 luglio Gay.tv annuncia l'apertura di una nuova rubrica curata da Quaranta, giornalista pubblicista, intitolata "In Love we trust", dedicata all'amore e la spiritualità. "Noi rispettiamo tutte le diversità - si legge nel comunicato dell'emittente televisiva satellitare - compresa quella di avere una fede, qualunque essa sia. Lo scopo principale di questa rubrica è quello di aprire un varco per un confronto che vada oltre i dogmi imposti dagli uomini".


30 giugno. Dopo Umbria e Toscana, anche in Emilia l'orientamento sessuale è inserito nel preambolo dello Statuto Regionale. Arcigay: "Un atto di laicità"



LUGLIO

3 luglio. Si tiene a Roma il Gay Pride, che come tradizione conclude le iniziative italiane del mese dell'orgoglio gay. Il giorno prima si tiene, su iniziativa del Circolo Mario Mieli, un incontro di tutte le sigle glbt italiane, per riuscire ad individuare un percorso unitario per il futuro. In parte il tentativo riesce, anche se le polemiche dei giorni precedenti, che hanno portato alcune associazioni romane a dichiararsi critiche rispetto al Pride, o addirittura di annunciare la loro non partecipazione, non vengono del tutto sopite. Il corteo riesce bene e anche la festa serale all'Altra Sponda vede la partecipazione di moltissima gente. Alla manifestazione del pomeriggio partecipano anche molti politici e rappresentanze del sindacato.


5 luglio, la casa produttrice cinematografica Luky Red, Arcigay Roma Gruppo Ora ed il regista Pappi Corsicato, iniziano le riprese per il video sulla sessualità e disabilità, che sarà proposto per il 2005 al Festival del Cinema di Berlino.


7 luglio. Finalmente anche questa data è arrivata. Per la prima volta nella storia d'Italia inizia la discussione parlamentare di diverse proposte di legge sul riconoscimento giuridico delle coppie gay e lesbiche. La commissione giustizia della Camera, infatti, avvia la discussione delle proposte relative ad Unioni di fatto e Patti civili di solidarietà, relatore Giuliano Pisapia. "Il parlamento italiano non sprechi questa occasione storica di entrare in sintonia col paese reale - commenta Sergio Lo Giudice, presidente nazionale di Arcigay". Il segretario Arcigay, Aurelio Mancuso, chiede ai parlamentari cattolici di cancellare secoli di persecuzioni ed emarginazioni.

La proposta di legge su cui il movimento glbt si riconosce è quella di Franco Grillini sul PACS, che ha raccolto l'adesione di 161 parlamentari e decine di migliaia di firme in tutta Italia.


20 luglio. La Toscana approva in via definitiva lo Statuto regionale che riconosce le forme di convivenza anche gay. Il Presidente di Arcigay Toscana, Alessio De Giorgi, esulta "E' la prima regione che da il via ad uno Statuto di questa portata. Il prossimo obiettivo è ora quello di una legge regionale anti discriminazione".


21 luglio. Come ogni anno durante l'estate pattuglie di polizia sono impiegate per multare i nudisti che si raccolgono nelle zone, che da tanti anni, sono dedicate a questa pratica di libera espressione corporea. Negli ultimi tempi le perlustrazioni sono aumentate, sia perché il clima politico e culturale in Italia è peggiorato e sia perché continua a non esistere una normativa, come in tanti paesi europei. Franco Grillini s'impegna a presentare al più presto un provvedimento.


23 luglio. Arcigay si scaglia contro la designazione, da parte del governo italiano, di Rocco Buttiglione a Commissario europeo. In un comunicato stampa, si ricordano le posizioni anti libertarie e anti europee dell'esponente dell'UdC. Inizia una campagna nazionale e internazionale per boicottare la sua candidatura.


29 luglio. Con una circolare del ministero degli interni, si tenta di far passare alcune normative che erano contenute nella famigerata proposta di legge di Giovanardi di restrizione dell'orario delle discoteche e dei locali pubblici. Franco Grillini preannuncia un'interrogazione parlamentare. La circolare poi si arena, probabilmente il colpo, che doveva passare sotto silenzio, ancora una volta non riesce.



AGOSTO

4 agosto. Il Governo Berlusconi impugna dinanzi alla Corte Costituzionale il nuovo Statuto toscano. E' un governo talebano - commenta Alessio De Giorgi, presidente regionale di Arcigay - quello che in nome di un'ideologia familista, che vede come unica forma di convivenza dignitosa, accettabile e riconoscibile dallo Stato quella uomo-donna fondata sul matrimonio, boccia il nuovo Statuto regionale mandando all'aria anni di discorsi sul federalismo e sulla devolution".


17 agosto. Il Sindaco di Vicenza del centro destra dichiara "No alle contrapposizioni ideologiche sulle coppie di fatto e sull'omosessualità", che così si prende il plauso dell'Arcigay del Veneto.



SETTEMBRE

4 settembre. Il governo boccia le coppie gay nello Statuto dell'Umbria. Il presidente Arcigay Lo Giudice: "Un nuovo attacco al principio d'uguaglianza e alla Carta di Nizza". E' il secondo caso dopo la Toscana.


14 settembre. La Regione Emilia Romagna approva in via definitiva lo Statuto regionale, che come quello dell'Umbria e della Toscana riconosce i diritti delle unioni di fatto.


19 settembre. Arcigay e Arcilesbica nazionali danno vita ad un patto d'azione comune. Dal 1996, data d'autonomizzazione delle due associazioni, le organizzazioni avevano collaborato in qualche occasione, ma non vi era più stato un rapporto di lavoro unitario. Come primo atto Arcilesbica e Arcigay lanciano la proposta di un Pride nazionale a Milano per il 2005 incentrato sulla richiesta della legge sul PACS.


23 settembre. Il Partito Socialista Europeo va all'attacco del candidato Commissario europeo Rocco Buttiglione, definendolo un "fondamentalista antigay". Nel 2003 da ministro volle una norma discriminatoria verso i poliziotti e i medici gay.


23 settembre. Finalmente la piccola Repubblica di San Marino depenalizza l'omosessualità abrogando l'articolo 274 del Codice Penale che perseguiva gli omosessuali.


Settembre. In molte Feste provinciali de l'Unità viene dato spazio alla raccolta di firme a sostegno del PACS. Tavoli, dibattiti, confronti vengono organizzati dalle associazioni gay e lesbiche, che aiutano anche a raccoglie le firme per l'indizione dei Referendum abrogativi della vergognosa legge sulla fecondazione assistita.



OTTOBRE

1 ottobre. Il governo Zapatero approva nella sua ultima seduta il progetto di legge per l'istituzione dei matrimoni gay.


6 ottobre. "I Vescovi non creino artificiose contrapposizioni". Arcigay replica ai vescovi dell'Emilia Romagna che si sono scagliati di nuovo contro lo Statuto regionale e le coppie gay. Prosegue infatti, in tutta Italia una campagna alimentata dai settori più reazionari della Chiesa cattolica contro i diritti dei gay.


7 ottobre. Il segretario nazionale dei Democratici di sinistra, Piero Fassino, presenta la campagna nazionale di sensibilizzazione sulla proposta di legge del Pacs (Patto civile di solidarietà). Proposta presentata da Franco Grillini e da altri 160 parlamentari. "E' un fatto fortemente significativo - commenta il presidente nazionale di Arcigay Sergio Lo Giudice - che, per la prima volta nella sua storia, il più grande partito della sinistra italiana decida di lanciare una campagna su una legge per il riconoscimento delle coppie di fatto, comprese quelle gay e lesbiche".


7 ottobre. Buttiglione affronta la Commissione Libertà e diritti del Parlamento europeo e rivela quando sia incompetente nella lotta contro le discriminazioni. Il commissario UE italiano risponde sui diritti gay al Parlamento Europeo: "Dimostratemi che gli omosessuali sono discriminati". Incalzato dalle domande cade più volte in contraddizione e alla fine ne esce malconcio.


11 ottobre. La Commissione LIBE (Libertà e Diritti) del Parlamento Europeo ha bocciato il via libera alla nomina di Rocco Buttiglione alla carica di commissario UE "Quella del Parlamento Europeo - commenta Sergio Lo Giudice, Presidente nazionale di Arcigay - è una decisione conforme al carattere laico delle istituzioni europee e ai principi contenuti nella Carta dei Diritti fondamentali dell'Unione Europea, approvata a Nizza nel 2000." "Se in Italia - prosegue Lo Giudice - siamo abituati ad un insopportabile atteggiamento confessionale da parte di forze politiche ed istituzioni pubbliche, dall'Europa arriva una lezione semplice ma profonda: i diritti delle persone, comprese gay e lesbiche, sono diritti indisponibili e i principi antidiscriminatori della Carta di Nizza non sono solo delle parole, ma linee di indirizzo da applicare con convinzione. Questa Europa ci piace e ci conforta: il cortile del Vaticano si ferma alle Alpi."


11 -30 ottobre. Si scatena in tutta Italia la reazione nei teo con. Tremaglia ministro degli italiani all'estero parla, in un comunicato redatto con la carta intestata del ministero di "un'Europa in mano ai culattoni". Buttiglione è trasformato in un martire dalla gran parte dei media italiani, l'Arcigay protesta con Rai e Mediaset per i vergognosi servizi dove è dato conto solo delle posizioni dei partiti e non delle associazioni glbt. Le gerarchie cattoliche si lanciano in difesa dell'amico del Papa, anche se la gran parte della Chiesa segue la vicenda con disinteresse. I politici del centro destra, rispetto alla bocciatura di Buttiglione, parlano d'offesa all'Italia e di discriminazione verso i cattolici. Il partito socialista europeo, vota all'unanimità la richiesta a Barroso affinché non presenti Buttiglione come commissario europeo. Alla fine il Presidente designato della Commissione europea ritira la sua proposta e rinvia il voto al 16 novembre.


17 ottobre. A Napoli una giovane coppia gay viene brutalmente aggredita ed insultata in piazza Bellini, gay zone in pieno centro storico. Pronta la reazione dell'Arcigay di Napoli che denuncia il clima di omofobia crescente in città, organizza un sit-in la domenica seguente cui partecipa Franco Grillini ed Imma Battaglia e lancia l'idea di un "Tavolo di cittadinanza sociale contro gli atti di violenza e di discriminazione" chiedendo alle istituzioni di legittimare i cittadini e le coppie omosessuali. Diverse le adesioni dal mondo politico cittadino.


22 ottobre. Il Comune di Latina si rifiuta di registrare il matrimonio d'Antonio Garullo e Mario Ottocento che nel 2002 si sono sposati in Olanda, per motivi d'ordine pubblico. Franco Grillini, che accompagnò la coppia all'Aia definisce il rifiuto come: "una motivazione ridicola e infondata".


30 ottobre. "Una giornata storica per le libertà civili in Europa". Così Aurelio Mancuso, segretario nazionale Arcigay, definisce il ritiro di Rocco Buttiglione da candidato a Commissario Europeo. Il lavoro svolto da Arcigay, soprattutto da Riccardo Gottardi, co presidente Ilga Europe e da Renato Sabbadini, responsabile esteri Arcigay, che hanno raccolto il voluminoso dossier su Buttiglione e distribuito a tutti i parlamentari della sinistra e dei gruppi liberali del consesso europeo, ha dato i suoi frutti. La sconfitta dei reazionari è evidente e vistosa, ed è commentata da tantissimi media europei.



NOVEMBRE

1 novembre. Riccardo Gottardi è rieletto presidente ILGA-Europe, l'esponente Arcigay ed autore del dossier-Buttiglione è stato riconfermato alla guida dell'associazione delle lesbiche e dei gay d'Europa al Congresso di Budapest.


2 novembre. Una baby gang a Londra assassina un gay trentasettenne. La legislatura inglese in materia di delitti razzisti è molto severa, a differenza dell'Italia dove i delitti ai danni dei gay non prevedono alcuna aggravante.


3 novembre. Con la rielezione di Bush vengono anche approvati 11 referendum statali che negano la possibilità di istituire i matrimoni gay. L'ondata reazionaria si abbatte anche sulla discussione in Italia, dove i teo con rinfocolano le polemiche e mettono in guardia chiunque intenda mettere nel proprio programma il riconoscimento delle coppie gay. La sinistra italiana come al solito pavida e arretrata, tentenna. Non è un caso che la campagna dei DS sui PACS quasi scompare. Nessuno spiega nel nostro Paese che durante la campagna elettorale americana sia Bush e sia Kerry si erano pronunciati contro il matrimonio gay, ma a favore di una legge per il riconoscimento delle unioni civili etero e omosessuali.


4 novembre. Scoppia il caso di Mattiello, giovane collaboratore del senatore Fisichella licenziato perché immortalato da un giornale ad una festa del Gay Villane. Molte le iniziative, che sono assunte da Franco Grillini, che chiede quali siano i veri motivi del licenziamento. Il senatore di AN tace, poi emerge che l'allontanamento del collaboratore è avvenuto perché era venuta a mancare la fiducia nei suoi confronti. Insomma un pasticcio, da cui prende persino le distanze a Ignazio La Russa. Alla fine Mattiello è assunto dalla ministro Prestigiacomo, che così facendo toglie le castagne dal fuoco al centro destra, con piena soddisfazione di tutti.


4 novembre. Dal 4 al 7 novembre si tiene a Parigi il 2 internazionale Raimbow Attitude. Si tratta di un Expò rivolto alla comunità gay cui partecipano oltre 250 imprese, associazioni, gruppi. Anche Arcigay con un suo stand aderisce all'iniziativa.


8 novembre. Le elezioni USA continuano a tenere banco e danno il destro ad Avvenire di dedicare un'intera pagina contro la campagna dei DS a favore del riconoscimento delle coppie di fatto. E' inusuale che il quotidiano dei vescovi italiani attacchi un partito in questo modo, ma i tempi cambiano, probabilmente in peggio.


10 novembre. La migliore risposta alla martellante campagna anti gay, arriva, manco a dirlo, dalla Toscana. Il Consiglio regionale approva la prima legge italiana che si occupa di politiche anti discriminatorie.


11 novembre. A sorpresa, in un'intervista su Il Foglio, il presidente della Margherita, Francesco Rutelli, si dice d'accordo nel riconoscere i diritti delle coppie di fatto etero e omosessuali. Forse Rutelli si ricorda finalmente dei suoi trascorsi Radicali. Se sono fiori….


12 novembre. Arcigay Napoli contesta il vescovo di Aversa Mario Milano che definisce le persone omosessuali "peccatori" ed "affetti da patologie". "Le parole ed il comportamento del vescovo precipitano all'età dell'Inquisizione la città candidata a nuova provincia campana", dichiara Carmine Urciuoli, portavoce del Circolo, "è necessario che la classe politica reagisca alle richieste della comunità gay altrimenti sarà lecito pensare che sono le nostre Istituzioni laiche 'affette da patologia'".


16 novembre. Una delegazione di Arcilesbica ed Arcigay si reca a Strasburgo, su invito di Monica Frassoni, presidente del gruppo Verde, per incontrare tutti parlamentari italiani che sono stati sostenuti in campagna elettorale dalla comunità glbt. La soddisfazione per la bocciatura di Buttiglione e il ringraziamento per il lavoro svolto dalla Frassoni, da Zingaretti dei DS, da Agnoletto di Rifondazione, da Pannella dei Radicali e da tanti altri parlamentari, s'intreccia con la necessità di stabilire un rapporto stabile con i nostri rappresentanti al Parlamento europeo. La visita è quindi, l'occasione per mettere a punto una strategia comune e per festeggiare insieme i risultati ottenuti.


18 novembre. La Gran Bretagna approva la legge sulle Unioni Civili. Il numero di Stati Europei in cui è presente un provvedimento di riconoscimento delle coppie gay sale a 13!


19 novembre. Il solito cardinale Ratzinger in un'intervista su Repubblica definisce il matrimonio gay come "distruttivo per la famiglia e per la società". Sergio Lo Giudice replica: "il riconoscimento delle coppie gay fa bene alla famiglia e alla società".


22 novembre. Arcigay Napoli prende attivamente parte al Coordinamento delle Associazioni GLBT della Campania con cui presenta le proposte di emendamenti al Nuovo Statuto Regionale. In particolare chiede la riformulazione dell'art. 9, lettera h, come segue: "la tutela e il sostegno alla famiglia fondata sul matrimonio e alle altre forme di convivenza, comprese quelle tra persone dello stesso sesso, orientando a tal fine le politiche sociali, economiche, finanziarie e di organizzazione dei servizi", e la cancellazione dell'art. 74, comma 4 che discrimina i cittadini omosessuali. Arcigay Napoli inizia un'azione di informazione mirata all'interno del Consiglio Regionale per comunicare le istanze della comunità GLBT.



DICEMBRE

1 dicembre. In oltre 50 città italiane il movimento glbt organizza iniziative in occasione della Giornata internazionale sull'Aids. Temi al centro degli incontri: la cancellazione da parte del governo di tutte le campagne di prevenzione rivolte alla comunità omosessuale, gli incredibili inviti fatti dal ministero dell'istruzione e della sanità all'astinenza, il mancato versamento dei 150 milioni di euro che il governo si era impegnato a versare per contribuire ai progetti internazionali di intervento nelle aree del mondo più colpite.


1 dicembre. Il ministro Sirchia dichiara che è impossibile abbassare il prezzo dei profilattici e il governo negli anni passati ha bocciato tutte le proposte volte a far intervenire lo Stato sia sulla questione dei prezzi e sia per una maggior diffusione del profilattico. Franco Grillini in Parlamento ha denunciato: "Chi viaggia in Europa e nel mondo può toccare con mano l'impegno che altrove viene profuso nella lotta all'aids. Campagne di massa, informazione costante, profilattici gratis ai giovani e nelle scuole, enormi tabelloni pubblicitari che invitano al sesso sicuro e protetto.

In Italia nulla di tutto ciò per motivi moralistici e incapacità. Il risultato è sotto gli occhi di tutti e l'Italia è ai vertici europei per numero di casi di Aids. La politca dello struzzo di Sirchia ne è massimamente responsabile".


2 dicembre. Monsignor Plotti, vice presidente della Conferenza episcopale italiana, si lamenta perché le indicazioni date dai vescovi toscani non sono state tenute in considerazione. Gli replica Aurelio Mancuso, "Ciò che è in gioco non è la difesa della famiglia tradizionale, che crediamo sia giusto aiutare e valorizzare, ma la possibilità che milioni di persone siano emancipate da una clandestinità che dura da secoli. Di questo giustamente si occupa lo Statuto della regione Toscana e su cui bisognerebbe riflettere a fondo".


2 dicembre. La Corte Costituzionale boccia il ricorso del governo nei confronti dello Statuto Toscano. L'Arcigay Toscana e Nazionale esultano "da oggi la Toscana è la Regione italiana più europea"


3 dicembre. Il Senato della Polonia approva la legge sulle Unioni Civili. Un'altra istituzione di un paese cattolico (che ha dato i natali all'attuale papa), avvia la discussione sul riconoscimento delle coppie gay. "L'approvazione della legge sulle coppie di fatto nella cattolicissima e papale Polonia, dice Franco Grillini - sia pure per ora da parte del solo Senato, rappresenta un'ulteriore conferma della sempre maggiore diffusione della normativa civile volta a fare di tutta l'Europa un territorio omogeneo per quanto riguarda i diritti delle nuove famiglie, comprese quelle composte da persone dello stesso sesso".


7 dicembre. Il governo Berlusconi registra un'altra sconfitta: la Corte Costituzionale respinge il ricorso contro gli Statuti dell'Umbria e dell'Emilia Romagna.


9 dicembre. La Corte Suprema del Canada da il suo nulla osta ad una nuova legge che riconosca i matrimoni gay.


14 dicembre. Dopo la prima puntata del nuovo reality della 7 i Fantastici 5, ovvero 5 gay che cercano di cambiare il look di maschi eterosessuali, un po' trasandati, poco avvezzi all'ordine, alla cucina, al bon ton e alla buona musica, il Moige ha pensato bene di esprimere il proprio disappunto per una trasmissione che è trasmessa in prima serata e che potrebbe suscitare negli adolescenti comportamenti imitativi. Franco Grillini ci va giù duro e replica che: "Dire, che una trasmissione televisiva che parli di omosessualità rappresenta un'occasione di proselitismo, significa ritenere l'omosessualità stessa talmente desiderabile ed attraente che un semplice programma tv sarebbe in grado di influenzare la vita e la sessualità di milioni di persone. Suggerirei al Moige di sottoporsi ad un'analisi psicologica per evitare di fare affermazioni ridicole prima che omofobe"


16 dicembre. Il Consiglio comunale di Piombino approva il Registro delle Unioni Civili. Andrea Panerini, presidente d'Arcigay Piombino esprime la propria soddisfazione. Alcuni giorni dopo le segreterie regionali d'alcuni partiti, tra cui Margherita e AN, minimizzano il risultato parlando di un riconoscimento non esteso alle coppie gay. La battaglia ora si sposta sulla delibera attuativa.


22 dicembre. A Pordenone viene sgominata una baby gang che terrorizzava disabili e gay. Gli inquirenti individuano i componenti grazie alla denuncia di un gay. La scuola - denuncia Sergio Lo Giudice - è impreparata a formare i giovani al rispetto delle diversità.


22 dicembre. Torna l'Arcigay a Salerno dopo quasi dieci anni! L'Associazione di Cultura omosessuale "Federico Garcia Lorca", nata nel marzo 2003, si federa ad Arcigay Nazionale. Debutta come Presidente Pasquale Quaranta, vice Salvatore Di Feo, già militante nel Circolo Arcigay/ArciLesbica "I duecentocinquantamila", attivo a Salerno negli anni '90.


26 dicembre. Franco Grillini segnala, in un suo comunicato stampa, in risposta all'ennesima esternazione dell'Arcivescovo di Bologna Caffarra che "Carlo Caffarra è ossessionato dall'omosessualità visto che la cita per ben 282 volte nel suo sito (www.caffarra.it) e ne parla persino il giorno di Santo Stefano per condannare per l'ennesima volta le coppie gay mettendole in contrapposizione alle coppie tradizionali".


Cronologia a cura di Aurelio Mancuso, segretario nazionale Arcigay,
con il contributo di Franco Grillini, dei Circoli Arcigay, dei siti gay italiani

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mercoledì 29 dicembre 2004

Riflessioni sulla Sacra Famiglia: lettera di un giovane omosessuale credente al suo parroco

Caro don *****,

la festa della santa famiglia celebrata oggi dalla chiesa cattolica è stata l'occasione, da parte di numerosi esponenti episcopali e del papa stesso nell'Angelus, per reiterare con insistenza alcune posizioni sulla famiglia tradizionale, lanciando un chiaro messaggio ai fedeli cattolici ed agli uomini di politica e di cultura affinchè difendano l'istituzione del matrimonio tradizionale dalle continue "aggressioni", con chiaro riferimento ai riconoscimenti giuridici, in atto anche in alcune regioni italiane, delle coppie di fatto (comprese le coppie omosessuali). Alcuni autorevoli vescovi, come mons. Carlo Caffarra dalla cattedra di Bologna, e l'intero episcopato spagnolo, non hanno usato mezzi termini quest'oggi, e senz'altro la chiarezza è uno dei loro pregi. Anche lei -nella predicazione della eucaristia serale- ha accennato alla questione. Eppure ho sempre di più l'impressione (e non solo l'impressione) che non si dica -o non si voglia dire- la verità fino in fondo ai fedeli. E che ci sia -come spesso è stato nella chiesa nei secoli- la prassi di far credere ai fedeli le verità per autorità più che per sano discernimento ed approfondimento degli stessi testi biblici. Evidentemente, chi ascolta in questi mesi i vescovi od il papa si è fatto una chiara idea della famiglia cristiana e di cosa pare aggredirla. E tuttavia, se uno apre i testi sacri, scopre che le cose sono più complesse di quel che si vuol far credere. A cominciare dalla stessa icona della Sacra Famiglia del Gesù dei Vangeli, portata come "modello tradizionale" di famiglia. Se leggiamo i Vangeli e riflettiamo-chieda ad un biblista al di fuori di ogni prudente e istituzionale sede- la famiglia di Nazaret ha più i tratti di una famiglia "anomala" che non di una "normale", e nell'insegnamento e nella pratica stessa di Gesù, compreso il suo rapporto con i genitori, si ha un vero e proprio "scardinamento" dei vincoli parentali e di sangue, allargando il concetto stesso di famiglia, di madre, di fratelli. Riflettevo su alcuni aspetti "anomali" della famiglia di Nazaret che mi piacerebbe porre in evidenza e condividere apertamente con lei.

1. Anzitutto il concepimento verginale di Gesù. Giuseppe sceglie di accogliere Maria come sua sposa pur sapendola incinta in attesa di un figlio che non era il suo. Oggi si potrebbe forse dire che Maria fosse una "ragazza madre" accolta dalla benevolenza di Giuseppe che si è fatto carico di essere padre e marito di una ragazza che altrimenti, nella società ebraica dell'epoca, sarebbe stata ripudiata da chiunque. Ecco, Gesù nasce non solo in una mangiatoia ed in un luogo considerato -dal punto di vista religioso- insignificante - la Galilea non era patria di profeta ("Sei anche tu di Galilea? Esamina, e vedrai che dalla Galilea non sorge profeta" Gv 7, 52), ma nasce da un matrimonio in parte "irregolare" per le usanze del tempo. E nasce perchè due persone, Maria e Giuseppe, accolgono Gesù in una unione violando le prassi convenzionali del fidanzamento e del matrimonio secondo la tradizione ebraica. Giuseppe avrebbe avuto tutto il diritto di ripudiare Maria: egli l'accoglie, e con essa accoglie la venuta del Figlio dell'uomo. Per questo noi veneriamo Maria, Madre di Dio, e Giuseppe, suo sposo. Non per l'"icona" di una famigia cristiana modello.

2 La famiglia di Gesù non può rappresentare, per come la Tradizione insegna, un modello di vita familiare per vivere l'amore umano nella componente affettiva-sessuale. Supposto che Gesù non avesse fratelli e che quelli nominati nei Vangeli come "fratelli di Gesù" siano stati suoi cugini o parenti - e questo, sappiamo, è stato costantemente insegnato dalla Tradizione per sostenere la verginità di Maria- il matrimonio fra Giuseppe e Maria sarebbe, secondo il codice di diritto canonico attuale, un matrimonio "non consumato". La mancanza dell'unità sessuale fra Giuseppe e Maria rende tale unione per lo meno anomala rispetto ad una famiglia tradizionale. Il concetto stesso di castità cristiana del matrimonio che oggi insegniamo è ben lontano da quello vissuto dalla famiglia di Nazaret. La famiglia di Gesù non può rappresentare, per come la Tradizione insegna, un modello di vita familiare per vivere l'amore umano. Non occorre infine dimenticare che, in una società come quella ebraica dove i figli erano visti come una "benedizione" del Signore, l'avere un solo figlio, per di più "bastardo" -scusi l'espressione, non vuole essere affatto irriverente- non significava essere particolarmente "benedetti" dal Dio di Israele. Anche in questo, Gesù, Figlio di Dio, è entrato nel mondo, nell'umanità, "dal basso", non dall' "alto". Chi lo attendeva, non ha saputo riconoscerlo. Non poteva essere Lui, il Figlio di Dio: nato così, morto così, in croce, morte riservata ai senza Dio, ai maledetti da Dio. Mi chiedo: se Gesù dovesse nascere oggi, lo Spirito Santo sceglierebbe una famiglia ed una modalità "convenzionali" per manifestarsi agli uomini di oggi?

3. Il rapporto 'familiare' fra Gesù e i suoi genitori è affrontato solo poche volte nei Vangeli, e spesso è controverso. In chiesa ho imparato, fin da piccolo nel Catechismo, che Gesù stava sottomesso ai suoi genitori. Si cita Lc 2, 51 per dare risalto all'obbedienza. Ma ci si scorda di ricordare le righe precedenti, dove alla preoccupazione e allo stupore della madre, Gesù risponde seccamente: «Perché mi cercavate? Non sapevate che io dovevo trovarmi nella casa del Padre mio?» (Lc 2, 49). Ma più dirompenti sono le parole che Gesù pronuncia quando i suoi parenti e sua madre lo cercano perchè sembrava essere fuori di senno (Mar 3, 21). Così racconta Matteo: "Mentre Gesù parlava ancora alle folle, ecco sua madre e i suoi fratelli che, fermatisi di fuori, cercavano di parlargli. E uno gli disse: «Tua madre e i tuoi fratelli sono là fuori che cercano di parlarti». Ma egli rispose a colui che gli parlava: «Chi è mia madre, e chi sono i miei fratelli?» E, stendendo la mano verso i suoi discepoli, disse: «Ecco mia madre e i miei fratelli! Poiché chiunque avrà fatto la volontà del Padre mio, che è nei cieli, mi è fratello e sorella e madre» (Mt 12, 46-50). Anche gli altri due sinottici sono concordi nel riportare questo episodio. Qui Gesù sembra superare ogni vincolo familiare e parentale, ogni ordine biologico, scardina ciò che senza dubbio, allora come oggi, è una istituzione socialmente importante e rilevante, per annunciare il Regno di Dio, il primato del Regno anche sulle istituzioni familiari. A chi oggi, con insistenza, usa la Sacra Scrittura e l'icona della famiglia di Nazaret per dare un identikit ed un modello della famiglia "cristiana", e si scorda di dire che una famiglia -tradizionale o no che sia, sposata o no in chiesa che sia, eterosessuale o no che sia- che non si apre all'annuncio della venuta del Regno e della rivelazione di un Dio-Padre universale, che si chiude magari in un egoismo (a due o a tre o a quattro), non è una famiglia cristiana, non compie -credo- un autentico annuncio della Parola rivelata. L'esigenza dell'annuncio del Regno può portare non ad un idilliaco quadro familiare, ma addirittura a "divisioni": "saranno divisi il padre contro il figlio e il figlio contro il padre; la madre contro la figlia, la figlia contro la madre; la suocera contro la nuora e la nuora contro la suocera" (Lc 12, 53). Evidentemente qui Gesù non istiga alla discordia familiare, ma chiaramente afferma che c'è una gerarchia di valori nella vita di chi vuole esserne alla sequela , cioè cristiano, e che i vincoli e le istituzioni familiari non sono al primo posto.

4. Gesù non ha, credo, fondato o privilegiato alcuna istituzione familiare. Non era certamente fra i suoi compiti l'additare questo o quel modello di vita familiare, ma annunciare la venuta del Regno e rivelare il Volto di Dio, inconsueto, inaspettato, rifiutato proprio da coloro che detenevano il sacro potere e che oggettivamente conoscevano le Scritture. Gesù stesso ha fatto una scelta controcorrente: non si è sposato, addirittura si è accomunato alla categoria degli eunuchi (Mt 19, 12), con coloro che erano disprezzati (Is 56, 3) e che, secondo la legge mosaica, erano esclusi dall'adunanza davanti al Signore (Dt 23, 2-3) Gli eunuchi erano probabilmente coloro che avevano difficoltà a vivere la propria sessualità, e ciò era considerato, agli occhi del Dio di Israele, un handicap che li allontanava dal suo culto ("Chi ha i testicoli contusi e il membro virile mutilato non entrerà nell'adunanza del Signore" Dt 23, 2). E Gesù non fa questa scelta per motivi di purità o per un cammino ascetico, come avveniva invece, ad esempio, nelle comunità monastiche di Qumran del tempo di Gesù (vedi, ad es., L. Perrone, "Eunuchi per il Regno dei cieli?", in: Eros e Bibbia, Ed. Morcelliana, 2003). E' molto bello, don ****, non so se nessuno se ne è mai accorto, ma Gesù non solo è morto di morte riservata ai senza Dio, ai maledetti da Dio ("il cadavere appeso è maledetto da Dio", Dt 21, 22-23), ma anche la sua nascita, di"figlio illegittimo", era considerata per i detentori della Legge religiosa un aspetto negativo: si legge nel Deuteronomio che "Il bastardo non entrerà nell'adunanza del Signore, neppure alla decima generazione entrerà nell'adunanza del Signore" (Dt 23, 3). Nato nella marginalità, nell'ignominia, e morto, secondo la sacra Legge di Mosè, lontano da Dio, maledetto da Dio. E' questo, non altri, il Gesù dei Vangeli che noi riconosciamo Figlio di Dio e che abbiamo celebrato in questo Natale! E se -ancora oggi- Egli nascesse nella marginalità, nella ignominia, in condizioni e percorsi familiari non tradizionali, non marchiati dal sicuro sigillo sociale e religioso della "regolarità", anche oggi ci stupiremmo, non saremmo forse anche noi oggi incapaci di riconoscerlo?

Mi chiedo spesso perchè non si approfondiscano questi argomenti con serenità nelle "catechesi" o negli incontri, anche con l'aiuto di validi biblisti, lasciando alle coscienze poi ogni valutazione. Si preferisce, invece, indottrinare ancora una volta le persone, e portare alla contrapposizione.

Sarò controcorrente, ma la lettura meditata delle Sacre Scritture, don ****, non mi pare proprio autorizzare questa campagna di difesa della "famiglia tradizionale" come un punto centrale del messaggio evangelico. Ci possono essere -e ci sono- moltissimi e validi motivi per aiutare oggi la famiglia tradizionale. E la chiesa ha le sue buone ragioni per farlo. Ma forse conviene ancora una volta lasciare fuori il nome di Dio, perché egli abbraccia tutti. Personalmente, trovo poi ingiusto che questa "guerra" ormai dichiarata da questo papa e accolta dall'episcopato si stia facendo demonizzando altre scelte di vita ed altre categorie di persone. E' mostrando la bellezza e la santità del matrimonio fra un uomo e una donna, aiutando le coppie nelle loro difficoltà di cammino più che entrando nelle loro "camere da letto" o anatemizzando scelte diverse, che la chiesa potrà aiutare le coscienze delle coppie cristiane a ritrovare il matrimonio sacramentale come vocazione di vita. Non dicendo che gli altri non sono capaci di amare, o dicendo che i loro comportamenti sono immorali, o che le loro scelte non sono cristiane. Non è "per legge" che una unione diviene feconda, fedele e priva di ostacoli! Solo chi non ha avuto il dono di poter scegliere in questa vita questa santa vocazione sa, nel proprio cuore, che le cose non stanno così.

Un caro saluto,

Stefano

http://www.gaynews.it/view.php?ID=30445

Dietro la notizia niente

di Furio Colombo

Qualcosa di immenso è accaduto nel mondo e il mondo non sembra essersene accorto. E' stato veloce ad afferrare l'evento con le braccia automatiche delle notizie. Come notizia, il maremoto che ha distrutto tutte le coste dell'Asia e ha fatto, ormai si dice quasi ufficialmente, centomila morti, è una straordinaria notizia che ha tutto per essere trasmessa e ritrasmessa, stampata e ristampata: la quantità immane di distruzione, la corsa della morte in sequenza da un punto all'altro del mondo, con il brivido della differenza di tempo, che rende possibile immaginare, con orrore, ma anche con il senso della grande avventura, il prima e il dopo.

E' una sorta di straordinaria sequenza narrativa capace di creare - come ha detto un sopravvissuto italiano al Tg 3 la sera di martedì - "una sorta di euforia di cui poi ti vergogni". Il momento è straordinario per il tsunami perché le migliaia e migliaia di chilometri quadrati distrutte dal mare, la distesa di cadaveri che si vede in ogni inquadratura, in ogni fotografia, irrompono su schermi e giornali mentre finisce l'anno e c'è un vuoto di notizie. Inutile fingere: questa è la notizia dell'anno, forse dei prossimi dieci anni. E' la notizia, non la coscienza di ciò che è veramente accaduto, a imporre tanto spazio e tanta attenzione. Infatti, dietro la notizia niente.

Niente governi, niente organizzazioni internazionali, niente di grande, non dico grande come l'evento, che è impossibile da fronteggiare in dimensioni proporzionate, ma almeno grande come sforzo organizzativo, come impegno annunciato, come dimensione del danaro e dei mezzi disponibili, come mobilitazione di parlamenti, di assemblee generali, di eserciti.

Dal mondo ciascuno - tra i Paesi che possono - provvede a far tornare i suoi cittadini. È urgente, è giusto. Ma il grido di un gruppo di missionari che ieri dalla Tailandia ha detto: «Vi prego non pensate solo ai turisti» è andato perduto. Ci dicono che la protezione civile italiana ha avuto dall'Europa l'incarico di coordinare tutta l'attività dell'Unione Europea. Sappiamo che la protezione civile italiana lavora bene. Ma l'incarico - se esiste - ci dice il limite posto alla missione: aiutare gli europei (non solo gli italiani) a tornare a casa. Ci fa onore, vuol dire che i voli speciali funzionano bene. Ma ci dice il vuoto. Per l'Indonesia e la Tailandia, per India, per Bangladesh e Sri Lanka, per migliaia di isole sbattute dal maremoto e semidistrutte dal sisma, non c'è niente, non c'è nessuno.

Per capire quello che dico pensate a un libro, pensate a un film. Centomila morti sono un disastro immenso. Autore e regista troverebbero necessario immaginare una seduta straordinaria del Congresso americano, un soprassalto di tutta l'Europa, politica, istituzioni, imprese. Ci farebbero vedere le sedute di un comitato mondiale di coordinamento mentre dai quattro angoli del pianeta i rappresentanti di tutti gli stati membri vanno al Palazzo di vetro per una assemblea generale straordinaria. Centomila morti in un giorno sono molto più di una guerra, e il Consiglio di sicurezza si convocherebbe in seduta permanente. Banche ed enti finanziari internazionali diventerebbero collettori delle risorse congiunte dei grandi Paesi e dei piccoli Paesi in modo da creare una catena di interventi, di aiuti, di coordinamenti regionali, di missioni speciali, soldati e scienziati, costruttori e infermieri, esperti di ogni tipo capaci di coordinare eserciti di volontari. I volontari ci sono. Ma isolati e con mezzi propri.

Il mondo non subiva da decenni una prova così dura con un esito tanto tragico. Mai prima d'ora, nel mondo moderno, egoismo, indifferenza, distruzione, disattenzione, incapacità di capire (pensate che formidabile guerra al terrorismo sarebbe essere presenti e capaci di aiutare - sia pure a un costo enorme - in tutte le coste distrutte) hanno dato uno spettacolo così grande e così desolante. Arriveranno, al massimo, tanti sms di solidarietà. E un giorno sembrerà impossibile che tutto ciò sia successo. 100mila morti, una grande notizia e nient'altro. Come ha detto il turista italiano salvato: «Prima provi euforia. Poi vergogna».

tratto da l'Unità del 29/12/2004

martedì 28 dicembre 2004

Tra le parole del 2004 Repubblica cita "GAY"

GAY
di Natalia Aspesi

In 13 stati europei hanno riconosciuto legalmente le loro unioni, in Italia un ministro li ha chiamati culattoni, mentre per sua mistica omofobia un altro nostro ministro è stato rifiutato come commissario Ue alla giustizia. Non solo in Italia sono stati licenziati, picchiati, uccisi. La televisione li ha resi molto trendy se del tipo folklorico: intere trasmissioni sono state affidate a questi simpatici giovanotti, uno, forse per merito del cappello da comico, ha vinto il Grande Fratello. Esclusi però non solo dal successo mediatico ma talvolta anche solo dal rispetto, i gay che non sembrano tali e non fanno il parrucchiere ma magari il carabiniere. Uno che non ancheggia, l´onorevole Nichi Vendola, ha messo nei guai il probo centrosinistra chiedendo la candidatura alla presidenza della sua regione. Sconfitta linguistica confermata: i media hanno continuato a usare outing (rivelare l´omosessualità di qualcuno) al posto di coming out (dichiararsi omosessuale).

http://www.gaynews.it/view.php?ID=30438

Uno straccio di laicità

Sex crimes and the Vatican

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