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lunedì 14 maggio 2007

Caro Ruini ti scrivo

di Marco Travaglio


''Eminenza reverendissima cardinale Camillo Ruini,
mi rivolgo a lei anche se la so da poco in pensione, anziché al suo successore card. Bagnasco, perché lei è un po’ l’Andreotti del Vaticano: ha accompagnato la vita politica e religiosa del nostro paese per molti decenni.

Come lei ben sa, non c’è paese d’Europa che abbia avuto tanti capi del governo cattolici come l’Italia. Su 60 governi in 60 anni, 51 avevano come premier un cattolico e solo 9 un laico: 2 volte Spadolini, 2 Craxi, 2 Amato, 2 D’Alema, 1 Ciampi, che peraltro si dichiara cattolico. In 60 anni l’Italia è stata governata per 52 anni da un cattolico e per 8 da un laico.

Se la DC e i suoi numerosi eredi avessero fatto per la famiglia tutto ciò che avevano promesso, oggi le famiglie italiane dormirebbero tra due guanciali. Sa invece qual è il risultato? Che l’Italia investe nella spesa sociale il 26,4% del Pil, 5 punti in meno che nel resto d’Europa a 15, quella infestata di massoni, mangiapreti, satanisti e (per dirla con Tremaglia) culattoni. Se poi andiamo a vedere quanti fondi vanno alle famiglie e all’infanzia nei paesi che non hanno avuto la fortuna di avere in casa Dc e Vaticano, scopriamo altri dati interessanti.
L’Italia è penultima in Europa col 3,8% della spesa sociale alle famiglie, contro il 7,7% dell’Europa, il 10,2% della Germania, il 14,3% dell’Irlanda. Noi diamo alla famiglia l’1,1% del Pil: meno della metà della media europea (2,4). Sarà un caso, ma noi siamo in coda in Europa per tasso di natalità: la Francia ha il record con 2 figli per donna, la media europea è 1,5, quella italiana 1,3. E il resto d’Europa ha i Pacs, noi no: pare che riconoscere i diritti alle coppie di fatto non impedisca le politiche per la famiglia, anzi. Lei che ne dice?

Lei sa, poi, che per sposarsi e fare figli, una coppia ha bisogno di un lavoro stabile. Sa quanto spendiamo per aiutare i disoccupati? Il 2% della spesa sociale, ultimi in Europa. La media Ue è il 6%. La Spagna del terribile Zapatero spende il 12,5. I disoccupati che ricevono un sussidio in Italia sono il 17%, contro il 71 della Francia, l’80 della Germania, l’84 dell’Austria, il 92 del Belgio, il 93 dell’Irlanda, il 95 dell’Olanda, il 100% del Regno Unito. E per i giovani è ancora peggio: sotto 25 anni, da noi, riceve il sussidio solo lo 0,65%; in Francia il 43, in Belgio il 51, in Danimarca il 53, nel Regno Unito il 57. Poi c’è la casa. Anche lì siamo penultimi: solo lo 0,06% della spesa sociale va in politiche abitative (la media Ue è il 2%, il Regno Unito è al 5,5). Se in Italia i figli stanno meglio che nel resto del mondo, anche perché sono pochissimi, per i servizi alle madri siamo solo al 19° posto.

Forse, Eminenza, visto il rendimento dei politici cattolici o sedicenti tali, avete sempre puntato sui cavalli sbagliati. O forse, se aveste dedicato un decimo delle energie spese per combattere i Dico e i gay a raccomandare qualche misura concreta per la famiglia, non saremmo i fanalini di coda dell’Europa: perché i nostri politici le promesse fatte agli elettori non le mantengono, ma quelle a voi le mantengono eccome. Sono proprio sacre.

Ora speriamo che il Family Day faccia il miracolo. A questo proposito, vorrei mettere una buona parola per evitare inutili imbarazzi. Come lei sa, hanno aderito all’iniziativa moltissimi politici così affezionati alla famiglia da averne due o tre a testa. Come Berlusconi, che ha avuto due mogli, senza contare le giovani e avvenenti attiviste di Forza Italia con cui prepara il Family Day nel parco di villa Certosa.
Le cito qualche altro esempio da un bell’articolo di Barbara Romano su Libero (di certo non un giornale ''comunista''). Vediamo la Lega, che fa fuoco e fiamme per la sacra famiglia. Bossi 2 mogli. Calderoli 2 mogli (la seconda sposata con rito celtico) e una compagna. Castelli, una moglie in chiesa e l’altra davanti al druido. Poi c’è l’Udc, l’Unione democratico cristiana, dunque piena di separati e divorziati.
Divorziato Casini, che ha avuto due figlie dalla prima moglie e ora vive con Azzurra. Divorziati l’ex segretario Follini e il vicecapogruppo Giuseppe Drago, mentre la vicesegretaria Erminia Mazzoni sta con un divorziato. D’Onofrio ha avuto l’annullamento dalla Sacra Rota. Anche An è ferocissima contro i Dico. Fini ha sposato una divorziata. L’on. Enzo Raisi ha detto:“Io vivo un pacs”. Altro “pacs” inconfessato è quello tra Alessio Butti e la sua compagna Giovanna. Poi i due capigruppo: alla Camera, Ignazio La Russa, avvocato divorzista e divorziato, convive; al Senato, Altero Matteoli, è divorziato e risposato con l’ex assistente. Adolfo Urso è separato.
L’unico big in regola è Alemanno:si era separato dalla moglie Isabella Rauti, ma poi son tornati insieme. Divorziati gli ex ministri Baldassarri (risposato) e Martinat (convivente). La Santanchè ha avuto le prime nozze annullate dalla Sacra Rota, poi ha convissuto a lungo. E Forza Italia? A parte il focoso Cavaliere, sono divorziati il capogruppo alla Camera Elio Vito e il vicecapogruppo Antonio Leone.
L’altro vice, Paolo Romani, è già al secondo matrimonio: «e non è finita qui», minaccia. Gaetano Pecorella ha alle spalle una moglie e “diverse convivenze”. Divorziati anche Previti, Adornato, Vegas, Boniver. Libero cita tra gli irregolari persino Elisabetta Gardini, grande amica di Luxuria, che ha un figlio e (dice Libero) convive con un regista. Frattini, separato e convivente, è in pieno Pacs. Risposàti pure Malan, D’Alì e Gabriella Carlucci, mentre la Prestigiacomo ha sposato un divorziato. E al Family day ci sarà pure la Moratti col marito Gianmarco, pure lui divorziato.

Ecco, Eminenza, personalmente sono convinto che ciascuno a casa sua sia libero di fare ciò che vuole. Ma è difficile accettare l’idea che questi signori, solo perché siedono in Parlamento, abbiano dal ‘93 l’assistenza sanitaria per i conviventi more uxorio e vogliano negarla a chi sta fuori. E che lei Eminenza non abbia mai tuonato contro i Pacs parlamentari. Ora però non vorrei che qualche Onorevole Pacs disertasse il Family Day per paura di beccarsi una scomunica. Perciò mi appello a lei: se volesse concedere una speciale dispensa almeno per sabato, ne toglierebbe d’imbarazzo parecchi. Potrebbe pure autorizzarli a sfilare ciascuno con tutte le sue famiglie, magari entro e non oltre il numero di 3. Per far numero. Ne guadagnerebbe la partecipazione. Si potrebbe ribattezzare l’iniziativa Multifamily Day.''

lunedì 30 aprile 2007

La longa manus di Ruini su TG5 e Ansa

IL FATTO RICOSTRUITO DALLA REDAZIONE DI GAY.tv


Carlo Rossella, direttore del TG5, organizza, prima di Pasqua, una visita del Cardinale Ruini presso la redazione del telegiornale di punta di Mediaset. L’organizzazione di questa visita è stata condotta dal direttore a titolo personale, senza la minima consultazione della redazione.


Pochi giorni prima della visita di Ruini, sulla porta che immette allo studio del TG5 appaiono cartelli in evidenza che annunciano la benedizione del Cardinale: un invito a presenziare.


Il giorno dell’incontro, tenutosi nel piazzale interno antistante la redazione, solo uno sparuto numero di giornalisti ed altri impiegati si presenta all’incontro con Ruini. Ciononostante, il TG5 delle 13 di quel giorno manda in onda un servizio che racconta con afflato mistico la benedizione di Ruini alla redazione del TG5. Non solo. Rossella fa mandare ad ANSA ben tre richiami alla notizia (evidentemente secondo il direttore la
presenza di un sacerdote nel cortile di un edificio è una notizia): ANSA, dopo pressioni personali dello stesso Rossella via telefono, pubblica il resoconto dell’incontro, tacendo
completamente il fatto che non ci fossero molti presenti dalla redazione e tacendo il fatto che quell’incontro era stato organizzato a titolo personale da Rossella. Ma come poteva ANSA sapere che parte della redazione non fosse interessata a quell’incontro? Qui entra in scena una fonte interna del TG5. Che ci racconta.


(…) fu mandato ‘ALL'ANSA UN COMUNICATO, QUESTO:
I lavoratori del TG5 aderenti alla CUB-Informazione ritengono di dover
precisare che la visita odierna del Cardinal Ruini presso il centro di produzione Palatino è avvenuta su invito di Carlo Rossella a titolo squisitamente individuale.


Senza nulla togliere al valore che la benedizione pasquale assume per i credenti di fede cattolica, la CUB ritiene che in alcun modo tale visita possa essere interpretata come l'adesione dell'intero comparto TG5 ai principi da ultimo ribaditi dalla CEi in tema di diritti civili.


POI L'ANSA LO CENSURO'.



La fonte rivela anche che dalla redazione del TG5 partì una telefonata ad ANSA di viva protesta, per aver taciuto completamente questo comunicato e aver dato spazio solo al racconto nella versione Rossella. Ma l’ANSA non batté ciglio e alla fine la notizia che fu diffusa fu quella di un grande scambio di affetto tra la redazione del TG5 e il Cardinal Ruini. Per la libertà e l’indipendenza dell’informazione aspetteremo il regno dei cieli.

Giuliano Federico - Gianluigi Melesi

redazione@gay.tv


http://www.gay.tv/ita/magazine/we_like/dettaglio.asp?i=3850

Uno straccio di laicità

Sex crimes and the Vatican

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