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martedì 4 dicembre 2007

No di D'Alema alle nozze gay: offesa a tanti italiani

«Non sono cattolico ma avverto il fascino della fede»
di Fabrizio Caccia


È un D'Alema che non t'aspetti, quello che ieri mattina, nell'Aula magna dell'istituto tecnico «Cristoforo Colombo», parla per due ore con i ragazzi. Tema del dibattito: i giovani e i partiti. Il ministro degli Esteri si apre molto con gli studenti, li preferisce chiaramente ai giornalisti. E dice cose forti. Racconta loro del fulminante incontro con il cardinal Martini a Gerusalemme («Io non sono cattolico, ma avverto il fascino della fede e il cardinal Martini ti comunica il senso di questo fascino...»).

Cita Remo Bodei e Max Weber, Leibnitz e Voltaire. Ma soprattutto risponde chiaro alle domande: «No, non sono favorevole al matrimonio tra omosessuali — dice a Francesca della V B — perché il matrimonio tra un uomo e una donna è il fondamento della famiglia, per la Costituzione. E, per la maggioranza degli italiani, è pure un sacramento. Il matrimonio tra omosessuali, perciò, offenderebbe il sentimento religioso di tanta gente. Due persone dello stesso sesso possono vivere uniti senza bisogno di simulare un matrimonio. Lo Stato, però, deve riconoscere loro diritti civili e sociali. Mi accontenterei di fare la legge...». Martina della V E gli chiede dei benefit dei parlamentari: «Io ho sempre pagato il cinema — le risponde D'Alema — e se vado in vacanza il viaggio lo pago io, come quest'estate che sono stato ad Atene con AirOne. Se vuole le porto gli scontrini... ». Risposta pronta anche quando Jacopo della V B prova l'attacco ad effetto: «Lei che è coinvolto in vicende giudiziarie... ». «Guardi, la rassicuro, non sono coinvolto in alcuna vicenda...», replica il vicepremier.

E l'Islam? «Il fondamentalismo non è un residuo arcaico, ma un fenomeno della globalizzazione — spiega D'Alema —. È la reazione alla paura di essere cancellati dal mondo occidentale. L'Islam per tradizione è tollerante, se non fossimo andati noi a dargli fastidio con le crociate...». Infine, l'antipolitica: «La crisi dei partiti non vuol dire che è finita la politica». Anzi. Ma servirà «una rivoluzione che spazzi via il teatrino e riporti al centro i problemi grandi: la pace, la guerra, l'aria che respiriamo... ». Come fu la sua, nel '68, quando ci fu «una radicale svolta generazionale». Ecco: servirà «una nuova generazione che arriva come un'ondata e pulisce tutto». Magari è proprio questa che oggi gli sta davanti. Ma per imporsi dovrà usare «la forza», non quella cattiva, quella buona, cioè dovrà «far sentire la propria voce», «cambiare l'agenda». I ragazzi applaudono. «È difficile che chi ha il potere lo lasci — li avverte, però, il ministro —. Dipenderà da voi».

http://tinyurl.com/363x9w

lunedì 29 ottobre 2007

Il Viminale discrimina le coppie gay

Vietata la trascrizione in Italia perché "in contrasto con l´ordine pubblico"
di ALBERTO CUSTODERO


Il ministro dell´Interno ha vietato la trascrizione in Italia dei matrimoni gay contratti all´estero perché sono «in contrasto con l´ordine pubblico interno». Questa circolare del 18 ottobre ha scatenato le razioni dei radicali che, in una interrogazione parlamentare, accusano il Viminale di aver avviato «una campagna omofoba contro le coppie omosessuali che si sono sposate in altri Paesi dell´Unione Europea». La circolare ministeriale è stata emanata dopo il caso della coppia gay di Latina (sposata in Olanda), che s´è rivolta alla magistratura in seguito al rifiuto dell´anagrafe di iscriverli come «coniugi». E dopo le proteste per il congedo matrimoniale concesso dalla regione Friuli a un dipendente gay sposatosi in Belgio.

Nell´anno europeo per le pari opportunità, le polemiche dei radicali sulla circolare del Viminale tacciata di «omofobia» si sommano a quelle scatenate in questi giorni dal piano del welfare lombardo che garantisce assistenza «solo a chi pratica una sana e responsabile sessualità».

«Questo provvedimento della regione Lombardia - ha commentato Franco Grillini, deputato socialista e presidente dell´Arcigay - fa il paio con la "sana laicità rispettosa dei valori cattolici" di cui aveva parlato l´ex presidente della Cei, cardinale Ruini». «Ciò significa - ha chiosato il parlamentare - che se uno non è d´accordo con la sessualità come la pensa Formigoni, è escluso dall´assistenza regionale».

A proposito di matrimoni gay contratti in Paesi comunitari, il dipartimento per gli Affari Interni del Viminale ha diramato una circolare a prefetti, sindaci, ministeri degli Esteri e della Giustizia, e perfino all´Anusca (L´Associazione Nazionale Ufficiali di Stato Civile e d´Anagrafe), con le istruzioni da seguire nel caso di richieste di registrazioni da parte di sposi dello stesso sesso. Nella modulistica utilizzata per questa pratica burocratica - recita la circolare - «non si specifica il sesso degli sposi», per cui c´è il rischio (e qualche caso c´è già stato), che si registri per errore un matrimonio fra due uomini, oppure fra due donne. L´atto matrimoniale, va detto, in questo caso sarebbe nullo. Ma per evitare questi disguidi burocratici, nella circolare «si ricorda che il nostro ordinamento non ammette il matrimonio omosessuale, e quindi la richiesta di trascrizione deve essere rifiutata perché in contrasto con l´"ordine pubblico interno"». La disposizione ministeriale va poi oltre, invitando a svolgere accurate indagini per accertarsi dell´effettivo sesso dei presunti marito e moglie.

«Gli ufficiali di stato civile devono porre particolare cura alla verifica che i due sposi siano di sesso diverso, richiedendo in caso di dubbio un documento di identità dal quale si desuma inequivocabilmente il sesso degli interessati». Il Viminale spiega che la dicitura «ordine pubblico interno» non va equivocato con quello comunemente inteso, ma fa riferimento ai principi del nostro ordinamento. A questa puntualizzazione, però, obietta Franco Grillini, secondo il quale l´indirizzo del ministro dell´Interno si scontra comunque con il diritto europeo.

«C´è una direttiva comunitaria - ha dichiarato il deputato socialista - sulla libertà di circolazione delle coppie. C´è l´articolo 9 della carta dei diritti di Nizza approvata dal nostro parlamento che garantisce ad ogni persona il diritto a costituirsi una famiglia». Ci sono i pronunciamenti del parlamento europeo che vietano la discriminazione nei confronti di coppie omosessuali. E i solleciti agli stati membri (come la 1474 del 26 settembre del 2000), di adeguare le proprie legislazioni «al fine di riconoscere legalmente la convivenza al di fuori del matrimonio indipendentemente dal sesso». Per Alessandro Zan, presidente della Lega italiana nuove famiglie, «la scelta del ministro dell´Interno è una offensiva politica alla richiesta di diritti di cittadini italiani o comunitari che intendono vivere in Italia con i propri compagni».


http://www.gaynews.it/view.php?ID=75681

giovedì 14 giugno 2007

Firenze. Coppia gay ricorre al Tribunale dopo il no del Comune alla pubblicazione di matrimonio

Gli avvocati: "escludere il matrimonio per gli omosessuali significa impedire di sviluppare appieno la loro personalità"





FIRENZE, 14 GIU - Il 29 marzo scorso si sono visti rifiutare dal Comune di Firenze la loro richiesta di pubblicazione di matrimonio, oggi hanno presentato ricorso al tribunale contro quel no. Sono Francesco Piomboni e Matteo Pegoraro, 33 anni il primo, anche presidente di Arcigay Firenze, 21 il secondo, che, del loro desiderio di diventare anche giuridicamente una coppia hanno deciso di farne una ''battaglia politica'' e di ''impegno civile'', assistiti dagli avvocati Paola Pasquinuzzi di Firenze e Francesco Bilotta di Trieste.



Nel ricorso alla volontaria giurisdizione del tribunale fiorentino (30 pagine) essenzialmente si sostiene che le motivazioni del Comune sono ''illegittime e gravemente lesive del diritto all'autodeterminazione dei ricorrenti nonche' gravemente discriminatorie in quanto fondate sull'orientamento sessuale degli stessi''.



Motivo per cui si chiede al giudice anche di sollevare una questione di legittimità costituzionale.



L'avvocato Pasquinuzzi, che paragona l'attuale battaglia a quella fatta a suo tempo per il diritto a cambiare sesso, spiega che Palazzo Vecchio ha negato la pubblicazione del matrimonio essenzialmente perché nel codice civile, in tema di famiglia, si fa riferimento a marito e moglie e in virtù della circolare del ministero degli Interni 2/2001, che impedisce, per la contrarietà all'ordinepubblico, la trascrizione dei matrimoni omosessuali celebrati all'estero. All'opposto rileva che nell'ordinamento italiano non esiste una nozione di matrimonio così come non c'è un divieto espresso all'unione tra persone dello stesso sesso.



La circolare poi del ministero contrasta con lo spirito della Costituzione e con la Carta di Nizza sulla discriminazione per ragioni sessuali.



Infine escludere il matrimonio per gli omosessuali significa impedire di sviluppare appieno la loro personalità in un progetto di vita familiare e ciò appare in palese contrasto con gli articoli 2 e 3 della Costituzione.



Francesco e Matteo spiegano che ora, dal giudice, ''ci aspettiamo una risposta motivata, non un semplice diniego'' e sperano di essere utili per altre coppie, che magari potrebbero seguire il loro esempio e fare ricorso. ''Chiediamo - conclude l'avvocato - che il giudice si assuma la responsabilità di una funzione interpretativa delle norme in senso evolutivo per garantire una tutela che l'ordinamento nega''.





http://www.gaynews.it/view.php?ID=74291

Uno straccio di laicità

Sex crimes and the Vatican

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