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mercoledì 26 settembre 2007

Rendere pubblica l'omosessualità non è reato

Scrivere di qualcuno che è gay non costituisce reato. I giudici di Milano assolvono così Lina Sotis (Corriere della Sera), che aveva rivelato la convivenza del marito di Marina Berlusconi con un uomo


«Nella società attuale non è né culturalmente né giuridicamente giustificato alcuno stigma in relazione all'omosessualità o all'essere omosessuale». Ciò che va tutelato, dunque, è solo la «libertà di un individuo di fare pubblica dichiarazione della propria omosessualità (outing) [sic, NdT] o meno, e non la segretezza dell'omosessualità, che costituirebbe, invece, uno stigma aggiuntivo».

Lo scrivono i giudici della seconda sezione civile d'appello di Milano nel motivare la sentenza con cui, riformando il verdetto di primo grado, hanno assolto la giornalista del Corriere della Sera Lina Sotis e l'allora direttore Ferruccio De Bortoli, accusati entrambi di illecita diffusione di notizie riservate su Angelo Villa (noto chirurgo plastico che si era attribuito l'intervento di lifting di Silvio Berlusconi salvo poi smentirlo), in passato convivente di Maurizio Vanadia, poi marito di Marina Berlusconi.

In tutte le sue difese Villa non ha negato la convivenza di svariati anni con Maurizio Vanadia, poi marito di Marina Berlusconi, e visto che entrambi «sono due affermati professionisti», la decisione di convivere non poteva trovare giustificazione in esigenze di contenimento della spesa per l'alloggio (come può accadere tra gli studenti universitari) «e poteva avere solo la giustificazione di una scelta di tipo affettivo, frutto di affinità ed elezione».

Non si vede dunque in quale reato siano incorsi, rendendo pubblica una convivenza, «il Corriere della Sera e la sua migliore firma di articoli di costume».

http://tinyurl.com/36y938

mercoledì 23 maggio 2007

Iran: torturata una coppia gay. Il reato? L'omosessualità

Nel paese teocratico del Medio Oriente essere omosessuali è reato. Pestaggi, arresti e impiccagioni sono all'ordine del giorno. E la comunità internazionale tace.


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Una coppia di gay è stata punita con 80 frustate sulla schiena. E’ successo due giorni fa in Iran. Questo paese non è nuovo a fatti del genere, purtroppo. Da anni la comunità LGBT internazionale denuncia la situazione di un governo teocratico per il quale l’omosessualità è reato. Quotidianamente gay, lesbiche e transessuali vengono arrestati, torturati e a volte impiccati pubblicamente. Prova ultima dell’intolleranza di regime che governa quella che una volta era la radiosa Persia, è che la maggiore associazione LGBT, la IRanian Queer Organization, ha sede a Toronto, in Canada. Lasciamo alle immagini il racconto di quello che è accaduto il 20 maggio scorso.


http://www.gay.it/channels/view.php?ID=22897

Uno straccio di laicità

Sex crimes and the Vatican

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