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mercoledì 23 aprile 2008

Lucca: il consiglio provinciale contro l'omofobia

L'assemblea di Palazzo Ducale ha approvato un ordine del giorno di condanna all'omofobia e in cui chiede un impegno al governo e all'amministrazione locale per la pari dignità delle persone LGBT.


luccaIl consiglio provinciale di Lucca ha approvato un ordine del giorno, proposto dal Prc ed SD in cui si condanna l’omofobia. Il documento, sul quale ha espresso parere contrario l'opposizione di Palazzo Ducale, condanna le discriminazioni fondate sull'orientamento sessuale e chiede impegni precisi da parte delle istituzioni nazionali e della stessa amministrazione provinciale lucchese.

L'ordine del giorno letto in aula dal consigliere di Prc Mario Navari ed emendato in alcuni punti – “chiede al Parlamento italiano di assicurare che gli omosessuali, i bisessuali e i transessuali, vengano protetti da discorsi omofobici intrisi d’odio e da atti di violenza omofobici e di garantire che i partner dello stesso sesso godano del rispetto, della dignità e della protezione riconosciuti al resto della società”.

Il documento si rifà alle direttive comunitarie sull'argomento e intende sollecitare sia il Parlamento quanto il Governo "ad intensificare la lotta all’omofobia mediante un’azione pedagogica: ad esempio attraverso campagne condotte nelle scuole, nelle università e tramite i mezzi di informazione, nonché per via amministrativa, giudiziaria e legislativa".

Per quento riguarda l'amministrazione provinciale e il consiglio, il documento chiede "che si facciano promotori di uno studio sulle discriminazioni sessuali sul territorio e di un piano di interventi per lo sviluppo della cultura della tolleranza nelle scuole e nella società".

Nel corso dell’ultima seduta, infatti, l’assemblea consiliare di Palazzo Ducale ha approvato – con i soli voti della maggioranza (l’opposizione ha votato contro) - un ordine del giorno presentato dalla Sinistra Democratica e dalla Sinistra Arcobaleno in cui si condannano le discriminazioni fondate sull’orientamento sessuale, chiedendo precisi impegni da parte delle massime istituzioni nazionali e della Provincia.
" Da rappresentante delle istituzioni - ha dichiarato il presidente della Provincia Stefano Baccelli -, non possono non condividere le richieste di certe forme di riconoscimento, di pari dignità, di tutela sociale ed economica e ciò non è in contraddice la mia formazione cattolica e democratica".

http://tinyurl.com/3wy3mj

lunedì 29 ottobre 2007

Reazioni degli attivisti europei alla campagna toscana contro l'omofobia

La campagna della Regione Toscana, passata sulle TV di mezza Europa, fa parlare al congresso di ILGA-Europe, la federazione europea delle associazioni LGBT


A neanche due giorni dalla presentazione, la campagna contro l'omofobia della Regione Toscana ha già fatto il giro del mondo. Le televisioni di mezza Europa ne hanno parlato e l'associazione dei poliziotti gay della Catalogna l'hanno presentata come un esempio di successo al Congresso di ILGA-Europe, la federazione europea di lesbiche, gay, bisessuali e trans.

Prima che venisse presentata, abbiamo mostrato il manifesto della campagna a singoli attivisti da vari paesi raccogliendo le loro reazioni a caldo.

Lisette (Estonia): "Mi piace perché funziona!"

Florentina (Romania): "Oh! Bella! È molto potente e intrigante e induce la gente a pensare".

Aksinia (Bulgaria): "L'ho vista sui media bulgari, penso sia eccezionale! Precorre i tempi, è molto innovativa. Capisco che causi reazioni perché a volte fa male trovarsi facci a faccia con la verità"

Monika (Germania): "Penso sia molto buona e non troppo forte, proprio giusta – spero che gli abitanti della Toscana la vedano nello stesso modo in cui la vediamo noi in Germania"

Hartmut (Germania): "Beh, dice solo come stanno le cose – è giusta – noi in Germania abbiamo una storia, quella dei campi di concentramento, e il modo in cui vediamo la campagna parte da questa consapevolezza – perciò è molto buona. Ovviamente per chi è bisessuale forse le cose sono differenti, dipende un po' da come si guarda alla cosa, ma per me, da uomo gay, di certo non c'è scelta, questo è quello che voglio e non voglio altro".

Kristi (Estonia): "Mi piace – porterà un sacco di agitazione, soprattutto in Italia, è un'immagine forte, ma mi piace."

Yves (Belgio): "È già su tutti I siti web del Belgio e c'è dibattito – I cattolici sono tutti saltati sulla sedia e intervengono dicendo "Ma come?! Non è una scelta?!" – non importa se è una scelta, si tratta di una questione di accettazione – è bene creare un dibattito, ma l'obiettivo finale è di convincere la gente che non è un problema essere omosessuale – non sappiamo se è una scelta e non dovrebbe importare, appunto – è la diversità intrinseca nella nostra società.

Vera (Romania): "È forte, mi piace!"

Miha (Slovenia): "Anche se fosse una scelta, dovresti poterla fare senza discriminazioni".

Florin (Romania): "È buona e giusta"

Joyce (Pesi Bassi): "Wow! Cosa dire? Ci devo decisamente pensare"

Tomek (Polonia): "Ha suscitato un grosso scandalo in Polonia, enorme copertura sui media!"

Marta (Polonia): "È buona, ma per la Polonia sarebbe troppo controversa – se si vuole far discutere, raggiunge decisamente lo scopo! Di certo sosterrei questa campagna".

Enric (Spagna): "In Spagna ne stanno parlando tutti – come co-presidente del Forum Europeo dei gruppi Cristiani LGBT la sosteniamo decisamente!"

Panagiotis (Grecia): "Non posso certo essere contrario – avrei preferito forse due bebé che si tenevano per mano anziché un'etichetta che dice homosexual perché le etichette te le attaccano, mentre quello che fai è quello che fai tu".

Xavier (Catalogna): "Dà bene l'idea che i diritti LGBT non sono un'opzione ma sono inopinabili – è molto buona – non è genetico ma non puoi scegliere e va bene per una campagna che non è una campagna "scientifica" ma di sensibilizzazione su un tema.

Gruppo di francesi – appena vedono la campagna incominciano a parlare e discutere a tutta velocità. Poi Philippe (Francia) esclama: " Bravo! Ha fatto discutere!"

Ben (Paesi Bassi): "Wow! È davvero grande, che campagna!"

Confrontando queste reazioni con quelle della comunità LGBT italiana forse diventa molto più chiaro perché in Italia siamo così indietro rispetto al resto d'Europa nella rivendicazione dei nostri diritti.

Riccardo Gottardi
Segretario nazionale Arcigay
http://www.gaynews.it/view.php?ID=75689


martedì 23 ottobre 2007

Essere gay non è una scelta. Parola di bambino

La Toscana lancia una campagna di comunicazione shock. L'immagine scelta contro l'omofobia raffigura un neonato nel letto di ospedale con il classico braccialetto. Ma sopra c'è scritto "omosessuale".
di Daniele Nardini


manifesto omofobia


Il manifesto ritrae un bambino, non perfettamente a fuoco, che è appena nato: in primo piano si nota il braccialetto di riconoscimento usato in ogni ospedale. Sopra però non c’è scritto il nome, Matteo od Elisa, Anna o Paolo, ma la parola “homosexual”. Di fianco lo slogan: “L’orientamento sessuale non è una scelta”. Come dire: qualunque sia l’origine dell’omosessualità, genetica o sociale, non si può scegliere di non esserlo se i geni o le condizioni in cui sei cresciuto hanno voluto che lo si fosse.

Il manifesto, la cui immagine è ripresa da una campagna dello stato del Quebec, verrà affisso in tutti i luoghi pubblici della Regione per sensibilizzare l'opinione pubblica. Verrano stampati anche pagine pubblicitarie, cartoline, depliant e saranno prodotti anche degli spot.

La campagna antidiscriminazioni della Toscana è stata presentata dall'assessore regionale alle riforme istituzionali Agostino Fragai, da Alessio De Giorgi, direttore di Gay.it, e da Paolo Chiappini, della Fondazione Sistema Toscana. «Il messaggio che vogliamo lanciare - ha spiegato De Giorgi - è che l'omosessualità non è una scelta ma un dato immutabile e da rispettare».

«Si tratta di una campagna pulita, che rispetta la privacy e il buon gusto – spiega l’assessore all’attuazione dello Statuto, Agostino Fragai – Certo affronta con forza ed in modo efficace una delle questioni di fondo di un tema eticamente discusso, sottolineando come l’omosessualità non possa essere considerato un vizio, ma una delle tante espressioni della personalità di un individuo».

Il 26 e il 27 ottobre durante la due giorni di lavori in cui si discuterà di discriminazioni (fra gli ospiti ci saranno anche la ministra Barbara Pollastrini, il presidente della Regione Puglia Nichi Vendola e il fotografo Oliviero Toscani), verranno affissi altri manifesti contro l'omofobia provenienti da tutto il mondo: dal Regno Unito alla Nuova Zelanda, dal Canada agli Stati Uniti, campagne di enti pubblici, associazioni di genitori e gruppi cristiani. Non a caso è stato scelto come luogo di esposizione il Festival della creatività che si svolge nella suggestiva cornice della Fortezza da Basso.

È prevista, inoltre, una mostra fotografica dell’artista islandese Dagny.

«Se l'obbiettivo ambizioso di qualche anno fa era quello che l'Italia entrasse in Europa oggi, è il caso di dirlo, basterebbe un obbiettivo "più modesto". Sarebbe sufficiente che l'Italia si adeguasse alla Toscana». È questo il commento del presidente dell'Arcigay Aurelio Mancuso. «La nuova campagna di comunicazione contro le discriminazioni sessuali e contro l'omofobia -continua Mancuso -, patrocinata dal ministero per le pari opportunità, che la Regione Toscana sta conducendo è assolutamente all'avanguardia nel panorama della difesa dei diritti delle persone lgbt ma anche, in senso più generale, di qualsiasi cittadino».

Raccapricciante. È questo, invece, il giudizio dell'onorevole Luca Volontè, capogruppo Udc alla Camera, sul manifesto della Regione Toscana. «Strumentalizzare i neonati per far passare l'idea che le pulsioni omosessuali siano una caratteristica innata dei bambini - prosegue Volontè - è un atto fuorviante e vergognoso sotto il profilo scientifico, politico e sociale». Secondo il parlamentare dell'Udc, inoltre, «la compiacenza delle istituzioni pubbliche nei confronti di campagne scioccanti e false come questa è l'ennesima prova del furore ideologico antisessualità maschile e femminile presente nel nostro Paese, oltre che tipico esempio di sperpero di denaro pubblico a favore delle solite lobby. Da Adamo ed Eva, i sessi sono due e rimarranno tali nonostante la prezzolata immaginazione dell'Arcigay».

http://www.gay.it/channel/attualita/23580/Essere-gay-non-e-una-scelta-parola-di-bambino.html

lunedì 9 luglio 2007

Toscana: regione organizza manifestazione contro l'omofobia

Assessore Fragai: indispensabile impegno delle istituzioni su questi temi


Un'iniziativa per dire 'no' alla violenza omofobica e alle discriminazioni per l'orientamento sessuale.

Unico evento del genere in Italia, la Regione Toscana la organizzera' nell'ambito del prossimo Festival della Creativita' che si svolgera' a Firenze il 26 e 27 ottobre. La decisione e' stata presa oggi, durante l'incontro organizzato a Palazzo Bastogi dall'assessore regionale alle riforme istituzionali, Agostino Fragai, al quale hanno partecipato gli amministratori di diverse citta' e province della Toscana. Quella del festival sara' anche l'occasione per presentare la neonata 'Rete Nazionale degli enti locali contro le discriminazioni per orientamento sessuale e identita' di genere'.

''Vogliamo che la Toscana sia sempre piu' la terra delle opportunita' e delle liberta' - ha detto l'assessore Fragai -. Per noi l'affermazione dei diritti e' condizione di sviluppo della societa' e garanzia di solidarieta' e di coesione sociale. Percio' consideriamo indispensabile l'impegno delle istituzioni anche su tali temi, come risposta ai rischi di emarginazione, ma anche come occasione di crescita complessiva di positive relazioni sociali''. All'iniziativa di ottobre sara' anche legata una campagna di comunicazione contro l'omofobia e per il rispetto delle persone lgbt (lesbiche, gay, bisessuali e transessuali), che la Regione ha voluto condividere con gli enti locali.

http://www.gaynews.it/view.php?ID=74550

lunedì 30 aprile 2007

Toscana, isola felice

Dopo aver rapprovato lo Statuto che tutela i diritti di gay e lesbiche, la legge contro le discriminazioni, gli ormoni gratuiti ai transessuali adesso c'è anche una task force tutta per noi.

di Daniele Nardini





Esiste una Regione, in Italia, pioniera dei diritti di gay, lesbiche, transessuali e transgender. Stiamo parlando della Toscana, terra che per prima al mondo abolì la pena di morte e che da allora ha sempre avuto un'attenzione particolare per la tutela dei diritti.



Dal 1998 la Regione ospita sulla sua costa la meta privilegiata del turismo GLBT, la Versilia e Torre del lago in particolare, confermando la vocazione all'accoglienza di tutti, nessuno escluso. Nel 2004 invece, la Toscana approvò una legge avanzatissima per tutelare gay e lesbiche residenti sul territorio e si diede uno Statuto talmente aperto verso la minoranza GLBT da scatenare le ire del centrodestra all'epoca al potere, il quale impugnò il testo già approvato davanti alla Corte Costituzionale. La giunta regionale vinse la battaglia e oggi gli omosessuali toscani godono di tutele e diritti senza eguali in Italia. Poi è venuto il momento, la scorsa estate, in cui l'allora assessore alla Sanità Enrico Rossi fece approvare una legge che poneva a carico del Sistema Sanitario Regionale (uno dei più efficienti e con i conti a posto) il trattamento ormonale per i transessuali.



Con queste premesse, nell'anno europeo delle pari opportunità per tutti, la Regione Toscana non poteva certo mancare all'appuntamento: la giunta ha creato presso l'assessorato alle riforme istituzionali una task force per dare maggiore energia e slancio all'applicazione di quelle norme.



Il programma di lavoro si muoverà su più livelli. «Vogliamo - spiega Fragai, l'assessore regionale alle riforme - organizzare corsi per famiglie e insegnanti: nelle scuole e tra le associazioni. Li stiamo organizzando con l'assessorato alla salute, per parlare di sessualità consapevole e preparare il personale sanitario. Ne faremo altri nei luoghi di lavoro, per parlare di mobbing e discriminazioni, incontrando lavoratori e datori di lavoro. Un percorso specifico riguarderà la minoranza trangender, che più rischia l'esclusione sociale. La violenza è un'altra piaga che dobbiamo combattere, la sicurezza un obiettivo da conquistare».



Il lavoro

La prima delle priorità è l'eliminazione di ogni discriminazione fondata sull'orientamento e l'identificazione sessuale nell'accesso e nella permanenza sul mercato di lavoro. «Saranno attivate - accenna l'assessore - borse di formazione per chi ha disturbi di identità di genere e bisogno di aiuto e di un percorso di formazione mirato per rientrare sul mercato del lavoro». Per i transessuali è stato inoltre creato un centro di riferimento a Careggi e già decisa, l'estate scorsa, la gratuità delle cure ormonali. Il prossimo passo sarà la costruzione di una rete regionale di riferimento.



Formazione nelle Asl e a scuola

Un corretto approccio a volte può far miracoli e rendere tutto molto meno difficile. Per questo la Regione ha deciso di formare anche medici, infemieri ed insegnanti: per non dare per scontata ad esempio l'eterosessualità delle ragazze alla prima visita ginecologica o per parlare di certi temi fin dalla scuola media superiore. Un'azione parallela è prevista sugli operatori dei consultori. Altri incontri sono rivolti invece ai genitori. Le Asl hanno già presentato un progetto per la formazione del personale, che partirà nei prossimi mesi. Per la scuole è tutto rinviato al prossimo anno scolastico. Percorsi di formazione sono previsti anche per i vigili urbani.



Eventi

Non mancheranno, infine, campagne di informazioni e iniziative di sensibilizzazione. «La Regione Toscana - sottolinea l'assessore Fragai - è tra i fondatori della neonata Rete nazionale degli enti locali contro le discriminazioni per orientamento sesssuale e identità di genere. Anche per questo ospiteremo ad ottobre una delle quindici iniziative nazionali dell'Anno europeo previste dall'Unione europea». L'appuntamento è a Firenze, all'interno della prossima edizione del Festival della creatività.



http://www.gay.it/channels/view.php?ID=22789

Uno straccio di laicità

Sex crimes and the Vatican

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