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sabato 26 gennaio 2008

Unione Europea: L'Italia si adegui alle norme sui rifugiati gay

La Commissione si rivolgerà alla Corte Europea se non adeguerà presto le proprie norme alle direttive comunitarie che allargano lo status di rifugiato a chi è discriminato per l'orientamento sessuale.


A pochi giorni dalla sentenza della cassazione che stabilisce che gli stranieri omosessuali che rischiano la persecuzione nel loro paese d'origine non possono essere espulsi dall'Italia, arriva un monito direttamente dalla Commissione Europe. Secondo Bruxelles, infatti l'Italia è inadempiente rispetto alla normativa comunitaria che prevede il riconoscimento dell'asilo politico anche a gay e lesbiche perseguitati nel loro paese d'origine. A rivolgersi alla Commissione era stato l'eurodeputato dei radicali Marco Cappato.

Il Parlamento italiano non ha infatti recepito la direttiva sull'asilo politico 2004/83/CE, che include un obbligo per gli Stati membri di considerare l'orientamento sessuale come ragione per concedere lo status di rifugiato, dato che la stessa è, purtroppo, anche motivo di discriminazione e persecuzione in molti stati.
Gli stati inadempienti, insieme all'Italia, nove in tutto e saranno portati davanti alla Corte di Giustizia nel caso continuassero ad ignorare le direttive della Commissione.

http://tinyurl.com/ywdvu8

venerdì 6 luglio 2007

Coming out con lode per la ministra tedesca

È democristiana, è ministra della Cultura, è lesbica, e la stampa nazional-popolare di taglio conservatore la elogia. Anche in Gran Bretagna una lesbica dichiarata nell’esecutivo Brown.



FRANCOFORTE – Coming out (e non ‘outing’, come hanno scritto tanti media italiani, sbagliando come al solito) lesbico di primo piano nel Parlamento tedesco. La ministra della cultura tedesca Karin Wolff, 48 anni, non ha fatto grandi proclami per rivelare la propria omosessualità, semplicemente si è presentata con la sua compagna a una festa d’estate, il BILD Sommerfest, organizzata dalla più nota rivista nazional-popolare della Germania e a domanda ha risposto «amo questa donna». “Che donna coraggiosa!” si è complimentato il Bild. La Wolff e il medico osteopata Marina Fuhrmann (insieme nella foto pubblicata da Bild) si sono conosciute poco più di due anni fa per motivi professionali e da allora hanno intrapreso una relazione che è andata maturando. Fino alla decisione comune di fare un’apparizione pubblica insieme, perché «è normale cercare di conoscersi bene prima di presentare un nuovo partner».

Le due donne hanno parlato anche dei loro interessi comuni, sport, musica, fare lunghe discussioni. La cosa più singolare è che Wolff è anche la vice primo ministro del land dell’Assia, quello che ha per capoluogo Wiesbaden, ed è esponente della CDU, il partito dei cristiano-democratici tedeschi. I cui equivalenti italiani sarebbero partiti come l’Udc di Casini e l’Udeur di Mastella, che su queste tematiche (come dimostrano le loro posizioni di totale chiusura sul riconoscimento delle unioni tra persone dello stesso sesso) mostrano ancora una mentalità di cento anni fa...

LONDRA - In ambito europeo c’è da segnalare anche che nella squadra di governo del nuovo primo ministro Gordon Brown c’è anche spazio per colei che è l’unica esponente apertamente lesbica del parlamento britannico, Angela Eagle. Eagle è stata nominata Exchequer Secretary, posizione all’interno del ministero dell’economia, ed era entrata per la prima volta nella squadra del governo Blair nel 1997. Intanto a Ben Bradshaw, altro esponente politico dichiarato nella politica inglese, è stato affidato l’incarico ministeriale di responsabile dell’area sud occidentale del paese. (Roberto Taddeucci)

http://www.gay.it/channels/view.php?id=23138

venerdì 29 giugno 2007

Polonia: dall'Europa libertà di discriminare?

Il governo ultraconservatore polacco ha ottenuto dell’Unione Europea l’introduzione di una ‘clausola sulla moralità’ grazie alla quale potrebbe attuare politiche contro la minoranza omosessuale.


BRUXELLES – Dal recente summit tenutosi tra i leader dell’Unione Europea è uscito un accordo che se da un lato ha evitato una disastrosa frattura sul cammino dell’Europa unita dall’altro, secondo molti, ha lasciato passare delle ‘licenze’ ad alcuni paesi niente affatto positive, in particolare a Gran Bretagna (soprattutto sul tema delle protezioni verso i lavoratori) e Polonia. Secondo un articolo fortemente critico pubblicato oggi sul quotidiano spagnolo El Pais la Polonia potrebbe approvare leggi repressive nei confronti delle donne (soprattutto per quanto riguarda il loro diritto di scelta sull’aborto) e degli omosessuali. Il tutto senza che la Corte di Giustizia europea possa intervenire in virtù della ‘non applicabilità’ della Carta dei Diritti Fondamentali in ambiti quali le politiche sulla famiglia e la moralità pubblica.

All’articolo 18 del testo strappato dagli ultra-cattolici gemelli Kaczynski, che sono alla guida del paese, c’è scritto infatti che "la Carta non influisce in alcun modo sul diritto degli Stati membri a legiferare nell'ambito della moralità pubblica, sul diritto di famiglia, così come sulla salvaguardia della dignità umana e sul rispetto della integrità fisica e la morale umana.” La Polonia si è distinta per varie iniziative che sono state altamente criticata da molti esponenti dell’Unione Europea per il loro contenuto palesemente omofobo. Tra le più note quella del Ministro dell’istruzione, nonché vice-primo ministro, Roman Giertych (“ben noto per il suo radicalismo cattolico e la sua omofobia”, nota El Pais)che ha proposto il licenziamento degli insegnanti che nelle scuole parlassero in termini non negativi di omosessualità, accusati di fare “propaganda”.

Secondo l’inviata del quotidiano spagnolo rimangono poco chiare le finalità della “dichiarazione unilaterale” ottenuta dai Kaczynski, molto criticata dalle associazioni per i diritti degli omosessuali in Polonia, che temono che in tal modo possano essere loro tolte quelle protezioni sui diritti umani e contro le discriminazioni che proprio grazie ai trattati europei le autorità polacche erano state costrette a sottoscrivere. Tomazs Szypula, attivista della Campagna contro l’omofobia, si augura che correzioni possano essere fatti nel corso dei prossimi mesi quando, sotto la guida della presidenza portoghese dell’UE, si terrà la Conferenza intergovernativa che dovrebbe tradurre in norme concrete gli accordi presi durante il vertice della scorsa settimana. (RT)


http://www.gay.it/channels/view.php?id=23107

Uno straccio di laicità

Sex crimes and the Vatican

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