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venerdì 18 aprile 2008

Celebrata in Uruguay la prima unione civile fra gay del Sud America

Pacs a Montevideo, capitale dell'Uruguay. Ed è la prima volta che si celebra l'unione civile fra due gay nel Sud America. I due neo congiunti sono il direttore di un teatro di 67 anni e il suo compagno di 38 anni.

Al termine della cerimonia, che si è svolta davanti a un giudice alla presenza di familiari e amici della coppia, il direttore del teatro, Juan Carlos Moretti, ha parlato di «un atto di giustizia e un passo avanti per la società uruguayana».

La legge, approvata all'inizio dell'anno in Uruguay, consente alle coppie omosessuali o eterosessuali di concludere un patto civile, dopo almeno cinque anni di vita comune, e garantisce diritti analoghi a quelli del matrimonio per quanto riguarda l'eredità, la pensione e l'assistenza sanitaria.

http://tinyurl.com/4yyzsc

martedì 4 marzo 2008

Unioni civili in Gran Bretagna. Anche i gay conservatori si uniscono

Sul Daily Telegraph il deputato al parlamento per il partito dei Tory, Alan Duncan, cinquantenne progressista che fu tra i primi a fare outing nel 2002, annuncia la sua Civil Partnership con Mr. J.D.P. Dunseath. E’ il primo conservatore a usare la legge sulle unioni civili omosessuali varata dal New Labour di Tony Blair.

Lo stesso giornale era stato molto duro anni prima con Michael Portillo, ex ministro della Difesa di John Major, l’ultimo premier conservatore prima di Blair, che aveva rivelato una relazione omosessuale giovanile. Stavolta invece il Telegraph regala anche qualche perla gossipara che piace tanto ai londinesi. David Cameron, il leader conservatore, è felicissimo. Consueto progressismo british.

Il primo deputato a unirsi civilmente a un compagno dello stesso sesso, dopo l’entrata in vigore della legge nel dicembre del 2005, è stato il sottosegretario all’Ambiente (oggi alla Sanità) Ben Bradshaw, laburista, nel luglio del 2006.

Il Civil Partnership Act è entrato in vigore nel dicembre 2005 in Gran Bretagna, riconosce alle coppie gay di legarsi in un unione registrata, diversa dal matrimonio. I contraenti assumono lo status legale di civil partners. Uno dei primi a usare la legge è stato il sempiterno Elton John, che nel 2005 si è unito con David Furnish.


http://tinyurl.com/2a8w4v

venerdì 9 novembre 2007

La Treccani "riconosce" le unioni di fatto. Scoppia la polemica, Cdl all'attacco

La grande enciclopedia alla voce matrimonio decreta che "il riconoscimento giuridico, in uno stato laico e democratico, risponde a basilari principi di equità"
di ALESSANDRA LONGO

Andate alla voce "matrimonio" della Treccani e scoprirete che mentre il Parlamento italiano è ancora incartato tra ex Pacs, ex Dico, ora Cus (Contratti di Unione solidale), la Grande Enciclopedia Italiana ha già fatto i conti con la realtà, e con il dibattito europeo, decretando che il "riconoscimento giuridico" e la tutela delle unioni di fatto rispondono, "in uno Stato laico e democratico, a basilari principi di equità sociale".

Apriti cielo, secondo il centrodestra, anche la Treccani è passata col nemico. È bastato che le agenzie di stampa riportassero ampi stralci della recentissima voce curata da Alessandra De Rose, per la settima appendice all'Enciclopedia (aggiornamento in due volumi diretto dal filosofo Tullio Gregory), ed ecco partire un imbarazzante fuoco di sbarramento proveniente soprattutto dalle trincee di Forza Italia e dell'Udc.

I curatori l'hanno spiegato chiaramente: non avevano, e non hanno, nessuna intenzione, parlando di coppie di fatto, "di intaccare in alcun modo l'istituto del matrimonio e il principio del favor matrimonii", la loro è una autorevole presa d'atto dei tempi che cambiano. Il matrimonio, visto dalla Treccani (ma anche da tutti i laici di questo Paese), non è l'unica "modalità prevalente di vita di coppia", come lo è stato fino alla metà del XX secolo. Col passare degli anni, leggiamo sulla Treccani, "la posizione di monopolio" è andata incrinandosi. Semplicemente si sono affermate forme "di costituzione della famiglia" diverse.

La Treccani fornisce le cifre: le unioni di fatto sono passate dall'1,8 per cento (biennio '94-'95) al 3,6 per cento del totale delle coppie nel 2001. Dati oggettivi, fenomeno sotto gli occhi di tutti come lo è, sottolinea l'Enciclopedia, la constatazione che solo pochi Paesi, tra cui l'Italia, sono indietro nel cammino di riconoscimento pubblico della famiglia di fatto con l'equiparazione giuridica alla famiglia di diritto, ossia quella fondata sul matrimonio. Analisi peraltro cauta che considera "lontana e, forse, considerate le condizioni sociali e culturali, neanche opportuna, l'introduzione di istituti "sconvolgenti" come il matrimonio tra gay".

Eppure, Isabella Bertolini, fedelissima del pluriammogliato Berlusconi, strilla indignata: "Anche la Treccani è diventata strumento di propaganda!". Le danno man forte Luca Volontè, capogruppo Udc alla Camera, che parla di "una scelta fuori luogo fatta dall'Istituto diretto dal professor Francesco Casavola" e il forzista Maurizio Lupi, convinto di trovarsi di fronte ad una tipico caso di "genuflessione al laicismo".

Barbara Pollastrini, ministro per le Pari Opportunità, in riunione con i suoi collaboratori, legge le dichiarazioni e si limita ad un commento amaro: "Ancora una volta la cultura e la società sono più avanti della politica e delle istituzioni, nell'analisi del senso comune, nella visione della società. Dobbiamo essere noi a colmare questo ritardo". Rina Gagliardi, senatrice di Rifondazione, sorride dell'indignazione degli avversari, di quel sospetto di una Treccani addirittura "comunista": "L'Enciclopedia fa il suo dovere, registra la realtà. Certo, alle gerarchie ecclesiastiche e ai teodem piacerebbe che rimanesse ferma al Medioevo".

È sera quando, negli uffici dell'Enciclopedia, arrivano telefonate, richieste di commento. Sconcerto, imbarazzo, fastidio. Il professor Gregory liquida il surreale polverone: "Noi al servizio della propaganda? Respingo queste accuse al mittente. Noi garantiamo sempre il massimo livello scientifico e siamo sempre e solo al servizio della cultura".

(9 novembre 2007)
http://tinyurl.com/yvwfaw

giovedì 31 maggio 2007

Il governatore del New Hampshire firma la legge sulle unioni civili

Primo Stato Usa a riconoscerle con atto legislativo spontaneo


New York, 31 mag. - Il governatore del New Hampshire John Lynch ha firmato in legge un provvedimento che fa del suo Stato il quarto negli Usa a consentire le unioni civili tra persone dello stesso sesso. E' la prima volta tuttavia che questo diritto viene riconosciuto con un atto legislativo spontaneo, senza cioè che ci sia stata una battaglia in tribunale sui diritti delle coppie omosessuali.

Il governatore, un democratico, intervistato aveva dato il suo appoggio alla legge qualche settimana fa, dopo l'approvazione della Camera del New Hampshire e in attesa del voto del Senato, entrambe controllate dal partito democratico.

Con il New Hampshire tutto il New England, la regione nord orientale degli Stati Uniti, ammette le unioni tra gay e lesbiche. Il Massachusetts è l'unico degli Stati americani a consentire i matrimoni tra omosessuali, per effetto di una sentenza giudiziaria. Mentre il Vermont e il New Jersey hanno ammesso le unioni civili, anche in questo caso dopo pronunciamenti di corti statali.

Il Connecticut è stato il primo Stato ad ammettere le unioni tra gay e lesbiche senza attendere l'intervento di una corte, ma la misura è al momento bloccata da un ricorso.


http://www.gaynews.it/view.php?ID=74081

Uno straccio di laicità

Sex crimes and the Vatican

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