Articolo tratto da
QueerBlogUfficio Stampa Rai sul caso Brokeback Mountain di oggi:
Non c’e’ stata alcuna censura, ma una serie di casualita’ che ha impedito la messa in onda della versione originale di “Brokeback Mountain”.
La RAI ha comprato i diritti del film “Brokeback Mountain” tramite Rai Cinema.
Per un’eventuale trasmissione senza vincoli di orario, e’ stato chiesto alla societa’ Bim, che l’ha distribuito nelle sale, il visto censura.
In seguito a tale richiesta, il distributore ha consegnato la copia che aveva ottenuto il visto, mentre non e’ stato sollecitato l’invio contestuale della versione integrale.
Pertanto, quando Raidue ha deciso di trasmettere il film ha ritenuto di utilizzare la versione integrale non verificando sul terminale che la versione in possesso della RAI era quella che aveva ottenuto il visto censura per la trasmissione senza vincoli di orario.
Il Direttore di Raidue ha preso l’impegno di mettere in programmazione la replica del film nella versione cinematografica senza tagli.
Che sia vero o no il motivo dei tagli, c’è stata una pronta contromossa. Molto bene. Le polemiche una volta tanto servono a risvegliare l’attenzione dei “piani alti” televisivi, quantomeno.
Vi rimandiamo all’articolo di Tvblog dedicato, dove pare che abbia avuto un ruolo determinante di mediazione Valdimir Luxuria.
AGGIORNAMENTO: In attesa di vedere la promessa mantenuta, possiamo apprezzare come la censura di mamma Rai abbia fatto il giro del mondo, sui principali siti di informazione. Dalla
Francia alla
Spagna, fino al
Brasile si parla dei tagli al film e di come la Rai abbia trasmesso a notte fonda una versione completamente distorta della pellicola. Che bella pubblicità per l’azienda e per il paese!

Dopo quasi tre anni la televisione italiana è finalmente riuscita a trovare una serata per programmare “
I segreti di Brokeback Mountain“, film premiato in tutto il mondo: vincitore del Leone d’oro alla Mostra del cinema di Venezia, ha vinto 4 Golden Globe e ha ricevuto 8 candidature ai premi Oscar.
Il film sarà trasmessa questa sera, 8 dicembre 2008, su Raidue alle 22:45 in prima visione per le reti in chiaro.
Certo, con un po' di coraggio in più un
film di questa importanza poteva essere trasmesso in prima serata.
Un 21enne di Este, ex chierichetto e catechista, fa outing (in realtà coming out, NdT): espulso dal coro della Chiesa
La «confessione» al programma Ciao Darwin. Lui è un militante di Forza Italia
PADOVA - È gay, partecipa al programma televisivo «Ciao Darwin» che andrà in onda martedì sera, e il parroco lo caccia dal coro della chiesa. Tutto accade a Este, in provincia di Padova, ed è il quotidiano «Il Mattino di Padova» a raccontare la storia di Alberto Ruggin vent'anni, un passato di capochierichetto e di catechista, tra i fondatori del Circolo delle Libertà di Este, che non si vergogna e ritiene di aver fatto la cosa giusta, ma non tutti sono d'accordo con lui.
Ruggin ha dichiarato apertamente di essere gay, partecipando al programma tv di Paolo Bonolis nella squadra degli omosessuali che sfida gli eterosessuali. Ma il parroco della chiesa nella quale Ruggin, cantava nel coro, ha ritenuto che la sua omosessualità fosse motivo di esclusione dal gruppo. Ruggin, residente a Este, paese che in passato era una delle roccaforti del Veneto «bianco» ha raccontato che dopo aver fatto outing sulla sua natura sessuale in seguito alla partecipazione a «Ciao Darwin», il giovane, che da sempre partecipa alle attività della parrocchia della basilica delle Grazie - ex capochierichetto e catechista e da sette anni voce nel coro della chiesa - ha spiegato che il parroco, don Paolino, lo avrebbe invitato a non farsi più vedere alla corale a causa della sua omosessualità. «Lasciamo perdere queste cose», si è limitato a dire laconicamente il parroco.
Il sacerdote, stando al racconto di Ruggin al quotidiano, avrebbe circoscritto la reprimenda alla partecipazione al coro, non vietando al giovane di prender parte alla messa. La storia di Ruggin, tra i fondatori del Circolo delle Libertà di Este, ha destato scandalo nel paese, dividendo gli stessi compagni di partito del ragazzo fra posizioni solidali e prese di distanza sul modo pubblico scelto per rendere note le sue preferenze sessuali.
http://www.corriere.it/cronache/07_novembre_19/chirichetto_gay_ciao_darwin.shtml