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mercoledì 10 dicembre 2008

Brokeback Mountain non censurato andrà in replica su Raidue

Articolo tratto da QueerBlog


Ufficio Stampa Rai sul caso Brokeback Mountain di oggi:

Non c’e’ stata alcuna censura, ma una serie di casualita’ che ha impedito la messa in onda della versione originale di “Brokeback Mountain”.

La RAI ha comprato i diritti del film “Brokeback Mountain” tramite Rai Cinema.

Per un’eventuale trasmissione senza vincoli di orario, e’ stato chiesto alla societa’ Bim, che l’ha distribuito nelle sale, il visto censura.

In seguito a tale richiesta, il distributore ha consegnato la copia che aveva ottenuto il visto, mentre non e’ stato sollecitato l’invio contestuale della versione integrale.

Pertanto, quando Raidue ha deciso di trasmettere il film ha ritenuto di utilizzare la versione integrale non verificando sul terminale che la versione in possesso della RAI era quella che aveva ottenuto il visto censura per la trasmissione senza vincoli di orario.

Il Direttore di Raidue ha preso l’impegno di mettere in programmazione la replica del film nella versione cinematografica senza tagli.


Che sia vero o no il motivo dei tagli, c’è stata una pronta contromossa. Molto bene. Le polemiche una volta tanto servono a risvegliare l’attenzione dei “piani alti” televisivi, quantomeno. Vi rimandiamo all’articolo di Tvblog dedicato, dove pare che abbia avuto un ruolo determinante di mediazione Valdimir Luxuria.


AGGIORNAMENTO: In attesa di vedere la promessa mantenuta, possiamo apprezzare come la censura di mamma Rai abbia fatto il giro del mondo, sui principali siti di informazione. Dalla Francia alla Spagna, fino al Brasile si parla dei tagli al film e di come la Rai abbia trasmesso a notte fonda una versione completamente distorta della pellicola. Che bella pubblicità per l’azienda e per il paese!

martedì 9 dicembre 2008

Brokeback Mountain censurato

jakeandheathSono tornati i tempi della censura. Passi che la Rai decida di trasmettere Brokeback Mountain, film vincitore del Leone d’oro 2005 in seconda serata, perché è “vietato ai minori di 14 anni”. Passi che non venga quasi per nulla pubblicizzato il primo passaggio televisivo, per qualche forma di pudore o vergogna dei responsabili di rete, che però hanno speso dei soldi per acquisire i diritti.

Ma che il film di Ang Lee venga addirittura tagliato è scandaloso! Sono state tagliate tutte le scene che evidenziano il rapporto di amore tra i due protagonisti.
Perché, va ricordato, il sesso etero, con annesse allusioni e volgarità, va bene anche per la prima serata ma il sesso gay mai (neppure a mezzanotte). E, infatti, nello stesso film viene mostrato un principio di rapporto tra Heath e la moglie. Non solo: nessun problema di censura per la scena in cui Jake viene ammazzato di botte, con tanto di primo piano del viso sanguinante. Sì, picchiamoli!

A questo punto la Rai farebbe meglio a non trasmettere nulla, se deve censurare in questo modo sia le scene di sesso (in cui comunque non si vedeva niente) sia i baci tra i protagonisti. Su Raidue è andato in onda un altro film.


Aggiornamento: Un lettore ha chiamato, per protesta, il numero della Rai 199.123.000, dove è possibile esprimere un’opinione sui programmi. Curiosa la reazione dell’operatrice: la prima gli ha attaccato il telefono in faccia; la seconda, invece, era preparata: “so esattamente a cosa si riferisce, ma purtroppo non posso esprimerle una mia opinione”.

lunedì 8 dicembre 2008

I segreti di Brokeback Mountain stasera su Rai 2

brokebackmountainfotoDopo quasi tre anni la televisione italiana è finalmente riuscita a trovare una serata per programmare “I segreti di Brokeback Mountain“, film premiato in tutto il mondo: vincitore del Leone d’oro alla Mostra del cinema di Venezia, ha vinto 4 Golden Globe e ha ricevuto 8 candidature ai premi Oscar.

Il film sarà trasmessa questa sera, 8 dicembre 2008, su Raidue alle 22:45 in prima visione per le reti in chiaro.

Certo, con un po' di coraggio in più un film di questa importanza poteva essere trasmesso in prima serata.

venerdì 22 giugno 2007

Penoso servizio del TG 2 Rai sulla pedofilia dove Buttuglione tira in ballo il movimento gay

Pensi piuttosto alla pedofilia dei preti e della famiglia eterosessuale. Manifestazione di protesta contro la Rai


Il tg2 della Rai, in un servizio sulla pedofilia dell’edizione delle 20 e 30 di ieri ha mandato in onda un intervento senza replica di Buttiglione dove si rivolge un appello al movimento omosessuale perché condanni la pedofilia lasciando intendere che ci sia contiguità. Si tratta di una operazione vigliacca e calunniosa alla quale occorrrerà rispondere con una grande manifestazione di protesta sotto la sede della Rai.

A Buttiglione, che non vede l’ora di vendicarsi della sua meritatissima bocciatura a commissario europeo, diciamo che la condanna deve essere prima di tutto verso la pedofilia dei preti cattolici, documentata, visibile, sotto gli occhi di tutti. A Buttiglione ricordiamo che persino il papa è inquisito in America per aver coperto pedofili seriali.

Chiediamo inoltre a Buttiglione di condannare la pedofilia della famiglia tradizionale eterosessuale dove si sconsuman0o la stragrande maggioranza degli abusi sui minori.

Chiediamo a Buttiglione di condividere la proposta di vietare ai preti cattolici qualsiasi domanda in materia di sessualità in confessionale ai minori di 18 anni.

Infine una riflessione sulla Rai e sulla pessima informazione dei Tg dove non viene mai data la parola agli esponenti del movimento lgbt per replicare alle calunnie e agli insulti. Sarà necessario una manifestazione nazionale contro gli insulti e le censure dei Tg e di un servizio pubblico che propaganda razzismo e omofobia.


Franco Grillini
Deputato Sinistra democratica
http://www.grillini.it/show.php?4538

sabato 2 giugno 2007

Quasi 5 milioni per l'AnnoZero sugli scandali vaticani

Alla fine è andato in onda e lo hanno visto quasi 5 milioni di italiani. Il documentario della BBC “Sec Crimes and the Vatican” ha sollevato un velo su un tema che si voleva rimanesse nell’ombra.


ROMA – Ascolti eccellenti ieri sera su Rai Due per “AnnoZero”, che ha trasmesso il documentario BBC “Sex Crimes and the Vatican”. È stato visto da 4.781.000 spettatori con uno share del 21,01%, risultando secondo solo all’ennesimo varietà canzonettaro di Rai Uno, che ha dilettato oltre 6 milioni di spettatori. Per Michele Santoro si è trattato del migliore ascolto in assoluto sin da quando il giornalista è tornato in video dopo gli anni di ‘esilio’ nel corso della precedente legislatura. Visti gli appelli a censure preventive da parte di molti esponenti politici e il gran tiro del fango sul documentario messo in atto dal plotone degli atei atei-devoti e degli ultras-clericali che abbondano sulla scena culturale italiana, per Santoro è stato un successo già andare in onda.

«Ieri sera abbiamo avuto una prova di civiltà» ha commentato il giornalista questa mattina su Radio Città Futura, aggiungendo che «ci è voluto tanto ma alla fine lo abbiamo trasmesso questo documentario. Ho sempre sostenuto che il servizio pubblico è ciò che il mercato non riesce a fare spontaneamente. Quindi il servizio pubblico deve essere più informazione, più dibattito, più polemica, più spregiudicatezza e più creatività altrimenti non ha senso parlare di servizio pubblico. Ogni volta che si verifica un episodio tutti si schierano soprattutto per un pregiudizio politico invece noi dobbiamo dibattere, discutere e parlare. Non devono esserci tabù riguardo a questo.» Il conduttore ha poi lodato monsignor Rino Fisichella, che «ha dato un segnale che se la politica italiana sapesse raccogliere ci porterebbe in una situazione decisamente più favorevole perché si è confrontato in campo aperto, ha detto la sua ma ha dimostrato anche una capacità di ascolto straordinaria anche rispetto a situazioni sconvolgenti.»Ma ha saputo il Magnifico Rettore della Pontificia Università Lateranense dare risposte esaurienti ai tanti angosciosi interrogativi (“falsità” e “deformazioni” per l’Avvenire) sollevati dal documentario? A noi sembra proprio di no. Fisichella ha puntatosoprattutto a ribadire che il diritto canonico a cui fanno riferimento i documenti presi in esame nell’inchiesta non interferisce col codice penale dei singoli stati, tuttavia non ha saputo minimamente giustificare quello che poi, alla fine, è la vera grande questione sollevata da Colm O'Gorman: perché l’autorità ecclesiastica suprema (ovvero la Congregazione per la Dottrina della Fede guidata per oltre un ventennio da Joseph Ratzinger) non è intervenuta di fronte a casi di accuse di abusi sessuali provenienti da diverse parti del mondo (Irlanda, Stati Uniti, Brasile) e ha consentito che i sacerdoti accusati di tali crimini venissero semplicemente spostati, per anni e anni, da una parrocchia all’altra?

Nessun chiarimento (anzi, questo aspetto del documentario è stato totalmente ignorato) neanche sui casi come quello di Joseph Henn, il prete americano rimasto intoccabile e al sicuro in Italia, lavorando per anni proprio a due passi dal Vaticano, fino a scomparire proprio mentre gli veniva recapitato un mandato di estradizione verso gli USA.

Alla fine del can can mediatico il legittimo sospetto è che i vertici della Chiesa Cattolica quel (poco) che hanno fatto lo hanno foto solo a seguito dell’uscita degli scandali sui giornali e che ora, dispensando a piene mani bontà e perdono, siano già pronti alla piena assoluzione, soprattutto nei confronti delle proprie - peraltro neanche ammesse - responsabilità.
(Roberto Taddeucci)


http://www.gay.it/channels/view.php?id=22959

mercoledì 23 maggio 2007

Pedofilia e Vaticano: RAI autorizza l'acquisto del documentario

I vertici Rai autorizzano l’acquisto del documentario della BBC che il Vaticano (e buona parte dei politici) avrebbe preferito gli italiani non vedessero.


ROMA – Via libera da parte del direttore generale della Rai Claudio Cappon all’acquisto di “Sex Crimes and the Vatican”, il documentario della BBC (nella foto un’immagine) che Michele Santoro vorrebbe trasmettere all’interno del suo programma “AnnoZero” che già molte polemiche ha suscitato nei giorni scorsi. Lo scottante documentario affronta in modo chiaro e non sensazionalistico il tema della pedofilia in ambito ecclesiastico, uno degli argomenti ‘intoccabili’ del giornalismo italiano e fino a oggi abbondantemente ignorato dalle televisioni sia pubbliche che private, al quale solo “Le Iene” hanno coraggiosamente tentato un qualche approccio. Se la Rai avesse deciso di non autorizzare l’acquisto Enrico Mentana aveva già fatto sapere che il suo “Matrix” era pronto a farlo (anche se oggi è stato smentito da Silvio Berlusconi in persona, che ha detto di averne parlato con Fedele Gonfalonieri.)

In una nota il presidente della Vigilanza, Mario Landolfi, di An, commenta che «Nonostante la critica presa di posizione della maggioranza del CdA in merito all'acquisto del discusso filmato della Bbc, dal direttore generale Cappon è arrivata una soluzione pilatesca che a dispetto delle migliori intenzioni consentirà a Santoro & Vauro di imbastire un processo mediatico contro la Chiesa cattolica.»
Per Landolfi «Non sono queste le finalità di un servizio pubblico radiotelevisivo, non è per questo che i cittadini pagano il canone», una linea tutta improntata al non creare imbarazzi alla Santa Sede e alla quale si adeguano prontamente in coro anche i ‘teo-dem’ dell’Ulivo. Assai sdrucciolosa la presa di posizione del segretario della Cei, Giuseppe Betori, secondo cui il documentario in questione «non rispetta la verità, ad esempio quando attribuisce a Ratzinger la paternità di un documento emanato dalla Congregazione della Dottrina della Fede 19 anni prima della sua nomina alla guida del dicastero.» Inoltre aggiunge che «attribuisce alla legislazione canonica la volontà di coprire gli autori di questi gravi atti criminali, mentre la competenza della Santa Sede è invece un aggravamento della disciplina: il 90 per cento di coloro che vengono giudicati, infatti, sono poi estromessi dallo stato clericale.»
In realtà il documentario è molto documentato e non fa alcuna attribuzione impropria, partendo dalla Istruzione del 1962 (ai tempi di Giovanni XXIII) e arrivando al documento del 2001, firmato da Ratzinger quando era a capo della Congregazione della Dottrina della fede (un tempo meglio nota come Inquisizione), nel quale è assegnata a tale ufficio la totale competenza giurisdizionale. Il tutto improntato alla massima riservatezza in quanto questa tipologia di casi rientrerebbe in quelli soggetti al ‘segreto pontificio’. Il documentario sottolinea come in nessuno dei documenti vaticani venga data indicazione alcuna di avvertire le autorità giudiziarie per denunciare i sospetti casi di pedofilia affinché vengano condotte le indagini del caso. La riduzione a stato laicale dunque, per casi mai denunciati alla polizia, rischia di essere la sola ‘conseguenza’ a carico di esponenti del clero che hanno commesso atti di libidine su minori. Il documentario spiega anche come, in tantissimi casi, i sacerdoti accusati siano stati semplicemente destinati ad altra parrocchia.

Per approfondimenti si può consultare il sito(in inglese) Bishop Accountability che contiene ricchissima documentazione in materia. (Roberto Taddeucci)


http://www.gay.it/channels/view.php?ID=22899

Uno straccio di laicità

Sex crimes and the Vatican

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