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venerdì 10 ottobre 2008

Matthew Mitcham rattristato per essere l'unico atleta olimpico gay dichiarato

matthewPer la prima volta dal trionfo olimpico Matthew Mitcham ha parlato in conferenza stampa e ha raccontato di essere sorpreso per il fatto che, tra i 10500 atleti presenti alle Olimpiadi di Pechino, lui era l’unico gay dichiarato.

“È un po’ triste, penso, perché statisticamente dovrebbero essercene molti di più; ma, sapete com’è, è un fatto privato di ciascuno. Io non farò pressioni su nessuno per convincerlo a rivelare la propria omosessualità, è un affare privato. Ma sono fiero di essere qui, fiero di essere uno a cui tante persone possono guardare con ammirazione”.

mercoledì 10 settembre 2008

L'Australia dedica un francobollo al suo campione gay

Il governo australiano ha dedicato un francobollo a Matthew Mitcham, il nuotatore medaglia d'oro ai giochi di Pechino che prima di partire per la Cina aveva dichiarato la sua omosessualità.

francobollo_matthew

venerdì 29 agosto 2008

Matthew Mitcham: NBC si scusa per comportamento omofobo

Articolo tratto dal sito GayWave

matthew5Continua la vicenda dell’oro olimpico Matthew Mitcham; la rete statunitense NBC, dopo avere censurato la sua omosessualità, ha ricevuto parecchie critiche dalla comunità LGBT, tanto da convincere i vertici a scusarsi.

Vergognoso il comportamento omofobo della rete: non solo ha censurato ogni riferimento all’omosessualità ed al compagno di Matthew, ma si è anche rimangiata la parola!
L’evidente omissione nel servizio della rete su Matthew, infatti, non era passata inosservata, e le critiche sono scattate a poche ore di distanza; La NBC, per tutta risposta, aveva negato ad oltranza di aver omesso qualcosa od osservato una politica omofoba e perbenista. Ora invece Gary Zenkel, presidente della rete, ha redatto una dichiarazione ufficiale in cui si scusa per l’accaduto.
Dice la dichiarazione: “Ci pentiamo di non aver raccontato la storia di Mitcham, e mi scuso a nome del network per ogni omissione seppure involontaria”.
Evidentemente le organizzazioni LGBT devono aver sollevato un bel vespaio negli Stati Uniti.
Una mezza soddisfazione per Matthew ed il suo partner, che sano benissimo che l’omissione non è stata affatto involontaria.

martedì 26 agosto 2008

Matthew Mitcham, critiche sulla censura della Nbc

Articolo ripreso da Queer|blog.it


matthewmitchamboyfriendNon solo in Italia la censura televisiva colpisce i personaggi gay belli e vincenti. Pensate a una promessa dei tuffi che prima si ritira dall’attività, poi l’anno prima delle Olimpiadi decide di tornare a gareggiare e si presenta a Pechino 2008 per sfidare i cinesi a casa loro. Nella prima gara - i 3 metri - non arriva neanche in finale, ma nella “sua” gara, la piattaforma 10 metri, vuole dare il meglio: dopo il primo salto è nono, poi recupera e arriva al secondo posto dopo il quinto salto, ma è lontanissimo dal cinese. E i cinesi aspettano solo questo oro per fare en plein: 8 medaglie d’oro su 8 gare.

Tutti gli altri atleti (e allenatori e tifosi e spettatori) non cinesi tifano per lui e all’ultima prova tira fuori il tuffo della vita, 3,8 di coefficiente e un’esecuzione quasi perfetta: quattro 10 e due 9,5, totale 112,10, il punteggio più alto mai raggiunto da un tuffatore alle Olimpiadi. Primo posto, vittoria e medaglia d’oro. Questo stesso ragazzo di 20 anni, Matthew Mitcham, poco prima dei Giochi ha rivelato, con estrema tranquillità di essere gay e di convivere con il fidanzato Lachlan, che è presente a Pechino grazie a uno sponsor, la Johnson&Johnson. E infatti dopo la cerimonia di premiazione Matthew vola sulle tribune, abbraccia e bacia la mamma - che lo ha sempre aiutato e sostenuto - e subito dopo bacia il suo fidanzato.

Una storia meravigliosa, perfetta da raccontare come favola dei Giochi Olimpici e rivincita degli outsider sui predestinati. E infatti i giornali ne parlano diffusamente dall’Australia fino all’Italia, dove Gabriele Romagnoli scrive uno splendido articolo su Repubblica. Negli Stati Uniti, però, scoppia una polemica perché la Nbc - durante tutta la gara e al momento della premiazione - si dimentica di raccontare la storia umana e sportiva di Matthew.

Mi sembra già di sentire le risposte piccate di qualcuno: “ma i giornalisti non devono ficcare il naso sotto le lenzuola”, oppure “l’orientamento sessuale degli atleti non è una notizia”. Invece lo è, probabilmente, se sei l’unico atleta gay “fuori dall’armadio” e prendi l’oro, se batti i cinesi a casa loro e se, dopo la premiazione, corri ad abbracciare e baciare il tuo ragazzo. È qualcosa che si era visto finora? No. E dunque è una notizia, una gran notizia (bella o no, dipende dalle idee del giornalista, ma comunque è una notizia).

Per di più la Nbc si è distinta per raccontare le vicende umane di Michael Phelps sin nei minimi particolari; e qui si obietterà “Certo, quello è americano!”. Ma la Nbc ha dato anche grande spazio al triangolo amoroso fra Laure Manaudou, Luca Marin e Federica Pellegrini: una francese e due italiani. In tutto questo non c’era spazio per accennare alla favola di Matthew Mitcham?

domenica 24 agosto 2008

Matthew, l'unico gay dichiarato prende l'oro a Pechino


Matthew Mitcham Médaille d'or
by GayClic


Grazie Matthew Mitcham per questa straordinaria vittoria e per la tua sincerità nel vivere tranquillamente la tua vita anche prima della medaglia.
Se guardate il video fino alla fine, dopo la premiazione Mitcham si arrampica a baciare prima la mamma e poi il fidanzato. La tv italiana ha censurato anche questa scena...

lunedì 17 marzo 2008

Olimpiadi

Pubblico questo post della "Sciura Pina". Che dire... condivido ogni parola.

freetibetPer gli antichi greci le Olimpiadi non erano solo gare sportive, ma un evento religioso e, anche per questa ragione, si dovevano svolgere in un clima di tregua, durante i giochi dovevano cessare tutte le inimicizie pubbliche e private e nessuno poteva essere perseguitato o molestato in nessun modo.

Anche le Olimpiadi moderne sono nate sotto il segno della pace e della comprensione fra i popoli, chiamati a misurarsi lealmente sul campo dello sport, ma la storia ci ha insegnato che spesso sono diventate occasione di violenza, come a Monaco nel ‘72, vetrine in cui mostrare i muscoli al mondo, come a Berlino nel ‘36, manifestazioni inquinate dal professionismo, dalle sfrenate sponsorizzazioni, dal doping, dall’ideologia: tutto sommato qualcosa di lontanissimo da ciò che il buon De Coubertin aveva in mente.

Oggi, a pochi mesi dall’apertura dei giochi olimpici di Pechino, mentre gli Stati Uniti depennano la Repubblica Popolare Cinese dalla lista nera dei paesi che violano i diritti civili, si accende la protesta dei monaci tibetani (i quali, logicamente, approfittano dei riflettori puntati sui giochi per far udire la loro voce) e di conseguenza si scatena la repressione che, purtroppo, ha una scarsissima visibilità.

Prima che l’entusiasmo sportivo si scateni e passi come una spugna su tutto quanto spero che almeno i paesi dell’Unione Europea si esprimano chiaramente nei confronti dell’occupazione del Tibet, perchè il silenzio, la reticenza possono assumere i connotati della connivenza se invece, come temo, parteciperemo allineati e coperti all’Olimpiade di Pechino io, da parte mia, attuerò un mio personalissimo boicottaggio: non guarderò nemmeno una gara.

Per ulteriori informazioni: “Amnesty International” e “Asianews"

Uno straccio di laicità

Sex crimes and the Vatican

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