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giovedì 18 settembre 2008

Brad Pitt a favore dei matrimoni gay

Il Los Angeles Times riporta la notizia che Brad Pitt si è schierato decisamente in favore dei diritti gay donando 100.000 dollari (circa settantamila euro) all'associazione che si oppone alla eliminazione del matrimonio omosessuale dalla legge californiana.

Lo scorso 15 maggio la Corte costituzionale californiana ha dichiarato incostituzionale la legge che vieta le nozze tra persone dello stesso sesso sulla base del diritto di uguaglianza.
Il governatore della California, Arnold Schwarzenegger, aveva deciso di non opporsi alla decisione della Corte invitando a rispettare i diritti di tutti ma numerosi gruppi conservatori e religiosi hanno raccolto le firme per appoggiare un'iniziativa che modifichi la Costituzione e dichiari incostituzionali le nozze tra omosessuali: la cosiddetta Proposition 8 che stabilisce che il matrimonio sarà possibile solo fra un uomo e una donna.

Le parole di Brad Pitt per spiegare la sua scelta di schierarsi contro questi integralisti sono bellissime nella loro semplicità:

"Nessuno ha il diritto di negare a un'altra persona la sua vita anche se non è d'accordo, perché tutti hanno il diritto di vivere la vita che desiderano finché non arrecano danni agli altri e perché non c'è posto per la discriminazione in America, voterò per l'uguaglianza e contro la Proposition 8".

martedì 26 agosto 2008

Matthew Mitcham, critiche sulla censura della Nbc

Articolo ripreso da Queer|blog.it


matthewmitchamboyfriendNon solo in Italia la censura televisiva colpisce i personaggi gay belli e vincenti. Pensate a una promessa dei tuffi che prima si ritira dall’attività, poi l’anno prima delle Olimpiadi decide di tornare a gareggiare e si presenta a Pechino 2008 per sfidare i cinesi a casa loro. Nella prima gara - i 3 metri - non arriva neanche in finale, ma nella “sua” gara, la piattaforma 10 metri, vuole dare il meglio: dopo il primo salto è nono, poi recupera e arriva al secondo posto dopo il quinto salto, ma è lontanissimo dal cinese. E i cinesi aspettano solo questo oro per fare en plein: 8 medaglie d’oro su 8 gare.

Tutti gli altri atleti (e allenatori e tifosi e spettatori) non cinesi tifano per lui e all’ultima prova tira fuori il tuffo della vita, 3,8 di coefficiente e un’esecuzione quasi perfetta: quattro 10 e due 9,5, totale 112,10, il punteggio più alto mai raggiunto da un tuffatore alle Olimpiadi. Primo posto, vittoria e medaglia d’oro. Questo stesso ragazzo di 20 anni, Matthew Mitcham, poco prima dei Giochi ha rivelato, con estrema tranquillità di essere gay e di convivere con il fidanzato Lachlan, che è presente a Pechino grazie a uno sponsor, la Johnson&Johnson. E infatti dopo la cerimonia di premiazione Matthew vola sulle tribune, abbraccia e bacia la mamma - che lo ha sempre aiutato e sostenuto - e subito dopo bacia il suo fidanzato.

Una storia meravigliosa, perfetta da raccontare come favola dei Giochi Olimpici e rivincita degli outsider sui predestinati. E infatti i giornali ne parlano diffusamente dall’Australia fino all’Italia, dove Gabriele Romagnoli scrive uno splendido articolo su Repubblica. Negli Stati Uniti, però, scoppia una polemica perché la Nbc - durante tutta la gara e al momento della premiazione - si dimentica di raccontare la storia umana e sportiva di Matthew.

Mi sembra già di sentire le risposte piccate di qualcuno: “ma i giornalisti non devono ficcare il naso sotto le lenzuola”, oppure “l’orientamento sessuale degli atleti non è una notizia”. Invece lo è, probabilmente, se sei l’unico atleta gay “fuori dall’armadio” e prendi l’oro, se batti i cinesi a casa loro e se, dopo la premiazione, corri ad abbracciare e baciare il tuo ragazzo. È qualcosa che si era visto finora? No. E dunque è una notizia, una gran notizia (bella o no, dipende dalle idee del giornalista, ma comunque è una notizia).

Per di più la Nbc si è distinta per raccontare le vicende umane di Michael Phelps sin nei minimi particolari; e qui si obietterà “Certo, quello è americano!”. Ma la Nbc ha dato anche grande spazio al triangolo amoroso fra Laure Manaudou, Luca Marin e Federica Pellegrini: una francese e due italiani. In tutto questo non c’era spazio per accennare alla favola di Matthew Mitcham?

lunedì 7 luglio 2008

Un gay si sposa con un cittadino USA ma l'Italia sice no

Preannunciata iniziativa legale di "Certi Diritti"


Un italiano si sposa a San Francisco con un cittadino Usa e il consolato respinge la richiesta di riconoscimento. Preannunciata iniziativa legale di "Certi Diritti". "La scorsa settimana, a San Francisco, un cittadino italiano, naturalizzato Usa, A.Q., si e' sposato con un cittadino Usa, B.S., una delle parti lese nella causa poi vinta per la decisione della Corte Suprema della California di eliminare la discriminazione che vietava il matrimonio tra persone dello stesso sesso". Lo comunica Sergio Rovasio, Segretario Associazione Radicale Certi Diritti.

"La causa e' durata quattro anni e finalmente, a seguito della storica sentenza, la coppia ha potuto accedere all'istituto del matrimonio. Il cittadino italiano - aggiunge Rovasio - si e' poi recato presso il consolato italiano per la trascrizione del suo matrimonio nel registro dell'Aire. Dopo due giorni gli uffici consolari italiani gli hanno reso la documentazione con la motivazione che in Italia il matrimonio si puo' fare solo tra persone di sesso diverso. Per lo Stato italiano - conclude - egli e' celibe nonostante sia regolarmente sposato in California. Vista l'intenzione della coppia di vedersi riconosciuti i diritti di uguaglianza incardinando un'azione legale in Italia e in Europa, l'Associazione radicale Certi Diritti preannuncia sin da ora il suo pieno sostegno alla coppia neo sposata".

lunedì 30 giugno 2008

UE: Anche ai gay i diritti delle coppie etero

Paesi con leggi troppo diversi, è discriminazione


Matrimoni, coppie e coabitazioni di fatto o il nulla, la mappa dei diritti di lesbiche, gay, bisessuali e transessuali (Lgtb) varia, e molto, nella Ue. Una diversificazione che risulta discriminatoria, accusa l'Agenzia europea dei diritti fondamentali di Vienna, che oggi ha diffuso un rapporto sull'omofobia. 'L'uguaglianza di trattamento - afferma il direttore dell'agenzia Morten Kjaerum - e' un diritto fondamentale ed il fatto che lesbiche, gay, bisessuali e transessuali non siano trattati in maniera uguale in Europa e' una ragione di inquietudine'.

I matrimoni gay sono legge in Olanda, Belgio e Spagna. Nel Regno unito esistono unioni equiparate al matrimonio mentre sull'altro versante Italia, Grecia, Irlanda, Polonia, Malta, Cipro, Estonia, Lettonia, Lituania, Slovacchia, Bulgaria e Romania non prevedono alcuno strumento legale per le coppie dello stesso sesso. In Austria, Portogallo ed Ungheria esiste la coabitazione di fatto anche per i Lgtb mentre forme di unioni civili sono previste in Francia, Danimarca, Svezia, Germania, Finlandia, Lussemburgo, Slovenia e Repubblica ceca.

'I diritti ed i vantaggi delle coppie sposate - sottolinea il rapporto - devono essere estese ai partner dello stesso sesso, anche per il ricongiungimento familiare ed i diritti in materia di libera circolazione'. Su quest'ultimo aspetto, il rapporto cita il caso di due omosessuali italiani sposatisi in Olanda e che si sono poi visti negare in patria il riconoscimento del loro matrimonio. Undici paesi Ue non riconoscono i matrimoni gay contratti in un altro Stato membro. Il rapporto punta il dito anche contro le 'interdizioni' ai gay pride e sottolinea la necessita' di proteggere i transessuali, 'spesso ignorati o dimenticati'. In autunno l'Agenzia presentera' un secondo rapporto sugli aspetti sociali dell'omofobia.


http://www.gaynews.it/view.php?ID=78344

mercoledì 21 maggio 2008

Improvvisamente al cinema

improvvisamente

In questi giorni è in programmazione in Italia un un piccolo film-documentario indipendente vincitore di molti premi internazionali che però, parlando di omofobia di copie di fatto e dei loro diritti, è proiettato in pochissime sale italiane e al massimo un giorno per città. Per informazioni sulla programmazione potete visitare il sito internet del film
Queste le prossime date:

21 maggio Pistoia
22 maggio Firenze, Cinema Colonna, ore 21
23 maggio Pordenone, Cinemazero, ore 21


Il film narra la storia di Luca e Gustav. La loro vita di coppia cambia radicalmente, quando il governo nel febbraio 2007 propone una legge sulle unioni di fatto estesa anche alle coppie omosessuali. Il paese si è così diviso tra chi si diceva a favore dei DiCo e chi gli sparava contro.
Dai pulpiti delle chiese e dai salotti televisivi, si è arrivati a livelli parossistici di intolleranza.
Gustav e Luca si sono trovati, così, in mezzo a un’omofobia crescente. Per capirne i motivi hanno iniziato un viaggio in un’Italia a loro finora sconosciuta.


Giovedì 22 sarò sicuramente al cinema Colonna per vedere questo film e nei giorni successivi farò una piccola recensione; per adesso potete guardare il trailer qui sotto


lunedì 19 maggio 2008

Carfagna: niente patrocinio al Gay Pride

"I gay non sono più discriminati". Con questa motivazione la ministra Carfagna non darà il patrocinio al Pride.

carfagnaIl nuovo ministro per le Pari Opportunità prende posizione sul patrocinio al Gay Pride nazionale del prossimo 28 giugno a Bologna: "non verrà dato". «Penso che l'unico obiettivo dei Gay Pride - ha spiegato Mara Carfagna al Corriere della Sera di oggi - è quello di arrivare al riconoscimento ufficiale delle coppie omosessuali, magari equiparate ai matrimoni. E su questo certo non posso esser d'accordo.»

Il ministro toglie così ogni dubbio sul finanziamento alla manifestazione più significativa per gay, lesbiche e trangender italiani. Soldi che non saranno concessi agli organizzatori del Pride nazionale diversamente da quanto fece, invece, il suo predecessore Barbara Pollastrini che li concesse sia in occasione del Torino Pride del 2006 che in quella del Roma Pride del 2007.

E ancora: «Io credo che l'omosessualità non sia più un problema. Perlomeno così come ce lo vorrebbero far credere gli organizzatori di queste manifestazioni. Sono sepolti i tempi in cui gli omosessuali venivano dichiarati malati di mente. Oggi l'integrazione nella società esiste. Sono pronta a ricredermi. Ma qualcuno me lo deve dimostrare».

Come diceva il vecchio Lubrano: "la domanda sorge spontanea": ma dove vive il ministro Carfagna? Basta leggere le cronache quotidiane per verificare che negli ultimi anni i fenomeni di intolleranza verso gli omosessuali sono in preoccupante ascesa.

Mi ha particolarmente colpito la storia (letta oggi su gay.it) di Andrea Peracchio, un ragazzo piemontese che da quando ha deciso di fare coming out, è stato allontanato da casa e da 14 anni non ha più rapporti né con i genitori, né con le sorelle e i fratelli che non gli hanno mai fatto conoscere i nipoti nati durante questa lontananza forzata. Da quando è comparso in televisione, poi, non ha neanche più un lavoro. I dirigenti della fabbrica dove Andrea lavorava come operaio, infatti, hanno deciso di non riconfermagli il contratto per non ben precisati "motivi di salute". La sua cartella clinica, quella che le grandi fabbriche redigono per ogni operaio, non gli è mai stata fatta vedere. Non solo, ma dopo qualche giorno che Andrea è stato ospite nel famoso programma di Canale 5, sono comparse scritte omofobe sul muro della sua casa. "Frocio di merda", "Gay al rogo", "Frocio Vaffanculo". Una situazione che è ben lontana dal clima di integrazione che il ministro Carfagna vorrebbe dipingere.


Riporto di seguito alcune dichiarazioni di politici e di associazioni glbt


Palermi(PDCI): Italia sempre più razzista e talebana. Offriamo l'immagine di un paese ipocrita e intollerante


(DIRE) Roma, 19 mag. - "Ci mancava solo la Carfagna a dare lezioni di morale, rifiutando il patrocinio al Gay Pride. Caccia agli immigrati, campi rom a cui si dà fuoco, l'omicidio del ragazzo di Verona ad opera dei naziskin, le donne sotto attacco sull'aborto... Un Paese razzista e sempre più 'talebano'". Cosi l'esponente del Pdci Emanuela Palermi interviene sul "caso" Gay Pride. "E' questa- continua Palermi- l'immagine che l'Italia sta offrendo di sé. Un Paese ipocrita e intollerante, in cui il libero orientamento sessuale viene considerato un vizio. Fra un po', andando avanti così, arriveremo alla razza eletta".


Concia(PD) Carfagna rispetti chi vive in coppia per amore

Roma, 19 mag. (Adnkronos) - "Il Ministro Carfagna dice falsità a proposito degli omosessuali". E' quanto afferma Anna Paola Concia, parlamentare Pd, commentando le dichiarazioni sugli omosessuali del ministro per le Pari Opportunita', Mara Carfagna, riportate oggi dal Corriere della Sera.

'E' vero - dice Concia - che la società italiana ha un approccio di maggiore apertura verso gli omosessuali e questo è dovuto al lavoro svolto negli ultimi vent'anni dal movimento omosessuale italiano: ma è tristemente vero che la politica si rifiuta di registrare questo cambiamento. La Carfagna è consigliata male - aggiunge Concia - probabilmente dai suoi cinque amici omosessuali ricchi, che vivono in un contesto sociale protetto. Anche io - ammette la parlamentare Pd - vivo una condizione privilegiata: il mio status di parlamentare mi consente di godere di diritti e benefici non riconosciuti ai comuni cittadini omosessuali; ma faccio politica per occuparmi di chi non ha questi privilegi'.

'Il Ministro si confronti con la società vera - incalza Concia - si confronti con quegli omosessuali che vivono in coppia per amore e che non hanno il diritto di lasciare l'eredità al partner di una vita o godere della pensione di reversibilità di questi; si confronti con i problemi di chi non può succedere di diritto nel contratto di affitto, di prendere decisioni sulla salute del proprio partner, di chi non può assistere il proprio partner malato. La Carfagna ha deciso di non andare al gaypride? Significa - continua Concia - che il ministro si rifiuta di conoscere da vicino i problemi gravi di una parte della società italiana. Cara ministra Carfagna - conclude Concia - così non ci siamo proprio: negare il problema, negare l'evidenza, non è la maniera migliore per avviare il dialogo sul tema dei diritti civili in Italia'.


Picierno (PD) Carfagna non sia manichea

Roma, 19 mag. (Adnkronos) - "E' di pochi giorni fa la notizia di una madre che ha accoltellato la figlia perche' 'colpevole' di essere omosessuale, e quasi ogni giorno i fatti di cronaca ci raccontano di quanto la vita delle persone omosessuali sia densa di difficoltà". Lo afferma il ministro-ombra del Pd per le Politiche giovanili Pina Picierno, che aggiunge: "Non è vero purtroppo, come ha sostenuto Mara Carfagna nella sua intervista al 'Corriere', che non esiste un problema di integrazione".

"Anche per questo -prosegue- mi auguro davvero che il ministro delle Pari opportunità partecipi al Gay Pride, e non si faccia condizionare nella sua attività da visioni manichee e fuori dal tempo, da contrapposizioni retoriche e strumentali tra famiglia e coppie di fatto, tra laici e cattolici".

"Questo Paese ha bisogno di risposte adeguate e moderne, in linea con il costume, il sentire diffuso e i cambiamenti della società. E in questo senso l'approvazione di una legge civile che garantisca diritti e doveri ai conviventi, indipendentemente dall'orientamento sessuale, è nell'interesse delle giovani generazioni e del Paese" conclude Picierno.


ARCIGAY. Un principe baci e svegli Carfagna

(AGI) - Roma, 19 apr. - L'arcigay chiede di incontrare il ministro delle Pari Opportunità dopo le sue dichiarazioni.

"Siccome ci teniamo che il ministro Mara Carfagna possa emanciparsi dal ruolo di matrigna - afferma Aurelio Mancuos, presidente nazionale di Arcigay - le chiediamo ufficialmente di incontrarci affinché possa distaccarsi dal mondo delle favole e ritornare tra i comuni mortali, che hanno bisogno di risposte concrete, non di consunte e provocatorie esternazioni sui giornali. Per questo sarebbe bene che un principe la baci e la svegli". "Ci chiediamo - dice Mancuso - come faccia a sostenere il ministro che non esistono discriminazioni sui luoghi di lavoro per le persone omosessuali? Saremmo tanto curiosi di sapere quali sono i gay che la Carfagna dice di conoscere e in quale mondo ella vive, perché ci pare che abbia una percezione della realtà del tutto distorta. Le persone lgbt in carne ed ossa soffrono e lottano molto piu' delle persone etero per portare avanti il loro amore e a volte sono costrette e nascondere il loro orientamento sessuale, in famiglia, a scuola, al proprio datore di lavoro. E' disumano affermare che non si voglia alcun tipo di riconoscimento giuridico delle coppie omosessuali: evidentemente la Carfagna non sa quante siano i drammi vissuti in questi anni dalle persone che non possono dare una prospettiva, una dignità ai loro rapporti d'amore. Se a questo assommiamo la fiera negazione del patrocinio al Pride nazionale di Bologna del 28 giugno, la Carfagna invece che un ministro della Repubblica, sembra aver assunto il ruolo della matrigna di Cenerentola. Un ministro non si occupa dei singoli casi di discriminazione, per questo ci sono gli avvocati e gli ottimi sportelli della Cgil che da anni collaborano con Arcigay e le altre associazioni lgbt. A lei chiediamo di assumersi il compito e la responsabilità di scrivere una legge perché tutte le discriminazioni, quindi anche quelle contro le donne, siano evitate. Quando il ministro avrà tempo potrà, in questo senso, leggersi gli atti parlamentari della scorsa legislatura ed apprendere che proposte del genere erano state avanzate dal precedente governo ed erano in discussione nelle competenti commissioni.

Ristabiliamo, infine, la verità: sono 14 gli omicidi di persone lgbt e in due anni sono 50 sono gli atti gravi di violenza denunciati. Migliaia inoltre - conclude Mancuso - sono gli episodi di discriminazione subiti dalle persone lgbt, che non emergono perché milioni di gay e lesbiche sono costretti alla clandestinità sociale, in assenza di quelle leggi di tutela e di riconoscimento ormai in vigore in tutta Europa.


Melandri (PD) "Vigilare sui diritti"

ROMA (ITALPRESS) - "Guai ad abbassare la guardia davanti agli ultimi preoccupanti segnali di crescita di un diffuso sentimento di ostilità degli italiani nei confronti dei Rom. Francamente non è accettabile, nella nostra civiltà giuridica, che davanti ad un fatto di cronaca, il reato commesso da un singolo diventi la colpa di tutta una comunità, di un intero gruppo. La politica, soprattutto per quelle forze la cui storia affonda nelle lotte per l'affermazione dei diritti in questo paese, ha l'obbligo di dare una risposta e di non cavalcare acriticamente l'onda emotiva che alimenta la paura e l'intolleranza".

Lo afferma Giovanna Melandri, esponente del Pd, per la quale "i muscoli non bastano per essere veramente piu' sicuri. Alle nuove insicurezze occorre rispondere anche con più diritti. Quando il ministro per le Pari opportunita' nega un semplice patrocinio ad una manifestazione, sostenendo che non vi sia in Italia un problema di discriminazione nei confronti della comunità gay, contribuisce anch'essa ad alimentare un brutto clima di intolleranza, divisione e contrapposizione. L'opposizione politica, ma anche quella culturale, dovrà costantemente vigilare affinché la risposta ai problemi del paese non faccia diminuire mai la garanzia di quei diritti che hanno fatto dell'Italia una grande democrazia europea, a partire da quelli delle minoranze", conclude Melandri.


GAYLIB:NO di Carfagna a coppie omo? Meglio la Mussolini

(DIRE) Roma, 19 mag. - "Sono stupito dell'annunciata e pregiudiziale chiusura del ministro Mara Carfagna al riconoscimento dei diritti e dei doveri delle coppie omosessuali, cosa che rappresenterebbe la prima libertà negata di quel Popolo delle Libertà pure sostenuto centinaia di migliaia di gay". Lo afferma Enrico Oliari, presidente di GayLib (gay di centro-destra), il quale sostiene che "recentemente Alessandra Mussolini aveva dimostrato assai più lungimiranza politica inserendo nel suo 'governo penombra' un omosessuale per le Pari Opportunità". GayLib ha pronte le sue proposte "alternative al mondo culturale ed al movimento omosessuale di sinistra ed in particolare il Riconoscimento delle unioni omoaffettive". "Mi auguro che il governo- conclude Oliari- forte di una ritrovata laicita', sappia seguire fino in fondo la via del liberalismo: non e' negando un diritto che se ne conserva un altro".


Gillini (PS) Destra omofoba non ama la diversità

(AGI) - Roma, 19 mag. - "Mi sembra che per il ministro Mara Carfagna sia più facile sparare a zero sul Gay Pride utilizzando i soliti pregiudizi, stereotipi e luoghi comuni anziché svolgere una positiva attivita' di governo. Le sue sono solo due battutacce da bar che confermano quanto la destra italiana sia omofoba e non ami la diversità". Lo dice Franco Grillini, ex candidato del costituente partito Socialista a sindaco di Roma e direttore di Gaynews, ai microfoni di Ecotv.


Volonté (UDC) Brava Carfagna, i privilegi non sono diritti

(DIRE) Roma, 19 mag. - "Le critiche della sinistra e dei gay contro la corretta decisione di Carfagna e Alemanno di non dare né patrocinio né soldi al Pride carnevalesco sono stravaganti".

È quanto afferma, in una nota, l'esponente del'Udc, Luca Volonté, secondo il quale "le stravaganti connivenze politiche con i sindacati gay di sinistra sono finite" e questa "è una buona notizia". Nell'ultimo anno, aggiunge Volonté, "oltre ai patrocini per sfilate e baccanali fuori stagione, abbiamo visto sponsorizzare dalle istituzioni pubbliche mostruosità blafeme di ogni tipo". Dunque, conclude l'esponente Udc, "brava Carfagna. La sinistra gay chiama diritti i propri privilegi discriminatori verso famiglie ed eterosessuali".

venerdì 16 maggio 2008

La Corte Suprema dice sì alle nozze gay in California

californiagaymarriageI cittadini della California hanno il diritto di sposarsi anche se sono omosessuali e desiderano unirsi a una persona del loro stesso sesso. Lo ha deciso la Corte Suprema della California, che ha accolto la richiesta di alcune coppie omosessuali che rivendicavano il diritto di unirsi in matrimonio, anche se lo stato americano riconosce già diritti e doveri equivalenti a quelli di una coppia sposata attraverso le “unioni domestiche” (domestic partnership).

Con 4 voti a favore e 3 contro (è stato decisivo il presidente della Corte), i giudici supremi hanno stabilito che entro 30 giorni le coppie dello stesso sesso si potranno sposare a tutti gli effetti in California, a meno che il Parlamento locale non introduca un nuovo istituto, analogo al matrimonio civile e differente da quello religioso, ma valido sia per le coppie etero sia per quelle gay. Quello che non è accettabile, insomma - dice la sentenza - è che due persone dello stesso sesso che vivono una relazione affettiva siano trattate in modo diverso da due persone di sesso diverso nella stessa condizione.

Ecco che cosa scrivono i giudici:

Prima di tutto, l’esclusione delle coppie dello stesso sesso dalla definizione di matrimonio è chiaramente non necessaria per garantire piena protezione a tutti i diritti e benefici che attualmente sono accordati alle coppie sposate di sesso diverso; permettere alle coppie dello stesso sesso l’accesso alla definizione di matrimonio non priverà le coppie di sesso diverso di alcun diritto e non modificherà il quadro legale dell’istituzione del matrimonio, dal momento che le coppie dello stesso sesso che scelgono di sposarsi saranno soggetti agli stessi doveri e obbligazione che attualmente sono imposti alle coppie di sesso diverso.

Secondo: mantenendo la definizione tradizionale del matrimonio e concedendo alle coppie dello stesso sesso solo una relazione familiare separata e con un nome diverso imporrà, realisticamente, uno stigma negativo sulle coppie dello stesso sesso e sui loro bambini, poiché negare a queste coppie l’accesso alla tradizionale e altamente favorevole definizione di matrimonio equivale a porre un dubbio se la relazione familiare ufficializzata di una coppia dello stesso sesso merita una dignità pari a quelle di sesso diverso.

Terzo: a causa dell’ampia disparità di trattamento che le persone gay storicamente hanno suubito, è estremamente probabile che escludere le coppie dello stesso sesso dall’istituzione legale del matrimonio può essere inteso come il riflesso di un’opinione ufficiale, secondo cui le loro unioni formali sono di condizione inferiore rispetto alle equivalenti relazioni delle coppie di sesso diverso.

Infine, riservare la definizione di matrimonio esclusivamente alle coppie di sesso diverso e riconoscere solo una definizione separata e distinta alle coppie dello stesso sesso può avere l’effetto di perpetuare una premessa più generale - adesso rifiutata con decisione da questo stato - che gli individui gay e le coppie dello stesso sesso sono in qualche modo “cittadini di seconda classe”, che possono, secondo la legge, essere trattate in modo differente e meno favorevole rispetto a invidui eterosessuali e coppie di sesso diverso.

http://tinyurl.com/4k5tlp

lunedì 21 aprile 2008

Ricerca: coppie etero e coppie gay a confronto

Da due diversi studi compiuti in altrettante università americane emerge la fondamentale equivalenza qualitativa tra le relazioni omosessuali e quelle eterosessuali.
di Roberto Taddeucci


coppiegayeteroDue differenti studi condotti in università americane hanno messo a confronto coppie etero e omosessuali su fattori come costruzione, dinamiche e felicità nelle relazioni, arrivando alla conclusione che tra le coppie eterosessuali e quelle omosessuali non ci sono differenze significative. Viene sconfessato quindi il banale pregiudizio che vorrebbe le coppie same-sex meno stabili, più deboli e in definitiva meno felici di quelle etero.

Il primo studio
Uno dei due studi è stato condotto dai ricercatori dell'Università di Urbana-Champaign su un campione di 60 coppie stabili dello stesso sesso (30 di uomini e 30 di donne) conducendo un raffronto con altre decine di coppie eterosessuali: 50 di fidanzati, 40 più mature di sposati e altre ancora allo stadio di frequentazione. Si ricercavano eventuali differenze nel modo di interagire e del loro livello di soddisfazione nel rapporto col partner. Ne è emerso che le coppie più stabili e impegnate nel rapporto (etero o omo) affrontano meglio eventuali problemi rispetto al campione di coppie etero nella fase di frequentazione e che interazioni positive migliorano la qualità delle relazioni in modi che promuovono anche una salutare maturazione degli individui. Questo a prescindere dal tipo di relazione, il che smentisce coloro che - in Italia - ancora sostengono che le coppie omosessuali non meritano alcun riconoscimento da parte dello stato in quanto non svolgerebbero alcuna funzione sociale.

Il ricercatore leader Glenn Roisman ha precisato che le credenze secondo cui le relazioni tra persone dello stesso sesso sono «atipiche, psicologicamente immature o contesti che sfavoriscono lo sviluppo non sono supportate da riscontri. Se comparati con individui sposati gay e lesbiche impegnati in una relazione erano non meno soddisfatti degli altri.» Roisman ha poi sottolineato che gay e lesbiche «erano generalmente non differenti dalle loro controparti impegnate in relazioni nel quanto bene interagivano l'un l'altro/a, sebbene da alcuni dati emerge che le coppie lesbiche erano particolarmente efficaci nel risolvere conflitti.» Tutte le coppie coinvolte hanno dovuto rispondere a dei questionari riguardanti quanto positivamente avessero interagito col partner nel corso della giornata e sono state osservate durante compiti comuni venendo monitorate su angosce e preoccupazioni misurando la conducibilità della pelle e il ritmo cardiaco.

Il secondo studio
L'altra ricerca è stata effettuata da ricercatori delle Università di Washington, San Diego State University e Università del Vermont al fine di esaminare se l'orientamento sessuale e status legale delle coppie poteva influire sulla qualità delle relazioni stesse. Sono state coinvolte nell'arco di 3 anni 65 coppie gay e 138 coppie lesbiche unite civilmente, 23 coppie gay e 61 coppie lesbiche non in un'unione civile e 55 coppie etero sposate, tutte paragonabili in termini di etnicità, età e durata della del rapporto. I questionari sottoposti ai partecipanti riguardavano lo stato della loro relazione, il numero di figli, le abitudini sessuali, la frequenza dei contatti coi genitori con e senza il compagno/a e la percezione del supporto sociale. Dai risultati è emersa una fondamentale similitudine tra coppie omo e etero nella maggior parte delle varie aree di relazione. Sebbene lo status sociale della coppia (riconosciuta legalmente oppure no) non sembri avere un impatto determinante sulle relazioni same-sex è stato osservato che le coppie omosessuali non unite civilmente avevano più probabilità di porre fine al rapporto rispetto alle coppie omosessuali in unioni civili e coppie etero sposate. Per la ricercatrice leader Kimberly Balsam questo potrebbe suggerire che le protezioni fornite dal riconoscimento legale dell'unione potrebbe avere un qualche impatto sulle coppie gay e lesbiche, sebbene non si possa certo dire che di per se l'ufficializzazione di una unione la faccia durare più a lungo. Su questi effetti gli autori progettano ricerche future.

Tirando le somme
Glenn Roisman ha detto: «In presenza di dati come questi e di altri dati in letteratura penso che sia molto difficile affermare, come è stato fatto, che le relazioni tra persone dello stesso sesso sono fondamentalmente differenti da quelle tra persone di sesso opposto.»

http://tinyurl.com/4ddctp

Uno straccio di laicità

Sex crimes and the Vatican

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