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giovedì 18 settembre 2008

Brad Pitt a favore dei matrimoni gay

Il Los Angeles Times riporta la notizia che Brad Pitt si è schierato decisamente in favore dei diritti gay donando 100.000 dollari (circa settantamila euro) all'associazione che si oppone alla eliminazione del matrimonio omosessuale dalla legge californiana.

Lo scorso 15 maggio la Corte costituzionale californiana ha dichiarato incostituzionale la legge che vieta le nozze tra persone dello stesso sesso sulla base del diritto di uguaglianza.
Il governatore della California, Arnold Schwarzenegger, aveva deciso di non opporsi alla decisione della Corte invitando a rispettare i diritti di tutti ma numerosi gruppi conservatori e religiosi hanno raccolto le firme per appoggiare un'iniziativa che modifichi la Costituzione e dichiari incostituzionali le nozze tra omosessuali: la cosiddetta Proposition 8 che stabilisce che il matrimonio sarà possibile solo fra un uomo e una donna.

Le parole di Brad Pitt per spiegare la sua scelta di schierarsi contro questi integralisti sono bellissime nella loro semplicità:

"Nessuno ha il diritto di negare a un'altra persona la sua vita anche se non è d'accordo, perché tutti hanno il diritto di vivere la vita che desiderano finché non arrecano danni agli altri e perché non c'è posto per la discriminazione in America, voterò per l'uguaglianza e contro la Proposition 8".

lunedì 7 luglio 2008

Un gay si sposa con un cittadino USA ma l'Italia sice no

Preannunciata iniziativa legale di "Certi Diritti"


Un italiano si sposa a San Francisco con un cittadino Usa e il consolato respinge la richiesta di riconoscimento. Preannunciata iniziativa legale di "Certi Diritti". "La scorsa settimana, a San Francisco, un cittadino italiano, naturalizzato Usa, A.Q., si e' sposato con un cittadino Usa, B.S., una delle parti lese nella causa poi vinta per la decisione della Corte Suprema della California di eliminare la discriminazione che vietava il matrimonio tra persone dello stesso sesso". Lo comunica Sergio Rovasio, Segretario Associazione Radicale Certi Diritti.

"La causa e' durata quattro anni e finalmente, a seguito della storica sentenza, la coppia ha potuto accedere all'istituto del matrimonio. Il cittadino italiano - aggiunge Rovasio - si e' poi recato presso il consolato italiano per la trascrizione del suo matrimonio nel registro dell'Aire. Dopo due giorni gli uffici consolari italiani gli hanno reso la documentazione con la motivazione che in Italia il matrimonio si puo' fare solo tra persone di sesso diverso. Per lo Stato italiano - conclude - egli e' celibe nonostante sia regolarmente sposato in California. Vista l'intenzione della coppia di vedersi riconosciuti i diritti di uguaglianza incardinando un'azione legale in Italia e in Europa, l'Associazione radicale Certi Diritti preannuncia sin da ora il suo pieno sostegno alla coppia neo sposata".

mercoledì 18 giugno 2008

Il cervello dei gay

Secondo uno studio di un gruppo di ricercatori svedese dello Stockholm Brain Institute il cervello dei gay è simile a quello delle donne.

Per carità, sia benvenuta ogni ricerca, se è seria. Però, sinceramente, tra i tanti gay e lesbiche che io conosco non c'è tanto la preoccupazione di sapere se il cervello è più piccolo, più grande, più femminile, più maschile.

Semmai c'è la preoccupazione di farlo funzionare bene, libero rispetto ai pregiudizi sociali.
Non sarebbe meglio, anzichè pensare al cervello degli omosessuali, pensare ai loro diritti e se non legalizzare i matrimoni gay, così come è avvenuto in California in questi giorni, almeno riconoscere pieni diritti di coppia a tutti i conviventi?

L'amore farà certamente bene al cervello. Questo non solo per gli omosessuali, ma per tutti e tutte.

martedì 3 giugno 2008

Grecia: per la prima volta celebrati due matrimoni omosessuali

Lo ha annunciato una delle spose che e' anche responsabile dell'Unione greca degli omosessuali


Flag_of_GreeceUn sindaco greco ha celebrato oggi per la prima volta il matrimonio di due coppie omosessuali sulla piccola isola di Tilos (Egeo), approfittando di una imprecisione legislativa.

Lo ha annunciato una delle spose che e' anche responsabile dell'Unione greca degli omosessuali (Olke).

Le due coppie, una maschile e una femminile, sono state unite in matrimonio molto presto questa mattina da Anastassios Aliferis, sindaco socialista di Tilos, secondo quanto ha riferito la responsabile
dell'Olke, Evangelia Vlami.

La Vlami, che ha sposato una donna di 40 anni, ha detto che le nozze 'sono andate bene, hanno partecipato alla cerimonia una ventina di abitanti dell'isola'. Vlami ha anche sottolineato che 'e' stato fatto un passo verso l'uguaglianza, che e' il nostro obiettivo'.

I militanti omosessuali greci hanno deciso di compiere questo passo dopo la decisione del governo conservatore di Atene di escludere le coppie gay da un progetto di patto di libera unione attualmente in preparazione.

Secondo la stampa greca sarebbero state affisse altre pubblicazioni in diverse localita' del paese per altri tre matrimoni omosessuali.

http://www.gaynews.it/view.php?ID=77960

giovedì 29 maggio 2008

New York, sì ai matrimoni gay celebrati in altri stati o all'estero

Lo Stato non ammette le nozze tra persone dello stesso sesso ma riconoscerà quelle del Massachusetts e dei paesi stranieri


I matrimoni gay celebrati in altri stati americani o all'estero saranno riconosciuti a New York. Lo ha ordinato il governatore David Paterson con un memorandum inviato il 14 maggio a tutte le agenzie dello stato che dovranno rivedere i regolamenti per riconoscere le nozze tra persone dello stesso sesso celebrate in Massachusetts (l'unico stato Usa che le ammette), in Canada, Sudafrica, Spagna, Belgio e Olanda e le unioni civili ammesse da altri stati americani.

Con la decisione di Paterson New York diventa il primo stato americano che non autorizza le nozze omosessuali ma riconosce tutte le conseguenze legali per le persone dello stesso sesso che si siano sposate altrove. L'ordinanza fa seguito a una sentenza dello scorso febbraio della corte d'appello dello stato di New York secondo cui nozze gay celebrate fuori dallo stato hanno diritto al riconoscimento da parte di New York.
La revisione riguarda almeno 1.300 regolamenti e direttive che governano atti legali dalle dichiarazioni dei redditi al trasferimento dei diritti di pesca tra sposi. "E' un importante passo avanti verso l'eguaglianza nel matrimonio", ha detto Paterson in un messaggio video-registrato alla comunità gay.

http://tinyurl.com/422bmr

venerdì 16 maggio 2008

La Corte Suprema dice sì alle nozze gay in California

californiagaymarriageI cittadini della California hanno il diritto di sposarsi anche se sono omosessuali e desiderano unirsi a una persona del loro stesso sesso. Lo ha deciso la Corte Suprema della California, che ha accolto la richiesta di alcune coppie omosessuali che rivendicavano il diritto di unirsi in matrimonio, anche se lo stato americano riconosce già diritti e doveri equivalenti a quelli di una coppia sposata attraverso le “unioni domestiche” (domestic partnership).

Con 4 voti a favore e 3 contro (è stato decisivo il presidente della Corte), i giudici supremi hanno stabilito che entro 30 giorni le coppie dello stesso sesso si potranno sposare a tutti gli effetti in California, a meno che il Parlamento locale non introduca un nuovo istituto, analogo al matrimonio civile e differente da quello religioso, ma valido sia per le coppie etero sia per quelle gay. Quello che non è accettabile, insomma - dice la sentenza - è che due persone dello stesso sesso che vivono una relazione affettiva siano trattate in modo diverso da due persone di sesso diverso nella stessa condizione.

Ecco che cosa scrivono i giudici:

Prima di tutto, l’esclusione delle coppie dello stesso sesso dalla definizione di matrimonio è chiaramente non necessaria per garantire piena protezione a tutti i diritti e benefici che attualmente sono accordati alle coppie sposate di sesso diverso; permettere alle coppie dello stesso sesso l’accesso alla definizione di matrimonio non priverà le coppie di sesso diverso di alcun diritto e non modificherà il quadro legale dell’istituzione del matrimonio, dal momento che le coppie dello stesso sesso che scelgono di sposarsi saranno soggetti agli stessi doveri e obbligazione che attualmente sono imposti alle coppie di sesso diverso.

Secondo: mantenendo la definizione tradizionale del matrimonio e concedendo alle coppie dello stesso sesso solo una relazione familiare separata e con un nome diverso imporrà, realisticamente, uno stigma negativo sulle coppie dello stesso sesso e sui loro bambini, poiché negare a queste coppie l’accesso alla tradizionale e altamente favorevole definizione di matrimonio equivale a porre un dubbio se la relazione familiare ufficializzata di una coppia dello stesso sesso merita una dignità pari a quelle di sesso diverso.

Terzo: a causa dell’ampia disparità di trattamento che le persone gay storicamente hanno suubito, è estremamente probabile che escludere le coppie dello stesso sesso dall’istituzione legale del matrimonio può essere inteso come il riflesso di un’opinione ufficiale, secondo cui le loro unioni formali sono di condizione inferiore rispetto alle equivalenti relazioni delle coppie di sesso diverso.

Infine, riservare la definizione di matrimonio esclusivamente alle coppie di sesso diverso e riconoscere solo una definizione separata e distinta alle coppie dello stesso sesso può avere l’effetto di perpetuare una premessa più generale - adesso rifiutata con decisione da questo stato - che gli individui gay e le coppie dello stesso sesso sono in qualche modo “cittadini di seconda classe”, che possono, secondo la legge, essere trattate in modo differente e meno favorevole rispetto a invidui eterosessuali e coppie di sesso diverso.

http://tinyurl.com/4k5tlp

domenica 4 maggio 2008

Al Parlamento cileno la legge sul matrimonio gay

È arrivata nel Parlamento cileno la proposta di legge per introdurre il matrimonio fra persone dello stesso sesso. L’hanno presentata sette parlamentari, di cui sei componenti del Movilh, Movimento di integrazione e liberazione omosessuale. Tra essi anche Isabel Allende, figlia del presidente Salvador e cugina dell’omonima scrittrice.

Nonostante l’elezione della presidenta Michelle Bachelet, socialista, il Cile non ha ancora introdotta una forma di riconoscimento delle unioni dello stesso sesso, per cui il movimento lgbt ha deciso di muoversi su più fronti, al contrario di ciò che è avvenuto in Italia. Da un lato spingono per il Puc (Patto di unione civile), dall’altro però non rinunciano a pretendere il matrimonio. Chiedere il massimo per ottenere almeno il minimo.

http://tinyurl.com/6ruwrm

lunedì 28 gennaio 2008

Spagna: Rajoy, se vinco le elezioni cambierò solo il nome alla legge sul matrimonio gay

Il leader del Partito Popolare Mariano Rajoy, sfidante del premier Jose' Luis Zapatero alle politiche spagnole del 9 marzo, ha affermato in una intervista pubblicata oggi dal quotidiano El Mundo che se vincera' manterra' la discussa legge sui matrimoni gay approvata dalla maggioranza uscente socialista, cambiandone forse solo il nome.

Secondo Rajoy ci sono ''solo tre paesi'' fra cui la Spagna in cui la legge parla di ''matrimonio'' fra omosessuali: ''questo non mi piace'' ha precisato. Una eventuale modifica della normativa, ha aggiunto, ''riguarderebbe solo il nome e non i diritti e gli obblighi che la legge sancisce''.

Il Pp (centrodestra) ha presentato un ricorso contro la legge sui matrimoni gay, contestandone in particolare la denominazione, davanti alla corte costituzionale, che deve ancora pronunciarsi, ha ricordato Rajoy.

Un milione di persone ha manifestato a fine dicembre a Madrid durante il Family Day promosso dall' arcivescovado della capitale contro la legge sui matrimoni gay e contro quella sui divorzi rapidi, pure approvata dalla maggioranza socialista due anni fa. Nell'intervista a El Mundo il leader del Pp si e' inoltre impegnato a non cambiare la legge sull'aborto in caso di vittoria.


http://www.gaynews.it/view.php?ID=76716

mercoledì 18 luglio 2007

Trieste, il comune cancella il matrimonio gay e denuncia lo sposo

Il caso del quarantenne sposatosi a Maiorca con il suo compagno svizzero: il certificato era stato regolarmente accolto in municipio. Il Comune cancella il matrimonio gay Annullata la registrazione all’Anagrafe. Il triestino sarà denunciato per falso. Il sindaco Dipiazza: «La legge italiana non riconosce queste nozze. L’impiegato è stato tratto in inganno dal documento in spagnolo»
di Piero Rauber

Il Comune annullerà la registrazione del matrimonio gay fra il quarantenne triestino F.C. e il suo compagno svizzero, celebrato in Spagna e protocollato tre mesi dopo all’anagrafe di Trieste. Non solo: il Comune si prepara a denunciare F.C. per falso ideologico, in quanto ha consegnato all’impiegata del Municipio - omettendo le precisazioni del caso - un certificato di matrimonio in cui le generalità del suo coniuge (di nome Eugen, di 41 anni, ndr) venivano riportate come «mujer-femme», cioè «femmina» in spagnolo e francese.

Il caso del matrimonio gay accettato all’anagrafe viene così liquidato dal sindaco Roberto Dipiazza a poche ore dall’uscita allo scoperto di F.C., che vive e lavora con il suo compagno a Maiorca. In Spagna, dove il governo Zapatero ha legittimato i matrimoni omosessuali. «Quest’atto per noi è nullo», spiega Dipiazza con il certificato in questione fra le mani. «In Italia - aggiunge il sindaco - non abbiamo una legge che può validare un matrimonio fra due individui dello stesso sesso. Questo triestino ha presentato un documento spagnolo che riportava il suo nome come ”marido” e quello del suo coniuge straniero, non identificabile istantaneamente come maschile o femminile, come ”mujer”. Gli impiegati dell’ufficio hanno preso atto correttamente del documento e l’hanno trascritto. Ma a questo punto le cose cambiano: la procedura di annullamento partirà immediatamente. Chiederemo la documentazione in Spagna e verificheremo, nel contempo, se ci sono gli estremi per far partire una denuncia d’ufficio».

«Non si tratta di un atto politico - mette infine le mani avanti Dipiazza - ma ho il dovere di tutelare i miei dirigenti e di far applicare la legge italiana. Se poi in futuro la legge cambierà, prevedendo unioni fra persone dello stesso sesso, allora mi adeguerò».

«In Italia grazie a Dio siamo ancora lontani da un ordinamento giuridico che preveda matrimoni omosessuali, dunque quest’atto non ha rilevanza ancorché contratto all’estero», dice invece esplicitamente Bruno Marini, numero uno provinciale di Forza Italia ed esponente dell’ala cattolica dei berlusconiani triestini.

La vicenda di F.C. è emersa pochi giorni dopo quella di Giulio Papa, il funzionario friulano che lavora nella sede di Bruxelles della Regione, sposatosi con un militare belga. A lui, di recente, la giunta Illy ha accordato il congedo matrimoniale. Tale decisione ha spaccato il mondo politico. Con An, in particolare, che ha bollato il congedo come «osceno», per voce del coordinatore regionale Roberto Menia. E in An, peraltro nel ruolo di presidente provinciale, milita pure Paris Lippi, vicesindaco e assessore ai servizi demografici di Trieste. Che, sul caso di F.C., tuona: «Manderemo alla procura i documenti per accertare se vi sia qualcosa di rilevante dal punto di vista penale. Questo personaggio non ha avuto il coraggio di uscire allo scoperto davanti a un’impiegata in buona fede. Se avesse voluto portare avanti la battaglia per le unioni degli omosessuali, non avrebbe dovuto falsificare il sesso del suo coniuge. Così facendo, anche se non condividiamo i matrimoni gay, avrebbe avuto tutto il nostro rispetto. E invece la sua mossa altro non è stata che una furberia, paragonabile a uno scherzo di carnevale, a una goliardata».

«È triste che una persona debba farsi riconoscere in questo modo un diritto civile che in quasi tutti gli altri paesi europei è già riconosciuto dal punto di vista normativo», rileva invece il segretario provinciale dei Ds Fabio Omero, ex presidente dell’Arcigay di Trieste. «Si sa - prosegue Omero - che l’Italia è uno degli ultimi paesi dell’Ue a non essersi ancora adeguato alle risoluzioni del Parlamento europeo in materia di unioni civili. Ci troveremo sempre più spesso davanti a situazioni di questo tipo se nel Parlamento italiano non se ne discuterà per tempo. So di altri casi di matrimoni gay contratti all’estero e non registrati in Italia che sono finiti davanti a un giudice, in particolare uno a Firenze e un altro a Latina: per farsi riconoscere l’unione civile queste coppie devono aspettare di percorrere tutti i gradi della giustizia nazionale contro l’Avvocatura dello Stato. Quando usciranno le rispettive sentenze della Cassazione potranno finalmente rivolgersi alla Corte di giustizia europea, appellandosi alle risoluzioni del Parlamento europeo».

«Se le norme permettessero la registrazione non ci sarebbe affatto da scandalizzarsi - chiude Roberto Decarli dei Cittadini - ma credo che, con tutti i problemi sociali che abbiamo qui a Trieste, questo caso sia tutt’altro che una priorità».

http://www.gaynews.it/view.php?ID=74671

martedì 17 luglio 2007

Registrato il primo matrimonio gay in Italia

Un omosessuale triestino presenta il certificato di matrimonio spagnolo: l’anagrafe dà l’ok, ora risulta regolarmente coniugato
di Pietro Spirito


C’è un matrimonio gay registrato all’anagrafe del Comune di Trieste. È il matrimonio tra F.C., 40 anni, triestino, ed E.R., 41 anni, cittadino svizzero. F.C. ed E.R. si sono sposati regolarmente il 31 luglio del 2006 a Maiorca, in Spagna, dove vivono e lavorano, e dove i matrimoni omosessuali sono legali. Nel novembre scorso F., che mantiene la cittadinanza italiana, è tornato a Trieste per registrare all’anagrafe il suo nuovo stato civile: coniugato. Si è presentato al Comune, ha consegnato il certificato di matrimonio spagnolo, e senza battere ciglio l’impiegata ha registrato l’avvenuto sposalizio. Ora, a tutti gli effetti, per il Comune di Trieste F.C. ed E.R. sono coniugi. Lo stesso ha fatto E.R. in Svizzera, dove è in vigore la legge federale sull'«unione domestica registrata» delle coppie omosessuali. Così quando F. va nella repubblica elevetica ora non ha più il dovere di giustificare il motivo e la durata della sua permanenza in quel Paese.

La registrazione al Comune di Trieste è la conseguenza di un atto che dovrà evidentemente essere chiarito: F.C. legalmente non poteva registrare il suo matrimonio contratto in Spagna, ma di fatto ora risulta agli archvi, e nessuno l’ha ancora invalidata. Per F.C., invece, si è trattato di un atto «dovuto».

«Ho solo voluto affermare un mio diritto - dice -, in fondo in Italia pago le tasse, e sono gay anche in quel momento; adesso anche all’ambasciata italiana in Spagna io risulto sposato, e questa per me è una garanzia; in Italia la sessualità entra in campo solo quando è lo Stato a dover dare qualcosa».

La registrazione in Comune del matrimonio gay è stata dunque un’azione provocatoria, approfittando delle buona fede dell’impiegata, visto che il nome di E.R. ha un’assonanza che può trarre in inganno? «Sono andato negli uffici comunali tranquillamente e nessuno mi ha chiesto niente - risponde F. - ho consegnato il certificato di matrimonio rilasciato in Spagna e l’impiegata ha compilato il modulo mettendo il nome mio e quello di E. nelle apposite caselle riservate a marito e moglie; mi aspettavo che mi chiedessero qualcosa, magari una spiegazione sul nome di E., ma nessuno mi ha chiesto nulla, e il matrimonio è stato regolarmente registrato».

F.C. ed E.R. vivono insieme da otto anni. Gestiscono un negozio di arredamento a Maiorca e viaggiano spesso in Europa alla ricerca di mobili e oggettistica per la casa. Si sono sposati nel luglio dello scorso anno, non appena il governo Zapatero ha legalizzato le unioni gay. Una cerimonia sobria, con i genitori di entrambi, durante la quale si sono scambiati gli anelli.

«I miei genitori - racconta F. - all’inizio erano molto perplessi ma poi, vedendoci felici, hanno capito e approvato la nostra scelta. La mia vita e quella di E. - afferma - non sono cambiate, vivevamo già insieme da anni, ma adesso che siamo sposati ci sentiamo più tutelati».

In quanto alle polemiche di questi giorni sul permesso matrimoniale concesso al dipendente della Regione che si è sposato a Bruxelles, F.C. ribadisce che l’amministrazione regionale «non ha fatto altro che riconoscere un diritto di questa persona».

F.C. viene spesso a Trieste per lavoro e per trovare i familiari. Non si nasconde che il suo gesto - l’iscrizione allo stato civile dell’anagrafe come «coniugato» - potrebbe avere delle conseguenze, quantomeno sul piano amministrativo. Ma soprattutto spera che «quello che ho fatto possa stimolare un dialogo proficuo sulla via di un riconoscimento anche in Italia dei diritti degli omosessuali».

(Ha collaborato Laura Tonero)
http://www.gaynews.it/view.php?ID=74657

lunedì 16 luglio 2007

Nozze gay. Il caso Friuli Venezia Giulia in Parlamento

Forza Italia interroga Prodi e Amato. Menia (An): cosa oscena. Ma i Ds: scelta giusta
Il senatore Saro contesta la licenza al funzionario sposato in Belgio con un uomo Ma Pegorer appoggia la decisione del governatore: passo avanti per i diritti civili

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UDINE. Il caso del congedo matrimoniale concesso dalla Regione a Giulio Papa, il funzionario udinese in servizio a Bruxelles, sposato in Belgio con Dirk Van den Eede, un militare dell’esercito, arriva in Parlamento. Il senatore di Forza Italia, Ferruccio Saro, ha predisposto un’interrogazione urgente al premier Prodi e al ministro degli Interni Giuliano Amato per fare chiarezza in merito al riconoscimento in Italia dei matrimoni gay contratti all’estero. Duro attacco da Alleanza nazionale, che per voce di Roberto Menia, vicecapogruppo alla Camera definisce «semplicemente osceno il congedo, concesso dalla Regione al suo dipendente, sposo di pseudo-nozze omossessuali. Illy e compagnia sanno bene che - aggiunge Menia - la famiglia tutelata dalla Costituzione, è quella composta da un uomo e una donna, peraltro secondo i principi del diritto naturale. Essi sanno, e per questo motivo mettono le mani avanti, di compiere un atto giuridicamente illecito e per quanto mi riguarda, anche moralmente riprovevole».

La giunta regionale, su indicazione del presidente Illy (che si è detto pronto anche a pagare di tasca propria eventuali danni erariali qualora la norma comunitaria applicata dovesse essere impugnata dalla Corte dei Conti) ha infatti deciso di concedere, a un anno di distanza dalla richiesta, i 15 giorni di congedo che spettano ai dipendenti che si sposano anche a Giulio Papa, cittadino italiano residente all’estero che il primo luglio del 2006 si è sposato col 38enne militare belga contraendo le nozze gay che in Belgio sono legali.

Ma la battaglia parlamentare si annuncia calda. Per il senatore diessino, Carlo Pegorer, infatti, prescindendo dalle valutazioni giuridiche che «vanno approfondite» si tratta di un «passo avanti sintomo di una realtà politica attenta ai cambiamenti perché tutto ciò che consente il riconoscimento di un diritto è positivo, anche se bisogna tenere conto del contesto di un Paese in cui ci sono sensibilità diverse che vanno tenute nella giusta considerazione».

Grande soddisfazione per la scelta di Illy è stata espressa da Kristian Franzil di Rc al punto che il consigliere ha suggerito di estendere a livello nazionale l’iniziativa. Per Ferruccio Saro invece la decisione di Illy e della giunta conferma che di fatto c’è la possibilità di «bypassare il divieto di contrarre matrimonio con una persona dello stesso sesso tutt’ora vigente in Italia. E’ un fatto molto grave – dice Saro –, perché in questo modo Illy riconosce i matrimoni gay e mi domando cosa ne pensa a questo proposito la sua maggioranza e in particolare l’area cattolica». Senza entrare nel merito della vicenda il senatore azzurro ne fa un problema essenzialmente di natura giuridica. «Quando in commissione Affari costituzionali abbiamo discusso sull’applicazione della direttiva comunitaria che impone ai Paesi membri il riconoscimento dei diritti e degli istituti previsti dalle leggi statali – ricorda Saro -, diversi rappresentati dell’opposizione hanno posto il problema dell’applicazione di questa direttiva proprio facendo riferimento ai matrimoni gay. Che sono consentiti in Spagna e in Belgio, ma non in Italia. Dalla maggioranza però ci assicurarono che non ci sarebbero stati problemi e invece questa decisione di Illy e della Regione ripropone con forza il problema. E’ giusto che l’Italia sia costretta ad accettare (e riconoscere) regole e diritti sanciti in altri Paesi in merito alle relazioni tra individui? Io ho qualche dubbio e per questo motivo Illy avrebbe fatto meglio a essere più cauto».

Attualmente un matrimonio omosessuale celebrato all’estero non può essere riconosciuto in Italia (al riguardo è attesa una sentenza della Cassazione che potrebbe cambiare le cose) perché – spiega il coordinatore regionale della Lega italiana delle famiglie di fatto, Alberto Baliello, «viene considerato un atto che va contro l’ordine pubblico». Nel contempo però chi ha contratto un matrimonio omosessuale all’estero non può sposarsi con una donna in Italia perché sarebbe denunciato per bigamia.

Cristian Rigo

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Grillini applaude il Fvg: scelta europea L’Arcigay friulana: Illy apra alle coppie

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ROMA. «E’ molto positivo che la Regione Friuli abbia deciso di dire sì ai 15 giorni di congedo previsti per tutti i dipendenti in caso di matrimonio, applicando la normativa Ue». Franco Grillini, deputato della sinistra democratica e leader storico dell’Arcigay italiana applaude il governatore del Friuli Vg, Riccardo Illy, che ha dato indicazione alla Regione di assegnare il congedo matrimoniale di 15 giorni a Giulio Papa, 36 anni, udinese, funzionario dell’ufficio di rappresentanza del Fvg a Bruxelles, che ha sposato il 1° luglio scorso Dirk Van den Eede, 38 anni, militare dell’esercito belga a Anversa.

«Giulio Papa ha chiesto ed ottenuto dopo un anno il congedo matrimoniale – dice Grillini –. Va dato atto alla Giunta regionale del Friuli di aver fatto una scelta politicamente giusta senza ricorrere ad altre istanze burocratiche. E va dato atto al Presidente Illy di aver applicato la normativa europea in questo caso come dovrebbe essere fatto in tanti altri casi analoghi».

Il leader Arcigay spiega che «sono sempre più frequenti i matrimoni omosessuali tra cittadini e cittadine italiane con partner di paesi europei che hanno approvato normative che riconoscono ed estendono il matrimonio alle coppie dello stesso sesso – continua –. Attualmente in Italia sono in corso diverse richieste di registrazione dei matrimoni contratti all’estero».

Sul caso interviene anche l’Arcigay della provincia di Udine che reputano un segnale positivo, ma, allo stesso tempo, spiega che«c’è ancora molta strada da fare».

Questa la reazione del comitato provinciale Arcigay Nuovi Passi e di Arcilesbica Udine. «Un plauso convinto e unanime, invece, viene rivolto dall’intera comunità omosessuale della regione ai due coniugi, Giulio e Dirk, per aver portato con tenacia e coraggio queste tematiche ancora una volta all’attenzione delle istituzioni e dell’opinione pubblica». Ad esprimere alcune perplessità sulle dichiarazioni di Illy è la presidentessa di Arcilesbica, Eva Dose. «Non vorrei si trattasse di una mossa per attirare l’elettorato gay e lesbico – afferma –, in vista delle prossime elezioni regionali ormai alle porte. Non dimentichiamo che il presidente Illy ha più volte espresso opinioni dichiaratamente omofobe in merito al riconoscimento dei diritti delle coppie dello stesso sesso. O il presidente dichiara apertamente che è giusto e che è arrivata l’ora di riconoscere il matrimonio anche per le coppie gay e lesbiche, o dichiarazioni di questo tipo lasciano il tempo che trovano».

http://www.gaynews.it/view.php?ID=74644

mercoledì 20 giugno 2007

Svezia: i conservatori appoggiano il matrimonio gay

Succede in Svezia, anche se vista la situazione italiana a noi sembra Marte: il maggior partito della coalizione di centro destra al governo annuncia il proprio sostegno a legge sui matrimoni gay.





STOCCOLMA – Il partito moderato-conservatore del primo ministro svedese Fredrik Reinfeldt, il principale partito della coalizione di governo, ha annunciato il proprio appoggio al progetto di legge per l’estensione del diritto di matrimonio anche alle coppie omosessuali. La scorsa settimana il governo aveva rischiato di capitolare a seguito della rivolta di ben otto parlamentari, tra cui un ministro, che avevano minacciato le dimissioni se non fosse stato affrontato questo aspetto legato alle discriminazioni connesse all’orientamento sessuale.



Una commissione parlamentare lo scorso anno aveva esaminato in modo approfondito il problema e a marzo aveva presentato le proprie raccomandazioni all’esecutivo esprimendosi a favore del diritto al matrimonio anche per le coppie same-sex. In Svezia le coppie gay e lesbiche sono già legalmente riconosciute e tutelate sin dal 1995, ma ora le motivazioni con le quali si cerca di giustificare il ‘no’ al diritto al matrimonio appaiono sempre più pretestuose e ideologicamente pregiudiziali, per cui un’ampissima parte delle forze parlamentari è d’accordo con il progetto del matrimonio gay. A favore le forze di sinistra e liberali, contrari invece i Cristiano Democratici, che hanno annunciato che si opporranno alla nuova legge.



La Chiesa di Svezia già da tempo ha dato la propria benedizione alle unioni gay e lesbiche.





http://www.gay.it/channels/view.php?id=23059

venerdì 30 marzo 2007

Gay al comune di Firenze per sposarsi, ufficiale di stato civile dice no

Presenteranno ricorso al tribunale di Firenze





FIRENZE, 29 MAR - Una coppia gay si e' presentata stamani al Comune di Firenze chiedendo la pubblicazione del matrimonio.



Richiesta alla quale l'ufficio di stato civile di Palazzo Vecchio ha opposto un formale rifiuto.



Stamani Francesco Piomboni, 33 anni e Matteo Pegoraro, 21, coppia nella vita e alla guida di ''Giglio Rosa'', sezione di Arcigay a Firenze, citta' dove vivono, sono andati a Palazzo Vecchio dove avevano un regolare appuntamento presso l'ufficio di stato civile.



Dopo aver ottenuto un rifiuto alla loro richiesta di pubblicazione hanno annunciato che presenteranno ricorso al tribunale di Firenze.



''La nostra battaglia e' appena cominciata - hanno spiegato Francesco e Matteo, nel corso di una conferenza stampa -. Dalla nostra parte abbiamo il codice civile che assolutamente non vieta il matrimonio civile agli omosessuali. Se sara' necessario arriveremo fino alla Corte Costituzionale''.



(ANSA).

http://www.gaynews.it/view.php?ID=73131

Uno straccio di laicità

Sex crimes and the Vatican

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