domenica 31 agosto 2008

Forse avremo un gay, per ora non dichiarato pubblicamente, a condurre , oltre Fabio Canino e Cecchi Paone

Se è vero che la vita comincia a 40 anni, per Paolo Colombo, volto storico de la7, 41 anni il prossimo 3 settembre, starebbe per iniziare una nuova avventura televisiva.
Fin'ora sulla rete nazionale in chiaro non aveva condotto nessuna trasmissione ma il suo momento starebbe per arrivare



Paolo ColomboAvremo forse un gay, sebbene per ora non dichiarato pubblicamente, a condurre , oltre Fabio Canino e Cecchi Paone????

E' stato e questo non lo nasconde neppure lui, agli Eurogames 2008 a Barcellona, i grandi giochi gay che si disputano ogni 4 anni, nello stesso anno delle Olimpiadi.

Era già stato agli Eurogames di Munich 2004, assicurano dei ragazzi che parteciparono a quell'edizione... Allora allenava la squadra di calcio gay, e lo stesso ha fatto quest'anno con i Kingkickers una squadra di calcio gay milanese. "E' nato tutto per gioco", assicura il capitano della squadra Francesco, 37 anni, nessun problema a dichiararsi gay. Un ragazzo molto maschile, che ha iniziato a giocare a calcio all'età di 5 anni. "Tramite un amico in comune gli è stato chiesto se voleva venire ed ha accettato. E' stato preziosissimo per trovarci lo sponsor tecnico e, soprattutto per proporre al suo direttore Antonello Piroso una puntata di Victory dedicata ai gay nello sport. Le telecamere di Victory ci hanno seguito per 4 giorni a Barcellona e ben 5 giocatori della nostra squadra faranno coming out in una puntata del programma sicuramente destinata a creare scalpore. Di più non vi posso dire...Chiedete a Colombo....scatenatissimo a Barcellona tant'è che dopo i giochi si è fermato una settimana in vacanza in Catalogna...."

Cosa ci possiamo aspettare a questo punto? Forse una puntata di Victory dedicata ai gay nel mondo dello sport? O forse, addirittura, una rubrica settimanale su questo argomento?
Sarà giunta, finalmente, l'ora di sdoganare questa mentalità ottusa dello sportivo che non può essere gay? Noi ci aiuguriamo decisamente di sì.
Sarebbe davvero bello se ci fosse anche in Italia qualcuno che si dichiarasse...

Ed in effetti Paolo Colombo in questi anni, pur non facendo coming out, si è sempre fatto vedere in giro con bellissimi ragazzi, qualcuno maligna che abbia avuto una storia con un modello che oggi fa l'attore.
Soprattutto gira sempre nella settimana della moda maschile alle sfilate ed alle feste, chissa perchè?!?!
Non si vede a feste mondane nel corso degli altri mesi, chissà quali giri frequenterà???

Se qualcuno ne sapesse di più può aggiungere commenti....

Noi sappiamo che la sua carriera sulle tv nazionali inizia nel 1996 quando viene assunto nella redazione sportiva di TeleMonteCarlo; ha seguito i Mondiali di Calcio Francia 98 ed è stato inviato al Giro D'italia.
Ha curato un reportage su Pantani. E' stato inviato per le trasmissioni Effetto Reale, Reality, Victory, il Processo Biscardi (2001-2002).
Ha seguito i maggiori avvenimenti in Italia con collegamenti in diretta per il tg.
Nella stagione 2005-2006 sul Digitale Terrestre la7 Sport 2.

Tra i suoi servizi ricordiamo



“una giornata con Sebastian Giovinco” il piccolo-grande giocatore della Juventus che sta diventando ogni giorno di più una icona gay



il servizio sul ritorno di cassano in una squadra italiana (la sampdoria) dopo l'avventura iberica


Marco Pantani: mistero italiano


Vi terremo informati nei prossimi giorni nel caso, speriamo probabile, ci saranno delle novità

venerdì 29 agosto 2008

Matthew Mitcham: NBC si scusa per comportamento omofobo

Articolo tratto dal sito GayWave

matthew5Continua la vicenda dell’oro olimpico Matthew Mitcham; la rete statunitense NBC, dopo avere censurato la sua omosessualità, ha ricevuto parecchie critiche dalla comunità LGBT, tanto da convincere i vertici a scusarsi.

Vergognoso il comportamento omofobo della rete: non solo ha censurato ogni riferimento all’omosessualità ed al compagno di Matthew, ma si è anche rimangiata la parola!
L’evidente omissione nel servizio della rete su Matthew, infatti, non era passata inosservata, e le critiche sono scattate a poche ore di distanza; La NBC, per tutta risposta, aveva negato ad oltranza di aver omesso qualcosa od osservato una politica omofoba e perbenista. Ora invece Gary Zenkel, presidente della rete, ha redatto una dichiarazione ufficiale in cui si scusa per l’accaduto.
Dice la dichiarazione: “Ci pentiamo di non aver raccontato la storia di Mitcham, e mi scuso a nome del network per ogni omissione seppure involontaria”.
Evidentemente le organizzazioni LGBT devono aver sollevato un bel vespaio negli Stati Uniti.
Una mezza soddisfazione per Matthew ed il suo partner, che sano benissimo che l’omissione non è stata affatto involontaria.

martedì 26 agosto 2008

Matthew Mitcham, critiche sulla censura della Nbc

Articolo ripreso da Queer|blog.it


matthewmitchamboyfriendNon solo in Italia la censura televisiva colpisce i personaggi gay belli e vincenti. Pensate a una promessa dei tuffi che prima si ritira dall’attività, poi l’anno prima delle Olimpiadi decide di tornare a gareggiare e si presenta a Pechino 2008 per sfidare i cinesi a casa loro. Nella prima gara - i 3 metri - non arriva neanche in finale, ma nella “sua” gara, la piattaforma 10 metri, vuole dare il meglio: dopo il primo salto è nono, poi recupera e arriva al secondo posto dopo il quinto salto, ma è lontanissimo dal cinese. E i cinesi aspettano solo questo oro per fare en plein: 8 medaglie d’oro su 8 gare.

Tutti gli altri atleti (e allenatori e tifosi e spettatori) non cinesi tifano per lui e all’ultima prova tira fuori il tuffo della vita, 3,8 di coefficiente e un’esecuzione quasi perfetta: quattro 10 e due 9,5, totale 112,10, il punteggio più alto mai raggiunto da un tuffatore alle Olimpiadi. Primo posto, vittoria e medaglia d’oro. Questo stesso ragazzo di 20 anni, Matthew Mitcham, poco prima dei Giochi ha rivelato, con estrema tranquillità di essere gay e di convivere con il fidanzato Lachlan, che è presente a Pechino grazie a uno sponsor, la Johnson&Johnson. E infatti dopo la cerimonia di premiazione Matthew vola sulle tribune, abbraccia e bacia la mamma - che lo ha sempre aiutato e sostenuto - e subito dopo bacia il suo fidanzato.

Una storia meravigliosa, perfetta da raccontare come favola dei Giochi Olimpici e rivincita degli outsider sui predestinati. E infatti i giornali ne parlano diffusamente dall’Australia fino all’Italia, dove Gabriele Romagnoli scrive uno splendido articolo su Repubblica. Negli Stati Uniti, però, scoppia una polemica perché la Nbc - durante tutta la gara e al momento della premiazione - si dimentica di raccontare la storia umana e sportiva di Matthew.

Mi sembra già di sentire le risposte piccate di qualcuno: “ma i giornalisti non devono ficcare il naso sotto le lenzuola”, oppure “l’orientamento sessuale degli atleti non è una notizia”. Invece lo è, probabilmente, se sei l’unico atleta gay “fuori dall’armadio” e prendi l’oro, se batti i cinesi a casa loro e se, dopo la premiazione, corri ad abbracciare e baciare il tuo ragazzo. È qualcosa che si era visto finora? No. E dunque è una notizia, una gran notizia (bella o no, dipende dalle idee del giornalista, ma comunque è una notizia).

Per di più la Nbc si è distinta per raccontare le vicende umane di Michael Phelps sin nei minimi particolari; e qui si obietterà “Certo, quello è americano!”. Ma la Nbc ha dato anche grande spazio al triangolo amoroso fra Laure Manaudou, Luca Marin e Federica Pellegrini: una francese e due italiani. In tutto questo non c’era spazio per accennare alla favola di Matthew Mitcham?

domenica 24 agosto 2008

Matthew Mitcham intervistato festeggia con mamma e fidanzato

Un felicissimo Matthew Mitcham festeggia davanti alle tv la sua medaglia d'oro nei tuffi dalla piattaforma 10 metri alle olimpiadi di Pechino a fianco della mamma con cui è cresciuto e del fidanzato Lachlan Fletcher, che vive con lui.

Matthew, l'unico gay dichiarato prende l'oro a Pechino


Matthew Mitcham Médaille d'or
by GayClic


Grazie Matthew Mitcham per questa straordinaria vittoria e per la tua sincerità nel vivere tranquillamente la tua vita anche prima della medaglia.
Se guardate il video fino alla fine, dopo la premiazione Mitcham si arrampica a baciare prima la mamma e poi il fidanzato. La tv italiana ha censurato anche questa scena...

Morto steward italiano con il compagno e il figlio di tre anni

L'ultima telefonata al padre: vado via per un po'. Ma la famiglia non sapeva dove. Il giallo dell'identificazione



Domenico aveva osato sognare una vita accanto al suo amico più amato, Pierrick. Diceva che «solo chi sa sognare può volare» e chi l'ha conosciuto giura che quelle parole non avevano niente a che fare con la sua professione di steward.

Anni e anni passati in volo, prima per l'Alitalia, poi per l'Air France. Domenico Riso, cresciuto sotto il sole e davanti al mare della Sicilia, prendeva più aerei che autostrade, vedeva più nuvole che palazzi. È l'unico italiano morto fra le lamiere e le fiamme dell'Md-82, sulla pista di Barajas. Aveva 41 anni e la pretesa di chi è felice: vivere cent'anni assieme alle persone più amate. Pierrick e il suo bambino di tre anni, Ethan: erano loro quelle persone. Erano la sua «famiglia», le sue vacanze, i suoi sogni, i suoi coinquilini nella bella casa di Parigi, «una piccola reggia accogliente e calda » conferma il cugino dello steward, suo omonimo. Pierrick Charilas ed Ethan erano accanto a lui sul volo della catastrofe. Sono morti seduti l'uno vicino all'altro perché martedì pomeriggio Domenico era fra i passeggeri: non era salito su quell'aereo per servizio. Stavolta si partiva per le vacanze, tutti e tre assieme, come al solito, per qualche giorno di riposo sulle spiagge delle Canarie. Domenico aveva ottenuto dalla Spanair una tariffa agevolata, quella riservata ai bambini. Per questo accanto al suo nome, nella lista dei passeggeri, c'era scritto «niño», bambino, e per questo è stato difficile identificarlo.

Nessuno fino a ieri mattina aveva chiesto informazioni su quel passeggero dal nome italiano. Non una chiamata di un parente o di un amico allarmato. Sembrava un giallo. All'ambasciata e alla Spanair hanno capito dopo il perché. Domenico era sempre in volo e spesso non chiamava nemmeno casa per dire dove stesse andando. Un volo per lui era come spostarsi in macchina di pochi chilometri. Aveva telefonato al padre Pietro poche ore prima di partire, martedì. Ma erano state soltanto due parole: «Vado in vacanza per un po'», nessun dettaglio sulla destinazione. Così né il vecchio marinaio Pietro né le sorelle di Domenico (Concetta e Marianna) potevano immaginarlo sull'aereo della morte (la madre è scomparsa qualche anno fa). Lo hanno saputo ieri mattina, a casa Riso. E hanno saputo anche di Pierrick ed Ethan, nomi tante volte sentiti dalla voce di lui. Pierrick una volta era campione di aerobica, ha avuto una storia d'amore poco fortunata con la madre di Ethan e poi ha deciso di vivere con il bambino e Domenico nell'appartamento parigino, come fossero una famiglia fra tante, con il bambino da tirare su assieme.

Non che la cosa sia sfuggita alle malelingue di Isola delle Femmine, borgo marinaro alle porte di Palermo che «l'uomo dei cieli» (come lo chiamavano gli amici) aveva lasciato nel 1997 per la capitale francese. Due uomini che vivono assieme, si sa, sono fonte di chiacchiere e in paese non sono certo le chiacchiere che mancano. Se poi c'è di mezzo un bambino piccolo, amatissimo da tutti e due e che per Domenico era come un figlio, si può arrivare fino ai pettegolezzi più velenosi. Ma lui, Domenico, ha sempre tirato dritto per la sua strada. Come fece quella volta che decise di mettersi l'orecchino. Pazienza se qualcuno non gradiva. Se qualche parola di troppo lo irritava respingeva la rabbia cantando, lirica soprattutto, una delle sue tante passioni. Non era tipo che non osasse, Domenico. Lui volava. E «solo chi sa sognare può volare».

http://www.corriere.it/cronache/08_agosto_22/steward_incidente_aereo_9beaacfa-700f-11dd-9278-00144f02aabc.shtml

mercoledì 23 luglio 2008

Bologna: figlia affidata anche al padre omosessuale

Riporto integralmente la notizia letta su wikinotizie

Il Tribunale di Bologna ha deciso l'affido congiunto di una bambina di 10 anni ai due genitori, uno dei quali dichiaratamente omosessuale.

Il provvedimento, che secondo Rita Rossi, l'avvocato del papà gay, è uno dei primi in Italia, è arrivato dopo una precedente sentenza del tribunale del capoluogo emiliano che affidava la figlia alla madre lasciando però al padre la facoltà di vederla quando lo desiderasse, al seguito della quale la ex moglie, dopo essersi opposta all'eventualità di un affido condiviso perché il padre non sarebbe stato in grado di occuparsi della figlia, ha però negato all'uomo la possibilità di frequentare la bambina.

I giudici, sollecitati dal padre che si è appellato alla legge 54 del 2006, sono perciò nuovamente intervenuti asserendo che «Il semplice fatto che uno dei genitori sia omosessuale non giustifica - e non consente di motivare - la scelta restrittiva dell'affidamento esclusivo».

La bambina continuerà dunque a vivere insieme alla madre ma dovrà trascorrere alternativamente un fine settimana, tre giorni a Pasqua, 6 a Natale e tre settimane estive a partire dal 2009 col padre.

Positivo il commento di Aurelio Mancuso, presidente Arcigay, che ha dichiarato: «Si prefigura come un altro segno di civiltà giuridica, in un paese dove è solo la politica che non fa il suo dovere». «Questa sentenza rafforza l’idea condivisa in tutta l’Europa e l’Occidente avanzati che le e gli omosessuali sono buoni genitori e hanno gli stessi diritti di quelli eterosessuali»

lunedì 7 luglio 2008

Un gay si sposa con un cittadino USA ma l'Italia sice no

Preannunciata iniziativa legale di "Certi Diritti"


Un italiano si sposa a San Francisco con un cittadino Usa e il consolato respinge la richiesta di riconoscimento. Preannunciata iniziativa legale di "Certi Diritti". "La scorsa settimana, a San Francisco, un cittadino italiano, naturalizzato Usa, A.Q., si e' sposato con un cittadino Usa, B.S., una delle parti lese nella causa poi vinta per la decisione della Corte Suprema della California di eliminare la discriminazione che vietava il matrimonio tra persone dello stesso sesso". Lo comunica Sergio Rovasio, Segretario Associazione Radicale Certi Diritti.

"La causa e' durata quattro anni e finalmente, a seguito della storica sentenza, la coppia ha potuto accedere all'istituto del matrimonio. Il cittadino italiano - aggiunge Rovasio - si e' poi recato presso il consolato italiano per la trascrizione del suo matrimonio nel registro dell'Aire. Dopo due giorni gli uffici consolari italiani gli hanno reso la documentazione con la motivazione che in Italia il matrimonio si puo' fare solo tra persone di sesso diverso. Per lo Stato italiano - conclude - egli e' celibe nonostante sia regolarmente sposato in California. Vista l'intenzione della coppia di vedersi riconosciuti i diritti di uguaglianza incardinando un'azione legale in Italia e in Europa, l'Associazione radicale Certi Diritti preannuncia sin da ora il suo pieno sostegno alla coppia neo sposata".

lunedì 30 giugno 2008

UE: Anche ai gay i diritti delle coppie etero

Paesi con leggi troppo diversi, è discriminazione


Matrimoni, coppie e coabitazioni di fatto o il nulla, la mappa dei diritti di lesbiche, gay, bisessuali e transessuali (Lgtb) varia, e molto, nella Ue. Una diversificazione che risulta discriminatoria, accusa l'Agenzia europea dei diritti fondamentali di Vienna, che oggi ha diffuso un rapporto sull'omofobia. 'L'uguaglianza di trattamento - afferma il direttore dell'agenzia Morten Kjaerum - e' un diritto fondamentale ed il fatto che lesbiche, gay, bisessuali e transessuali non siano trattati in maniera uguale in Europa e' una ragione di inquietudine'.

I matrimoni gay sono legge in Olanda, Belgio e Spagna. Nel Regno unito esistono unioni equiparate al matrimonio mentre sull'altro versante Italia, Grecia, Irlanda, Polonia, Malta, Cipro, Estonia, Lettonia, Lituania, Slovacchia, Bulgaria e Romania non prevedono alcuno strumento legale per le coppie dello stesso sesso. In Austria, Portogallo ed Ungheria esiste la coabitazione di fatto anche per i Lgtb mentre forme di unioni civili sono previste in Francia, Danimarca, Svezia, Germania, Finlandia, Lussemburgo, Slovenia e Repubblica ceca.

'I diritti ed i vantaggi delle coppie sposate - sottolinea il rapporto - devono essere estese ai partner dello stesso sesso, anche per il ricongiungimento familiare ed i diritti in materia di libera circolazione'. Su quest'ultimo aspetto, il rapporto cita il caso di due omosessuali italiani sposatisi in Olanda e che si sono poi visti negare in patria il riconoscimento del loro matrimonio. Undici paesi Ue non riconoscono i matrimoni gay contratti in un altro Stato membro. Il rapporto punta il dito anche contro le 'interdizioni' ai gay pride e sottolinea la necessita' di proteggere i transessuali, 'spesso ignorati o dimenticati'. In autunno l'Agenzia presentera' un secondo rapporto sugli aspetti sociali dell'omofobia.


http://www.gaynews.it/view.php?ID=78344

domenica 29 giugno 2008

Parole da Pride

Ricordate che non siamo erbacce da estirpare. Ricordatevelo ogni giorno.

Siamo il vostro barista, il vostro idraulico, il vostro architetto. Siamo il fornaio che vi serve ogni giorno, siamo il vostro collega di lavoro, siamo vostro figlio, vostra madre, vostro padre, il vostro vicino di casa!
Siamo single, coppie, famiglie!

Che lo vogliate, che ve ne rendiate conto o meno, facciamo parte della vostra vita e spesso neanche ve ne accorgete. Non chiudeteci la porta in faccia, fate (e facciamo!) delle nostre battaglie una battaglia comune, una battaglia di noi tutti…di amore, di giustizia e di civiltà!


Giuseppina Ladelfa alla manifestazione finale del Bologna Pride 2008

mercoledì 18 giugno 2008

Il cervello dei gay

Secondo uno studio di un gruppo di ricercatori svedese dello Stockholm Brain Institute il cervello dei gay è simile a quello delle donne.

Per carità, sia benvenuta ogni ricerca, se è seria. Però, sinceramente, tra i tanti gay e lesbiche che io conosco non c'è tanto la preoccupazione di sapere se il cervello è più piccolo, più grande, più femminile, più maschile.

Semmai c'è la preoccupazione di farlo funzionare bene, libero rispetto ai pregiudizi sociali.
Non sarebbe meglio, anzichè pensare al cervello degli omosessuali, pensare ai loro diritti e se non legalizzare i matrimoni gay, così come è avvenuto in California in questi giorni, almeno riconoscere pieni diritti di coppia a tutti i conviventi?

L'amore farà certamente bene al cervello. Questo non solo per gli omosessuali, ma per tutti e tutte.

mercoledì 4 giugno 2008

Roma Pride: No definitivo a San Giovanni

Pubblico il comunicato che appare sul sito del Circolo di cultura omosessuale Mario Mieli

Si è svolto stasera in Prefettura un incontro tra il Prefetto di Roma e Rossana Praitano, Presidente del Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli, organizzatore del RomaPride 2008, alla presenza del Deputato Anna Paola Concia, di Sergio Rovasio dei Radicali e di Saverio Aversa di Rifondazione Comunista.

Il Prefetto ha comunicato alla delegazione l’impossibilità di far arrivare il corteo del 7 Giugno in Piazza San Giovanni, decisa dal Comitato di Sicurezza che si è riunito oggi.

Il Mario Mieli si dichiara stupefatto perché la decisione è del tutto priva di buonsenso.

Testardamente abbiamo combattuto fino alla fine; siamo stati sconfitti dalla cecità di chi non ha compreso la gravità etica e politica di negare una piazza per motivi risibili.


Testardamente il RomaPride si svolgerà ugualmente e in maniera pacifica, perché così è nella sua natura. Studieremo il percorso alternativo da presentare domani alla Questura.

Riteniamo sconcertante l’accaduto perché è un’offesa per tutta la comunità lgbt ed una ferita inferta alla dmocrazia. Proprio per questo, oltre che per le giuste rivendicazioni di piena cittadinanza di gay, lesbiche, bisessuali e trans, chiediamo a tutte/i di partecipare in massa all’evento del 7 giugno per dimostrare solidarietà e dire no a questa ingiustizia.

Rossana Praitano
Presidente Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli

martedì 3 giugno 2008

Grecia: per la prima volta celebrati due matrimoni omosessuali

Lo ha annunciato una delle spose che e' anche responsabile dell'Unione greca degli omosessuali


Flag_of_GreeceUn sindaco greco ha celebrato oggi per la prima volta il matrimonio di due coppie omosessuali sulla piccola isola di Tilos (Egeo), approfittando di una imprecisione legislativa.

Lo ha annunciato una delle spose che e' anche responsabile dell'Unione greca degli omosessuali (Olke).

Le due coppie, una maschile e una femminile, sono state unite in matrimonio molto presto questa mattina da Anastassios Aliferis, sindaco socialista di Tilos, secondo quanto ha riferito la responsabile
dell'Olke, Evangelia Vlami.

La Vlami, che ha sposato una donna di 40 anni, ha detto che le nozze 'sono andate bene, hanno partecipato alla cerimonia una ventina di abitanti dell'isola'. Vlami ha anche sottolineato che 'e' stato fatto un passo verso l'uguaglianza, che e' il nostro obiettivo'.

I militanti omosessuali greci hanno deciso di compiere questo passo dopo la decisione del governo conservatore di Atene di escludere le coppie gay da un progetto di patto di libera unione attualmente in preparazione.

Secondo la stampa greca sarebbero state affisse altre pubblicazioni in diverse localita' del paese per altri tre matrimoni omosessuali.

http://www.gaynews.it/view.php?ID=77960

venerdì 30 maggio 2008

Contro ogni forma di razzismo

controrazzismoIl clima venutosi a creare in Italia è sempre più irrespirabile. Le forze conservatrici stanno attuando una involuzione culturale e sociale che sta portando il Paese verso derive fasciste, illiberali e razziste. Basta osservare la caccia alle streghe contro gli stranieri, le aggressioni squadriste contro compagne/i e ragazze/i, la discriminazione contro gli omosessuali, il bavaglio imposto a giornalisti “scomodi”, ecc... Di episodi ultimamente ce ne sono stati molti. Troppi. Dall’uccisione di Nicola al raid al Pigneto a Roma. La notizia riguardante le aggressioni fasciste alla Sapienza di Roma è quindi solo l’ultima di una lunga serie di accadimenti violenti, di cui la matrice fascista è la drammatica costante. Tutto questo é inaccettabile per chiunque ha a cuore la libertà, l'eguaglianza e la tolleranza. Perciò abbiamo deciso di indire peril 2 giugno una giornata di lotta contro l'intolleranza: ogni blog che si riconosce nei valori elencati parteciperà esponendo sul suo blog il logo speciale che vedete in questo articolo per dimostrare la sua volontà di non cedere all'avanzata dell'intolleranza che ha investito questo paese. L’invito a chi legge è quello di riportare questo comunicato sul proprio blog quanto prima nel tentativo di rendere più visibile possibile questa iniziativa, e di riproporre in un secondo momento il logo nella data indicata.

giovedì 29 maggio 2008

New York, sì ai matrimoni gay celebrati in altri stati o all'estero

Lo Stato non ammette le nozze tra persone dello stesso sesso ma riconoscerà quelle del Massachusetts e dei paesi stranieri


I matrimoni gay celebrati in altri stati americani o all'estero saranno riconosciuti a New York. Lo ha ordinato il governatore David Paterson con un memorandum inviato il 14 maggio a tutte le agenzie dello stato che dovranno rivedere i regolamenti per riconoscere le nozze tra persone dello stesso sesso celebrate in Massachusetts (l'unico stato Usa che le ammette), in Canada, Sudafrica, Spagna, Belgio e Olanda e le unioni civili ammesse da altri stati americani.

Con la decisione di Paterson New York diventa il primo stato americano che non autorizza le nozze omosessuali ma riconosce tutte le conseguenze legali per le persone dello stesso sesso che si siano sposate altrove. L'ordinanza fa seguito a una sentenza dello scorso febbraio della corte d'appello dello stato di New York secondo cui nozze gay celebrate fuori dallo stato hanno diritto al riconoscimento da parte di New York.
La revisione riguarda almeno 1.300 regolamenti e direttive che governano atti legali dalle dichiarazioni dei redditi al trasferimento dei diritti di pesca tra sposi. "E' un importante passo avanti verso l'eguaglianza nel matrimonio", ha detto Paterson in un messaggio video-registrato alla comunità gay.

http://tinyurl.com/422bmr

mercoledì 28 maggio 2008

Gay Pride, un'associazione islamica per la prima volta aderisce e partecipa

Dal sito di PeaceReporter

Per la prima volta in Italia un'associazione islamica ha deciso di aderire e partecipare al "Gay pride", la manifestazione annuale, che stavolta si terrà a Roma il 7 giugno. Si tratta della Islamic Anti-Defamation League (Iadl) impegnata nella difesa dei diritti delle comunità islamiche e dei singoli musulmani a livello legale e sociale. "Alcuni saranno presenti perché gay, lesbiche, bisessuali, transessuali o 'questioning' - ha dichiarato la portavoce nazionale della Iadl, Dacia Valent, in una lettera con cui comunica l'adesione - ma tutti noi parteciperemo perché sappiamo nel profondo dei nostri cuori e delle nostre anime che non è necessario essere qualcosa per sentirsi parte in causa, o parte del progetto di una vita bella da vivere". La Iadl già in passato si era occupata della difesa dei diritti degli omosessuali. "Non è la prima volta che sosteniamo il diritto degli omosessuali ad una vita piena e priva di discriminazione - conclude la nota - infatti abbiamo premiato con la Mezzaluna d'Oro un'associazione GLBTQ musulmana, Al-Fatiha, con sede a Londra".

martedì 27 maggio 2008

Matthew Mitcham: tuffatore olimpico. Il primo gay dichiarato a Pechino 2008!

Una bella notizia da queer|blog.it

Matthew MitchamIl tuffatore olimpico australiano Matthew Mitcham ha fatto coming out lo scorso sabato ai media. E’ il primo atleta apertamente gay che partecipa alle olimpiadi di Beijing 2008. Ha raccontato una storia complessa di accettazione, depressione e sport come valvola di sostegno per accettare la sua sessualità. Ecco un estratto di una sua dichiarazione:

“Sono uno spirito libero. E’ stato tragico per me per esplorare me stesso e rendere consapevoli i miei familiari di chi ero davvero e di essere felice di essere cos’ero. Per essere ora una persona più felice che sprigiona gioia che si irradia in tutte le altre parti della mia vita”.


Una cosa è certa, amici: il nostro Matthew, oltre alla gioia e all’orgoglio e la bravura, con quel corpo, sprigiona molto, molto altro.

Adesso sappiamo per chi fare il tifo nei tutti.

A seguire, un fantastico video di uno dei suoi tuffi.

lunedì 26 maggio 2008

Palermo, coltellate al figlio gay: "Era un disonore"

Per un pregiudicato 53enne era "insopportabile" avere un omosessuale in famiglia


Una questione "di onore e di vergogna". Insopportabile sapere di avere un figlio omosessuale per un pregiudicato 53enne di Palermo. Ha accoltellato il ragazzo di 18 anni durante una furibonda lite. I carabinieri del Nucleo radiomobile hanno arrestato il padre violento con l'accusa di maltrattamenti in famiglia e lesioni. Adesso l'uomo si trova rinchiuso in una cella dell'Ucciardone.

E' accaduto a Palermo, in un appartamento di via Messina Marine, al culmine di giorni di tensione e dopo un ennesimo litigio. Questa volta, però, il genitore non si è limitato alle botte: "Non ci ho visto più. Troppo la vergogna e il disonore per questa storia", ha spiegato ai carabinieri. Il giovane, terrorizzato e ancora sotto shock, ha riportato ferite da taglio sull'avambraccio e sulla mano destra e un trauma cranico facciale; condotto all'ospedale Civico è stato giudicato guaribile in otto giorni.

Un episodio tanto simile a quello accaduto nei dintorni di Pesaro una decina di giorni fa. Allora fu la madre a sferrare un coltellata alla figlia di 16 anni che le aveva confessato di avere una relazione gay con una diciottenne. La lama si fermò contro la fibbia della ragazza ma per la madre scattò comunque la denuncia per tentate lesioni aggravate.

Pregiudizi apparentemente insusperabili sembra abbiamo armato entrambi i genitori. L'amore per i loro figli non è riuscito a cancellare l'ansia e la preoccupazione che li ha sommersi dopo il coming out dei loro ragazzi. Una recente ricerca europea datata 2003 e condotta dall'Istituto Cattaneo dell'Università di Bologna, fa sapere che ogni cento persone, dieci sono omosessuali. Ogni cento omosessuali, venti accettano la loro condizione; 80 non l'accettano e la sopportano; ventidue pensano al suicidio, cinque compiono tentativi di suicidio.

Il problema è radicato e la strada che conduce alla piena integrazione degli omosessuali lastricato da mille preclusioni. A Milano, da più di dieci anni, funziona un'associazione genitori di omosessuali che raggruppa attorno a coppie con figli gay, psicoterapeuti, consulenti famigliari e legali. Ma restano nelle famiglie infelicità cupe che sfociano spesso in raptus violenti o scelte suicide.


da la Repubblica

domenica 25 maggio 2008

Dichiarazioni del ministro Carfagna dopo l'aggressione a Christian Floris

carfagna''Quello che è accaduto a Christian è gravissimo, la mia condanna è ferma l'orientamento sessuale non può determinare discriminazione e violenza''. Con queste parole il ministro delle Pari Opportunità Mara Carfagna è intervenuta in diretta a Radio Città Futura dove Christian Floris trasmette ogni domenica, un appuntamento che non ha voluto mancare nemmeno all'indomani dell'aggressione subita.

''Spero che le forze dell'ordine e la magistratura facciano presto nell'individuazione delle responsabilità e siano severissime nella condanna'', ha aggiunto Carfagna che poi ha invitato Christian Floris nella sede del ministero per testimoniargli personalmente la sua vicinanza e solidarietà.

Ma qualche giorno fa non aveva detto che in Italia i gay non erano discriminati?

Successivamente (forse dopo essersi accorta di aver espresso troppa solidarità ai gay) dichiara a SkyTg24 : "Resto contraria al patrocinio del Gay Pride perché so distinguere'',
''Credo che il Gay Pride sia una manifestazione che dà una visione caricaturale di un mondo che invece va affrontato con grande serietà e che va rispettato''.

sabato 24 maggio 2008

Aggressione al conduttore di deegay.it

Riporto la notizia come apparsa sul sito della radio deegay.it


christianflorisQuesta notte intorno alle 2, il nostro conduttore Christian Floris, che aveva appena terminato la trasmissione in diretta del venerdì sera sulla nostra emittente e su un circuito di altre radio e televisioni, è stato aggredito sotto casa da due giovani sconosciuti che dopo avergli sbattuto con forza la testa contro un muro gli hanno intimato di smetterla con trasmissioni che parlano di tematiche legate all'omosessualità.

Christian è stato portato nella notte al pronto soccorso dove è stato giudicato guaribile in 7 giorni. Nella giornata di oggi Christian è stato assistito da Imma Battaglia e da Marco Belfiore di Digay Project ed e stata esposta una denuncia dettegliata dei fatti alla polizia che ha subito garantito di cominciare le indagini per isolare coloro che hanno compiuto questo ignobile atto. Era stato anche deciso di fare silenzio, per il momento, sull'accaduto per facilitare le operazioni delle indagini ma la notizia e sfuggita sulle agenzie nel tardo pomeriggio.

Uno straccio di laicità

Sex crimes and the Vatican

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