lunedì 5 maggio 2008

Figli dei gay, centomila in Italia

La legge riconosce solo il genitore biologico «Bimbi discriminati, andiamo in tribunale»
di Monica Ricci Sargentini


Federico, Joshua e Sara sono bambini come gli altri. Socievoli, sereni, bravi a scuola, pieni di amici, a volte capricciosi, a volte ubbidienti. Ma diverso è il loro certificato anagrafico perché per la legge italiana, a differenza di quanto avviene in molti altri Paesi europei, questi tre minori hanno un solo genitore, la loro mamma biologica. L’altra madre, quella che li ha cresciuti dalla nascita insieme alla sua compagna, non figura da nessuna parte. Loro fanno finta di niente. Quando portano a casa la pagella pretendono che la firmino tutti e due i genitori. E se finiscono in ospedale vogliono averli al fianco entrambi. Ma la verità è che sono «figli di un dio minore», cittadini di serie B, costretti a vivere con la metà delle tutele dei loro coetanei. È il destino che il nostro Paese riserva ai piccoli nati nelle famiglie omosessuali, una possibilità non contemplata dalla nostra legislazione.

In Italia si calcola che siano centomila i minori con almeno un genitore gay. Ci sono quelli nati da unioni eterosessuali, poi sfociate in un divorzio, ma molti, sempre di più, sono invece vissuti sin dall’inizio in una casa con due mamme e due papà. Secondo la ricerca Modi.di, condotta nel 2005 da Arcigay con il patrocinio dell’Istituto Superiore di Sanità, il 17,7% dei gay e il 20,5% delle lesbiche con più di 40 anni ha prole. Se si considerano tutte le fasce d’età sono genitori un gay o una lesbica ogni 20. E, dato ancor più significativo, il 49% delle coppie omosessuali vorrebbe avere bambini.

Per coronare il loro sogno molti vanno all’estero. Le lesbiche in Spagna o nel nord Europa dove possono ricorrere alla fecondazione assistita. Gli uomini in Canada o negli Stati Uniti in cerca di una madre surrogata. Altre coppie, invece, scelgono la strada del fai da te. Le donne ricorrono all’autoinseminazione o cercano un donatore amico. Ma non è rara la famiglia formata da quattro genitori, due uomini e due donne, che si mettono d’accordo per fare un figlio e poi lo allevano insieme. Per tutelare i loro diritti tre anni fa è nata l’associazione Famiglie Arcobaleno (www.famigliearcobaleno. org). All’inizio gli iscritti erano 15, oggi sono 400 di cui circa 170 famiglie e ben 110 bambini. Numeri sicuramente destinati a crescere: «Ogni settimana — dice la presidente Giuseppina La Delfa, accento francese, capelli neri corti e un bel sorriso—accogliamo uno o due nuovi soci. Abbiamo tre gruppi di persone: gli aspiranti genitori, le famiglie costituite in ambito omosessuale e quelli che hanno avuto figli in relazioni eterosessuali e ora vivono in una coppia gay. Questi ultimi soffrono di più psicologicamente, possono avere problemi nella separazione e nel divorzio, a volte non riescono a vedere i loro bambini o ad ottenerne l’affidamento. Le famiglie omogenitoriali, invece, vivono meglio il quotidiano perché sono un nucleo costituito alla luce del sole ma hanno una montagna di problemi legali».

Per tutelarsi si va dall’avvocato prima ancora della nascita dei pargoli. «Ma i margini sono molto stretti — spiega Stefania Santilli, legale milanese dello sportello Famiglie Arcobaleno —. Si può fare un accordo di co-genitorialità in cui si dice che la madre o il padre non biologico deve allevare il figlio in caso di decesso dell’altro.Ma sono delle scritture private che non hanno valore giuridico. Si può fare il testamento biologico e ricorrere a un trust, un accordo giudiziario per affidare i propri beni a una terza persona».

Molti Paesi europei hanno trovato una soluzione a questi problemi dando un ruolo al genitore sociale attraverso leggi ad hoc che tutelano questi rapporti tra adulti e bambini. «Così si arriva al paradosso—spiega Santilli— che, per esempio, i figli di una coppia italo-tedesca hanno due genitori in Germania e uno solo in Italia». Su questo argomento le Famiglie Arcobaleno stanno preparando quattro cause pilota da presentare nei tribunali italiani perché «l’Europa prevede che un bambino —spiega La Delfa—non possa essere discriminato a seconda di dove vive. È un’incongruenza che diventi orfano passando un confine».

Ma come crescono i figli dei genitori omosessuali? Decine e decine di studi, fatti all’estero, dimostrano che non ci sono problemi. «L’orientamento sessuale dei genitori non incide sullo sviluppo del bambino — spiega al Corriere Fulvio Scaparro, psicoterapeuta, specializzato sui temi dell’infanzia e della famiglia — il quale soprattutto nei primi anni di vita ha bisogno di affetto, presenza costante, attendibilità, armonia dei genitori e capacità di guida. Una famiglia omosessuale, dunque, è in grado di far crescere un bambino al meglio».

Nel libro Bambini ai gay? Margherita Bottino, psicologa, e Daniela Danna, sociologa, descrivono i figli degli omosessuali come bambini più tolleranti, meno conformi agli stereotipi di genere, cresciuti da genitori con più alto grado di istruzione e di autoconsapevolezza di quelli eterosessuali. «È chiaro — spiega ancora Scaparro —che un bambino o una bambina che cresce in una famiglia omosessuale è portato a vedere con occhio più favorevole le diversità, ad essere magari meno conformista. Questo non è né un vantaggio né uno svantaggio. Il vero pericolo per questi bambini sono i pregiudizi di una società, la nostra, in cui la famiglia è quella tradizionale, sposata, magari in chiesa. Su questo c’è da combattere ».

Elizabeth O' Connor, americana, madre di due bambine e coautrice con la sua compagna Suzanne M. Johnson di For Lesbian Parents non ha nessuna difficoltà ad ammettere che delle differenze esistono: «Le nostre figlie sono molto androgine, più propense ad entrare in campi tradizionalmente maschili, giocano in modo meno stereotipato per il genere, come può essere negativo tutto ciò? I maschi mostrano una tendenza simile, hanno una propensione molto forte all’accudimento, e anche ciò non può essere negativo. La maggior parte di essi realizza alla fine di essere eterosessuale. Come psicologa penso che sia tutt’altro che negativo poter considerare tutte le possibilità prima di decidere chi si è».


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domenica 4 maggio 2008

Al Parlamento cileno la legge sul matrimonio gay

È arrivata nel Parlamento cileno la proposta di legge per introdurre il matrimonio fra persone dello stesso sesso. L’hanno presentata sette parlamentari, di cui sei componenti del Movilh, Movimento di integrazione e liberazione omosessuale. Tra essi anche Isabel Allende, figlia del presidente Salvador e cugina dell’omonima scrittrice.

Nonostante l’elezione della presidenta Michelle Bachelet, socialista, il Cile non ha ancora introdotta una forma di riconoscimento delle unioni dello stesso sesso, per cui il movimento lgbt ha deciso di muoversi su più fronti, al contrario di ciò che è avvenuto in Italia. Da un lato spingono per il Puc (Patto di unione civile), dall’altro però non rinunciano a pretendere il matrimonio. Chiedere il massimo per ottenere almeno il minimo.

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sabato 3 maggio 2008

Tel Aviv: presto un monumento alle vittime dell'omocausto

L'annuncio è stato fatto dal sindaco della capitale israeliana nel giorno in cui il Paese ricorda le vittime della persecuzione nazista. Un grande triangolo di ferro riporterà tutti i nomi.


monumento_-telavivF1Il sindaco di Tel Aviv, Ron Huldai, ha annunciato che il Meir Garden della città sarà il sito che ospiterà un monumento in onore di tutte le vittime gay della persecuzione nazista durante la Seconda Guerra Mondiale. Ecco cosa scrive Ynetnews.com, il sito di informazione israeliano più visitato:

Gay.it - Tel Aviv: presto un monumento alle vittime dell'omocausto"Circa venticinquemila omosesuali zono stati perseguitati durante l'Olocausto e decine di migliaia di loro sono sitati uccisi perché il Partito nazista pensava che il loro orientamento sessuale fosse una perversione. Nei campi di concentramento in cui sono stati imprigionati, i gay erano costretti a portare un triangolo rosa, mentre le lesbiche una fascia nera. Il progetto per la costruzione del monumento è stato iniziato da Itai Pinkas, una dei leader della comunità LGBT e membro del Consiglio Comunale di Tel Aviv dove svolge il ruolo di consigliere del sindaco in materia di nuovi diritti.. Il monumento sarà il primo in Israele a commemorare queste vittime, anche se altri quattro ne esistono in tutto il mondo: a Sidney, Copenhagen, Berlino e Amsterdam. E' stato disegnato come un triangolo di ferro sul quale saranno incisi i nomi delle vittime".

Nella immagine, il bozzetto del monumento.

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L'irresistibile irrilevanza di (Sua) Santità

20080503


http://tinyurl.com/yh844e

venerdì 2 maggio 2008

Un parlamentare gay in Nepal, come in Italia

Nepal“Buone notizie” dal Nepal: Suni Bubu Pant, omosessuale dichiarato, di fede politica comunista, è stato eletto al Parlamento. Si tratta della prima volta di un gay dichiarato. Il suo partito lo aveva scelto come candidato “per assicurare i diritti degli omosessuali e di altre minoranze”.

Suni Bubu Pant farà parte dell’assemblea costituente che è stata eletta lo scorso 10 aprile, assemblea largamente dominata da ribelli maoisti.

Fino allo scorso aprile il Nepal era l’unico sistema monarchico indù al mondo e secondo le leggi il re era la reincarnazione di Vishnu. Il processo che si sta portando avanti, quindi, è quello della laicizzazione o secolarizzazione che dir si voglia. Attualmente in Nepal non ci sono leggi che proteggano la comunità glbtqqi.

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mercoledì 30 aprile 2008

Desio (Mi): abolito il registro delle coppie di fatto

Il registro delle coppie di fatto: abolito. Giampiero Mariani, che a Desio è alla guida di una maggioranza di centrodestra da tempo, meditava di dare un colpo di spugna al registro istituito nel 1998 con il voto del defunto Ulivo. All’epoca, il primo cittadino Luigi Mariani, con il suo stesso cognome, allora esponente di punta dei Ds, nel corso di un infuocato consiglio comunale riuscì nell’impresa di far predisporre dall’ufficio anagrafe l’elenco dove annotare le coppie di fatto anche omosessuali.

Appresa la notizia, monsignor Piero Edmondo Galli, a quei tempi prevosto della città natale di Pio XI tuonò con parole durissime: «I nostri amministratori - disse – farebbero bene ad occuparsi dei bisogni reali della comunità. Dei lavoratori in cassa integrazione, delle famiglie in difficoltà. Invece, inventano il registro delle coppie di fatto». Il monsignore non aveva proprio digerito la sortita ideata dal cartello politico che dal 1995 al 2000 governava la città. E quello che aveva da dire, lo disse senza peli sulla lingua, addirittura dal pulpito. In ogni caso il registro approvato a maggioranza fu istituito.

Quanti sono ora gli iscritti è impossibile saperlo: la riservatezza in questo caso è legge. Tanti, pochi o nessuno. Giampiero Mariani, non è interessato per niente. Con una disposizione ben precisa ha deciso di gettarlo alle ortiche. «Io – spiega con granitica convinzione – non sono d’accordo con le coppie di fatto ma credo in quelle legalmente riconosciute. Figuriamoci se conservo un registro con le unioni tra omosessuali. Non ci penso neppure». «Avevamo anticipato i tempi – spiega Luigi Mariani ora consigliere del Partito democratico -. Lo scopo del registro era quello di dare un riconoscimento ad una condizione scelta liberamente».

http://tinyurl.com/3lphew

lunedì 28 aprile 2008

Roma: Alemanno sindaco e Zingaretti alla provincia

Elezioni: al comune sale un sindaco di centrodestra, Gianni Alemanno. Alla Provincia vince il gay friendly del PD, Nicola Zingaretti. Giallo su una scritta inquietante apparsa in centro città.


"Se vince Alemanno scomparirà la comunità lgbt di Roma". Con queste parole Paola Concia scongiurava ai microfoni di Gay.it una possibile vittoria del candidato a Sindaco del centrodestra Gianni Alemanno. Adesso quella vittoria è arrivata: Alemanno ha sconfitto lo sfidante di centrosinistra Francesco Rutelli, già sindaco della Capitale, con una percentuale inequivocabile. Più del 53% degli elettori lo ha scelto come nuovo primo cittadino. Le conseguenze per la comunità lgbt romana si sapranno solo a mandato inoltrato, quando saranno chiare le scelte del nuovo eletto in tema di gaystreet, lotta all'omofobia, progetti già avviati nelle scuole, i finaziamenti alla cultura gay, lo spazio concesso al Gay Village ecc.

Per ora le dichiarazioni sono quelle di rito: «Abbiamo vinto una lunga battaglia. Quando si vince bisogna essere generosi, ci lasciamo alle spalle tutte le polemiche e i veleni di questa campagna elettorale. Sarò il sindaco di tutti, senza distinzioni. Oggi non ha vinto una parte, ha vinto tutta Roma.» E questo è solo uno stralcio delle buone intenzioni proclamate.

È andata diversamente nella sfida per la Provincia conquistata dal candidato del centrosinistra Nicola Zingaretti. Il fratello del noto attore Luca aveva dichiarato a Gay.it: «Abbiamo in mente di costituire strutture aperte alle persone che subiscono discriminazioni, violenze e abusi. Vogliamo aiutare chi si trova in difficoltà e non sa a chi rivolgersi. La vergogna e la paura di denunciare i fatti sono causa del ripetersi delle discriminazioni. A disposizione metteremo personale specializzato e preparato ad affrontare queste tematiche.»

La scritta apparsa in Piazza Vittorio Emanuele nei giorni scorsi la dice lunga sul clima pesante che si respirava in città a ridosso di questo appuntamento elettorale: "La ricreazione è finita". Per chi sarebbe finita, l'autore del gesto non lo ha detto. Ma nelle sedi delle associazioni gay che militano in città, Arcigay e Mario Mieli - quest'ultima oggetto di un recentissimo atto vandalico di stampo fascista - un'idea ce l'hanno.

http://tinyurl.com/5btv9r

sabato 26 aprile 2008

Berlusconi: meglio occuparsi di trasporti che di gay

" C'è stato
chi si è lamentato della
decisione del presidente
Barroso di cambiare il
nostro portafoglio nella
Commissione europea.
Ma è molto più conveniente
per noi interessarci
di infrastrutture e di
tasporti invece
che di omosessualità"
Silvio Berlusconi Ansa 23 aprile

giovedì 24 aprile 2008

25 aprile. Che ne dite di 15 euro spesi bene?

anpi08Domani è il 25 aprile. Sono passati 63 anni e sappiamo tutti quanto c’è bisogno di resistenza. Ora che la memoria tende a svaporare nel Paese e che qualcuno a destra propone di abolire la festa della Liberazione, avanzo una modesta proposta, che è questa. Recatevi in una sede dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia. Dite: Buongiorno, vorrei fare la tessera. Versate 12 euro più 3 euro di bollino.

Non è un grande sforzo, di sicuro in un anno spendete di più per le memorie dei vostri computer, palmari, telefonini. La tessera ha un numero, il vostro nome, l’indirizzo e indica la professione: antifascista.

Finalmente un lavoro a tempo indeterminato. Questa memoria qui, invece, non ha prezzo, e sarebbe folle perderla. Pubblicità progresso. Buon 25 aprile.

mercoledì 23 aprile 2008

Inchiesta: un liceale su dieci ha avuto rapporti gay

Un giornalino scolastico pubblica un'inchiesta condotta dagli studenti nella quale emerge una realtà vasta: uno su dieci fra loro ha avuto esperienze omosessuali.


La prima inchiesta del giornalino scolastico edito dal Liceo milanese Parini scatenò una vera e propria repressione. Le ragazze della scuola, in quel numero de La Zanzara, parlavano del loro rapporto con il sesso. Da lì a poco sarebbe esplosa la rivoluzione sessuale. Oggi, seppure i piccoli giornalisti non siano più quelli de '66 e siano cresciuti in una società profondamente mutata, La Zanzara torna con un'altra inchiesta, e anche questa fa discutere per il tema affrontato e la realtà che ne è emersa.

Il dato "scandalo" riguarda questa volta l'omosessualità. Il questionario con 18 domande è stato consegnato agli studenti che hanno risposto in massa, e in maniera anonima. Risultato: un pariniano su dieci avrebbe avuto rapporti omosessuali. Il 14% non esclude di poterne avere in futuro.
Non solo, ma il il 75% si dichiara favorevole a un riconoscimento delle coppie di fatto. «Sono dati che non ci stupiscono - dice Giovanni Parmeggiani, 19 anni, uno dei piccoli giornalisti - l´omosessualità esiste a scuola come ovunque. Fa piacere sapere che è vissuta come una cosa normale, anche se una minoranza vede ancora il gay come un diverso». Per una decina dei 200 ragazzi intervistati, infatti, l´omosessuale è "un malato da curare", oppure "un deviato".

Aurelio Mancuso, presidente di Arcigay ha dichiarato: «L´inchiesta dimostra la maturità degli studenti del Parini. I dati emersi dimostrano che i giovani sono pronti ai cambiamenti necessari in questo Paese da un punto di vista dei diritti. E il fatto che uno studente su dieci dichiari di avere avuto esperienze omosessuali è in linea con i dati internazionali. Milano si conferma come una delle città più accoglienti verso i gay in Italia».

http://tinyurl.com/4ruya8

Paola Concia: "Se vince Alemanno comunità gay cancellata"

Previsioni funeste da parte di Paola Concia, l'unica eletta lgbt in Parlamento, in caso di vittoria di Alemanno alle elezioni amministrative per il Comune di Roma. E su Moggi dice...
di Daniele Nardini


annapaolaconciaUltimi scampoli di campagna elettorale per i due candidati a sindaco della Capitale. Francesco Rutelli per il Partito Democratico sfida Gianni Alemanno per il Popolo della Libertà. Ma sull'esponente del centrodestra Anna Paola Concia, deputata PD e portavoce del Tavolo LGBT del PD, ha qualcosa da dire.

Onorevole Concia perché gay e lebsiche romani dovrebbero votare per Rutelli?
Votare Rutelli è l'unico modo che abbiamo per evitare che Roma venga governata dalla forza più aggressiva e reazionaria d'Europa: la destra italiana è omofoba e violenta. Alemanno è stato nel governo che boicottato la direttiva europea contro l'omofobia nel lavoro, appena insediatosi al Ministero dell'Agricoltura, nel 2001, ha fatto benedire gli uffici occupati in precedenza da Pecoraro Scanio solo a causa dell'orientamento sessuale del leader dei Verdi, da Ministro ha partecipato a un rito neofascista nelle Marche e ancora oggi porta al collo una croce celtica simbolo dell'estrema destra. Bisogna aggiungere altro? Possiamo dire allora che il centrodestra romano pensa che noi siamo dei reietti e ha sempre condannato progetti come il Gay Village, la Gay Help Line, e quelli contro l'omofobia nelle scuole. In gioco c'è un'idea di comunità, di cosa vuol dire stare insieme. Rutelli non si è distinto negli ultimi anni sulle tematiche che ci stanno a cuore, ma è sostenuto da una coalizione dove ci sono donne e uomini che hanno fatto di Roma un esempio di città inclusiva, coinvolgendo le associazioni LGBT romane che hanno una grande storia e una grande autorevolezza. Ciascuna di loro, in modo diverso ha interloquito con l'amministrazione comunale, ha potuto lavorare e portare avanti la battaglia sui nostri diritti. Certo con alcuni limiti, ma c'è un terreno comune su cui lavorare.

Non pensa che far passare le istanze gay nel comune di Roma sarà più difficile con l'apparentamento con l'UDC anziché con i Socialisti?
L'Udc ha dato libertà di coscienza e non si è apparentata con nessuno. C'è bisogno che tutte le forze politiche e tutti i cittadini democratici dicano no a una deriva fascista. Perché la destra romana è ancora questo. Se vincesse Alemanno cambierebbe la nostra vita quotidiana: il nostro tessuto sociale verrebbe devastato e la comunità gay cancellata. Quella di Roma è una sfida tra pluralismo e innovazione da una parte e violenza e dall'altra.

Parliamo dell'aggressione al Mieli: pensa anche lei che gruppi neofascisti o omofobi in generale si sentano legittimati dal risultato elettorale?
Lo spostamento dell'Italia a destra ha sicuramente legittimato l'uso della violenza da parte degli estremisti. Il Pdl e la Lega hanno un'anima intollerante: ha parlato alla paura della gente. In questi giorni si parla tanto di sicurezza e la destra strumentalizza la questione. Roma è una città sicura e plurale, la vittoria di Alemanno sdoganerebbe alcuni gruppi di facinorosi che si sentirebbero legittimati ad agire per "punire" i "diversi". L'abbiamo sperimentato con il fiorire di gruppi neofascisti quando Storace era presidente della Regione Lazio e lo riascoltiamo adesso da Maroni, ministro degli Interni in pectore, che lancia l'idea delle ronde autogestite dai cittadini. Chi ci dice che queste ronde non saranno impiegate da Alemanno per punire due gay o due lesbiche che si baciano o per "sorvegliare" il Gay Pride?


Lei che è anche una sportiva, che ne pensa delle frasi di Moggi secondo cui il calcio non è un mondo per gay?

Mi occupo da sempre di politiche sportive e ho seguito da vicino "Calciopoli" e "Moggiopoli" Secondo voi Luciano Moggi è uno che si può permettere di dire alcunché? Credo proprio di no. Detto questo anche Moggi è esemplare di un clima di intolleranza che agita l'Italia del dopo lezioni. Lui sa benissimo che nel mondo del calcio come in tutti i mondo esistono omosessuali, anche nella Juventus, come è giusto che sia. E Moggi è bene che sappia che la Federazione Internazionale Gioco Calcio ha firmato un accordo con la European Gay e Lesbian Sport Federation, di cui faccio parte, in cui si impegna a lottare contro qualsiasi discriminazione verso gli omosessuali nel calcio. Che facciamo come al solito ci appelliamo all'Europa? Infine, conoscendo bene il mondo dello sport, vi dico che quando uno come Moggi butta così le mani avanti significa che la questione esiste. In Parlamento presenterò una proposta di legge contro l'omofobia e riguarderà anche il mondo dello sport. Sarà una dura battaglia visti i numeri che abbiamo, ma non per questo rinuncerò a combatterla.

http://tinyurl.com/68nuev

Lucca: il consiglio provinciale contro l'omofobia

L'assemblea di Palazzo Ducale ha approvato un ordine del giorno di condanna all'omofobia e in cui chiede un impegno al governo e all'amministrazione locale per la pari dignità delle persone LGBT.


luccaIl consiglio provinciale di Lucca ha approvato un ordine del giorno, proposto dal Prc ed SD in cui si condanna l’omofobia. Il documento, sul quale ha espresso parere contrario l'opposizione di Palazzo Ducale, condanna le discriminazioni fondate sull'orientamento sessuale e chiede impegni precisi da parte delle istituzioni nazionali e della stessa amministrazione provinciale lucchese.

L'ordine del giorno letto in aula dal consigliere di Prc Mario Navari ed emendato in alcuni punti – “chiede al Parlamento italiano di assicurare che gli omosessuali, i bisessuali e i transessuali, vengano protetti da discorsi omofobici intrisi d’odio e da atti di violenza omofobici e di garantire che i partner dello stesso sesso godano del rispetto, della dignità e della protezione riconosciuti al resto della società”.

Il documento si rifà alle direttive comunitarie sull'argomento e intende sollecitare sia il Parlamento quanto il Governo "ad intensificare la lotta all’omofobia mediante un’azione pedagogica: ad esempio attraverso campagne condotte nelle scuole, nelle università e tramite i mezzi di informazione, nonché per via amministrativa, giudiziaria e legislativa".

Per quento riguarda l'amministrazione provinciale e il consiglio, il documento chiede "che si facciano promotori di uno studio sulle discriminazioni sessuali sul territorio e di un piano di interventi per lo sviluppo della cultura della tolleranza nelle scuole e nella società".

Nel corso dell’ultima seduta, infatti, l’assemblea consiliare di Palazzo Ducale ha approvato – con i soli voti della maggioranza (l’opposizione ha votato contro) - un ordine del giorno presentato dalla Sinistra Democratica e dalla Sinistra Arcobaleno in cui si condannano le discriminazioni fondate sull’orientamento sessuale, chiedendo precisi impegni da parte delle massime istituzioni nazionali e della Provincia.
" Da rappresentante delle istituzioni - ha dichiarato il presidente della Provincia Stefano Baccelli -, non possono non condividere le richieste di certe forme di riconoscimento, di pari dignità, di tutela sociale ed economica e ciò non è in contraddice la mia formazione cattolica e democratica".

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martedì 22 aprile 2008

Mastrangelo: "Vorrei la prima fila al Gay Pride"

Il capitano della M. Roma Volley, definito come la nuova icona gay, dice la sua sugli omosessuali e lo sport: "Non capisco perché i gay debbano avere difficoltà. Non siamo aperti abbastanza"


luigimastrangeloRoma, 22 aprile 2008 - "I calciatori come fighetti. Se mi invitano vorrei essere in prima fila al Gay Pride". A parlare, intervistato dal magazine Babilonia, e' Luigi Mastrangelo. Definito come la nuova icona gay, il capitano della M. Roma Volley risponde ad alcune domande sportive e non solo.

- Ma se non avesse fatto il giocatore?
"Avrei scelto di fare il poliziotto, per fare pulizia di tanta delinquenza".

http://tinyurl.com/5wpdx5

- I gay e lo sport, spesso gli omosessuali trovano difficolta' a dichiararsi.
"Non capisco perche' i gay debbano avere difficoltà. Non siamo aperti abbastanza. All'estero non e' cosi'. In Inghilterra o in Germania, per esempio, le cose sono molto piu' limpide e cercano di combattere l'omofobia anche nello sport. Si', non dovrebbero avere alcuna paura. Poi forse in Italia sarebbero criticati, ma questo e' un problema di chi lo critica, non certo di uno sportivo gay".

- E' la nuova icona gay, che ne pensa?
"Ho tanto amici gay. Non ho nessunissimo problema con loro, anzi. E poi ho un cugino omosessuale".

- Ma, quelli della sua squadra, l'allenatore?
"Forse qualche invidia per il fatto di essere cosi' apprezzato per il mio aspetto sia dalle donne che dagli uomini. Sono contento perche' credo faccia bene alla pallavolo, visto che non e' conosciutissima. Proprio per questo non pensavo di diventare un sex symbol per le donne. Gli uomini pero' mi hanno sempre dato piu' soddisfazioni. L'ho capito anche e soprattutto attraverso le mie amicizie con i gay. Apprezzano di piu' la fisicita'".

- Mai ricevuto "avances"?
"Si', anche da amici".

- Poi, Mastrangelo dice la sua sui calciatori.
"Quasi ogni domenica muore una persona per il calcio. E questo e' terribile. Inoltre mi da' fastidio la sovraesposizione dei calciatori: sempre ricercati. E poi hanno tutti le sopracciglia rifatte. Le trovo molto poco maschili".

- Pechino e le Olimpiadi.
"Mi rendo conto che c'e' un problema politico e umanitario. Se me lo permettessero metterei il fazzoletto bianco. So che tanti atleti hanno paura ad andare ed e' una cosa assurda".

Le adozioni gay.
"Penso che due omosessuali possano crescere un bambino benissimo. Non ci trovo niente di strano. E' strano piuttosto il fatto che non sia permesso".

- Parteciperebbe, anche come testimonial, al Gay Pride?
"Si'. Accetterei volentieri. Mi invitate?".

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lunedì 21 aprile 2008

È morto il cardinale Lopez Trujillo

Era considerato uno dei più autorevoli esponenti conservatori della Curia romana. "Ministro" del Papa per Famiglia, ha pronunciato frasi offensive verso i gay e le lesbiche e le loro famiglie e molti "no": dai Pacs alle nozze gay.


trujillo_webÈ morto ieri sera il cardinale Alfonso Maria Lopez Trujillo, presidente del Pontificio consiglio per la famiglia. Aveva 72 anni ed era da tempo ricoverato alla Clinica Pio XI per grave insufficienza cardiaca. Accanto a lui, ieri sera, per assisterlo nelle ultime ore, c'erano il fratello e il decano del Collegio cardinalizio, cardinale Angelo Sodano. Da domani, nella chiesa all'interno del Vaticano sarà allestita la camera ardente, mentre ancora non è stata decisa la data del funerale che dovrebbe essere presieduto da Papa Benedetto XVI.

Il porporato colombiano, in tutti questi anni, aveva dato voce alle preoccupazioni vaticane per la legalizzazione del matrimonio gay o di forme giuridiche simili, come i Pacs francesi e i DiCo italiani. Protagonista dei raduni internazionali della famiglia - l'ultimo a Valencia nel 2006 - il card Trujillo era stato anche una figura-chiave nel conclave che ha eletto Papa Benedetto XVI.

Con la scomparsa del cardinale Lòpez Trujillo, il Collegio Cardinalizio risulta composto da 195 porporati, di cui 118 elettori e 77 non elettori.

Ricerca: coppie etero e coppie gay a confronto

Da due diversi studi compiuti in altrettante università americane emerge la fondamentale equivalenza qualitativa tra le relazioni omosessuali e quelle eterosessuali.
di Roberto Taddeucci


coppiegayeteroDue differenti studi condotti in università americane hanno messo a confronto coppie etero e omosessuali su fattori come costruzione, dinamiche e felicità nelle relazioni, arrivando alla conclusione che tra le coppie eterosessuali e quelle omosessuali non ci sono differenze significative. Viene sconfessato quindi il banale pregiudizio che vorrebbe le coppie same-sex meno stabili, più deboli e in definitiva meno felici di quelle etero.

Il primo studio
Uno dei due studi è stato condotto dai ricercatori dell'Università di Urbana-Champaign su un campione di 60 coppie stabili dello stesso sesso (30 di uomini e 30 di donne) conducendo un raffronto con altre decine di coppie eterosessuali: 50 di fidanzati, 40 più mature di sposati e altre ancora allo stadio di frequentazione. Si ricercavano eventuali differenze nel modo di interagire e del loro livello di soddisfazione nel rapporto col partner. Ne è emerso che le coppie più stabili e impegnate nel rapporto (etero o omo) affrontano meglio eventuali problemi rispetto al campione di coppie etero nella fase di frequentazione e che interazioni positive migliorano la qualità delle relazioni in modi che promuovono anche una salutare maturazione degli individui. Questo a prescindere dal tipo di relazione, il che smentisce coloro che - in Italia - ancora sostengono che le coppie omosessuali non meritano alcun riconoscimento da parte dello stato in quanto non svolgerebbero alcuna funzione sociale.

Il ricercatore leader Glenn Roisman ha precisato che le credenze secondo cui le relazioni tra persone dello stesso sesso sono «atipiche, psicologicamente immature o contesti che sfavoriscono lo sviluppo non sono supportate da riscontri. Se comparati con individui sposati gay e lesbiche impegnati in una relazione erano non meno soddisfatti degli altri.» Roisman ha poi sottolineato che gay e lesbiche «erano generalmente non differenti dalle loro controparti impegnate in relazioni nel quanto bene interagivano l'un l'altro/a, sebbene da alcuni dati emerge che le coppie lesbiche erano particolarmente efficaci nel risolvere conflitti.» Tutte le coppie coinvolte hanno dovuto rispondere a dei questionari riguardanti quanto positivamente avessero interagito col partner nel corso della giornata e sono state osservate durante compiti comuni venendo monitorate su angosce e preoccupazioni misurando la conducibilità della pelle e il ritmo cardiaco.

Il secondo studio
L'altra ricerca è stata effettuata da ricercatori delle Università di Washington, San Diego State University e Università del Vermont al fine di esaminare se l'orientamento sessuale e status legale delle coppie poteva influire sulla qualità delle relazioni stesse. Sono state coinvolte nell'arco di 3 anni 65 coppie gay e 138 coppie lesbiche unite civilmente, 23 coppie gay e 61 coppie lesbiche non in un'unione civile e 55 coppie etero sposate, tutte paragonabili in termini di etnicità, età e durata della del rapporto. I questionari sottoposti ai partecipanti riguardavano lo stato della loro relazione, il numero di figli, le abitudini sessuali, la frequenza dei contatti coi genitori con e senza il compagno/a e la percezione del supporto sociale. Dai risultati è emersa una fondamentale similitudine tra coppie omo e etero nella maggior parte delle varie aree di relazione. Sebbene lo status sociale della coppia (riconosciuta legalmente oppure no) non sembri avere un impatto determinante sulle relazioni same-sex è stato osservato che le coppie omosessuali non unite civilmente avevano più probabilità di porre fine al rapporto rispetto alle coppie omosessuali in unioni civili e coppie etero sposate. Per la ricercatrice leader Kimberly Balsam questo potrebbe suggerire che le protezioni fornite dal riconoscimento legale dell'unione potrebbe avere un qualche impatto sulle coppie gay e lesbiche, sebbene non si possa certo dire che di per se l'ufficializzazione di una unione la faccia durare più a lungo. Su questi effetti gli autori progettano ricerche future.

Tirando le somme
Glenn Roisman ha detto: «In presenza di dati come questi e di altri dati in letteratura penso che sia molto difficile affermare, come è stato fatto, che le relazioni tra persone dello stesso sesso sono fondamentalmente differenti da quelle tra persone di sesso opposto.»

http://tinyurl.com/4ddctp

venerdì 18 aprile 2008

Celebrata in Uruguay la prima unione civile fra gay del Sud America

Pacs a Montevideo, capitale dell'Uruguay. Ed è la prima volta che si celebra l'unione civile fra due gay nel Sud America. I due neo congiunti sono il direttore di un teatro di 67 anni e il suo compagno di 38 anni.

Al termine della cerimonia, che si è svolta davanti a un giudice alla presenza di familiari e amici della coppia, il direttore del teatro, Juan Carlos Moretti, ha parlato di «un atto di giustizia e un passo avanti per la società uruguayana».

La legge, approvata all'inizio dell'anno in Uruguay, consente alle coppie omosessuali o eterosessuali di concludere un patto civile, dopo almeno cinque anni di vita comune, e garantisce diritti analoghi a quelli del matrimonio per quanto riguarda l'eredità, la pensione e l'assistenza sanitaria.

http://tinyurl.com/4yyzsc

giovedì 17 aprile 2008

Circolo Mario Mieli: subita irruzione fascista

Un gruppo di giovani ha attaccato la sede dell'associazione omosessuale
Messo a soqquadro l'ingresso, rovesciate scrivanie al grido di "froci di merda"
Ferma presa di posizione di Rutelli. In serata condanna anche Alemanno



Aggressione omofobica, questo pomeriggio a Roma contro il Circolo di Cultura omosessuale "Mario Mieli" di via Efeso. Lo denuncia un comunicato dell'associazione: "Un folto gruppo di ragazzi di età compresa tra i 20 e i 25 anni - vi si legge - ha fatto irruzione presso la sede del Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli in via Efeso 2/a, mettendo a soqquadro l'ingresso, rovesciando scrivania, estintori, divano, quadri e materiale informativo".

"Solo grazie all'intervento dei soci presenti al primo piano dell'Associazione - prosegue la nota -, i vandali si sono allontanati gridando improperi come 'Froci di merda' ed inneggiando al Duce e ai campi di sterminio".

Il documento collega l'aggressione al "clima elettorale" di questi giorni: "Se così fosse ci verrebbe da dire, amareggiati e preoccupati, 'cominciamo bene'". E si augura "che sia stato solo un episodio isolato, anche se grave". I dirigenti del circolo temono il ripetersi di "spedizioni pilotate" che metterebbero a rischio le attività dell'associazione (che opera nella capitale da 25 anni) e l'incolumità e la sicurezza delle persone".

Immediata la presa di posizione delle forze politica di sinistra. A cominciare dal candidato sindaco Francesco Rutelli: "Ci vuole grande fermezza e una risposta corale nei confronti di questo rigurgito del fascismo intollerante e omofobico. Dobbiamo scongiurare che la campagna elettorale sia accompagnata da fatti come questo che sono da relegare nei sotteranei della civiltà". Per l'ex candidato a sindaco di Roma Franco Grillini è stato "un atto gravissimo di recrudescenza squadrista" anche perché "ci sono stati candidati soprattutto a destra che hanno flirtato con l'estrema destra neofascista e neonazista".

Il presidente nazione dell"Arcigay Aurelio Mancuso ha espresso "vicinanza e solidarietà" ai circolo ed ha sostenuto che "il nuovo governo deve farsi carico di sanare le lacune legislative che non puniscono i reati di odio e di omofobia al pari dei reati contro la razza e la religione. Per queste persone occorre il pugno di ferro".

In serata anche l'aspirante sindaco del Pdl Gianni Alemanno ha condannato l'episodio, esprimendo solidarietà al circolo Mario Mieli. "Si ratta di un gesto intollerabile", ha dichiarato. Ma per l'Arcigay di Roma le parole dell'ex ministro di An sono arrivate tardi. L'associazione, "di fronte al silenzio della destra", aveva già espresso infatti la sua preoccupazione "verso chi si candida a governare la nostra città senza mostrare solidarietà verso le vittime di un agguato fascista che mira a mettere in dubbio la stessa esistenza della comunità lesbica, gay e trans".

(17 aprile 2008)
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Lobby gay, ultima chiamata

Perdere tempo dietro rappresentanti gaylesbo vogliosi di poltrone politiche e istituzionali ha condotto ad una sola deputata esplicitamente gay in Parlamento: bisogna dialogare con tutte le forze politiche e tutte le componenti della nostra società.
di Giuliano Federico



Dunque, come si vede, è tutta una questione di lobby. L’idea che la gestione del potere e l’ottenimento di provvedimenti legislativi favorevoli ad un obiettivo, un’esigenza, un diritto, passino solamente attraverso la militanza politica e, aggiungo, istituzionale, è novecentesca, scollata dalla realtà. In realtà, io credo, il lobbying ‘è’ politica. In un senso alto e concreto. Il lobbying sente il respiro delle pieghe della società, attribuisce loro una valenza di schema teorico e poi strategico e si applica per ottenere le richieste esplicite e particolari. Il lobbying è il reticolo che censisce i macro e micro bisogni della società reale. Esso non è rappresentativo nel senso della completezza democratica, come invece lo è nobilmente, magnificamente ed esteticamente il Parlamento. Il lobbying è un po’ più animalesco nello schema della selezione. Filtra meno, molto meno, gli animal spirit della società degli uomini. Nel lobbying non si vota quasi mai per eleggere a maggioranza.
Eppure, in un mondo in cui abbiamo, giustamente, scelto la democrazia come male minore e il capitalismo come fango, orrendo, in cui riusciamo comunque a sguazzare, mantenendoci a galla, il lobbying pare l’unico strumento interlocutorio con cui la politica, nell’epoca della crisi di tutte le forme di rappresentanza, riesca ad adoperarsi per andare dritta alla risoluzione dei problemi. Ovviamente il lobbying, a volte, è al servizio di cause poco nobili. Ma questo è un altro discorso. Antropologicamente, gli uomini sono diversi tra loro, per fortuna.

Invece. A parte il fatto che mi sarei serenamente risparmiato un nuovo governo presieduto in qualità di premier da un cittadino inadatto a tale incarico come Silvio Berlusconi, trovo che finalmente in questo Paese si possa sperare in una normalizzazione delle procedure istituzionali. Pochi partiti costretti ad ascoltare le lobby! Non solo. Se l’uomo di Arcore lo vorrà, c’è possibilità per una legislatura di riforme istituzionali, alleggerimento fiscale e semplificazione burocratica di cui ogni cittadino italiano potrà a medio e lungo termine giovarsi. Ma a parte questo, credo soprattutto che davanti ai risultati elettorali, sia lampante l’indicazione che gay e lesbiche italiani debbano imparare a fare lobbying. I gay italiani che contano sono parecchi, molti dei quali velati, nascosti. Bisogna cooptarli, renderli partecipi del lobbying, nel caso anche sputtanarli. Esistono parlamentari gay eletti nel Parlamento che si insedierà a seguito delle elezioni del 13 e 14 Aprile 2008, ai quali va subito lasciato intendere che la lobby non si farà tanti scrupoli a tirarli in ballo. Insomma, è un mondo sporco, con pochi scrupoli. Perdere tempo dietro rappresentanti gaylesbo vogliosi di poltrone politiche e istituzionali ha condotto ad una sola deputata esplicitamente gay in Parlamento. Che poi, anche se fossero stati dieci anziché uno, cosa se ne avremmo cavato? Solo poltrone per quei dieci!
Invece, prendete la piccola, piccolissima e ancora acerba pattuglia di media gay. Pochi, sgangherati, provinciali e tutto il resto. Eppure, quante masse di ragazze e ragazzi hanno preso coscienza e si sono avvicinati ai temi che riguardano la propria condizione pubblica grazie alla sgangherata, provinciale pattuglia di media gay italiani! Soprattutto perché i nuovi media danno poi voce alla base. Ascoltano e danno risonanza al respiro di quella piega gay della società, che ha esplicite e particolari richieste.
Ho grande rispetto per la centralità del Parlamento nella gestione della Cosa Pubblica, sancita dalla Costituzione. Al contempo trovo naturale che gli Italiani con le ultime elezioni abbiano reso le due Camere agili, composte di pochi gruppi di parlamentari. Tanto più che nel nostro sistema vige il bicameralismo perfetto (che francamente spero Berlusconi & C. si apprestino a spazzare via con una riforma votata anche dalla sponda Pd). Ecco: è venuto il tempo delle lobby. Lasciare alla deriva quei furbacchioni esponenti LGBT che pensano di poter continuare a sguazzare nella politica, agitando i diritti gay come bandiera della propria battaglia e iniziare a dialogare con tutte le forze politiche, tutti i settori dell’economia e della comunicazione. Questo, io credo, sia giusto fare per gay e lesbiche italiani.

giuliano.federico@gay.tv

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mercoledì 16 aprile 2008

Anna Paola Concia, chi è l'unica deputata glbt

Dalla "militanza" sportiva a quella politica. La scheda di Anna Paola Concia, unica rappresentante lgbt nel nuovo Parlamento uscito dalle urne


anna_conciaAnna Paola Concia è nata ad Avezzano (AQ) nel 1963, ha vissuto molti anni a L'Aquila, dal 1992 vive a Roma.

È insegnante di Educazione Fisica e Maestra di Tennis; ha insegnato nelle scuole statali, ha fatto l'assistente nella cattedra di "tirocinio didattico e metodologie d'insegnamento" presso l'ISEF dell'Aquila, ha fatto la maestra di tennis per 15 anni.

Accanto alla grande passione per lo sport ha coltivato sin da adolescente la passione per la politica.
Ragazza "classicamente" emancipata si iscrive al PCI dell'Aquila nel 1986. È un'esperienza che la mette in contatto con le donne che dentro il partito erano più legate al pensiero della differenza. Negli anni della "svolta" del Pci non è d'accordo con il segretario e firma nella sua città la quarta mozione.

Conosce Franca Chiaromonte in quella occasione, comincia a frequentare il Centro culturale Virginia Woolf B, e da lì parte la sua avventura formativa e umana dentro il movimento delle donne.

Nel 1992 si trasferisce a Roma dove intensifica il suo lavoro politico al Centro Virginia Woolf B e continua a svolgere il suo lavoro di maestra di tennis in un club romano.

Nel 1994 quando Franca Chiaromonte è eletta al Parlamento, Anna Paola Concia diventa la sua assistente parlamentare: comincia la sua attività dentro il Parlamento.

Gay.it - Anna Paola Concia: chi è?Nel giugno del 1996 entra a lavorare al Ministero per le pari opportunità e accetta di coordinare l'attività del Gruppo X-FILE. A questo punto non riesce più a tenere insieme sport e politica, smette di fare la maestra di tennis, pur rimanendo dirigente nazionale della Lega tennis della UISP, perché il suo desiderio la porta, per ora, da un'altra parte.

Scrive per l’Unità.

La Concia diventa membro del direttivo nazionale Gay Left, l'associazione dei Democratici di sinitra che si occupa della questione lgbt. Successivamente confluirà nel Partito Democratico diventando portavoce del tavolo nazionale degli omosessuali del Partito democratico.

Diventa presidente dell'Agenzia Regionale per lo Sport del Lazio, promuove e coordina l'attività del Consiglio di Amministrazione e rende conto annualmente, alla Giunta e al Consiglio Regionale, dell'attività e dell'andamento, anche finanziario, dell'Agenzia. Grazie al suo impegn nell'Agenzia è riuscita a portare a Roma Assemblea europea generale annuale 2008 della Federazione sportiva europea di lesbiche e gay.

Viene candidata alla Camera nelle liste PD della Regione Puglia. Verrà eletta diventando l'unica omosessuale dichiarata del nuovo Parlamento.

Anna Paola Concia crede nel dialogo con i cattolici sui temi etici per il raggiungimento di diritti civili.

Adesso i gay sono islolati

Il risultato del voto impone delle serie riflessioni, comprese quelle sull'isolamento del movimento gay. Bisogna che qualcosa cambi davvero. E che inizi un dialogo col centrodestra.I


n 39 anni di età non mi era mai successo di terminare una giornata elettorale spegnendo la tv alle 7 e di non riaccenderla più per tutta la notte, cedendo solo la mattina dopo di fronte all'edicola, con l'acquisto dei quotidiani.

La batosta elettorale per chi come me ha il suo cuore a sinistra è pesante, cocente ed inesorabile. Gli scenari che si aprono di fronte sono così completamente diversi rispetto a quelli che solo nella peggiore delle ipotesi potevamo immaginare, che richiedono una riflessione lucida, seria e profonda sulle strade che abbiamo di fronte e sulla situazione nuova che si è creata.

La prima considerazione è che questa Italia che ci viene consegnata dal responso elettorale è un'Italia caratterizzata non soltanto da una schiacciante maggioranza di centrodestra, e dentro questa da una schiacciante vittoria di una delle forze politiche più omofobe che ci sono in Europa e cioè della Lega Nord, ma anche dall'assenza di una sinistra radicale a cui larga parte del popolo lgbt italiano aveva da anni guardato con tanto interesse. E' anche un' Italia questa dove solamente un rappresentante della comunità lgbt siede in parlamento ed è Paola Concia, una capace politica che si è abilmente smarcata dalle pastoie del movimento gay e si è fatta candidare nelle file del Partito Democratico che l'ha eletta.

La seconda considerazione è che ancora più di ieri oggi si sente l'assoluta e inderogabile necessità che il movimento lgbt inizi a parlare col centrodestra italiano. Questa è forse la più importante delle riflessioni che oggi si impongono. Se difatti i primi interessi da tutelare sono i diritti dei gay e delle lesbiche del paese è inserobaile che questo processo politico accada.
Sia chiaro: chi vi parla non ha alcuna intenzione di cambiare sponda, nè è neppure necessario che altri esponenti della comunità lgbt si schierino nelle file di quei partiti. È però urgente che, proprio in virtù di quell'autonomia della politica su cui Arcigay ha fatto il suo ultimo congresso nazionale, le associazioni lgbt italiane inizino un dialogo franco, alla pari, con i dirigenti politici del centrodestra più avvicinabili, per premiare quanti al loro interno non sono omofobi e per far si che chi lo è faccia meno danni possibili. È chiaro che non ci possiamo aspettare grandi cose dal governo che da oggi a qualche settimana sarà formato. Per le unioni civili o qualsiasi altra forma di riconoscimento delle nostre coppie bisognerà aspettare almeno cinque anni ed è quasi ormai certo che l'Italia sarà l'ultimo paese della vecchia Europa a dotarsi di una legge in questo senso, ma un dialogo sarà comunque necessario perché le posizioni omofobe della Lega sulle nostre questioni non vincano: perchè le nostre possibilità di aggregazione siano garantite e magari qualche piccolo risultato possa essere raggiunto come l'estensione della legge Mancino contro il razzismo omofobo su cui c'è una richiesta sempre più pressante da parte della Comunità europea cui il governo italiano, dunque, difficilmente potrà evitare di rispondere.

La terza considerazione è una constatazione: mai come prima il movimento lgbt italiano è politicamente isolato. Lo è perché i nostri dirigenti hanno fatto altre scelte, provando in massa a farsi candidare nelle file della Sinistra arcobaleno che non è riuscita ad ottenere né un deputato né un senatore. Lo è perché le posizioni che questo ha assunto - come quella sul matrimonio gay - sono ad oggi così impensabili da raggiungere, da farci scomparire politicamente. Lo è perchè autorevoli dirigenti dell'associazionismo lgbt hanno fatto campagna elettorale contro il Partito Democratico, arrivando - come nel caso del presidente dell'Arcigay di Firenze - a strappare la tessera a pochi giorni dal voto pur di finire sulle pagine dei quotidiani nazionali. Il dato certo è che abbiamo un solo referente nel Parlamento e questo oltre che dannoso è fortemente pericoloso. È necessario quindi che il movimento lgbt riveda le proprie posizioni radicali, da duri e puri, capendo che non è più il tempo dell'isolamento politico ma che, se l'obiettivo dovrà essere il raggiungimento di risultati concreti di gay e lesbiche e non le carriere politiche di questo o quel dirigente, è necessario cambiare radicalmente rotta.

La quarta considerazione è che è stato un grave errore tagliare i ponti e non allacciare i giusti rapporti con quella che è la più grande forza riformista che l'Italia abbia mai conosciuto che è il PD. Con tutti i "ma" e con i "se", nonostante la Binetti e Del Vecchio, il PD è un partito che ci ha ascoltato, che ha fatto candidare e eleggere Paola Concia, che ha detto cose chiare sui diritti civili, che ha bacchettato questo o quel dirigente non in linea col programma, che ha accolto i radicali nelle proprie file, che localmente dà sostegno e finanziamenti alle associazioni lgbt. Oggi quindi, il movimento lgbt non può non aprire una grande stagione di dialogo e di incontro con quel partito: se l'hanno fatto i Radicali, del resto, perchè non possiamo farlo noi? Non farlo di nuovo sarebbe un gravissimo errore che ci porterebbe ad un più forte isolamento politico e culturale.

La quinta ed ultima considerazione è che non ci sono uomini per tutte le stagioni e cioè che le persone che ci hanno condotto al punto più forte di isolamento politico che il movimento lgbt in Italia abbia mai avuto dagli anni 70 - gli stessi che sbraitavano sulla pagine delle riviste gay contro chi aveva scelto di stare dentro il Pd o che inneggiavano sui siti internet a votare Partito Socialista e Sinistra arcobaleno, due partiti che insieme fanno poco più del 4%,, non possono essere gli stessi che guidano questa nuova fase che oggi è sempre più necessaria. Come il centrosinista italiano ha cambiato radicalmente pelle in questi anni e cambiato dirigenti, credo che i responsabili di questo grande disastro politico non ne possano non prendere atto e lasciare il posto a nuove generazioni di dirigenti politici del movimento. Ma sarà difficile che questo accada: purtroppo nel movimento gay non si vota.

Alessio De Giorgi
Direttore di Gay.it

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domenica 13 aprile 2008

Oggi al voto

Alcune considerazioni sul voto.
La prima: altro che astensioni di massa. Altro che dichiarazione a verbale che non si intende partecipare al voto, come suggerito da Grillo e amici. Le persone almeno qui stanno andando a votare numerose e composte e questo è un segnale comunque incoraggiante.

La seconda: chi diceva che la scheda è confusa, è un provocatore. La scheda è semplice semplice. E mettere la croce su un simbolo solo è la cosa più naturale
del mondo.

Votate, votate, votate. Fatelo per voi. Fatelo per tutti.

giovedì 10 aprile 2008

mercoledì 9 aprile 2008

Elezioni 2008: tutti i candidati GLBT

Regione per Regione tutti i nomi di gay e lesbiche in lizza per entrare in Parlamento. Ma questa legge elettorale permette già di sapere chi la spunterà: alla fine, pochissimi (forse) ce la faranno.


Dodici candidati lgbt, tutti dell'area di centrosinistra, sono in lizza per difendere i diritti di gay, lesbiche e transessuali. Con l'attuale legge elettorale, che non permette di esprimere una preferenza, è possibile sapere prima del voto chi siederà effettivamente sugli scranni di Montecitorio e Palazzo Madama.

Accanto a Pecoraro Scanio (Sa) e Paola Concia (Pd), gli unici eletti con certezza, ci sono alcuni nomi la cui eleggibilità è in bilico e altri, la maggior parte, che non riuscirà ad arrivare alle camere. E fra questi ci sono personalità illustri.

Ecco chi riuscirà a varcare la soglia del parlamento italiano e chi, invece, dovrà accontentarsi di guardare da fuori.

Seggio
Circoscrizione
Candidato/a
Partito
Posizione in lista
Camera
Lombardia 1
Grillini Franco
Partito Socialista
4° posizione (NON ELEGGIBILE)
Camera
Emilia Romagna
Grillini Franco
Partito Socialista
2° posizione (NON ELEGGIBILE)
Camera
Puglia
Concia Paola
Partito democratico
10° posizione (ELEGGIBILE)
Camera
Sicilia 1
Wladimiro Guadagno (Luxuria)
Sinistra Arcobaleno
2° posizione (ELEGGIBILE ma incerto)
Camera
Basilicata
De Simone Caterina detta Titti
Sinistra Arcobaleno
1° posizione (ELEGGIBILE ma incerto)
Camera
Piemonte 1
Benedino Andrea
Partito democratico
12° posizione (ELEGGIBILE solo in caso di vittoria PD)
Camera
Lombardia 1
Scalfarotto Ivan
Partito democratico
15° posizione (NON ELEGGIBILE)
Camera
Puglia
Pecoraro Scanio Alfonso
Sinistra Arcobaleno
1° posizione (ELEGGIBILE)
Senato
Sicilia
Silvestri Gianpaolo
Sinistra Arcobaleno
3° posizione (ELEGGIBILE ma incerto)
Senato
Lombardia
Jontof Hutter Paolo
Sinistra Arcobaleno
12° posizione (NON ELEGGIBILE)
Senato
Friuli Venezia Giulia
Omero Fabio
Partito democratico
5° posizione (NON ELEGGIBILE)
Senato
Piemonte
Soggia Antonio
Sinistra Arcobaleno
4° posizione (NON ELEGGIBILE)

martedì 8 aprile 2008

Gay, lesbiche e trans: cosa dicono leader e programmi?

Partito per partito, le dichiarazioni dei leader su coppie di fatto, diritti individuali e adozioni. E tutte le parti dei programmi che ci riguardano da vicino. Per votare conoscendo.


Gay.it - Gay, lesbiche e trans: cosa dicono leader e programmi?Walter Veltroni (Partito democratico)
Ha detto:«Nella campagna elettorale per l’elezione diretta del segretario del Pd ho preso pubblicamente un impegno che intendo onorare. Ho detto che il Partito democratico lavorerà, in Parlamento e nel Paese, per contrastare, con la legge, con le buone pratiche amministrative, con l’impegno culturale e civile, ogni forma di intolleranza e discriminazione, tanto più se violenta, correlata con l’orientamento sessuale delle persone. Il primo impegno è il sostegno in Parlamento al disegno di legge del governo contro la violenza sessuale, nel testo di larga convergenza approvato dalla Commissione Giustizia della Camera.
Allo stesso modo, il Partito democratico lavorerà per dare seguito al preciso impegno assunto nel 2006 da tutta l’Unione davanti agli elettori: il riconoscimento con legge nazionale dei diritti delle persone che vivono nelle unioni di fatto, indipendentemente dal loro orientamento sessuale.» (fonte: La Stampa del 27/12/2007)
Nel Programma c'è scritto:
"Il Pd promuove il riconoscimento giuridico dei diritti, prerogative e facoltà delle persone stabilmente conviventi, indipendentemente dal loro orientamento sessuale.» «È indispensabile riprendere e approvare il disegno di legge contro lo stalking e l'omofobia, già approvato dalla Commissione Giustizia della Camera nella XV Legislatura."

Gay.it - Gay, lesbiche e trans: cosa dicono leader e programmi?Silvio Berlusconi (Partito del Popolo delle libertà)
Ha detto:
«I gay stanno tutti dall'altra parte (a sinistra, ndr.)» (fonte: discorso di apertura della campagna elettorale del sindaco di Monza del 6/02/2007)
«Apertissimo per quanto riguarda i diritti individuali, chiuso per quanto riguarda l'equiparazione alla famiglia tradizionale. La famiglia ha una funzione sociale che le altre forme di convivenza non hanno. L'orientamento sessuale non può essere né un motivo di discriminazione, né di particolare tutela». (fonte: Chi del 12/03/2008)
«Noi, i nostri valori sono fondati sul cristianesimo e una famiglia è formata da un uomo e una donna.» (fonte: discorso alla manifestazione di lancio del Pdl del 8 marzo 2008)
Nel Programma c'è scritto:
"La famiglia è al centro del nostro programma; per noi la famiglia è la comunità naturale fondata sul matrimonio tra uomo e donna; e per sostenere la famiglia noi proponiamo: meno tasse, una casa per tutti, migliori servizi sociali, mettere i giovani in condizione di costruire il loro futuro."

Gay.it - Gay, lesbiche e trans: cosa dicono leader e programmi?Flavia D'Angeli (Sinistra critica)
Ha detto:
«A una settimana dal voto, il Papa va all'attacco dei diritti di donne e omosessuali, del diritto all'aborto, del divorzio, delle unioni civivli. Serve una politica libera dalle ingerenze del Vaticano. Occorre costruire una sinistra davvero femminista, che abbia il coraggio di dire no al papa, e a chi lo osanna, da Berlusconi a Veltroni. Una sinistra che risponda alle donne e ai giovani che contestano ovunque, dalla Sapienza a Bologna, la linea fondamentalista promossa dalla Chiesa. Serve una politica libera dal Vaticano».
«Abbiamo deciso per questo che concluderemo la nostra campagna elettorale con un'iniziativa contro le ingerenze del Vaticano e per i diritti di donne e omosessuali». (fonte: Aduc.it del 5 aprile 2008)
Nel Programma c'è scritto:
"Siamo per diritti civili, non negoziabili e non subordinabili a nessuna gerarchia ecclesiastica. Diritto alla libera sessualità, diritto all’autodeterminazione delle donne, difesa della 194, diritto ai PACS, rifiuto delle ingerenze e diritto al dissenso contro ogni dogma imposto. Per questo siamo al fianco degli studenti e dei professori che hanno contestato il Papa, delle donne che si battono contro la violenza maschile dei gay lesbiche, trans che vogliono vedere affermato il proprio diritto alla libera sessualità."

Gay.it - Gay, lesbiche e trans: cosa dicono leader e programmi?Fausto Bertinotti (La Sinistra l'arcobaleno)
Ha detto:
«Nel programma del centrosinistra avevamo il riconoscimento delle unioni di fatto che non è stato realizzato per la pressione delle forze centriste e moderate. Se andassimo al Governo riprenderei da lì, proponendo certamente il nostro sì alle unioni gay. Penso che i diritti della persona siano una frontiera necessaria all'Europa per il presente e il futuro, e che su questo terreno ci voglia un riconoscimento delle diversità e dei diritti della persona come elemento fondativo della nuova cittadinanza». (fonte: Aprile online del 11/02/2008)
«Il governo Prodi ha tradito gli impegni presi sui diritti delle coppie di fatto» (fonte: Invasioni Barbariche su La7 del 16/02/2008)
Nel Programma c'è scritto:
"Nei Paesi europei più avanzati, e non solo in Europa, i fondamentali diritti della persona sono tutelati e garantiti da una legislazione che ne salvaguarda la sfera personale, nel rispetto della libertà di scelta di ciascuna e di ciascuno. Da noi non è così. La Sinistra l’Arcobaleno afferma l’uguaglianza sostanziale dei diritti delle persone omosessuali e propone il riconoscimento pubblico delle unioni civili. La Sinistra l’Arcobaleno ritiene che ognuna e ognuno abbia il diritto di decidere del proprio corpo e della propria vita e propone una legge sul testamento biologico."

Gay.it - Gay, lesbiche e trans: cosa dicono leader e programmi?Pier Ferdinando Casini (UDC)
Ha detto:
«Le adozioni gay? Un'aberrazione» (fonte: puntata di AnnoZero del 14/02/2008)
«Nessuno vuole discriminare le coppie di fatto o i gay. Ma deve essere chiaro che in nessun modo le coppie omosessuali possono essere parificate nella nostra legislazione alle famiglie.» (fonte: puntata di Speciale Tg1 del 24/02/2008)
«Sono contento che tanti gay votino il mio partito. Lo ritengo importante e conferma la mia tesi: che gli omosessuali non chiedono un fac simile di famiglia, che e' tra un uomo e una donna, ma il rispetto dei diritti individuali.» (fonte: videochat su Corriere.it del 7 aprile 2008)
Nel Programma c'è scritto:
"Rispetto della famiglia, intesa come società naturale fondata sul matrimonio di un uomo e di una donna."

Gay.it - Gay, lesbiche e trans: cosa dicono leader e programmi?Enrico Boselli (I Socialisti)
Ha detto:
«Il GayPride, in programma a Bologna il 28 giugno è un fatto positivo perché è un’occasione di libertà». «In questo paese quello che fa crescere la libertà è un fatto positivo, perché solo in Italia si vogliono ridurre i diritti e la libertà. Io non ho motivi di polemica con il cardinale Caffarra, ma un principio irrinunciabile è la distinzione fra religione e affari pubblici». (fonte: Il Resto del Carlino del 30/03/2008)
Nel Programma c'è scritto:Le famiglie italiane sono cambiate come dimostrano i dati statistici più recenti. Aumentano i single e le coppie di fatto. La politica non può ignorare queste nuove realtà e deve riconoscere pari dignità giuridica a tutte le cittadine e a tutti i cittadini. I diritti delle coppie composte da persone dello stesso sesso debbono essere garantiti; è urgente approvare efficaci norme antidiscriminatorie e antiomofobia e permettere alle persone transessuali di ottenere la rettifica del sesso con regole meno restrittive, in sintonia con la legislazione europea. Occorre regolamentare le unioni civili riconoscendo alle coppie stabili di poter formalizzare il proprio rapporto con un contratto che abbia natura personale e patrimoniale, con effetti anche rispetto ai terzi. In questo contesto si deve riconoscere alle coppie formate da persone dello stesso sesso un rafforzamento di questo istituto.

Gay.it - Gay, lesbiche e trans: cosa dicono leader e programmi?Daniela Santanchè (La Destra)
Ha detto:
«Sono disponibile a difendere i loro diritti individuali, ma nessun Pacs e nessun DiCo, sia chiaro» (fonte: Diacoblog del 19/03/2008)
Nel Programma c'è scritto:
"Tutela della famiglia tradizionale: consapevoli della necessità di regolamentare i rapporti di Diritto privato che scaturiscono dalle diverse forme di unione di fatto, vogliamo ribadire la nostra ferma opposizione a formule tipo DICO e PACS, che investono il Diritto pubblico oltre alle finanze dello Stato."

Gay.it - Gay, lesbiche e trans: cosa dicono leader e programmi?Roberto Fiore (Forza nuova)
Ha detto:«In un Italia dove non si fanno più figli, dove si abortisce, dove si promuovono unioni di fatto e gay , la priorità di FN è stata sempre il ripristino del diritto naturale e la restaurazione della famiglia come unica fonte di vita e di valori della società. Oggi i valori del diritto naturale sono nuovamente considerati dalla maggioranza degli italiani, come imprescindibili e Forza Nuova ha sicuramente fatto la sua piccola parte in questo processo di risanamento.» (fonte:intervista sul sito ufficiale di Forza Nuova del 20/10/2007)
«La famiglia è attaccata da tutto e da tutti: da chi vuole distruggerla attraverso disvalori e mistificazioni come i matrimoni e le adozioni per omosessuali, o attraverso stili di vita egoisti e materialisti.» (fonte: homepage di www.robertofiore.org)
Nel Programma c'è scritto:
"Forza Nuova considera la FAMIGLIA il caposaldo della Società, la prima tappa per la rigenerazione della Nazione e dei singoli individui che la compongono. Essa è primario soggetto sociale, e forma la spina dorsale della Comunità e dello Stato. Contemporaneamente la Famiglia è il luogo per eccellenza dove l’essere umano riceve l’insieme dei valori e di coordinate spirituali che dovranno guidarlo per tutta la vita e farne un cittadino. La validità di queste valutazioni e la previsione che la Battaglia decisiva si dovrà svolgere su questo campo sono dimostrate con lampante evidenza dalla quantità e dalla gravità degli attacchi che i nemici dei valori tradizionali portano incessantemente contro la struttura naturale e le fondamenta morali della famiglia. Le principali direttive di questo attacco sono il tentativo di sovvertire i Valori naturali, promuovendo la Denatalità, l’aborto e l’omosessualità."

Gay.it - Gay, lesbiche e trans: cosa dicono leader e programmi?Giuliano Ferrara (Aborto? No, grazie)
Ha detto:
«La completa equiparazione tra matrimonio tradizionale e nozze gay non c'entra niente. Il matrimonio è un'istituzione importante, se la si equipara, la si decostruisce assimilandola ad altro si fa solo una bella sceneggiatura di un film del regista Pedro Almodovar ma non si fa un gesto laico». (fonte: Rimini, discorso al meeting di Comunione e Liberazione, agosto 2007)


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mercoledì 2 aprile 2008

Il generale

Dal sito di River:


gen_del_vecchioUn nuovo Binetti si è affacciato sulla scena politica italiana? Si chiama Mauro del Vecchio, ex comandante delle truppe italiane in Afghanistan ed è candidato con il Pd nel collegio del Lazio. Poco fa Del Vecchio è stato intervistato da Klaus Davi su Youtube, e ha regalato alcune perle di saggezza militaresca. Quella che interessa me riguarda i gay.

“I gay nell’esercito sono inadatti. Io rispetto ogni scelta legittima e lecita della persona, ma credo che nell’ambito di una struttura come l’esercito, dove le attività si svolgono sempre insieme, è opportuno non dichiarare ed evidenziare la propria omosessualità. Anche nella mia carriera mi sono imbattuto in episodi di omossessualità ed ho fatto in modo che quelle situazioni non si verificassero di nuovo, che chi ne era coinvolto venisse ricollocato ed impiegato in altre aree. In ogni caso, non ho mai mandato via nessuno dall’esercito perché gay”.

Alcune considerazioni:

1) “I gay sono inadatti“, se il signor Del Vecchio è rimasto legato ai filmini modello “Il Vizietto”, dove veniva presentata una caricatura col boa di struzzo. Le piume possono ostruire il fucile, in effetti.

2) “Rispetto ogni scelta della persona“. Giusto per la cronaca: l’omosessualità, così come l’eterosessualità, non è una scelta. Ah, comunque grazie del rispetto e della mancata fucilazione.

3) “Mi sono imbattuto in episodi di omossessualità ed ho fatto in modo che quelle situazioni non si verificassero di nuovo, che chi ne era coinvolto venisse ricollocato ed impiegato in altre aree“. A casa mia questa si chiama discriminazione. Ma si sa, nell’esercito non ci sono sindacati o associazione per la tutela dei diritti delle minoranze.

4) “Episodi di omosessualità“. Ma quindi esistono anche “episodi di eterosessualità”?

Spero che dall’anima più laica del Pd (c’è?) si levi qualche considerazione critica.


AGGIORNAMENTO - Veltroni: "Sbagliate le parole di Del Vecchio, polemica chiusa"

"Le parole che il generale Del Vecchio ha pronunciato sono assolutamente sbagliate e lontane anni luce dal programma del Partito Democratico e dai suoi valori. Ho visto che il generale le ha rapidamente corrette e sostanzialmente smentite, confermando la sua piena adesione al programma del Pd. E questo mi pare chiuda ogni possibile polemica che sarebbe strumentale". Lo dichiara in una nota Walter Veltroni, segretario del Partito Democratico.

http://tinyurl.com/yvhfvx

Corte di giustizia Ue: pensione anche per le coppie gay

La sentenza non è applicabile nei paesi che non hanno legislazioni sulle coppie di fatto


La pensione di reversibilità deve valere anche per le coppie registrate e le leggi nazionali non possono discriminare fra queste ultime e quelle unite in matrimonio. Lo ha stabilito la Corte di giustizia delle Comunità Europee con una storica sentenza adottata oggi, a proposito di un caso tedesco. Attenzione, però, in Italia i gay conviventi hanno poco da gioire.

La sentenza, infatti, avrà conseguenze solo in quei paesi - come la Germania o la Francia - che prevedono una forma di registrazione volontaria per i conviventi, anche dello stesso sesso; mentre non cambia nulla in quei pochi paesi come l’Italia dove non esiste alcuna forma di registrazione.

Tadao Maruko, compagno di un costumista teatrale deceduto nel 2005, si è appellato alla Corte contro l’ente previdenziale per il personale artistico dei teatri tedeschi, Versorgungsanstalt der deutschen Buhnen, che non gli ha riconosciuto la pensione, nonostante la convivenza dimostrata da un Liebenpartenariaat, la forma di unione civile esistente in Germania. La Corte di Giustizia gli ha dato ragione in base agli articolo 1 e 2 della Direttiva 2000/78/CE sulla parità di trattamento nell’impiego e nell’occupazione. Diritti in più, ma non per noi italiani.


http://tinyurl.com/2o5kyb

martedì 1 aprile 2008

La sconcertante equazione della polizia smontata dal giudice

Solo perché omosessuale sospettato dalla polizia di un reato di pedofilia. Il giudice respinge le accuse con sdegno


Solo i sospetti della polizia perché l'indagato di una storia di molestie era omosessuale. Il gip ha posto fine alla storia.

Adesso, anche il giudice ha spiegato perché le accuse contro B. C., 61 anni, arzachenese, sono state costruite sul nulla. Nei giorni scorsi infatti, il gup Marco Contu ha depositato le motivazioni della sentenza con la quale l'uomo è stato dichiarato estraneo ad un grave episodio avvenuto nella primavera del 2004. Un reato infamante: per quattro anni B. C. è stato costretto a difendersi dall'accusa di aver tentato di abusare di un adolescente. Una storia senza prove, senza indizi, una vicenda che ha avuto pesanti conseguenze nella vita dell'uomo. Tutto perché, così come spiega il giudice nella sua decisione, qualcuno ha iniziato ad indagare sull'arzachenese partendo da due elementi che era erano gli unici argomenti nel fascicolo del pubblico ministero. B. C. ha una macchina verde (simile, non uguale, a quella della persona descritta dalla vittima degli abusi) e soprattutto viene indicato come omosessuale. Ovviamente la sentenza del giudice Marco Contu ha spazzato via questa incredibile ricostruzione che per lungo tempo è stata alla base del procedimento penale a carico dell'uomo.

«La situazione - spiega Daniela Ungaro, legale dell'indagato - non è semplicissima. A breve segnaleremo quanto è avvenuto a chi di dovere e faremo presente a chi vorrà ascoltarci l'ingiustizia di questa vicenda. Sto valutando la possibilità, anche se gli strumenti a disposizione sono veramente pochi, di avviare le azioni legali per tutelare il mio assistito. Una persona che ha dovuto patire diversi anni di processo per accuse, così come dice la sentenza, assolutamente infondate».

Il gip, nelle sue motivazioni, rievoca l'episodio avvenuto nel marzo di quattro anni fa. Un ragazzino racconta delle attenzioni morbose di una persona alla quale aveva chiesto un passaggio da Olbia ad Arzachena. Parla di un giovane alto un metro e 80, 30 anni di età, occhiali da vista, capelli neri, definito dall'adolescente, un giovane. Indicazioni precise che però hanno portato alla denuncia per il reato di violenza sessuale di B. C., 61 anni, capelli brizzolati, alto poco più di uno e 70, persona che non ha mai utilizzato occhiali. È veramente difficile trovare le ragioni di questa situazione.

Di certo il giudice che non ha fatto sconti a nessuno nella sua sentenza, e ha messo in evidenza alcuni fatti gravissimi. Sarebbe stata sufficiente una ricognizione fotografica o un esame attento delle dichiarazioni della vittima degli abusi per avere la prova certa dell'innocenza di B. C., prima che il fascicolo arrivasse davanti al gup. E invece, così come sottolinea il magistrato che ha scritto l'ultimo atto di questa incredibile vicenda, l'identificazione di B. C. è avvenuta sulla base di questi elementi: innanzitutto che si tratta di un soggetto omosessuale «quasi che detti soggetti - scrive Marco Contu - per il solo fatto di essere tali siano automaticamente sospettabili, o addirittura additabili, quali autori di fatti del tipo di quello per cui si procede, inquadrabili più nell'ambito della pedofilia» e poi che B. C. aveva un'autovettura di colore verde, non uguale, ma solo simile a quella del molestatore.

La Procura di Tempio, sino all'ultima udienza, ha insistito per la richiesta di rinvio a giudizio dell'arzachenese, per gli investigatori del commissariato di polizia di Porto Cervo il responsabile degli abusi sessuali era lui. Chiunque, quindi, può trovarsi in una situazione del genere, è questo il dato vero di una vicenda la cui vittima difficilmente ora avrà giustizia.


http://www.gaynews.it/view.php?ID=77386

lunedì 31 marzo 2008

Se lo dice lui...

"Hanno ragione i miei collaboratori quando mi dicono che sono troppo vecchio per governare un paese moderno"

Silvio Berlusconi

Cuba è pronta: a breve una legge sui diritti dei gay

Un provvedimento che garantisca uguali diritti alle persone LGBT passerà in questo giorni il vaglio dei legislatori cubani. Mariela Castro: "E' il primo passo verso il riconoscimento delle unioni gay"


cuba-flagUna bozza sui diritti delle persone LGBT a Cuba sarà presa in esame in questi giorni dai legislatori dell' Isola. La proposta della nuova legge dovrebbe garantire uguali diritti a tutti i cittadini ed è il primo passo verso le unioni omosessuali e la chirurgia per il cambio di sesso.
Mariela Castro, figlia di Raul e direttrice del Centro Nazionale per l'Educazione Sessuale, ha dichiarato: "Una risoluzione rilevante sarà firmata nel futuro prossimo dal Ministro della Salute, che determinerà la procedura per questo genere di interventi chirurgici". La castro aveva già dichiarato precedentemente di volere "arricchire la rivoluzione cubana" con la sua lotta per l'eguaglianza tra i sessi e i diritti dei gay.

La psicologa 45enne è direttrice del Centro fin dal 2000. Recentemente si è più volte espressa e impegnata per i diritti delle persone LGBT a Cuba, obiettivo che lei stessa ha ammesso essere difficile a causa della particolarità della società cubana. "Sono molto dispiaciuta per quello che è successo nel mio Paese, per quello che è successo nella Rivoluzione" ha dichiarato Mariela nel 2007. La diversità sessuale era vista da Fidel come una conseguenza corrotta del capitalismo e per questa ragione molti omosessuali furono internati nei campi di lavoro come prigionieri.
Anche se l'atteggiamento della società nei confronti dei gay è ancora generalmente negativo, la capitala L'Avana vanta una vitale comunità omosessuale.

Il cambiamento proposto riguardo alla legge sulla famiglia metterà sullo stesso piano le unioni omosessuali e quelle eterosessuali. A gennaio scorso, il Ministro della Cultura Abel Preito si è pubblicamente espresso a favore dei matrimoni gay. "Penso che il matrimonio tra lesbiche e omosessuali possa essere approvato e che non causerà nessun terremoto a Cuba" aveva dichiarato Preito che è anche membro del potentissimo Politburo del Partito Comunista e del Consiglio di Stato, l'organismo di governo del paese.

http://tinyurl.com/ypyh2h

Uno straccio di laicità

Sex crimes and the Vatican

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