venerdì 30 maggio 2008

Contro ogni forma di razzismo

controrazzismoIl clima venutosi a creare in Italia è sempre più irrespirabile. Le forze conservatrici stanno attuando una involuzione culturale e sociale che sta portando il Paese verso derive fasciste, illiberali e razziste. Basta osservare la caccia alle streghe contro gli stranieri, le aggressioni squadriste contro compagne/i e ragazze/i, la discriminazione contro gli omosessuali, il bavaglio imposto a giornalisti “scomodi”, ecc... Di episodi ultimamente ce ne sono stati molti. Troppi. Dall’uccisione di Nicola al raid al Pigneto a Roma. La notizia riguardante le aggressioni fasciste alla Sapienza di Roma è quindi solo l’ultima di una lunga serie di accadimenti violenti, di cui la matrice fascista è la drammatica costante. Tutto questo é inaccettabile per chiunque ha a cuore la libertà, l'eguaglianza e la tolleranza. Perciò abbiamo deciso di indire peril 2 giugno una giornata di lotta contro l'intolleranza: ogni blog che si riconosce nei valori elencati parteciperà esponendo sul suo blog il logo speciale che vedete in questo articolo per dimostrare la sua volontà di non cedere all'avanzata dell'intolleranza che ha investito questo paese. L’invito a chi legge è quello di riportare questo comunicato sul proprio blog quanto prima nel tentativo di rendere più visibile possibile questa iniziativa, e di riproporre in un secondo momento il logo nella data indicata.

giovedì 29 maggio 2008

New York, sì ai matrimoni gay celebrati in altri stati o all'estero

Lo Stato non ammette le nozze tra persone dello stesso sesso ma riconoscerà quelle del Massachusetts e dei paesi stranieri


I matrimoni gay celebrati in altri stati americani o all'estero saranno riconosciuti a New York. Lo ha ordinato il governatore David Paterson con un memorandum inviato il 14 maggio a tutte le agenzie dello stato che dovranno rivedere i regolamenti per riconoscere le nozze tra persone dello stesso sesso celebrate in Massachusetts (l'unico stato Usa che le ammette), in Canada, Sudafrica, Spagna, Belgio e Olanda e le unioni civili ammesse da altri stati americani.

Con la decisione di Paterson New York diventa il primo stato americano che non autorizza le nozze omosessuali ma riconosce tutte le conseguenze legali per le persone dello stesso sesso che si siano sposate altrove. L'ordinanza fa seguito a una sentenza dello scorso febbraio della corte d'appello dello stato di New York secondo cui nozze gay celebrate fuori dallo stato hanno diritto al riconoscimento da parte di New York.
La revisione riguarda almeno 1.300 regolamenti e direttive che governano atti legali dalle dichiarazioni dei redditi al trasferimento dei diritti di pesca tra sposi. "E' un importante passo avanti verso l'eguaglianza nel matrimonio", ha detto Paterson in un messaggio video-registrato alla comunità gay.

http://tinyurl.com/422bmr

mercoledì 28 maggio 2008

Gay Pride, un'associazione islamica per la prima volta aderisce e partecipa

Dal sito di PeaceReporter

Per la prima volta in Italia un'associazione islamica ha deciso di aderire e partecipare al "Gay pride", la manifestazione annuale, che stavolta si terrà a Roma il 7 giugno. Si tratta della Islamic Anti-Defamation League (Iadl) impegnata nella difesa dei diritti delle comunità islamiche e dei singoli musulmani a livello legale e sociale. "Alcuni saranno presenti perché gay, lesbiche, bisessuali, transessuali o 'questioning' - ha dichiarato la portavoce nazionale della Iadl, Dacia Valent, in una lettera con cui comunica l'adesione - ma tutti noi parteciperemo perché sappiamo nel profondo dei nostri cuori e delle nostre anime che non è necessario essere qualcosa per sentirsi parte in causa, o parte del progetto di una vita bella da vivere". La Iadl già in passato si era occupata della difesa dei diritti degli omosessuali. "Non è la prima volta che sosteniamo il diritto degli omosessuali ad una vita piena e priva di discriminazione - conclude la nota - infatti abbiamo premiato con la Mezzaluna d'Oro un'associazione GLBTQ musulmana, Al-Fatiha, con sede a Londra".

martedì 27 maggio 2008

Matthew Mitcham: tuffatore olimpico. Il primo gay dichiarato a Pechino 2008!

Una bella notizia da queer|blog.it

Matthew MitchamIl tuffatore olimpico australiano Matthew Mitcham ha fatto coming out lo scorso sabato ai media. E’ il primo atleta apertamente gay che partecipa alle olimpiadi di Beijing 2008. Ha raccontato una storia complessa di accettazione, depressione e sport come valvola di sostegno per accettare la sua sessualità. Ecco un estratto di una sua dichiarazione:

“Sono uno spirito libero. E’ stato tragico per me per esplorare me stesso e rendere consapevoli i miei familiari di chi ero davvero e di essere felice di essere cos’ero. Per essere ora una persona più felice che sprigiona gioia che si irradia in tutte le altre parti della mia vita”.


Una cosa è certa, amici: il nostro Matthew, oltre alla gioia e all’orgoglio e la bravura, con quel corpo, sprigiona molto, molto altro.

Adesso sappiamo per chi fare il tifo nei tutti.

A seguire, un fantastico video di uno dei suoi tuffi.

lunedì 26 maggio 2008

Palermo, coltellate al figlio gay: "Era un disonore"

Per un pregiudicato 53enne era "insopportabile" avere un omosessuale in famiglia


Una questione "di onore e di vergogna". Insopportabile sapere di avere un figlio omosessuale per un pregiudicato 53enne di Palermo. Ha accoltellato il ragazzo di 18 anni durante una furibonda lite. I carabinieri del Nucleo radiomobile hanno arrestato il padre violento con l'accusa di maltrattamenti in famiglia e lesioni. Adesso l'uomo si trova rinchiuso in una cella dell'Ucciardone.

E' accaduto a Palermo, in un appartamento di via Messina Marine, al culmine di giorni di tensione e dopo un ennesimo litigio. Questa volta, però, il genitore non si è limitato alle botte: "Non ci ho visto più. Troppo la vergogna e il disonore per questa storia", ha spiegato ai carabinieri. Il giovane, terrorizzato e ancora sotto shock, ha riportato ferite da taglio sull'avambraccio e sulla mano destra e un trauma cranico facciale; condotto all'ospedale Civico è stato giudicato guaribile in otto giorni.

Un episodio tanto simile a quello accaduto nei dintorni di Pesaro una decina di giorni fa. Allora fu la madre a sferrare un coltellata alla figlia di 16 anni che le aveva confessato di avere una relazione gay con una diciottenne. La lama si fermò contro la fibbia della ragazza ma per la madre scattò comunque la denuncia per tentate lesioni aggravate.

Pregiudizi apparentemente insusperabili sembra abbiamo armato entrambi i genitori. L'amore per i loro figli non è riuscito a cancellare l'ansia e la preoccupazione che li ha sommersi dopo il coming out dei loro ragazzi. Una recente ricerca europea datata 2003 e condotta dall'Istituto Cattaneo dell'Università di Bologna, fa sapere che ogni cento persone, dieci sono omosessuali. Ogni cento omosessuali, venti accettano la loro condizione; 80 non l'accettano e la sopportano; ventidue pensano al suicidio, cinque compiono tentativi di suicidio.

Il problema è radicato e la strada che conduce alla piena integrazione degli omosessuali lastricato da mille preclusioni. A Milano, da più di dieci anni, funziona un'associazione genitori di omosessuali che raggruppa attorno a coppie con figli gay, psicoterapeuti, consulenti famigliari e legali. Ma restano nelle famiglie infelicità cupe che sfociano spesso in raptus violenti o scelte suicide.


da la Repubblica

domenica 25 maggio 2008

Dichiarazioni del ministro Carfagna dopo l'aggressione a Christian Floris

carfagna''Quello che è accaduto a Christian è gravissimo, la mia condanna è ferma l'orientamento sessuale non può determinare discriminazione e violenza''. Con queste parole il ministro delle Pari Opportunità Mara Carfagna è intervenuta in diretta a Radio Città Futura dove Christian Floris trasmette ogni domenica, un appuntamento che non ha voluto mancare nemmeno all'indomani dell'aggressione subita.

''Spero che le forze dell'ordine e la magistratura facciano presto nell'individuazione delle responsabilità e siano severissime nella condanna'', ha aggiunto Carfagna che poi ha invitato Christian Floris nella sede del ministero per testimoniargli personalmente la sua vicinanza e solidarietà.

Ma qualche giorno fa non aveva detto che in Italia i gay non erano discriminati?

Successivamente (forse dopo essersi accorta di aver espresso troppa solidarità ai gay) dichiara a SkyTg24 : "Resto contraria al patrocinio del Gay Pride perché so distinguere'',
''Credo che il Gay Pride sia una manifestazione che dà una visione caricaturale di un mondo che invece va affrontato con grande serietà e che va rispettato''.

sabato 24 maggio 2008

Aggressione al conduttore di deegay.it

Riporto la notizia come apparsa sul sito della radio deegay.it


christianflorisQuesta notte intorno alle 2, il nostro conduttore Christian Floris, che aveva appena terminato la trasmissione in diretta del venerdì sera sulla nostra emittente e su un circuito di altre radio e televisioni, è stato aggredito sotto casa da due giovani sconosciuti che dopo avergli sbattuto con forza la testa contro un muro gli hanno intimato di smetterla con trasmissioni che parlano di tematiche legate all'omosessualità.

Christian è stato portato nella notte al pronto soccorso dove è stato giudicato guaribile in 7 giorni. Nella giornata di oggi Christian è stato assistito da Imma Battaglia e da Marco Belfiore di Digay Project ed e stata esposta una denuncia dettegliata dei fatti alla polizia che ha subito garantito di cominciare le indagini per isolare coloro che hanno compiuto questo ignobile atto. Era stato anche deciso di fare silenzio, per il momento, sull'accaduto per facilitare le operazioni delle indagini ma la notizia e sfuggita sulle agenzie nel tardo pomeriggio.

venerdì 23 maggio 2008

Per non dimenticare

strage capaci
23 maggio 1992 - Strage di Capaci

Giovanni Falcone
Francesca Morvillo
Rocco Di Cillo
Antonio Montinaro
Vito Schifani

Improvvisamente... un bel film

Bella serata ieri al Cinema Colonna di Firenze alla proiezione di "Improvvisamente, l'inverno scorso" di Gustav Hofer e Luca Ragazzi: sala piena di gente e dopo il film numerose sono state le domande a Luca (Gustav non era presente).

improvvisamente inverno scorsoMa parliamo del film: Luca e Gustav sono giovani, belli, hanno un buon lavoro e stanno insieme da più di otto anni. Vivono una vita tranquilla e serena circondati dall'affetto dei loro amici e dalle loro famiglie. Hanno superato tranquillamente la crisi del settimo anno ma, all'inizio del 2007, si ritrovano ad affrontare un'emergenza ben più grossa che supera i limiti del privato. L'8 febbraio il governo italiano propone una legge sulle coppie di fatto, i famosi DICO (Diritti e doveri delle persone stabilmente conviventi). Autori del testo della legge sono il Ministro Barbara Pollastrini e Rosy Bindi. Luca e Gustav, consapevoli dell'importanza dell'evento, decidono di prendere una telecamera digitale e andare in strada a intervistare la gente per capire meglio cosa sta succedendo.

Il risultato è un ottimo lavoro che trova il punto di forza nella spontaneità degli intenti. I due protagonisti sono uno un esperto d'arte che lavora per un canale televisivo franco-tedesco(Gustav) e l'altro un giornalista specializzato in critica cinematografica (Luca). Conoscono il mestiere del cinema per passione ed è proprio questo temperamento genuino che li ha aiutati a costruire un reportage vero e commovente, senza ninnoli o abbellimenti, vicino alla realtà dei fatti.

Il film comincia mostrando la quotidianità della loro vita di coppia: la colazione al mattino, la lettura del giornale, il lavoro e gli hobby, compresi i litigi e gli screzi che tutti i conviventi (sposati e celibi, omosessuali ed etero) conoscono perfettamente. Poi la macchina da presa si sposta sulla legge in questione. Tutti i 14 articoli dei DICO, dal diritto di assistenza in caso di malattia alla successione nel contratto di locazione, sono spiegati in modo semplice e chiaro (forse per la prima volta in un modo così efficace!).

La voce narrante di Veronica Pivetti lega insieme gli avvenimenti, dalla proposta iniziale dei DICO all'insabbiamento finale della legge che, dopo svariate discussioni in Senato e numerose manifestazioni popolari pro e contro, è svanito nel nulla. O meglio. Si è prima trasformato in CUS (che sta per Contratto di Unione Solidale) e poi si è perso definitivamente nei corridoi di Palazzo Madama. La cosa grave è che nessun politico, se escludiamo la Pollastrini, lo sta più cercando.

Luca e Gustav intervistano componenti della Militia Christi, partecipano alla fiaccolata de Il Trifoglio e chiedono ai manifestanti del Family Day che cosa pensano dei DICO. La ricerca non è faziosa, tante sono le risposte a favore tanto sono quelle contrarie. A fine documentario però rimangono in mente solo quelle negative: Buttiglione dichiara "Niente figli, niente famiglia" dimenticandosi delle coppie sterili, e molti altri ruotano attorno all'idea che "l'omosessualità è una devianza naturale, una malattia da curare", seguendo una linea preoccupante di omofobia aggressiva. Questa, accompagnata dall'influenza dei media e dalle incursioni del Vaticano, sconforta sempre più i due registi, partiti ottimisti e fiduciosi e finiti nell’amarezza di un'Italia che non avrebbero voluto scoprire.

Gli autori del documentario si rivelano due fuoriclasse. Di quelli capaci di rispettare il rigore e la fatica di un viaggio, tra polemiche ed acclamazioni, stando attenti a non scordarsi l'ironia e i paradossi della vita. Dopotutto è cosa nota: l'amore tra due persone è forse l'unico sentimento nobile e uguale per tutti. Ma la legge è un po' distratta e non ha ancora capito cosa significa la parola "tutti".

Boicottiamo il TG1

il Comitato Bologna Pride lancia una campagna di boicottaggio: il 24 maggio non guardare il TG1

Riporto di seguito l'appello presente sul sito del Bologna Pride 2008

Dopo il servizio più che discutibile mandato in onda dal Tg1 ieri sera, durissima la replica di Marcella di Folco, presidentessa del Mit - Movimento di indentità transessuale e membro del Comitato Bologna Pride: “Il servizio andato in onda sul TG1 delle 20 di ieri sera è stato un servizio indegno per il servizio pubblico.

Il racconto di un linciaggio, un accanimento mascherato da giustizia privata, nel quale lo Stato, cioè le sue divise, sospende leggi e diritti e abdica le sue funzioni alla folla inferocita. Una grave legittimazione della furia di strada. Riprese e tono del servizio potevano essere degne di un filmato amatoriale di Forza Nuova.

E’ già da un po’ di tempo che anche l’informazione, anche quella che dice di non aver colore, si è piegata alle logiche dello strillone senza esercitare alcuna razionalità critica contro questa strategia dell’odio verso tutto ciò che è diverso, verso tutto ciò che ‘non può stare nel mio giardino’.
I soggetti sociali più deboli diventano un fastidio da eliminare, la violenza contro di essi legittima.

Questo clima d’odio di violenza ed intolleranza trans fobica, omofobica, e razzista sta divenendo un mefitico veleno che traspira dalla politica, passa attraverso l’informazione e sta corrodendo democrazia, senso civico e vivere comune. Le forze democratiche di questo paese debbono ribellarsi a tutto ciò.

Invitiamo dunque tutti coloro che non condividono questo tipo di informazione a boicottare un servizio pubblico che non corrisponde più a tale caratteristica ma che è piuttosto propaganda di Stato, uno Stato sull’onda di una deriva fascista, verso il quale è bene reagire subito.

Il 24 maggio NON GUARDATE IL TG1, non sintonizzatevi su Rai 1 in segno di protesta.

Pretendiamo che il direttore Gianni Riotta si scusi pubblicamente e in particolar modo con la comunità trans per l’indegno spettacolo”.

Cassazione: anche le coppie di fatto sono una famiglia

cassazioneLe coppie di fatto sono una famiglia a tutti gli effetti: questo il succo di una sentenza, emessa oggi dalla Corte di Cassazione, in una causa contro un uomo accusato di maltrattamenti in famiglia. L'uomo si era difeso sostenendo che il reato di cui all'articolo 572 del Codice Penale non sussiste, in quanto la donna maltrattata non era la moglie, ma solo la convivente. Pertanto mancava la sussistenza della famiglia e del relativo reato.

Ma la Suprema Corte, ribadendo un orientamento più volte manifestato negli ultimi anni, ha ribadito che la convivenza crea legami di reciproca assistenza e protezione esattamente identici a quelli della famiglia; pertanto violarli comporta la giusta punizione della legge.

I giudici hanno precisato ”ai fini della configurabilità del reato di maltrattamenti in famiglia non assume alcun rilievo la circostanza che l’azione delittuosa sia commessa ai danni di persona convivente more uxorio”, in quanto il richiamo alla famiglia contenuto nell’art. 572 c.p. ”deve intendersi riferito ad ogni consorzio di persone tra le quali, per strette relazioni e consuetudini di vita, siano sorti rapporti di assistenza e solidarietà per un apprezzabile periodo di tempo, ricomprendendo questa nozione anche la famiglia di fatto”.

Quel che è importante è ”un rapporto tendenzialmente stabile, sia pure naturale e di fatto, instaurato fra due persone con legami di reciproca assistenza e protezione”.

La sentenza è chiara: ogni consorzio di persone tra le quali sono sorti rapporti di assistenza e solidarietà. E adesso chi glielo va a dire a Papa Benedetto XVI, alle gerarchie ecclesiastiche al "ministro" Carfagna e a tutti quei politici che nelle loro dichiarazioni considerano le convivenze qualcosa di diverso dalla famiglia?

mercoledì 21 maggio 2008

Zingaretti: "Le Istituzioni rispettino il Gay Pride"

zingarettiIl presidente della Provincia di Roma Nicola Zingaretti prende oggi una posizione chiara a proposito del Gay Pride. Poteva non parlare, il Pride, in fondo, non riguarda il suo ente, oppure scegliere una linea defilata. E, invece, decide di schierarsi. Le sue parole suonano tra le più illuminate in tutto il Pd.


”Il Roma Pride 2008 è un appuntamento che merita rispetto e attenzione da parte di tutte le istituzioni - esordisce in un comunicato - Di norma, le manifestazioni si organizzano con il duplice obiettivo di mettere in campo delle rivendicazioni e di rivendicare una identità. È così anche in questo caso. Aggiungo che le libertà vanno difese, tanto più quando esse non ledono né offendono le libertà degli altri. Garantire a tutti l’esercizio dei propri diritti, e chiedere a tutti di rispettare questa impostazione, è per noi di fondamentale importanza, perché rappresenta il sale della democrazia. Odio qualsiasi forma di discriminazione fondata sull’etnia, la religione, il colore della pelle, l’età, il genere, il patrimonio o l’orientamento sessuale. Proprio in tempi nei quali fra i cittadini si diffonde un senso di insicurezza, chi ha responsabilità pubbliche deve stare più attento a non fomentare le paure criminalizzando il diverso da sé e favorendo la ghettizzazione delle minoranze”. “Piuttosto che indicare nemici, per sconfiggere le paure, dobbiamo trovare soluzioni ai problemi. Per questo nei prossimi giorni l’amministrazione provinciale approverà, nell’ambito delle sue competenze, una serie di provvedimenti che rispondono in modo positivo ai temi sollevati dal Gay pride, sostenendo concretamente l’impegno contro l’omofobia, il bullismo nelle scuole, la xenofobia e incentivando la solidarietà nei confronti di chi ha bisogno”.

Improvvisamente al cinema

improvvisamente

In questi giorni è in programmazione in Italia un un piccolo film-documentario indipendente vincitore di molti premi internazionali che però, parlando di omofobia di copie di fatto e dei loro diritti, è proiettato in pochissime sale italiane e al massimo un giorno per città. Per informazioni sulla programmazione potete visitare il sito internet del film
Queste le prossime date:

21 maggio Pistoia
22 maggio Firenze, Cinema Colonna, ore 21
23 maggio Pordenone, Cinemazero, ore 21


Il film narra la storia di Luca e Gustav. La loro vita di coppia cambia radicalmente, quando il governo nel febbraio 2007 propone una legge sulle unioni di fatto estesa anche alle coppie omosessuali. Il paese si è così diviso tra chi si diceva a favore dei DiCo e chi gli sparava contro.
Dai pulpiti delle chiese e dai salotti televisivi, si è arrivati a livelli parossistici di intolleranza.
Gustav e Luca si sono trovati, così, in mezzo a un’omofobia crescente. Per capirne i motivi hanno iniziato un viaggio in un’Italia a loro finora sconosciuta.


Giovedì 22 sarò sicuramente al cinema Colonna per vedere questo film e nei giorni successivi farò una piccola recensione; per adesso potete guardare il trailer qui sotto


lunedì 19 maggio 2008

Carfagna: niente patrocinio al Gay Pride

"I gay non sono più discriminati". Con questa motivazione la ministra Carfagna non darà il patrocinio al Pride.

carfagnaIl nuovo ministro per le Pari Opportunità prende posizione sul patrocinio al Gay Pride nazionale del prossimo 28 giugno a Bologna: "non verrà dato". «Penso che l'unico obiettivo dei Gay Pride - ha spiegato Mara Carfagna al Corriere della Sera di oggi - è quello di arrivare al riconoscimento ufficiale delle coppie omosessuali, magari equiparate ai matrimoni. E su questo certo non posso esser d'accordo.»

Il ministro toglie così ogni dubbio sul finanziamento alla manifestazione più significativa per gay, lesbiche e trangender italiani. Soldi che non saranno concessi agli organizzatori del Pride nazionale diversamente da quanto fece, invece, il suo predecessore Barbara Pollastrini che li concesse sia in occasione del Torino Pride del 2006 che in quella del Roma Pride del 2007.

E ancora: «Io credo che l'omosessualità non sia più un problema. Perlomeno così come ce lo vorrebbero far credere gli organizzatori di queste manifestazioni. Sono sepolti i tempi in cui gli omosessuali venivano dichiarati malati di mente. Oggi l'integrazione nella società esiste. Sono pronta a ricredermi. Ma qualcuno me lo deve dimostrare».

Come diceva il vecchio Lubrano: "la domanda sorge spontanea": ma dove vive il ministro Carfagna? Basta leggere le cronache quotidiane per verificare che negli ultimi anni i fenomeni di intolleranza verso gli omosessuali sono in preoccupante ascesa.

Mi ha particolarmente colpito la storia (letta oggi su gay.it) di Andrea Peracchio, un ragazzo piemontese che da quando ha deciso di fare coming out, è stato allontanato da casa e da 14 anni non ha più rapporti né con i genitori, né con le sorelle e i fratelli che non gli hanno mai fatto conoscere i nipoti nati durante questa lontananza forzata. Da quando è comparso in televisione, poi, non ha neanche più un lavoro. I dirigenti della fabbrica dove Andrea lavorava come operaio, infatti, hanno deciso di non riconfermagli il contratto per non ben precisati "motivi di salute". La sua cartella clinica, quella che le grandi fabbriche redigono per ogni operaio, non gli è mai stata fatta vedere. Non solo, ma dopo qualche giorno che Andrea è stato ospite nel famoso programma di Canale 5, sono comparse scritte omofobe sul muro della sua casa. "Frocio di merda", "Gay al rogo", "Frocio Vaffanculo". Una situazione che è ben lontana dal clima di integrazione che il ministro Carfagna vorrebbe dipingere.


Riporto di seguito alcune dichiarazioni di politici e di associazioni glbt


Palermi(PDCI): Italia sempre più razzista e talebana. Offriamo l'immagine di un paese ipocrita e intollerante


(DIRE) Roma, 19 mag. - "Ci mancava solo la Carfagna a dare lezioni di morale, rifiutando il patrocinio al Gay Pride. Caccia agli immigrati, campi rom a cui si dà fuoco, l'omicidio del ragazzo di Verona ad opera dei naziskin, le donne sotto attacco sull'aborto... Un Paese razzista e sempre più 'talebano'". Cosi l'esponente del Pdci Emanuela Palermi interviene sul "caso" Gay Pride. "E' questa- continua Palermi- l'immagine che l'Italia sta offrendo di sé. Un Paese ipocrita e intollerante, in cui il libero orientamento sessuale viene considerato un vizio. Fra un po', andando avanti così, arriveremo alla razza eletta".


Concia(PD) Carfagna rispetti chi vive in coppia per amore

Roma, 19 mag. (Adnkronos) - "Il Ministro Carfagna dice falsità a proposito degli omosessuali". E' quanto afferma Anna Paola Concia, parlamentare Pd, commentando le dichiarazioni sugli omosessuali del ministro per le Pari Opportunita', Mara Carfagna, riportate oggi dal Corriere della Sera.

'E' vero - dice Concia - che la società italiana ha un approccio di maggiore apertura verso gli omosessuali e questo è dovuto al lavoro svolto negli ultimi vent'anni dal movimento omosessuale italiano: ma è tristemente vero che la politica si rifiuta di registrare questo cambiamento. La Carfagna è consigliata male - aggiunge Concia - probabilmente dai suoi cinque amici omosessuali ricchi, che vivono in un contesto sociale protetto. Anche io - ammette la parlamentare Pd - vivo una condizione privilegiata: il mio status di parlamentare mi consente di godere di diritti e benefici non riconosciuti ai comuni cittadini omosessuali; ma faccio politica per occuparmi di chi non ha questi privilegi'.

'Il Ministro si confronti con la società vera - incalza Concia - si confronti con quegli omosessuali che vivono in coppia per amore e che non hanno il diritto di lasciare l'eredità al partner di una vita o godere della pensione di reversibilità di questi; si confronti con i problemi di chi non può succedere di diritto nel contratto di affitto, di prendere decisioni sulla salute del proprio partner, di chi non può assistere il proprio partner malato. La Carfagna ha deciso di non andare al gaypride? Significa - continua Concia - che il ministro si rifiuta di conoscere da vicino i problemi gravi di una parte della società italiana. Cara ministra Carfagna - conclude Concia - così non ci siamo proprio: negare il problema, negare l'evidenza, non è la maniera migliore per avviare il dialogo sul tema dei diritti civili in Italia'.


Picierno (PD) Carfagna non sia manichea

Roma, 19 mag. (Adnkronos) - "E' di pochi giorni fa la notizia di una madre che ha accoltellato la figlia perche' 'colpevole' di essere omosessuale, e quasi ogni giorno i fatti di cronaca ci raccontano di quanto la vita delle persone omosessuali sia densa di difficoltà". Lo afferma il ministro-ombra del Pd per le Politiche giovanili Pina Picierno, che aggiunge: "Non è vero purtroppo, come ha sostenuto Mara Carfagna nella sua intervista al 'Corriere', che non esiste un problema di integrazione".

"Anche per questo -prosegue- mi auguro davvero che il ministro delle Pari opportunità partecipi al Gay Pride, e non si faccia condizionare nella sua attività da visioni manichee e fuori dal tempo, da contrapposizioni retoriche e strumentali tra famiglia e coppie di fatto, tra laici e cattolici".

"Questo Paese ha bisogno di risposte adeguate e moderne, in linea con il costume, il sentire diffuso e i cambiamenti della società. E in questo senso l'approvazione di una legge civile che garantisca diritti e doveri ai conviventi, indipendentemente dall'orientamento sessuale, è nell'interesse delle giovani generazioni e del Paese" conclude Picierno.


ARCIGAY. Un principe baci e svegli Carfagna

(AGI) - Roma, 19 apr. - L'arcigay chiede di incontrare il ministro delle Pari Opportunità dopo le sue dichiarazioni.

"Siccome ci teniamo che il ministro Mara Carfagna possa emanciparsi dal ruolo di matrigna - afferma Aurelio Mancuos, presidente nazionale di Arcigay - le chiediamo ufficialmente di incontrarci affinché possa distaccarsi dal mondo delle favole e ritornare tra i comuni mortali, che hanno bisogno di risposte concrete, non di consunte e provocatorie esternazioni sui giornali. Per questo sarebbe bene che un principe la baci e la svegli". "Ci chiediamo - dice Mancuso - come faccia a sostenere il ministro che non esistono discriminazioni sui luoghi di lavoro per le persone omosessuali? Saremmo tanto curiosi di sapere quali sono i gay che la Carfagna dice di conoscere e in quale mondo ella vive, perché ci pare che abbia una percezione della realtà del tutto distorta. Le persone lgbt in carne ed ossa soffrono e lottano molto piu' delle persone etero per portare avanti il loro amore e a volte sono costrette e nascondere il loro orientamento sessuale, in famiglia, a scuola, al proprio datore di lavoro. E' disumano affermare che non si voglia alcun tipo di riconoscimento giuridico delle coppie omosessuali: evidentemente la Carfagna non sa quante siano i drammi vissuti in questi anni dalle persone che non possono dare una prospettiva, una dignità ai loro rapporti d'amore. Se a questo assommiamo la fiera negazione del patrocinio al Pride nazionale di Bologna del 28 giugno, la Carfagna invece che un ministro della Repubblica, sembra aver assunto il ruolo della matrigna di Cenerentola. Un ministro non si occupa dei singoli casi di discriminazione, per questo ci sono gli avvocati e gli ottimi sportelli della Cgil che da anni collaborano con Arcigay e le altre associazioni lgbt. A lei chiediamo di assumersi il compito e la responsabilità di scrivere una legge perché tutte le discriminazioni, quindi anche quelle contro le donne, siano evitate. Quando il ministro avrà tempo potrà, in questo senso, leggersi gli atti parlamentari della scorsa legislatura ed apprendere che proposte del genere erano state avanzate dal precedente governo ed erano in discussione nelle competenti commissioni.

Ristabiliamo, infine, la verità: sono 14 gli omicidi di persone lgbt e in due anni sono 50 sono gli atti gravi di violenza denunciati. Migliaia inoltre - conclude Mancuso - sono gli episodi di discriminazione subiti dalle persone lgbt, che non emergono perché milioni di gay e lesbiche sono costretti alla clandestinità sociale, in assenza di quelle leggi di tutela e di riconoscimento ormai in vigore in tutta Europa.


Melandri (PD) "Vigilare sui diritti"

ROMA (ITALPRESS) - "Guai ad abbassare la guardia davanti agli ultimi preoccupanti segnali di crescita di un diffuso sentimento di ostilità degli italiani nei confronti dei Rom. Francamente non è accettabile, nella nostra civiltà giuridica, che davanti ad un fatto di cronaca, il reato commesso da un singolo diventi la colpa di tutta una comunità, di un intero gruppo. La politica, soprattutto per quelle forze la cui storia affonda nelle lotte per l'affermazione dei diritti in questo paese, ha l'obbligo di dare una risposta e di non cavalcare acriticamente l'onda emotiva che alimenta la paura e l'intolleranza".

Lo afferma Giovanna Melandri, esponente del Pd, per la quale "i muscoli non bastano per essere veramente piu' sicuri. Alle nuove insicurezze occorre rispondere anche con più diritti. Quando il ministro per le Pari opportunita' nega un semplice patrocinio ad una manifestazione, sostenendo che non vi sia in Italia un problema di discriminazione nei confronti della comunità gay, contribuisce anch'essa ad alimentare un brutto clima di intolleranza, divisione e contrapposizione. L'opposizione politica, ma anche quella culturale, dovrà costantemente vigilare affinché la risposta ai problemi del paese non faccia diminuire mai la garanzia di quei diritti che hanno fatto dell'Italia una grande democrazia europea, a partire da quelli delle minoranze", conclude Melandri.


GAYLIB:NO di Carfagna a coppie omo? Meglio la Mussolini

(DIRE) Roma, 19 mag. - "Sono stupito dell'annunciata e pregiudiziale chiusura del ministro Mara Carfagna al riconoscimento dei diritti e dei doveri delle coppie omosessuali, cosa che rappresenterebbe la prima libertà negata di quel Popolo delle Libertà pure sostenuto centinaia di migliaia di gay". Lo afferma Enrico Oliari, presidente di GayLib (gay di centro-destra), il quale sostiene che "recentemente Alessandra Mussolini aveva dimostrato assai più lungimiranza politica inserendo nel suo 'governo penombra' un omosessuale per le Pari Opportunità". GayLib ha pronte le sue proposte "alternative al mondo culturale ed al movimento omosessuale di sinistra ed in particolare il Riconoscimento delle unioni omoaffettive". "Mi auguro che il governo- conclude Oliari- forte di una ritrovata laicita', sappia seguire fino in fondo la via del liberalismo: non e' negando un diritto che se ne conserva un altro".


Gillini (PS) Destra omofoba non ama la diversità

(AGI) - Roma, 19 mag. - "Mi sembra che per il ministro Mara Carfagna sia più facile sparare a zero sul Gay Pride utilizzando i soliti pregiudizi, stereotipi e luoghi comuni anziché svolgere una positiva attivita' di governo. Le sue sono solo due battutacce da bar che confermano quanto la destra italiana sia omofoba e non ami la diversità". Lo dice Franco Grillini, ex candidato del costituente partito Socialista a sindaco di Roma e direttore di Gaynews, ai microfoni di Ecotv.


Volonté (UDC) Brava Carfagna, i privilegi non sono diritti

(DIRE) Roma, 19 mag. - "Le critiche della sinistra e dei gay contro la corretta decisione di Carfagna e Alemanno di non dare né patrocinio né soldi al Pride carnevalesco sono stravaganti".

È quanto afferma, in una nota, l'esponente del'Udc, Luca Volonté, secondo il quale "le stravaganti connivenze politiche con i sindacati gay di sinistra sono finite" e questa "è una buona notizia". Nell'ultimo anno, aggiunge Volonté, "oltre ai patrocini per sfilate e baccanali fuori stagione, abbiamo visto sponsorizzare dalle istituzioni pubbliche mostruosità blafeme di ogni tipo". Dunque, conclude l'esponente Udc, "brava Carfagna. La sinistra gay chiama diritti i propri privilegi discriminatori verso famiglie ed eterosessuali".

sabato 17 maggio 2008

Giornata mondiale contro l'omofobia

stop_912167cc67Si celebra oggi la giornata mondiale contro l’omofobia. Secondo l’ILGA (International Lesbian and Gay Association) sono ben 86 i paese dell’ONU che ancora criminalizzano i rapporti fra adulti dello stesso sesso. In 7 di questi è prevista la pena di morte. Quando non si giunge a questo, c’è il carcere.

Il consigliere generale dell’ILGA ha detto:
In molti casi il pregiudizio verso le persone omosessuali è il risultato dell’ignoranza e della paura. Questa lunga lista di orrori è un classico esempio dell’intolleranza contro chi è diverso e straniero. La discriminazione verso gli omosessuali è una questione urgente come mai. La lotta per il rispetto di ogni minoranza deve essere la lotta di tutti.
Il corsivo è mio, per sottolineare come in Italia, proprio in questi giorni, stiamo assistendo ad episodi di inaudita violenza e discriminazione anche verso chi è diverso e straniero. Se poi all’estero ci vedono come razzisti, non mi pare che sbaglino molto, anche se più di razzismo personalmente parlerei di una formidabile indisponibilità alla discussione e alla comprensione. Checché se ne dica siamo un Paese vecchio che, pensando al nuovo, non sa far altro che guardarsi l’ombelico.

Per ritornare al tema omofobia segnalo due ultimi episodi da parte della chiesa. Se ad alcuni può sembrare esagerato la presenza della chiesa cattolica in questo blog, vorrei solo ricordare che la situazione politica italiana è prona ai dettami di Oltretevere (mi chiedo come mai in questi casi dare il c… non sia peccato!).

Benedetto XVI, Udienza ai partecipanti al Forum delle Associazioni Familiari e alla Federazione Europea delle Associazioni Familiari Cattoliche, 16 maggio 2008
La rivelazione biblica, infatti, è anzitutto espressione di una storia d’amore, la storia dell’alleanza di Dio con gli uomini. Ecco perché la storia dell’amore e dell’unione tra un uomo ed una donna nell’alleanza del matrimonio è stata assunta da Dio come simbolo della storia della salvezza. Proprio per questo, l’unione di vita e di amore, basata sul matrimonio tra un uomo e una donna, che costituisce la famiglia, rappresenta un insostituibile bene per l’intera società, da non confondere né equiparare ad altri tipi di unione.
Cardinal Tarcisio Bertone, segretario di Stato Vaticano, su L’Osservatore Romano, 16 maggio 2008:
In riferimento al Documento della Congregazione per l’Educazione Cattolica Istruzione circa i criteri di discernimento vocazionale riguardo alle persone con tendenze omosessuali in vista della loro ammissione al Seminario e agli Ordini sacri, pubblicato dal menzionato Dicastero il 4 novembre 2005, e in seguito a numerose richieste di chiarimento giunte alla Sede Apostolica, si precisa che le disposizioni contenute in detta Istruzione valgono per tutte le Case di formazione al sacerdozio, comprese quelle che dipendono dai Dicasteri per le Chiese Orientali, per l’Evangelizzazione dei Popoli e per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica. Il Sommo Pontefice, il giorno 8 del mese di aprile dell’anno del Signore 2008, ha approvato tale precisazione
Cioè ne più mai preti gay in tutto il mondo. E con quei gay che già sono preti che facciamo? Li mandiamo al rogo?

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venerdì 16 maggio 2008

La Corte Suprema dice sì alle nozze gay in California

californiagaymarriageI cittadini della California hanno il diritto di sposarsi anche se sono omosessuali e desiderano unirsi a una persona del loro stesso sesso. Lo ha deciso la Corte Suprema della California, che ha accolto la richiesta di alcune coppie omosessuali che rivendicavano il diritto di unirsi in matrimonio, anche se lo stato americano riconosce già diritti e doveri equivalenti a quelli di una coppia sposata attraverso le “unioni domestiche” (domestic partnership).

Con 4 voti a favore e 3 contro (è stato decisivo il presidente della Corte), i giudici supremi hanno stabilito che entro 30 giorni le coppie dello stesso sesso si potranno sposare a tutti gli effetti in California, a meno che il Parlamento locale non introduca un nuovo istituto, analogo al matrimonio civile e differente da quello religioso, ma valido sia per le coppie etero sia per quelle gay. Quello che non è accettabile, insomma - dice la sentenza - è che due persone dello stesso sesso che vivono una relazione affettiva siano trattate in modo diverso da due persone di sesso diverso nella stessa condizione.

Ecco che cosa scrivono i giudici:

Prima di tutto, l’esclusione delle coppie dello stesso sesso dalla definizione di matrimonio è chiaramente non necessaria per garantire piena protezione a tutti i diritti e benefici che attualmente sono accordati alle coppie sposate di sesso diverso; permettere alle coppie dello stesso sesso l’accesso alla definizione di matrimonio non priverà le coppie di sesso diverso di alcun diritto e non modificherà il quadro legale dell’istituzione del matrimonio, dal momento che le coppie dello stesso sesso che scelgono di sposarsi saranno soggetti agli stessi doveri e obbligazione che attualmente sono imposti alle coppie di sesso diverso.

Secondo: mantenendo la definizione tradizionale del matrimonio e concedendo alle coppie dello stesso sesso solo una relazione familiare separata e con un nome diverso imporrà, realisticamente, uno stigma negativo sulle coppie dello stesso sesso e sui loro bambini, poiché negare a queste coppie l’accesso alla tradizionale e altamente favorevole definizione di matrimonio equivale a porre un dubbio se la relazione familiare ufficializzata di una coppia dello stesso sesso merita una dignità pari a quelle di sesso diverso.

Terzo: a causa dell’ampia disparità di trattamento che le persone gay storicamente hanno suubito, è estremamente probabile che escludere le coppie dello stesso sesso dall’istituzione legale del matrimonio può essere inteso come il riflesso di un’opinione ufficiale, secondo cui le loro unioni formali sono di condizione inferiore rispetto alle equivalenti relazioni delle coppie di sesso diverso.

Infine, riservare la definizione di matrimonio esclusivamente alle coppie di sesso diverso e riconoscere solo una definizione separata e distinta alle coppie dello stesso sesso può avere l’effetto di perpetuare una premessa più generale - adesso rifiutata con decisione da questo stato - che gli individui gay e le coppie dello stesso sesso sono in qualche modo “cittadini di seconda classe”, che possono, secondo la legge, essere trattate in modo differente e meno favorevole rispetto a invidui eterosessuali e coppie di sesso diverso.

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sabato 10 maggio 2008

L'ombra della Carfagna

Carfagna_FrancoVeltroni ha presentato il suo governo ombra, idea non nuova ma interessante (e anche un po’ auto-consolatoria). I membri del governo ombra avranno il compito di relazionarsi, confrontarsi e proporre interventi migliorativi alle leggi presentate dai ministri in carica.

Come ministro-ombra per le pari opportunità, anche qui una donna, Vittoria Franco, finora presidente delle donne ds. Nella precedente legislatura è stata la prima firmataria del disegno di legge n. 3345 (7 settembre 2005) che riguardava una proposta di legge sul riconoscimento giuridico delle unioni civili.

A proposito dei diritti delle coppie di fatto, la senatrice aveva detto:

Sono convinta che sia necessario riconoscere in modo pieno, accanto alla famiglia basata sul matrimonio tradizionale, cui fa riferimento l’articolo 29 della Costituzione, anche altre forme di famiglia e di convivenza ormai entrate a far parte della nostra società. Quello che intendiamo fare è riconoscere anche nel diritto una realtà che già esiste intorno a noi, non creare per legge nuove forme di convivenza.

E ancora:

Non deve più accadere, a parere dei proponenti, che a chi ha convissuto con una persona, magari per trent’anni, possa essere negato perfino il diritto di assistere il proprio partner morente in ospedale e che le famiglie di origine possano addirittura impedire al partner l’accesso al luogo di cura e lo escludano da ogni decisione riguardante il partner malato e incapace di agire; non deve più accadere che, attraverso l’istituto della riserva a favore dei legittimari, sia vietato al testatore di lasciare in eredità il proprio patrimonio alla persona con cui ha condiviso l’esistenza, e, anche in assenza di eredi legittimari, che tale eredità venga falcidiata dalla stessa tassazione prevista per i lasciti a persone del tutto estranee al defunto, discriminazione aggravata dalla recente modifica del regime fiscale delle successioni. Non deve accadere che trattamenti punitivi di questo genere vengano previsti al solo fine di sanzionare le scelte di vita dei cittadini che semplicemente non ritengano adatta alla propria unione, o non condividano per alcuni suoi aspetti, la normativa matrimoniale attualmente vigente.


Peccato che sia solo un’ombra…

http://tinyurl.com/3ho79c

venerdì 9 maggio 2008

Solidarietà allo studente che vuol diventare donna

Michael_LoscalzoRicordate il film In & Out? Immaginatelo realtà, solo che si prendono le difese di un alunno invece che del prof. È proporio un bell’esempio di solidarietà quello che proviene dalla Brewster High School di New York. Per protestare contro le aggressioni e le prese in giro a Michael Loscalzo (in primo piano nella foto), diciassettenne che vuole diventare donna e che ha iniziato a vestirsi con abiti femminili, i ragazzi si sono vestiti con gonna, borsetta e parrucca e le ragazze con camicia e cravatta. La protesta sarebbe anche contro i dirigenti scolastici che hanno minacciato di sospensione Michael perché si veste da donna. La scuola però smentisce e dice di aver preteso solo abiti non volgari. Ha detto il preside:

Vogliamo che tutti gli studenti siano accettati per quello che sono, per come vestono e per il loro orientamento sessuale. Chiediamo solo che a scuola ci si vesta con abiti appropriati e non in modo volgare.


http://tinyurl.com/3jtzx3

Vescovo gay difende gli omosessuali dalla destra conservatrice!

Sembra intenzionato a far parlare di sè il primo vescovo omosessuale della Chiesa anglicana: Gene Robinson.

gene-robinsonRobinson, gay, divorziato e padre di due figli, ha accusato apertamente l’Arcivescovo di Canterbury Rowan Williams di non aver preso posizione contro coloro che si sono opposti alla sua nomina, tacciandolo di essere un cattivo insegnante per i religiosi.

Nella trasmissione “Hardtalk” della Bbc, Robinson ha affermato: “Io ritengo che Dio sia rimasto molto deluso dalla sua riluttanza nell’affrontare Peter Akinola e gli altri come lui che hanno rilasciato dichiarazioni che ogni persona sensata troverebbe sopra le righe”.

Nell’intervista, Robinson ha ribadito la bassezza del linguaggio della destra conservatrice, da cui emerge una considerazione degli omossessuali come una sorta di “sub-umani”.


http://tinyurl.com/4kshr8

mercoledì 7 maggio 2008

Caro Alemanno

Riporto la lettera di Cristiana Alicata pubblicata oggi sul quotidiano la Repubblica.
Non vedo l'ora di leggere la risposta.




cristiana_alicataCaro sindaco Alemanno,


Leggo le sue dichiarazioni sul Gay Pride, secondo cui esso sarebbe “una manifestazione di esibizionismo sessuale”, anche un po’ aggressivo e decido di scriverle per farle notare alcune cose.

Già nel GayPride Nazionale di Roma dell’anno scorso, visto il momento difficile per la comunità gay (legge sui Dico affossata in parlamento), la quasi totalità dei transessuali, decise spontaneamente di sfilare più coperta del solito. Giornali e televisioni, non contenti delle immagini di quel giorno dovettero rivangare vecchie immagini di repertorio per poter dare la loro deviata e pruriginosa informazione sul Pride. Perché, invece di “leggere” il Pride sui giornali, non viene davvero a vederlo, come le ha chiesto Imma Battaglia? Troverà centinaia di migliaia di cittadini e cittadine romani, che sfilano con i vestiti di tutti giorni. Perché, come uomo delle istituzioni, non chiede alla stampa e alle televisioni, di non mostrare immagini eccessive che sono oltretutto minoritarie? Non lo dico certo per perbenismo, ma perché anche a me sembra ogni volta una strumentalizzazione, dare del Gay Pride una sola immagine. In questi giorni Aurelio Mancuso, presidente di Arcigay Nazionale, ha chiesto alla comunità GLBT di sfilare al prossimo pride bolognese con il vestito del proprio mestiere.

Le faccio notare, inoltre, che le strade di Roma, ogni notte, sono teatro di esibizionismo sessuale ben peggiore, da parte di centinaia di migliaia di uomini, che mette a rischio anche la sicurezza stradale. Pensi alla Salaria, un autentico bordello a cielo aperto, dove trovano sfogo davvero troppi bravi padri di famiglia, oltre tutto con ragazzine nemmeno maggiorenni. Mi auguro che come sindaco la sua priorità sia difendere quelle donne dallo sfruttamento punendo chi crea pericolo alla cittadinanza.

Di recente ho difeso la croce celtica che porta al collo. Per qualcuno è un simbolo di morte perché viene equiparata alla svastica. Lei ha spiegato perché la porta al collo, per ragioni affettive, ed io credo che all’oggettività dei simboli, dobbiamo pur aggiungere l’umanità che essi posseggono e il valore soggettivo che gli si conferisce. Non metterei mai bocca sulla sacralità dell’amicizia. Credo, semplicemente, nelle parole che dice.

Provi ora a fare lo stesso esercizio per il Gay Pride, manifestazione che ricorda il giorno in cui un gruppo di trans, a New York, si ribellò alle botte e agli stupri quotidiani dei poliziotti. Esso per la comunità gay ha un valore simbolico. Il colore, le piume, la musica, ove ci sono, sono simboli di gratitudine verso chi, per primo, si è ribellato.

Caro Alemanno, oggi lei è anche il mio sindaco ed io, pur militando nel PD, faccio parte di quei 70.000 che si sono rifiutati di votare Rutelli. Le cose che lei dice sul Gay Pride, sono le stesse che pensano molti miei compagni di partito, quindi non ne faccio affatto un momento di scontro politico, ma la richiesta di una semplice cittadina al suo sindaco. Che sia il sindaco di tutti: venga a vedere che cosa è il gay pride. Si stupirà di venire accolto con gioia, tanto siamo abituati ad essere rifiutati, persino da chi dovrebbe essere dalla nostra parte. Faccia questa cosa rivoluzionaria, creda nelle mie parole come io credo nelle parole dei ragazzi di Colle Oppio quando dicono di non essere più fascisti. Anche questo è un passaggio di riconciliazione nazionale. Pensi ai tanti sindaci di destra delle capitali occidentali che sfilano al Gay Pride.

E superi anche lei il pensiero che l’omosessualità distrugge la famiglia. Noi facciamo parte della famiglie eterosessuali e combattiamo per vedere riconosciute le nostre, a volte i migliori interpreti di questo valore, per la forza con cui lo desideriamo.


http://tinyurl.com/4vrk3r

Uno straccio di laicità

Sex crimes and the Vatican

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