mercoledì 15 ottobre 2008

Il capitano della nazionale inglese di calcio vuole combattere l'omofobia

Rio_Ferdinand,_2004Il capitano della nazionale inglese di calcio Rio Ferdinand ha appena rotto uno dei tabù più forti nel mondo del calcio: ha chiesto esplicitamente alla Fifa di combattere l’omofobia e il razzismo nel mondo del pallone.


Non so se Ferdinand sia gay o se abbia particolari motivi per sostenere la causa GLBT e non è nemmeno poi molto interessante saperlo. Anzi il fatto che abbia deciso di spendersi per una causa che al momento non è molto popolare e che forse nemmeno lo riguarda, rende il suo gesto ancora più importante e apprezzabile.


Se il capitano della nazionale inglese si schiera in modo così netto e disinteressato su questo argomento, speriamo che che qualcun altro, non solo nel mondo del calcio, lo segua...

martedì 14 ottobre 2008

Allenatrice esonerata dalla squadra perché lesbica: arrivano le scuse

L'allenatrice del Lendinara era stata allontanata dopo il coming out. Ora la società licenzia il responsabile della discriminazione.


Le hanno chiesto scusa e le hanno chiesto di tornare. Non solo: hanno mandato via dalla società il dirigente che l’aveva licenziata. Ve la ricordate la storia dell’allenatrice della squadra femminile della Lendinarese esonerata con un sms perché omosessuale? Lei si chiama Luana Zanaga, ha 38 anni, padovana. Aveva lasciato la squadra denunciando al nostro giornale l’episodio. La società, colpita a freddo da questa vicenda (definita da Alessandro Zan, presidente veneto dell’Arcigay, «una cosa ignobile») si è riunita e ha deciso di prendere una posizione ufficiale: cacciato il dirigente che si era preso la libertà di licenziare l’allenatrice, e lettera aperta di distensione. Eccola in sintesi: «Il Gruppo dirigente della Lendinarese ringrazia Luana Zanaga per il senso di responsabilità e per l’amore per i colori biancorossi dimostrati con il nobile gesto di rinuncia della guida tecnica della formazione femminile di Serie D. La Lendinarese riconosce la eccelsa professionalità tecnica di Luana Zanaga. I dirigenti e le giocatrici esprimono piena solidarietà a Luana Zanaga per il suo impegno civile, attraverso il quale ha saputo accendere i riflettori e la sensibilità della pubblica opinione sul problema sociale della omofobia. La nostra società sportiva è da sempre rispettosa delle varie diversità siano esse religiose, razziali, sociali o di tendenza sessuale e non tollereremo mai alcun tipo di discriminazione. La Lendinarese è moralmente al fianco di Luana Zanaga nella sua campagna antidiscriminazione. Esprimiamo inoltre un plauso nei confronti di Olga Brusco capitano della squadra femminile che ha saputo con sensibilità e caparbietà ridare coesione e fiducia ad un gruppo di ragazze frammentato e demotivato. La più grande vittoria sportiva della Lendinarese e pensiamo anche di Luana Zanaga è stata quella di aver schierato al completo la squadra femminile nell’incontro di campionato disputato domenica a Padova».

«Le abbiamo chiesto di tornare», dicono in società, «ma per il momento Luana ha detto di no: noi l’aspettiamo, se vorrà un giorno tornare». E intanto il dirigente che l’aveva esonerata con un sms («questa società è pulita e non ha al suo interno drogati o omosessuali», era più o meno il testo) è stato a sua volta mandato via.


Articolo tratto dal Mattino di Padova

venerdì 10 ottobre 2008

Matthew Mitcham rattristato per essere l'unico atleta olimpico gay dichiarato

matthewPer la prima volta dal trionfo olimpico Matthew Mitcham ha parlato in conferenza stampa e ha raccontato di essere sorpreso per il fatto che, tra i 10500 atleti presenti alle Olimpiadi di Pechino, lui era l’unico gay dichiarato.

“È un po’ triste, penso, perché statisticamente dovrebbero essercene molti di più; ma, sapete com’è, è un fatto privato di ciascuno. Io non farò pressioni su nessuno per convincerlo a rivelare la propria omosessualità, è un affare privato. Ma sono fiero di essere qui, fiero di essere uno a cui tante persone possono guardare con ammirazione”.

martedì 7 ottobre 2008

Poliziotta e lesbica, cacciata dalla squadra di calcio

Luana Zanaga: la Lendinarese non vuole lesbiche. La società: l'avevamo promesso ai genitori.
di Michela Nicolussi Moro


Non c'è pace per Luana Zanaga, la poliziotta 38enne di Rovigo in servizio alla questura di Padova che ha deciso di fare outing in tivù e sui giornali, dichiarando la propria omosessualità. «Confessione» che lei considera causa del trasferimento dalle Volanti alla sala operativa. E che ora rischia di vederla allontanare dalla Lendinarese, la squadra di calcio femminile di serie D della quale dallo scorso agosto è la preparatrice atletica.

Come se non bastasse, nelle ultime ore è venuta fuori la notizia di tre procedimenti penali a suo carico. Il primo, datato 2005, riguarda una querela per violazione di domicilio presentata a Padova da una sua ex compagna ma ormai in via di prescrizione. Gli altri derivano invece da altrettante denunce depositate alla Squadra mobile di Rovigo lo scorso 26 maggio da due ragazze. Una l'accusa di molestie telefoniche (ma Luana ha raccolto in un cd tutti gli sms che scambiava con lei nei quattro mesi in cui si sono frequentate e che porterà al pm), l'altra di minacce.

«Fascicoli, questi ultimi due, rimasti in sospeso fino a oggi e tirati fuori a pochi giorni dalle mie dichiarazioni pubbliche — riflette l'agente — è un po' strano ». Per la Lendinarese è invece la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Con un sms spedito all' 1.24 di sabato, il dirigente Luca Romani ha comunicato alla Zanaga: «Mi dispiace. Cosa dico ai genitori che mi chiedono spiegazioni sull'articolo (l'ultimo uscito,

ndr), quando abbiamo sempre detto che l'ambiente è pulito e sano? Non me le fanno più venire a giocare». «Io ho semplicemente risposto che le ragazze sapevano della mia omossessualità — racconta Luana — ma mi è stato riferito il grande imbarazzo da me creato alla società. La quale aveva garantito alle famiglie delle atlete la totale assenza di droga e lesbiche nella squadra ».

Domenica, al termine della partita persa a Padova con il Crocefisso (e che la poliziotta ha guardato dalla tribuna, dopo l'ultimo allenamento di giovedì scorso), la Lendinarese ha indetto una riunione. «C'ero anch'io — riferisce Luana — le ragazze sono dalla mia parte, hanno chiesto alla società di non mandarmi via, altrimenti smetteranno di giocare, nonostante io le abbia consigliate di continuare. I dirigenti si sono riservati di pensarci su ma per me è l'ennesima doccia fredda. Proprio non me l'aspettavo, tutti erano a conoscenza della mia omosessualità ».

«Non è vero, non sapevamo nulla — ribatte Luca Romani— e comunque ognuno della propria vita privata fa quello che crede, a noi non deve rendere conto. A meno che non finisca sui giornali e in televisione e non tiri in ballo il nome della squadra senza averne il permesso. Noi non abbiamo cacciato via nessuno, la società deve ancora decidere come muoversi, si è riservata di farlo martedì sera, dopo l'allenamento. Non c'è alcuna scelta ufficiale — prosegue il dirigente — non siamo noi a voler mandare via Luana ma lei ad allontanarsi dal club comportandosi in questo modo. Non l'abbiamo mai discriminata, ma di fronte a tre querele e a quanto è uscito sulla stampa qualche spiegazione ai genitori dobbiamo pur darla». La Lendinarese sta anche pensando a ritirarsi dal campionato, perchè la squadra è spaccata a metà: otto ragazze difendono Luana, altre cinque la vogliono fuori.

Nel frattempo si muovono anche le associazioni gay. «È un atto di omofobia e di razzismo intollerabile », accusa Enrico Oliari, presidente di GayLib (cui la Zanaga è iscritta), che poi lancia un appello al governatore Giancarlo Galan. «Bisogna estirpare dalla nostra regione il razzismo e l'omofobia — esorta — affinchè casi come questo non si ripetano ». Il responsabile veneto di Arcigay, Alessandro Zan, ha invece chiesto (e ottenuto) un incontro urgente per le 11 di stamattina al questore di Padova, Luigi Savina. «Voglio capire bene la storia di Luana — spiega — e chiedere al questore un impegno sul fronte della lotta alle discriminazioni».

lunedì 29 settembre 2008

La Francia chiede all'ONU di depenazizzare l'omosessualità

Il paese dei Pacs è protagonista di un'iniziativa volta a chiedere all'Onu una depenalizzazione universale dell'omosessualità. Per ora, il governo italiano tace. Firma la petizione anche tu.



logo_onuLa Francia chiederà all’ONU la depenalizzazione universale dell’omosessualità. Lo hanno confermato il ministro degli esteri, Bernard Kouchner, ed il segretario di Stato per i Diritti Umani, Rama Yade. La richiesta di pronunciamento riguarderebbe la decriminalizzazione universale dell’omosessualità, delle leggi antisodomia, quelle contro i rapporti tra persone dello stesso sesso e le leggi contro i presunti atti osceni nei 57 paesi dove queste legislazioni esistono ancora. Mentre sono in tutto 80 i paesi che ancora considerano del tutto illegale l'omosessualità prevedendo per chi commette questo tipo di "reato" la tortura e in alcuni casi la pena di morte.

La Francia sottoporrà la sua richiesta all’assemblea dell’ONU nel mese di dicembre. In Italia, invece, nessun uomo di governo e delle istituzioni in genere si è ancora pronunciato sull'iniziativa. Nel maggio 2008, all'indomani della sua nomina, la ministra per le Pari Opportunità Mara Carfagna dichiarò: «Sono pronta a sollecitare il nostro ambasciatore italiano presso le Nazioni Unite perché si faccia portavoce della richiesta della depenalizzazione universale dell’omosessualità». Ma finora tutto tace.

Durante il governo Prodi, il nostro paese si fece promotore della moratoria universale della pena di morte. Le associazioni sperano che anche in questo caso ci sia una mobilitazione internazionale guidata dall'Italia.

Per sollecitare il governo affinché si faccia promotore insieme alla Francia di questa iniziativa è possibile firmare una petizione on-line promossa da un gruppo di donne che frequentano il forum del sito EllexElle e che ritengono doveroso diffondere questa notizia e sollecitare gli utenti del web e la società a sostenere la proposta francese.

Per firmare clicca qui

venerdì 19 settembre 2008

giovedì 18 settembre 2008

Brad Pitt a favore dei matrimoni gay

Il Los Angeles Times riporta la notizia che Brad Pitt si è schierato decisamente in favore dei diritti gay donando 100.000 dollari (circa settantamila euro) all'associazione che si oppone alla eliminazione del matrimonio omosessuale dalla legge californiana.

Lo scorso 15 maggio la Corte costituzionale californiana ha dichiarato incostituzionale la legge che vieta le nozze tra persone dello stesso sesso sulla base del diritto di uguaglianza.
Il governatore della California, Arnold Schwarzenegger, aveva deciso di non opporsi alla decisione della Corte invitando a rispettare i diritti di tutti ma numerosi gruppi conservatori e religiosi hanno raccolto le firme per appoggiare un'iniziativa che modifichi la Costituzione e dichiari incostituzionali le nozze tra omosessuali: la cosiddetta Proposition 8 che stabilisce che il matrimonio sarà possibile solo fra un uomo e una donna.

Le parole di Brad Pitt per spiegare la sua scelta di schierarsi contro questi integralisti sono bellissime nella loro semplicità:

"Nessuno ha il diritto di negare a un'altra persona la sua vita anche se non è d'accordo, perché tutti hanno il diritto di vivere la vita che desiderano finché non arrecano danni agli altri e perché non c'è posto per la discriminazione in America, voterò per l'uguaglianza e contro la Proposition 8".

mercoledì 17 settembre 2008

Intervista a Paolo Colombo: perché ho deciso di fare coming out

colombo HC7B2295Avevo anticipato nei giorni scorsi su questo blog il coming out di Paolo Colombo, giornalista sportivo e volto noto de la7.
Nel corso della serata al Borgo (durante la quale Paolo salendo sul palco per festeggiare il suo compleanno aveva dichiarato ai presenti di essere gay) Francesco, capitano dei Kingkickers aveva detto che mi avrebbe fatto chiamare dal suo allenatore...

Speravo che Paolo mi chiamasse, anche se temevo non l'avrebbe fatto: in fondo poteva essere arrabbiato per gli articoli e le foto che avevo pubblicato...
Invece stamani mi ha contattato telefonicamente e molto gentilmente ha accettato di rispondere a qualche domanda.

Come hai scoperto la notizia sul blog?
La notizia sul Blog l'ho scoperta giovedì scorso, l'11 settembre. Mi trovavo a Modena, all'allenamento del Sassuolo, che stavo seguendo per Victory.
Mi ha chiamato Fabietto, il centrocampista dei Kingkickers e mi ha detto di guardare il tuo blog perché c'era scritto della festa al Borgo. Io che sono curioso come una scimmia non ho resistito alla tentazione e sono andato subito a controllare collegandomi ad Internet con il telefonino... Apro la pagina e ci mancava poco che non mi prendesse un colpo!!!

Come hai reagito dopo aver letto l'articolo e visto le foto scattate al Borgo?
Come ho reagito? Te l'ho già detto, sensazione stranissima, anche perché avevo a dieci metri, non di più, la squadra che si allenava; non conoscevo nessuno dei giocatori...mi avevano presentato venti minuti prima al team, quindi difficilmente potevano ricordarsi il mio cognome ed il nome.
Ho pensato che se qualcuno di loro fosse andato in Internet ed avesse cercato il mio nome e cognome, la7 Victory , mi avrebbe subito sgammato...
Poi l'imbarazzo, da parte mia, di registrare nello spogliatoio, con i giocatori nudi in doccia....
Lo avevamo già fatto l'anno scorso, sempre per Victory, con i ragazzi dell'AlbinoLeffe. Dei boni da paura...ma era diverso, allora nessuno sapeva di me...
Comunque ho sempre distinto il lavoro dal resto...Sono lì per fare il giornalista. Punto e basta!!! La mia professionalità è al di sopra di tutto, anche se sono dei fighi da paura!
Non c'è da temere nulla, non è che impazzisca e salti in testa ad un giocatore...
Quindi tranquilli tutti, soprattutto se c'è qualche calciatore che legge questa intervista... Sono lì per Victory, per intervistarvi, la troupe fa le riprese e tutto finisce lì.
Tornando al tuo articolo: era molto bello, preciso, ti devo fare i complimenti, scrivi davvero bene...
Bravo anche con le foto...ne scattavano a decine e anche quella in cui bevo pensavo l'avesse fatta un ragazzo della squadra...
Sei stato davvero in gamba ad anticipare tutti.... Voto 10 e lode!!!

Grazie per i complimenti, sei troppo buono...
Dato che non ti nascondevi pensavi comunque di fare coming out?

Bella domanda. Mia madre sa che sono gay dal 1995. Con lei ho un rapporto speciale. E' una madre fantastica, che penso molti gay vorrebbero avere. Certo all'inizio non l'ha presa benissimo ma poi ha iniziato a informarsi, a leggere, a conoscere un po' il mondo gay. E' stao imbarazzante quando l'ha scoperto... Per ora non sa nulla di questo coming out ufficiale. Non penso la prenderà benissimo...Le voglio parlare di persona dopo la prima puntata di Victory, quando tornerò da Roma. Sono certo che capirà.

Non avevo pensato di fare coming out perché ci tenevo che lo sapessero solo le persone a me fidate..
Tutto è cambiato con gli Eurogames a Barcellona, quando come ho già detto, 5 ragazzi della squadra di calcio hanno scelto le telecamere di Victory per il loro coming-out.
Ho anche pianto mentre facevo le interviste, talmente erano belle e profonde le cose che dicevano...

L'ultima sera di registrazione, dopo aver bevuto un po' di sangria...ho chiesto all'operatore (era l'una di notte) se aveva voglia di registrare un mio coming-out nel porto di Barcellona. Mentre registravamo sono passati dei gruppetti di ragazze e ragazzi italiani. Incuriositi dall'argomento e sentendomi parlare italiano si sono fermati ad ascoltare...Tutti, dico tutti hanno applaudito alle mie frasi.Al che ho pensato che forse, non c'era nulla di cui vergognarsi a dire pubblicamente di essere gay.
Quando sono tornato in Italia, mentre ero a Roma per seguire le Olimpiadi di Pechino dai nostri studi, c'è stata una pre-riunione di Victory. Si dovevano decidere i servizi, non c'era Cristina Fantoni a condurre, in maternità.
A questo punto il mio Direttore Antonello Piroso, mi ha proposto la conduzione per 14 puntate, sino a fine dicembre. Poi a gennaio ritornerà Cristina. Piroso, a cui avevo scritto una mail per gli Eurogames, mi dice scherzando: "mi raccomando però, non farmi la copertina di Babilonia adesso che conduci". Ci ridiamo su, poi dico.: se ha da succedere succeda.

Nell'ambiente giornalistico è vero che le notizie girano in fretta, però in 12 anni nessuno in redazione si era accorto di me. Non mi sono mai nascosto, questo è vero ma l'ho fatto sempre nella mia vita privata.
Non so, caro Andrea, come tu abbia messo il primo articolo sul tuo Blog....probabilmente qualche spia la devi avere...
Poi, una volta sgammato al Borgo con il tuo secondo articolo che senso aveva negare tutto?
Mi sono detto: hai fatto 30 ed adesso fai 31. E' una partita da giocare fino in fondo.

Come ti senti adesso che la notizia è uscita su diversi blog e portali di informazione gay come gaynews.it e gay.it?
Come mi sento? Ancora più felice di prima. Basta nascondersi. Ne ho parlato anche con la deputata Paola Concia il pomeriggio della festa al Borgo. Lei mi ha detto che facevo bene a salire sul palco alla sera per il primo coming-out in pubblico. Magari ci fossero altri personaggi pubblici a farlo, ha aggiunto.
Poi nel mondo dello sport, che è anche il mondo di Paola (ricordiamo che ha vinto la medaglia d'oro di Tennis singolo agli Eurogames), questo la inorgogliva ancora di più.
Mi fa piacere che i siti abbiano messo la notizia, non credevo certo di suscitare tutto questo scalpore.

DSCF2416Avevi già informato qualcuno della redazione?
Ti ho detto che Piroso lo sapeva da luglio. Da un annetto pure Umberto Nigri, uno degli autori di Victory, ne era a conoscenza. I miei colleghi di Milano lo sanno. Ma a Roma, a parte i due citati nessuno. Devo dire che mi ha meravigliato il fatto che, finora, tutti i colleghi che ho sentito mi hanno fatto i complimenti.
Pensa che Roberto Bernabai, il conduttore di Area Goal, mi ha detto che sono un tipo con le palle e se mi voleva bene prima, adesso me ne vuole ancora di più.

Conferma di questo l'ho avuta anche domenica scorsa: per un problema tecnico nello studio di Roma, Roberto ed altri colleghi hanno deciso di far condurre a me, dal campo di Bologna, la prima parte della trasmissione. Se avessero avuto dei dubbi pensi mi avrebbero affidato mezz'ora di diretta? Non avevo preparato nulla, però dopo 19 anni di tv se uno non è preparato a queste emergenze allora può cambiare mestiere. E poi mi sono sempre ritenuto un "animale" da diretta. Mi piace improvvisare, non preparo mai prima le domande delle interviste...

Con la redazione mi pare che tu non abbia avuto problemi, Pensi invece che il tuo coming out ti creerà problemi con gli sportivi e i dirigenti che dovrai incontrare?
Gli sportivi...La sera del tuo scoop sono andato a cena con un giocatore di serie A , mio amico, eterissimo e pure carino. Siamo amici e alla sua amicizia tengo moltissimo, conosco pure la moglie, molto molto carina. Bene, durante la cena gli ho spiegato tutto, prima che lo leggesse su internet ho ritenuto più corretto fare così. Non ha battuto ciglio. Ha detto che per lui resto sempre un amico e che non cambia nulla. Meglio di così non poteva andare.
Io all'amicizia credo moltissimo e questo mi ha fatto sentire in paradiso.

Venerdì sera secondo step: ho parlato con un dirigente del Sassuolo, piano piano ho detto pure a lui la verità. Nessun problema neppure da parte sua. Queste le sue parole: " Se ti muovi come hai fatto qui con professionalità e competenza sarai sempre inattaccabile. La tua professionalità non si mette in dubbio".
Ha pure aggiunto che, secondo lui, non ci saranno problemi con le altre squadre. Vedremo...
Intanto le telecamere di Victory hanno portato fortuna al Sassuolo che ha vinto due partite di fila.
Sabato sera terzo step. Ho un altro carissimo amico calciatore, sempre di serie A, che chiamo quasi sempre alla vigilia della partita per una nostra cabala... Tutte le volte che ci sentiamo il giorno dopo lui segna. E' successo anche domenica scorsa.
Anche a lui ho chiesto se aveva curiosato in internet e se sapeva che sarei stato io il conduttore di Victory. Alla sua risposta negativa gli ho detto candidamente che avevo allenato la squadra gay agli Eurogames, che avrei dedicato una puntata della trasmissione ai gay... Lui era già stato intervistato sul tema....quindi più indizi fanno una prova...
Non ci arrivava ed allora ho detto semplicemente: "sono gay". Anche per lui, fidanzatissimo con una ragazza stupenda, la reazione è stata positivissima. Mi ha detto che era onorato di saperlo da me e che lui e la fidanzata conoscono alcuni gay. Anzi mi ha detto che i gay sono quelli con cui lui va più d'accordo...
Meglio di così non mi poteva andare... Ha pure scherzato dicendo che quando ci vedremo su qualche campo di serie A per mettermi in crisi mi presenterà i suoi compagni di squadra più fighi...

Ne approfitto per ringraziare i miei due amici calciatori attraverso il tuo Blog. Sono due grandi...e spero che molti altri possano dimostrarmi la loro amicizia.

Paolo TMC 1Non tutti nel mondo del calcio la pensano come i tuoi amici calciatori di serie A.
Come dimenticare le dichiarazioni di Moggi dei mesi scorsi e anche quelle della ex sig.ra Fini. Sono stati molto chiari: "Non possono esserci gay nel calcio".
Davvero non ci sono calciatori di serie A gay? Ne hai conosciuto qualcuno? Qualcuno si è confidato con te?

Non voglio replicare a simili cazzate. Sarei a rischio di querela se dicessi cosa penso del primo personaggio da te citato, che peraltro ho avuto modo di intervistare molte volte. Quindi no comment.
Non ci sono calciatori di serie A gay? E' come se mi chiedessi se credo ancora alla Befana...è da tempo che non ci credo!!! Ci sono eccome, così come ci sono in tutte le altre categorie di lavoratori.
Certo che ne conosco, ma anche qui, per evitare querele non posso parlare, qualcuno di loro è anche famosissimo!!! Alcuni hanno avuto storie con miei amici... quindi prove vere, non per sentito dire...
Con uno sono andato vicinissimo ad un invito a cena, era il 2000. Tutti e due non ci siamo mai sbilanciati l'uno con l'altro. Certo è che quando ho intuito che lui sospettasse qualcosa di me ho cercato di farglielo capire...sapevo che non si sarebbe mai sbilanciato. Non avessi fatto il giornalista forse ci sarei anche uscito...
Sai, mi sono sempre divertito, durante le interviste, a guardare fisso negli occhi i calciatori "sospetti" per metterli in imbarazzo e ci sono sempre riuscito!!! Ma secondo te si sarebbero confidati con un giornalista??? Magari potrebbero farlo adesso che sanno che io sono gay.
Questo sì, sarebbe un onore per me... Ma ripeto, non confondiamo il lavoro, la professionalità con altro.
Non farei mai la prima mossa. Ripeto io sono lì per lavorare. Se poi qualcuno vuole faccia lui la prima mossa. Dopo sarebbero solo fatti nostri. Pensi che se uscissi con un giocatore andrei a sbandierarlo in giro??? Non ci penserei proprio.

Hai mai avuto storie con sportivi?
Mai avuto storie con sportivi. GIURO!!! Mi piacerebbe da morire però. Oddio... non so quanto si interesserebbero a me visto che adesso ho un fisico da Gatto Silvestro!!!

Come sarà il nuovo Victory?
Ci sarò io in studio, 4/5 servizi e poi le rubriche con il nostro quiz che è diventato un tormentone per gli sportivi. Da oggi sarò a Roma e, dopo aver parlato con gli autori Filippetto e Nigri che ringrazio pubblicamente per aver creduto nella mia conduzione, ne saprò di più.
Ti posso dire che venerdì parleremo del Sassuolo (ricordo che le telecamere sono entrate nello spogliatoio.. ma non finiremo mai nella volgarità o nel nudo integrale) vedremo questa bellissima realtà del calcio genuino di provincia. Poi spazio alla Mourinho story con un collega, Nicolò di Thiene che è andato a realizzare il reportage in Portogallo. Ci sarà anche un servizio sulle terre dei piloti (Valentino Rossi) e la storia di Russo, il pugile che ha vinto la medaglia di bronzo alle olimpiadi di Pechino.
Certo i fighi, mi si conceda questa parola, non mancheranno nella prima puntata.

Dopo la puntata su omosessualità e sport di vui hai parlato prima ci sarà una rubrica settimanale su questo argomento?
La puntata sull'omosessualità nello sport è la più difficile da realizzare: a Barcellona abbiamo registrato 13 ore di materiale. Ci sono poi le interviste fatte agli sportivi professionisti. Montarla sarà un inferno!!! Certo, ci sono tante realtà di sport gay: mi piacerebbe da morire poter ritagliare uno spazio all'interno di Victory, vedremo... Di sicuro proporrò a Piroso ed agli autori una rubrica settimanale su questo argomento.

Credi che qualche sportivo dopo aver visto la trasmissione potrà trovare il coraggio di fare coming out?
Basterebbe che uno solo lo facesse e per me sarebbe come vincere il premio Pulitzer.
Certo è che i ragazzi dei Kingkickers ci hanno messo la faccia, io mi gioco una carriera giornalistica. Spero lo faccia anche uno sportivo, non importa di quale sport, non importa di quale serie o categoria, basta che sia un po' conosciuto.
Se ogni gay avesse le palle per dichiararsi con tranquillità, sono sicuro che alla fine essere omosessuali sarebbe una cosa normalissima.


Ringrazio ancora Paolo Colombo per aver risposto alle mie domande.
Credo proprio che, viste le anticipazioni che Paolo ci ha fatto, Victory sarà una trasmissione da non perdere.

domenica 14 settembre 2008

Imma Battaglia: "Gli omosessuali non subiscono vere discriminazioni. Basta col vittimismo"

imma-battagliaSfogliando Repubblica di oggi, nello spazio delle lettere, trovo un intervento di Imma Battaglia, presidente di Di'GayProject. Frasi che, francamente, mi lasciano un po’ perplesso e mi sembrano sparate là tanto per andare contro l’Arcigay:
“Mi scuso per il ritardo con cui scrivo, ma ho preferito far calmare le acque della presunzione gay. Ho condiviso ogni parola dell’articolo di Francesco Merlo (del 23 agosto us), sul vittimismo gay e sul protagonismo mediatico di Arcigay e di tutti gli autoreferenziali rappresentati gay. Non se ne può più di questo bisogno di urlare una condizione che è normale, non ha nulla di particolare e che, detto seriamente, non subisce alcuna vera discriminazione. Chiedo scusa se sono molto sincera”.


La solita inutile e squallida lite di cortile tra associazioni gay. Quanto al fatto che “non subiamo alcuna vera discriminazione”: dove vive Imma? Dentro al Gayvillage?
Senza contare il fatto che adesso ci dovremmo aspettare che Imma chiuda la sua associazione in quanto ha assolto gli scopi che si prefiggeva come si può leggere sul sito dell'assoziazione: “DGP è una Aps (Associazione di promozione sociale) pacifista, apartitica, non violenta e democratica che si oppone attivamente ad ogni forma di discriminazione nei confronti delle minoranze gay, lesbiche, bisessuali, transessuali e transgender”.

giovedì 11 settembre 2008

Un giornalista gay presenterà Victory

La notizia sarà resa ufficiale domani.

pic_019Torno sulla notizia di un altro probabile presentatore gay sugli schermi della tv italiana (anticipata alla fine di agosto su questo blog) per annunciare che mi sono preso un’altra piccola “esclusiva” riuscendo ad anticipare di un giorno la notizia ufficiale….


Paolo Colombo, volto storico de La7 sarà il nuovo conduttore di Victory, il settimanale sportivo di approfondimento che inizierà venerdì 19 settembre alle 23.15. ovviamente su La7 in chiaro.
Ma ancor più chiaro è il coming out che ha fatto Paolo, per ora “solo” davanti a qualche migliaio di persone ma chissà che non si ripeta prossimamente anche in tv.
E’ bastata una soffiata per svelare il mistero.

Domenica 7 Settembre, come ogni domenica che si rispetti a Milano, c’è un appuntamento fisso per il popolo gay al Borgo del Tempo Perso, la serata Join the Gap, che da anni fa tendenza e storia nella capitale lombarda. Tra le 3000 e le 5000 persone ogni domenica e tra queste c’è chi festeggia il compleanno.
Era semplice, bastava fare due calcoli. Colombo compiva gli anni il 3 mercoledì, il 7 domenica c’era la sosta di campionato di serie A, quale occasione migliore per festeggiare al Borgo?
Sono andato, ovviamente mescolato alla folla.

Ottimo buffet dalle 20:30 con il giornalista scatenatissimo a mangiare (sarà per questo che è un po’ soprappeso?). Dopo è arrivata anche la “sua” squadra di calcio, i Kingkickers, che come vi avevo detto ha allenato alle ultime edizioni degli Eurogames, molti ragazzi della squadra erano presenti con tanto di striscione, un sacco di amici e un tavolo riservato per festeggiare il loro mister.

Alle 23 lo spettacolo ed il colpo di scena: Amedeo Patrizi, vice presidente del CIG (Centro Iniziativa Gay di Milano), autentico anfitrione della serata , chiama come sempre sul palco chi festeggia il compleanno.
Tra questi c’è anche il giornalista che fa capolino tra gli altri ragazzi festeggiati.
Arriva la domanda provocatoria - o forse era stato tutto preparato ad arte -
“Ci hanno detto che hai allenato una squadra di calcio gay agli Eurogames e che dedicherai una puntata di Victory ai gay nello sport, ma è vero?“ chiede Amedeo a Paolo.

Visibilmente imbarazzato Colombo tentenna un attimo poi parte a razzo: “Beh , in effetti ringrazio moltissimo il mio Direttore Antonello Piroso che mi ha concesso questo privilegio di seguire gli Eurogames, dando visibilità a questi ragazzi, ai gay che fanno sport…rompendo il muro di omertà, tutta l’omofobia che regna nel mondo sportivo. Sono 12 anni che faccio il giornalista a Telemontecarlo , diventata poi La7, è giunto il momento di dirvi la verità….sono gay e non me ne vergogno!”

Applausi a raffica , tant’è che Colombo fatica a riprendere la parola:

“Sono stufo di sentire e leggere tutte queste palle, tipo i gay nel calcio non esistono…è uno sport da maschi… mai sentite frottole come queste…i gay ci sono anche nel calcio eccome!!!”

A questo punto parte un'ovazione….

“Devo dar merito ai giocatori dei kingkickers di averci messo la faccia, ben 5 di loro faranno coming-out nella puntata di Victory dedicata ai gay…loro si che hanno avuto le palle, non come quelli che girano e si fanno fotografare con le veline e poi sono più finocchi di loro… basta con i matrimoni di facciata anche tra gli sportivi…che tristezza…
Per me sarebbe come vincere un oscar se, dopo aver visto la trasmissione, la puntata andrà in onda ad ottobre, anche un solo calciatore, non mi importa in quale serie giochi , serie A o di serie D, avesse il coraggio di dire ”anche io sono gay, che male c’è? “


Il pubblico ormai in delirio non mi permette di capire tutte le parole dette sul palco….
Ma Paolo dice che è vero, sì sarà lui a condurre Victory , almeno le prime 14 puntate, il suo sogno sarebbe quello di poter inserire, dopo la puntata dedicata ai gay, una rubrica gaia all’interno della trasmissione. Poi l’ultima sfida:

”Certo so che fare coming out è una decisione che ti cambia la vita. Non dico di voler cambiare il mondo dello sport, anzi sono certo che negli stadi potrò anche avere dei problemi - ma pensate alla faccia dei giocatori quando si troveranno di fronte un giornalista gay…
Spero di non perdere l’amicizia che ho con alcuni di loro…tranquilli non ho mai avuto storie con calciatori…però mi piacerebbe“
. Viva la sincerità!!!

Amedeo ringrazia pubblicamente Paolo Colombo ed invita addirittura il suo Direttore Antonello Piroso per una serata futura, gli applausi si sprecano e le congratulazioni pure, chiedo di poter scambiare quattro chiacchere con il giornalista ma mi dice che sino alla presentazione del palinsesto (che avverrà domani) preferisce non parlare…peccato lo abbia già fatto sul palco!!!

Nella bolgia del Borgo sono riuscito anche a scattare anche qualche foto…..


DSCF2311
Paolo Colombo sul palco


DSCF2301
Paolo durante la serata



Riesco a parlare con Francesco, il capitano della squadra:

”Abbiamo già festeggiato il nostro mister venerdì sera, con una festa a sorpresa…se lo meritava per quello che ha fatto per noi. Paolo è entrato a far parte del gruppo e guai a chi ce lo tocca. So che anche lui stravede per noi ed ha detto che gli abbiamo rivoluzionato la vita. Mai avrebbe pensato di fare coming out ma dopo le nostre interviste qualcosa in lui si è smosso. Mi fa enormemente piacere. Non pensavo potesse arrivare a tanto - prosegue Francesco - addirittura salire sul palco e dire queste parole davanti a 2-3mila persone. Davvero bravo il nostro mister!!! Adesso aspettiamo con ansia la prima puntata di Victory, poi vediamo…anche perché ad ottobre toccherà a noi… sai che brivido?“

Chiedo infine a Francesco il numero di cellulare di Paolo per un'intervista nei prossimi giorni ma lui preferisce tutelare il suo mister…”ti farò chiamare io” mi dice. Intanto credo proprio che Colombo guarderà internet… su questo sito trova tutti i riferimenti per contattarmi, spero sinceramente lo faccia presto.

Lo scoop è servito, posso tornare a casa soddisfatto. Da stasera abbiamo il primo giornalista sportivo gay dichiarato anche in Italia.

mercoledì 10 settembre 2008

L'Australia dedica un francobollo al suo campione gay

Il governo australiano ha dedicato un francobollo a Matthew Mitcham, il nuotatore medaglia d'oro ai giochi di Pechino che prima di partire per la Cina aveva dichiarato la sua omosessualità.

francobollo_matthew

domenica 31 agosto 2008

Forse avremo un gay, per ora non dichiarato pubblicamente, a condurre , oltre Fabio Canino e Cecchi Paone

Se è vero che la vita comincia a 40 anni, per Paolo Colombo, volto storico de la7, 41 anni il prossimo 3 settembre, starebbe per iniziare una nuova avventura televisiva.
Fin'ora sulla rete nazionale in chiaro non aveva condotto nessuna trasmissione ma il suo momento starebbe per arrivare



Paolo ColomboAvremo forse un gay, sebbene per ora non dichiarato pubblicamente, a condurre , oltre Fabio Canino e Cecchi Paone????

E' stato e questo non lo nasconde neppure lui, agli Eurogames 2008 a Barcellona, i grandi giochi gay che si disputano ogni 4 anni, nello stesso anno delle Olimpiadi.

Era già stato agli Eurogames di Munich 2004, assicurano dei ragazzi che parteciparono a quell'edizione... Allora allenava la squadra di calcio gay, e lo stesso ha fatto quest'anno con i Kingkickers una squadra di calcio gay milanese. "E' nato tutto per gioco", assicura il capitano della squadra Francesco, 37 anni, nessun problema a dichiararsi gay. Un ragazzo molto maschile, che ha iniziato a giocare a calcio all'età di 5 anni. "Tramite un amico in comune gli è stato chiesto se voleva venire ed ha accettato. E' stato preziosissimo per trovarci lo sponsor tecnico e, soprattutto per proporre al suo direttore Antonello Piroso una puntata di Victory dedicata ai gay nello sport. Le telecamere di Victory ci hanno seguito per 4 giorni a Barcellona e ben 5 giocatori della nostra squadra faranno coming out in una puntata del programma sicuramente destinata a creare scalpore. Di più non vi posso dire...Chiedete a Colombo....scatenatissimo a Barcellona tant'è che dopo i giochi si è fermato una settimana in vacanza in Catalogna...."

Cosa ci possiamo aspettare a questo punto? Forse una puntata di Victory dedicata ai gay nel mondo dello sport? O forse, addirittura, una rubrica settimanale su questo argomento?
Sarà giunta, finalmente, l'ora di sdoganare questa mentalità ottusa dello sportivo che non può essere gay? Noi ci aiuguriamo decisamente di sì.
Sarebbe davvero bello se ci fosse anche in Italia qualcuno che si dichiarasse...

Ed in effetti Paolo Colombo in questi anni, pur non facendo coming out, si è sempre fatto vedere in giro con bellissimi ragazzi, qualcuno maligna che abbia avuto una storia con un modello che oggi fa l'attore.
Soprattutto gira sempre nella settimana della moda maschile alle sfilate ed alle feste, chissa perchè?!?!
Non si vede a feste mondane nel corso degli altri mesi, chissà quali giri frequenterà???

Se qualcuno ne sapesse di più può aggiungere commenti....

Noi sappiamo che la sua carriera sulle tv nazionali inizia nel 1996 quando viene assunto nella redazione sportiva di TeleMonteCarlo; ha seguito i Mondiali di Calcio Francia 98 ed è stato inviato al Giro D'italia.
Ha curato un reportage su Pantani. E' stato inviato per le trasmissioni Effetto Reale, Reality, Victory, il Processo Biscardi (2001-2002).
Ha seguito i maggiori avvenimenti in Italia con collegamenti in diretta per il tg.
Nella stagione 2005-2006 sul Digitale Terrestre la7 Sport 2.

Tra i suoi servizi ricordiamo



“una giornata con Sebastian Giovinco” il piccolo-grande giocatore della Juventus che sta diventando ogni giorno di più una icona gay



il servizio sul ritorno di cassano in una squadra italiana (la sampdoria) dopo l'avventura iberica


Marco Pantani: mistero italiano


Vi terremo informati nei prossimi giorni nel caso, speriamo probabile, ci saranno delle novità

venerdì 29 agosto 2008

Matthew Mitcham: NBC si scusa per comportamento omofobo

Articolo tratto dal sito GayWave

matthew5Continua la vicenda dell’oro olimpico Matthew Mitcham; la rete statunitense NBC, dopo avere censurato la sua omosessualità, ha ricevuto parecchie critiche dalla comunità LGBT, tanto da convincere i vertici a scusarsi.

Vergognoso il comportamento omofobo della rete: non solo ha censurato ogni riferimento all’omosessualità ed al compagno di Matthew, ma si è anche rimangiata la parola!
L’evidente omissione nel servizio della rete su Matthew, infatti, non era passata inosservata, e le critiche sono scattate a poche ore di distanza; La NBC, per tutta risposta, aveva negato ad oltranza di aver omesso qualcosa od osservato una politica omofoba e perbenista. Ora invece Gary Zenkel, presidente della rete, ha redatto una dichiarazione ufficiale in cui si scusa per l’accaduto.
Dice la dichiarazione: “Ci pentiamo di non aver raccontato la storia di Mitcham, e mi scuso a nome del network per ogni omissione seppure involontaria”.
Evidentemente le organizzazioni LGBT devono aver sollevato un bel vespaio negli Stati Uniti.
Una mezza soddisfazione per Matthew ed il suo partner, che sano benissimo che l’omissione non è stata affatto involontaria.

martedì 26 agosto 2008

Matthew Mitcham, critiche sulla censura della Nbc

Articolo ripreso da Queer|blog.it


matthewmitchamboyfriendNon solo in Italia la censura televisiva colpisce i personaggi gay belli e vincenti. Pensate a una promessa dei tuffi che prima si ritira dall’attività, poi l’anno prima delle Olimpiadi decide di tornare a gareggiare e si presenta a Pechino 2008 per sfidare i cinesi a casa loro. Nella prima gara - i 3 metri - non arriva neanche in finale, ma nella “sua” gara, la piattaforma 10 metri, vuole dare il meglio: dopo il primo salto è nono, poi recupera e arriva al secondo posto dopo il quinto salto, ma è lontanissimo dal cinese. E i cinesi aspettano solo questo oro per fare en plein: 8 medaglie d’oro su 8 gare.

Tutti gli altri atleti (e allenatori e tifosi e spettatori) non cinesi tifano per lui e all’ultima prova tira fuori il tuffo della vita, 3,8 di coefficiente e un’esecuzione quasi perfetta: quattro 10 e due 9,5, totale 112,10, il punteggio più alto mai raggiunto da un tuffatore alle Olimpiadi. Primo posto, vittoria e medaglia d’oro. Questo stesso ragazzo di 20 anni, Matthew Mitcham, poco prima dei Giochi ha rivelato, con estrema tranquillità di essere gay e di convivere con il fidanzato Lachlan, che è presente a Pechino grazie a uno sponsor, la Johnson&Johnson. E infatti dopo la cerimonia di premiazione Matthew vola sulle tribune, abbraccia e bacia la mamma - che lo ha sempre aiutato e sostenuto - e subito dopo bacia il suo fidanzato.

Una storia meravigliosa, perfetta da raccontare come favola dei Giochi Olimpici e rivincita degli outsider sui predestinati. E infatti i giornali ne parlano diffusamente dall’Australia fino all’Italia, dove Gabriele Romagnoli scrive uno splendido articolo su Repubblica. Negli Stati Uniti, però, scoppia una polemica perché la Nbc - durante tutta la gara e al momento della premiazione - si dimentica di raccontare la storia umana e sportiva di Matthew.

Mi sembra già di sentire le risposte piccate di qualcuno: “ma i giornalisti non devono ficcare il naso sotto le lenzuola”, oppure “l’orientamento sessuale degli atleti non è una notizia”. Invece lo è, probabilmente, se sei l’unico atleta gay “fuori dall’armadio” e prendi l’oro, se batti i cinesi a casa loro e se, dopo la premiazione, corri ad abbracciare e baciare il tuo ragazzo. È qualcosa che si era visto finora? No. E dunque è una notizia, una gran notizia (bella o no, dipende dalle idee del giornalista, ma comunque è una notizia).

Per di più la Nbc si è distinta per raccontare le vicende umane di Michael Phelps sin nei minimi particolari; e qui si obietterà “Certo, quello è americano!”. Ma la Nbc ha dato anche grande spazio al triangolo amoroso fra Laure Manaudou, Luca Marin e Federica Pellegrini: una francese e due italiani. In tutto questo non c’era spazio per accennare alla favola di Matthew Mitcham?

domenica 24 agosto 2008

Matthew Mitcham intervistato festeggia con mamma e fidanzato

Un felicissimo Matthew Mitcham festeggia davanti alle tv la sua medaglia d'oro nei tuffi dalla piattaforma 10 metri alle olimpiadi di Pechino a fianco della mamma con cui è cresciuto e del fidanzato Lachlan Fletcher, che vive con lui.

Matthew, l'unico gay dichiarato prende l'oro a Pechino


Matthew Mitcham Médaille d'or
by GayClic


Grazie Matthew Mitcham per questa straordinaria vittoria e per la tua sincerità nel vivere tranquillamente la tua vita anche prima della medaglia.
Se guardate il video fino alla fine, dopo la premiazione Mitcham si arrampica a baciare prima la mamma e poi il fidanzato. La tv italiana ha censurato anche questa scena...

Morto steward italiano con il compagno e il figlio di tre anni

L'ultima telefonata al padre: vado via per un po'. Ma la famiglia non sapeva dove. Il giallo dell'identificazione



Domenico aveva osato sognare una vita accanto al suo amico più amato, Pierrick. Diceva che «solo chi sa sognare può volare» e chi l'ha conosciuto giura che quelle parole non avevano niente a che fare con la sua professione di steward.

Anni e anni passati in volo, prima per l'Alitalia, poi per l'Air France. Domenico Riso, cresciuto sotto il sole e davanti al mare della Sicilia, prendeva più aerei che autostrade, vedeva più nuvole che palazzi. È l'unico italiano morto fra le lamiere e le fiamme dell'Md-82, sulla pista di Barajas. Aveva 41 anni e la pretesa di chi è felice: vivere cent'anni assieme alle persone più amate. Pierrick e il suo bambino di tre anni, Ethan: erano loro quelle persone. Erano la sua «famiglia», le sue vacanze, i suoi sogni, i suoi coinquilini nella bella casa di Parigi, «una piccola reggia accogliente e calda » conferma il cugino dello steward, suo omonimo. Pierrick Charilas ed Ethan erano accanto a lui sul volo della catastrofe. Sono morti seduti l'uno vicino all'altro perché martedì pomeriggio Domenico era fra i passeggeri: non era salito su quell'aereo per servizio. Stavolta si partiva per le vacanze, tutti e tre assieme, come al solito, per qualche giorno di riposo sulle spiagge delle Canarie. Domenico aveva ottenuto dalla Spanair una tariffa agevolata, quella riservata ai bambini. Per questo accanto al suo nome, nella lista dei passeggeri, c'era scritto «niño», bambino, e per questo è stato difficile identificarlo.

Nessuno fino a ieri mattina aveva chiesto informazioni su quel passeggero dal nome italiano. Non una chiamata di un parente o di un amico allarmato. Sembrava un giallo. All'ambasciata e alla Spanair hanno capito dopo il perché. Domenico era sempre in volo e spesso non chiamava nemmeno casa per dire dove stesse andando. Un volo per lui era come spostarsi in macchina di pochi chilometri. Aveva telefonato al padre Pietro poche ore prima di partire, martedì. Ma erano state soltanto due parole: «Vado in vacanza per un po'», nessun dettaglio sulla destinazione. Così né il vecchio marinaio Pietro né le sorelle di Domenico (Concetta e Marianna) potevano immaginarlo sull'aereo della morte (la madre è scomparsa qualche anno fa). Lo hanno saputo ieri mattina, a casa Riso. E hanno saputo anche di Pierrick ed Ethan, nomi tante volte sentiti dalla voce di lui. Pierrick una volta era campione di aerobica, ha avuto una storia d'amore poco fortunata con la madre di Ethan e poi ha deciso di vivere con il bambino e Domenico nell'appartamento parigino, come fossero una famiglia fra tante, con il bambino da tirare su assieme.

Non che la cosa sia sfuggita alle malelingue di Isola delle Femmine, borgo marinaro alle porte di Palermo che «l'uomo dei cieli» (come lo chiamavano gli amici) aveva lasciato nel 1997 per la capitale francese. Due uomini che vivono assieme, si sa, sono fonte di chiacchiere e in paese non sono certo le chiacchiere che mancano. Se poi c'è di mezzo un bambino piccolo, amatissimo da tutti e due e che per Domenico era come un figlio, si può arrivare fino ai pettegolezzi più velenosi. Ma lui, Domenico, ha sempre tirato dritto per la sua strada. Come fece quella volta che decise di mettersi l'orecchino. Pazienza se qualcuno non gradiva. Se qualche parola di troppo lo irritava respingeva la rabbia cantando, lirica soprattutto, una delle sue tante passioni. Non era tipo che non osasse, Domenico. Lui volava. E «solo chi sa sognare può volare».

http://www.corriere.it/cronache/08_agosto_22/steward_incidente_aereo_9beaacfa-700f-11dd-9278-00144f02aabc.shtml

mercoledì 23 luglio 2008

Bologna: figlia affidata anche al padre omosessuale

Riporto integralmente la notizia letta su wikinotizie

Il Tribunale di Bologna ha deciso l'affido congiunto di una bambina di 10 anni ai due genitori, uno dei quali dichiaratamente omosessuale.

Il provvedimento, che secondo Rita Rossi, l'avvocato del papà gay, è uno dei primi in Italia, è arrivato dopo una precedente sentenza del tribunale del capoluogo emiliano che affidava la figlia alla madre lasciando però al padre la facoltà di vederla quando lo desiderasse, al seguito della quale la ex moglie, dopo essersi opposta all'eventualità di un affido condiviso perché il padre non sarebbe stato in grado di occuparsi della figlia, ha però negato all'uomo la possibilità di frequentare la bambina.

I giudici, sollecitati dal padre che si è appellato alla legge 54 del 2006, sono perciò nuovamente intervenuti asserendo che «Il semplice fatto che uno dei genitori sia omosessuale non giustifica - e non consente di motivare - la scelta restrittiva dell'affidamento esclusivo».

La bambina continuerà dunque a vivere insieme alla madre ma dovrà trascorrere alternativamente un fine settimana, tre giorni a Pasqua, 6 a Natale e tre settimane estive a partire dal 2009 col padre.

Positivo il commento di Aurelio Mancuso, presidente Arcigay, che ha dichiarato: «Si prefigura come un altro segno di civiltà giuridica, in un paese dove è solo la politica che non fa il suo dovere». «Questa sentenza rafforza l’idea condivisa in tutta l’Europa e l’Occidente avanzati che le e gli omosessuali sono buoni genitori e hanno gli stessi diritti di quelli eterosessuali»

lunedì 7 luglio 2008

Un gay si sposa con un cittadino USA ma l'Italia sice no

Preannunciata iniziativa legale di "Certi Diritti"


Un italiano si sposa a San Francisco con un cittadino Usa e il consolato respinge la richiesta di riconoscimento. Preannunciata iniziativa legale di "Certi Diritti". "La scorsa settimana, a San Francisco, un cittadino italiano, naturalizzato Usa, A.Q., si e' sposato con un cittadino Usa, B.S., una delle parti lese nella causa poi vinta per la decisione della Corte Suprema della California di eliminare la discriminazione che vietava il matrimonio tra persone dello stesso sesso". Lo comunica Sergio Rovasio, Segretario Associazione Radicale Certi Diritti.

"La causa e' durata quattro anni e finalmente, a seguito della storica sentenza, la coppia ha potuto accedere all'istituto del matrimonio. Il cittadino italiano - aggiunge Rovasio - si e' poi recato presso il consolato italiano per la trascrizione del suo matrimonio nel registro dell'Aire. Dopo due giorni gli uffici consolari italiani gli hanno reso la documentazione con la motivazione che in Italia il matrimonio si puo' fare solo tra persone di sesso diverso. Per lo Stato italiano - conclude - egli e' celibe nonostante sia regolarmente sposato in California. Vista l'intenzione della coppia di vedersi riconosciuti i diritti di uguaglianza incardinando un'azione legale in Italia e in Europa, l'Associazione radicale Certi Diritti preannuncia sin da ora il suo pieno sostegno alla coppia neo sposata".

lunedì 30 giugno 2008

UE: Anche ai gay i diritti delle coppie etero

Paesi con leggi troppo diversi, è discriminazione


Matrimoni, coppie e coabitazioni di fatto o il nulla, la mappa dei diritti di lesbiche, gay, bisessuali e transessuali (Lgtb) varia, e molto, nella Ue. Una diversificazione che risulta discriminatoria, accusa l'Agenzia europea dei diritti fondamentali di Vienna, che oggi ha diffuso un rapporto sull'omofobia. 'L'uguaglianza di trattamento - afferma il direttore dell'agenzia Morten Kjaerum - e' un diritto fondamentale ed il fatto che lesbiche, gay, bisessuali e transessuali non siano trattati in maniera uguale in Europa e' una ragione di inquietudine'.

I matrimoni gay sono legge in Olanda, Belgio e Spagna. Nel Regno unito esistono unioni equiparate al matrimonio mentre sull'altro versante Italia, Grecia, Irlanda, Polonia, Malta, Cipro, Estonia, Lettonia, Lituania, Slovacchia, Bulgaria e Romania non prevedono alcuno strumento legale per le coppie dello stesso sesso. In Austria, Portogallo ed Ungheria esiste la coabitazione di fatto anche per i Lgtb mentre forme di unioni civili sono previste in Francia, Danimarca, Svezia, Germania, Finlandia, Lussemburgo, Slovenia e Repubblica ceca.

'I diritti ed i vantaggi delle coppie sposate - sottolinea il rapporto - devono essere estese ai partner dello stesso sesso, anche per il ricongiungimento familiare ed i diritti in materia di libera circolazione'. Su quest'ultimo aspetto, il rapporto cita il caso di due omosessuali italiani sposatisi in Olanda e che si sono poi visti negare in patria il riconoscimento del loro matrimonio. Undici paesi Ue non riconoscono i matrimoni gay contratti in un altro Stato membro. Il rapporto punta il dito anche contro le 'interdizioni' ai gay pride e sottolinea la necessita' di proteggere i transessuali, 'spesso ignorati o dimenticati'. In autunno l'Agenzia presentera' un secondo rapporto sugli aspetti sociali dell'omofobia.


http://www.gaynews.it/view.php?ID=78344

Uno straccio di laicità

Sex crimes and the Vatican

Disclaimer

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001.