Ho deciso di pubblicare nella giornata della memoria un film documentario edito nel 2000 da Rob Epstein e Jeffrey Friedman.
Il film raccoglie la testimonianza di diversi uomini e donne che furono arrestati dai nazisti per omosessualità in base al paragrafo 175, la legge contro la sodomia del codice penale tedesco.
Tra il 1933 e il 1945, 100.000 persone furono arrestate in base al paragrafo 175. Alcuni di essi vennero imprigionati, altri mandati in campo di concentramento. Solo 4.000 sono sopravvissuti.
Avvertenza importante.
Il film, come vedrete, è ospitato su un server (Megavideo) che mette a disposizione il suo spazio gratuitamente aggiungendo della pubblicità. Pertanto ricordate che al primo clik si aprirà una nuova finestra con della pubblicità, al secondo partirà il film regolarmente. Cerchiamo tutti di avere pazienza, è già tanto che in internet giri gratuitamente questo film.
Per vedere il film cliccate qui
martedì 27 gennaio 2009
27 gennaio, giornata della memoria
lunedì 12 gennaio 2009
Calciatori gay: parla l'amante di un giocatore della Triestina
Articolo ripreso da queer|blog.it
Torniamo a parlare di calcio e gay invisibili. Dopo le dichiarazioni dei giorni scorsi di Lippi e di Ancelotti e dopo quelle dei dirigenti del calcio triestino, Boris Alesko non ne ha potuto più e ha “esternato”, come suolsi dire. Boris Alesko ha trentun anni ed è rappresentante di abbigliamento residente da anni a Trieste. Ecco cosa ha detto:
Mi chiamo Boris Alesko e ho avuto una relazione con un giocatore della Triestina. Se parlo è solo per sbattere la verità in faccia ai bigotti, a chi nega la realtà, a chi ha stupide paure e ottusi preconcetti. Sono rimasto sconcertato dalle dichiarazioni del presidente del San Luigi Ezio Peruzzo e di altri dirigenti sportivi di squadre dilettantistiche locali questa gente deve arrendersi al fatto che, piaccia o meno, persone gay ce ne sono ovunque. Così come ci sono i calvi, i baffuti, i magri, i simpatici o i timidi. Esistono in tutte le categorie. Negare la presenza di omosessuali nello sport è negare la realtà che ci circonda. Noi gay sappiamo essere forti, muscolosi, atletici e vincenti come gli uomini con la “u” maiuscola. E visto che nessuno se ne accorge, è evidente che sappiamo fare il nostro dovere in squadra, non creiamo problemi negli spogliatoi e nemmeno nel gruppo.
Tutta la storia la potete leggere qui. A Boris, il nostro plauso.
giovedì 8 gennaio 2009
Campione di ultimate fighting fa coming out: "Cominciai per difendermi dalle minacce"
In America c'è anche un campione di «ultimate fighting» dichiaratamente gay: Shad Smith ha fatto «coming out» dalle pagine del New York Times in un’intervista in cui ha rivelato di aver cominciato da giovane a studiare le discipline marziali perché si sentiva minacciato per il proprio orientamento sessuale. Nella Nba di basket fece scalpore il caso dell'ex star John Amaechi, diventato il primo giocatore di pallacanestro professionistico a rivelare di essere gay. Amaechi, di orgini inglesi, ha giocato nell'Nba per 5 stagioni ed è autore del libro autobiografico «Man in the Middle». Martina Navratilova, la piu famosa sportiva gay del mondo, ha pubblicamente applaudito il coraggio di Amaechi, che ha raccontato di essere stato spesso oggetto di insulti e discriminazione da parte di alcuni compagni e del suo tecnico. A Pechino invece c’è stato il primo «coming out» olimpico da parte del tuffatore Matthew Mitcham, 20enne australiano: «I miei compagni lo sanno, non sono mica scemi. Per me non è un problema, spero neanche per gli altri».http://www.gaynews.it/view.php?ID=80337
mercoledì 7 gennaio 2009
Italiani veri
Il suddetto Fabio Cannavaro è anche contro i matrimoni gay perché “su quello, forse, sono più italiano” ed è lo stesso Fabio Cannavaro che a Madrid qualche anno fa sventolò un tricolore con un fascio littorio al centro.
In Italia i gay danno fastidio… ma fortunatamente ancora per poco. Nei prossimi giorni il “cantautore” Povia ed il suo amico ex gay Luca presenteranno al mondo la miracolosa pastiglia “Non più gay”.
Soddisfatti o deportati.
Sanremo: Agliardi non trova big per la canzone sui gay
"Mentre Povia si lamenta di minacce ed insulti ricevuti, che se provati meritano la nostra più ferma condanna, scoppia il caso di Niccolò Agliardi, noto cantautore che non è riuscito a trovare un Big che lo affiancasse nell'interpretare un testo sempre sui gay, ma di tutt'altro taglio rispetto a quello che si suppone abbia quello presentato da Povia". E' quanto afferma il presidente nazionale Arcigay, Aurelio Mancuso. "In questo caso -spiega- la direzione artistica del Festival non c'entra, ma il forfait all'ultimo minuto del big che doveva sostenere Agliardi nella sezione 'nuove proposte' fa pensare che in questo Paese sia dilagante un atteggiamento preoccupante anche dentro il mondo della canzone. Se Agliardi è d'accordo, siamo pronti a diffondere la sua canzone in ogni sito, attività, luogo di aggregazione lgbt". Tornando invece al caso Povia, Mancuso ribadisce che "la nostra dura presa di posizione ha permesso di comprendere come l'operazione 'Luca era gay', ha come obiettivo di aprire una discussione pubblica sulla possibile guarigione dall'omosessualità e ciò è possibile solamente in Italia, paese dove politica, chiesa, pezzi della cultura e dello spettacolo si rendono protagonisti di una vera e propria campagna di propaganda anti omosessuale di vastissime dimensioni". "Ancora oggi -continua Mancuso- Bonolis e la direzione artistica del Festival non hanno pronunciato nemmeno una parola in merito alla vicenda Povia, a noi non rimane che intraprendere un'azione di vasto raggio che punti alla ridicolizzazione e allo smascheramento di un'operazione tutta commerciale, tesa ad accreditare tesi bandite da tutti i paesi civili. Siamo inoltre certi -conclude- che i colpi di scena non sono finiti, come si apprenderà nei prossimi giorni".
Adnkronos, 5 gennaio 2009
giovedì 1 gennaio 2009
La faticosa vita dei calciatori gay tra insulti e paure.
La Federazione stanzia ventimila sterline per la campagna contro un problema qui particolarmente sentito. Uno dei pochi a fare coming out, Fashanu, si suicidò. Il Tottenham ha vietato cori anti-omosessuali allo stadio. I pregiudizi sono ancora molti: nello spogliatoio del Chelsea Scolari vuole solo eterosessuali. La Navratilova perse 12 milioni di dollari in contratti non appena rivelò di essere lesbica. Il caso Vampeta, ex Inter.
di Antonello Guerrera
Stavolta si fa sul serio. La Premier League vuole combattere l'omofobia del calcio inglese e, come rivela il Guardian, promuoverà da marzo 2009 un video ufficiale a tema con la partecipazione dell'associazione calciatori e di due organizzazioni per i diritti di minoranze e gay come Kick It Out e Outrage!. Per il cast dello spot si pensa a dodici figure di spicco della Premier, con indiscrezioni sul "metrosexual" David Beckham, Rio Ferdinand, Wayne Rooney e Cristiano Ronaldo. Tutti insieme per tentare di estirpare dagli stadi inglesi canti e insulti omofobici.
Come dichiara Danny Lynch di Kick It Out, se in Premier «i cori razzisti a base di banane e scimmie si sono ridotti a fenomeno isolato nel corso degli anni, l'omofobia, invece, è cresciuta sensibilmente». Tanto che la Federazione inglese ha deciso di stanziare per la campagna di sensibilizzazione ventimila sterline, facendo così trasmettere il video in cinema, tv, stadi e forse anche nelle scuole - ipotesi per la quale però manca ancora l'ok del ministero della Pubblica Istruzione britannico. Il tutto per un fenomeno che in Inghilterra - patria di circa quattro milioni di omosessuali e della squadra gay campione del mondo dello Stonewall - è già stato affrontato più volte. Basti pensare che nel 2006 il Tottenham ha vietato i cori omofobici nel proprio stadio. E che il Manchester City è "gay-friendly", avendo adottato una politica interna di reclutamento e difesa del personale omosessuale.
Ma tutto questo non è evidentemente bastato. Perché nel calcio, e più in generale in tutti gli sport, l'atleta che dichiara pubblicamente una vita intima "non comune" rischia grosso - anche l'allenatore del Chelsea Scolari, ad esempio, si lasciò sfuggire in passato dichiarazioni di epurazione di eventuali gay dalla sua squadra. L'unico calciatore inglese professionista che si è dichiarato omosessuale fu Justin Fashanu nel '90. Un'uscita che generò moltissime polemiche e che travolse psicologicamente il giocatore. Il quale, dopo esser stato ripudiato anche dal fratello più famoso John (noto ai fan della Gialappa's) e implicato in un intricato caso di violenza sessuale nei confronti di un minore, il 3 maggio 1998 decise di farla finita e di impiccarsi in un garage.
Una tragedia che ha segnato gli sportivi omosessuali. Tanto che l'ex Chelsea e Pisa Paul Elliott due mesi fa ha svelato alla stampa inglese la presenza nella Premier di dodici giocatori gay in incognito - un po' come fece Grillini con la Serie A nel 2006 e come avvenne un anno prima con tre giocatori gay della Bundesliga che promisero al Financial Times di uscire allo scoperto se altri otto li avessero seguiti. Tant'è.
Un "coming out" del genere è spesso doloroso. Quando nel 1981, ad esempio, la tennista Martina Navratilova rese pubblica la sua omosessualità, perse circa 12 milioni di dollari in contratti in poche ore. E che dire degli sfottò incassati dall'altra tennista Mauresmo da parte delle colleghe e della «sconfortante» esperienza liberatoria dell'ex Nba John Amaechi? Prima di loro aveva causato non poche polemiche la dichiarazione pubblica di Greg Louganis, che con quattro ori olimpici e cinque titoli mondiali è ancora considerato il più grande tuffatore di tutti tempi. Nel calcio, poi, dove il machismo è forse più marcato che in altri sport (è di questa opinione anche il famoso arbitro gay di rubgy Nigel Owens), i "coming out" sono più unici che rari. L'ex calciatore tedesco di seconda serie Marcus Urban, ad esempio, chiuse la carriera dopo averlo fatto. La più tollerante Olanda, invece, conta l'unico giocatore professionista di alto livello apertamente omosex, il centrocampista del Volendam Van Dijk, oltre al primo (e defunto) arbitro omosessuale John Blankenstein.
E in Italia? Non pochi addetti ai lavori hanno dichiarato negli ultimi tempi che i gay nel calcio non esistono. Il resto è silenzio, nonostante oscure interviste di focosi calciatori-escort e indiscrezioni varie. L'unico giocatore della Serie A che ha avuto apertamente qualche contatto omosex è stato l'ex Inter Vampeta. Il quale, nonostante si sia sempre dichiarato etero, ha posato nudo per una rivista gay (come Beckham) ed è stato padrino di una parata omosex nella sua città. Tutto il resto è fantasia e speculazione. In attesa del primo coming out del nostro calcio, per il quale però, secondo il portiere della Fiorentina Frey, non siamo ancora pronti: «In questo mondo dove la tifoseria già ti attacca mogli e fidanzate, figurati se uno si dichiara gay. Lo massacrano. Striscioni, cori. Un inferno».
http://www.gaynews.it/view.php?ID=80265
venerdì 12 dicembre 2008
Stasera nuova puntata di Victory su gay e sport
Stasera sulla 7 nuova puntata di Victory. Dato che gli ascolti hanno premiato la scelta coraggiosa fatta la settimana scorsa dal programma sportivo anche stasera Paolo Colombo ci parlerà di omosessualità e sport.
Sono riuscito a parlare con Colombo solo pochi minuti fa e oltre ad essere ovviamente contento per il risultato di ascolti ottenuto la settimana scorsa dal programma ci teneva a ringraziare le squadre di calcio del Catania, dell'Inter e della Sampdoria che sono state le uniche a dichiararsi subito disponibili a far intervistare i loro calciatori sul tema dei gay nel mondo del calcio.
Mi ha anche riferito che la puntata di venerdì ha sortito uno degli effetti da lui sperati: uno dei ragazzi dei KingKickers che la settimana scorsa ha fatto coming-out e che gioca in una squadra del campionato di promozione ha parlato della sua omosessualità al padre, allenatore della stessa squadra, che non aveva visto la puntata. Il padre ha dato al figlio la risposta che molti ragazzi che si apprestano a rivelare ai genitori la propria omosessualità vorrebbero ricevere: "Se tu sei felice, la tua felicità è anche la mia".
Infine Paolo, che desidero ringraziare per la sua disponibilità e gentilezza, mi ha dato alcune anticipazioni sulla puntata di stasera:
Saranno trasmesse le scene tagliate da Rai2 di Brokeback Mountain, film vincitore del leone d'oro alla mostra del cinema di Venezia.
Victory tornerà poi a parlare di gay e omosessualità con le testimonianze di Hernan Crespo, Kakhaber Kaladze, Christian Maggio e del campione del mondo del 1982 Paolo Rossi.
A proposito di questo servizio Paolo Colombo mi ha riferito che al termine dell'intervista è rimasto a parlare a lungo con Crespo e durante la conversazione ha rivelato al calciatore la sua omosessualità. Crespo, pur non essendo gay, si è informato sulla storia personale di Paolo e sul suo recente coming out: alla fine sembrava Hernan l'intervistatore. "Hernan è un ragazzo molto intelligente e ricorderò per sempre quella conversazione, è stata bellissima. Succede spesso che un ragazzo gay e uno eterosessuale diventino amici perché sapendo da subito che la storia non è possibile si instaura un sincero rapporto di amicizia".
Anche in questa puntata ci sarà un'intervista che farà molto discutere, come quella della settimana scorsa al calciatore escort della quale si è parlato in molti spogliatoi di serie A e non solo: Paolo intervisterà Marco Poggi, scrittore emergente di 28 anni, che presenterà il suo libro e che racconterà di avere da due anni una storia d'amore con un calciatore italiano che gioca in una grande squadra di serie A.
Un altro servizio pepato racconta la storia di un ex-calciatore, adesso scrittore, che ha recentemente scritto in un libro di aver ricevuto, durante un'orgia, un rapporto orale da un ex-compagno di squadra del Vicenza.
Una puntata da non perdere!
mercoledì 10 dicembre 2008
Brokeback Mountain non censurato andrà in replica su Raidue
Ufficio Stampa Rai sul caso Brokeback Mountain di oggi:
Non c’e’ stata alcuna censura, ma una serie di casualita’ che ha impedito la messa in onda della versione originale di “Brokeback Mountain”.
La RAI ha comprato i diritti del film “Brokeback Mountain” tramite Rai Cinema.
Per un’eventuale trasmissione senza vincoli di orario, e’ stato chiesto alla societa’ Bim, che l’ha distribuito nelle sale, il visto censura.
In seguito a tale richiesta, il distributore ha consegnato la copia che aveva ottenuto il visto, mentre non e’ stato sollecitato l’invio contestuale della versione integrale.
Pertanto, quando Raidue ha deciso di trasmettere il film ha ritenuto di utilizzare la versione integrale non verificando sul terminale che la versione in possesso della RAI era quella che aveva ottenuto il visto censura per la trasmissione senza vincoli di orario.
Il Direttore di Raidue ha preso l’impegno di mettere in programmazione la replica del film nella versione cinematografica senza tagli.
Che sia vero o no il motivo dei tagli, c’è stata una pronta contromossa. Molto bene. Le polemiche una volta tanto servono a risvegliare l’attenzione dei “piani alti” televisivi, quantomeno. Vi rimandiamo all’articolo di Tvblog dedicato, dove pare che abbia avuto un ruolo determinante di mediazione Valdimir Luxuria.
AGGIORNAMENTO: In attesa di vedere la promessa mantenuta, possiamo apprezzare come la censura di mamma Rai abbia fatto il giro del mondo, sui principali siti di informazione. Dalla Francia alla Spagna, fino al Brasile si parla dei tagli al film e di come la Rai abbia trasmesso a notte fonda una versione completamente distorta della pellicola. Che bella pubblicità per l’azienda e per il paese!
















