sabato 22 gennaio 2005

Le scoperte scientifiche del secolo d'Italia sull'omosessualità

Se un giovane vede una rappresentazione dell'omosessualità felice allora diventa gay
di Valerio Fioravanti

Un mese fa il MOIGE, Movimento Italiano Genitori contestava la presenza in tv “di trasmissioni in cui i gay sono mostrati felici e perfettamente integrati. Queste trasmissioni sono estremamente dannose per i bambini e gli adolescenti”. Eravamo rimasti indietro. Nell’ultimo secolo ci siamo divisi tra chi riteneva che l’omosessualità derivasse da una sorta di “disequilibrio ormonale”, e chi invece, più a sinistra, citava le madri oppressive e castranti di Freud, o i padri ipermaschilisti, o la società consumista e aggressiva che induceva le persone sensibili a cercare “modi diversi di relazionarsi con l’altro”.

Due giorni fa il Secolo d’Italia titolava in prima: “Buzzanca è bravo, ma attenti al rischio-fiction”. Il riferimento era allo sceneggiato “Mio figlio”, in cui Lando Buzzanca interpretava un commissario di polizia che scopre l’omosessualità del figlio. Argomentava il Secolo: “È noto che è da tempo in atto un’articolata strategia volta a promuovere la “normalizzazione dell’anormalità”… questo rischia di incoraggiare a scegliere comportamenti devianti chi, in delicati momenti di formazione della personalità, come la pubertà, può essere combattuto fra diverse pulsioni e tentazioni”.

Insomma, se un ragazzo “normale” vede in tv degli omosessuali felici, secondo Moige e Secolo, può decidere di darsi all’omosessualità così, per spirito di emulazione. E, perché no, se un ragazzo che ha qualche tendenza omosessuale vede invece in TV dei gay tristi, magari ricomincia a uscire con le ragazze. Queste sì che sono scoperte scientifiche.

da L'Opinione on line

http://www.gaynews.it/view.php?ID=30704

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