mercoledì 19 gennaio 2005

Spagna, la svolta della Chiesa: "Contro l'AIDS si al preservativo"

Decisione della Conferenza episcopale: si sostiene ancora l'astinenza, ma l'uso del condom è accettato Spagna

di Alessandro Oppes

La Chiesa spagnola si è dichiarata, per la prima volta, favorevole all'uso del preservativo come metodo per evitare il contagio dell'Aids. In una dichiarazione fatta subito dopo un incontro con il ministro socialista della Sanità Elena Salgado, il portavoce della Conferenza episcopale Juan Antonio Martinez Camino ha sostenuto che questa nuova posizione della gerarchia coincide con le proposte pubblicate di recente sulla prestigiosa rivista scientifica The Lancet, che difende una combinazione tra "astensione, fedeltà e uso del preservativo". La gerarchia cattolica, che in passato aveva fatto riferimento sempre solo ai primi due metodi, accetta ora a sorpresa l'impiego del condom, sostenendo che può svolgere una funzione importante "all'interno di una strategia integrale e globale" contro questa malattia. Questo metodo di lotta alla diffusione dell'Aids, conosciuto come "strategia Abc" e difeso negli Stati Uniti dall'amministrazione Bush, ha provocato negli ultimi mesi accese polemiche all'interno della comunità scientifica e nel mondo politico americano. L'intervento della Conferenza episcopale spagnola - conosciuta per le sue posizioni tradizionalmente conservatrici - giunge totalmente inatteso dopo mesi di duro scontro fra la Chiesa e il governo socialista guidato da Zapatero sui temi dell'aborto, dell'eutanasia, delle nozze gay e dell'insegnamento della religione. Il clima, invece, ieri è stato "molto disteso e amabile" come ha spiegato monsignor MartÍnez Camino al termine del faccia a faccia con il ministro Salgado. Si è parlato solo di Aids, e la Chiesa si dice disposta a "collaborare con il governo" per fronteggiare questo "grave problema". Appena pochi mesi fa, il progetto del governo catalano di installare macchine distributrici di condom nelle scuole era stato duramente criticato dalla Chiesa. In passato il Vaticano si era più volte opposto in maniera netta all'impiego del preservativo come metodo di prevenzione. Ma la progressiva diffusione della malattia su scala planetaria ha reso necessaria una riapertura del dibattito fra teologi e membri della gerarchia: e se dalla Curia romana non è ancora venuta una parola definitiva, sono ancora molte, nella Santa Sede, le voci contrarie all'utilizzazione del condom. Una delle poche dichiarazioni in parziale sintonia con la presa di posizione della gerarchia spagnola è stata quella pronunciata la scorsa settimana dall'autorevole cardinale arcivescovo di Bruxelles, Godfried Danneels, considerato uno dei possibili candidati alla successione di papa Giovanni Paolo II. Seppure "con riluttanza", Danneels sostiene che sarebbe disposto ad accettare l'impiego del condom come mezzo di prevenzione dell'Aids. Ma appena due mesi fa, il Vaticano aveva affermato che la diffusione della malattia è dovuta a una "immunodeficienza di valori morali", ripetendo la necessità di puntare sui metodi di prevenzione tradizionalmente cari alla Chiesa: educazione e astinenza.

(La Repubblica del 19/01/2005)

http://www.gaynews.it/view.php?ID=30652

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