lunedì 4 luglio 2005

Benedino-Concia (Gayleft): nel nostro paese è cominciata un'offensiva mai vista contro di noi?

I nostri diritti non sono contro nessuno, sono diritti che aggiungono.


Siamo due "giovani", Anna Paola e Andrea, abbiamo scelto la politica perché siamo cresciuti, l'una al Sud e l'altro al Nord, in famiglie che ci hanno insegnato che nella vita bisogna impegnarsi per il bene comune, che non si deve essere qualunquisti, che quello che succede nel mondo ci riguarda, che la solidarietà, la giustizia sociale, i diritti dei più deboli, la pace tra i popoli, il rispetto per la vita, devono essere categorie che accompagnano sempre le nostre azioni, i nostri gesti, le nostre relazioni con gli altri.

I nostri genitori (quelli di Anna Paola dirigenti dell'Azione Cattolica, quelli di Andrea cattolici di sinistra) sono sempre stati corretti con le nostre scelte di vita, hanno sempre cercato di capire, ci hanno sempre detto: "Qualsiasi cosa tu faccia ricordati che, l'importante è la correttezza verso te stesso e verso gli altri". E noi ci siamo incamminati nella strada dell'impegno civile. Non abbiamo deluso le loro aspettative, anzi: bravi a scuola, grandi lavoratori, autonomi economicamente molto presto, al massimo abbiamo preso qualche multa per sosta vietata. Loro sono fieri di noi.

Eppure c'è qualcosa che oggi, in questi giorni, quando ci alziamo la mattina, ci inquieta, ci rende faticoso il rapporto con la realtà, ci toglie fiducia. Forse perché siamo omosessuali?

E nel nostro Paese è cominciata una offensiva mai vista contro di noi? Eppure facciamo delle vite "normali", abbiamo amori veri, autentici, a noi si rivolge tanta gente per risolvere i problemi, ci facciamo carico delle vite altrui.

E le tante persone che incontriamo ogni giorno non si chiedono che orientamento sessuale abbiamo, per loro sono importanti altre cose.

Siamo Anna Paola e Andrea. Punto. E allora perché questa ossessione, perché nel nuovo catechismo (che verrà venduto in supermercati, autogrill e aeroporti) l'omosessualità è paragonata alla pornografia e allo stupro, perché questa violenza, questa intolleranza, questo clima da caccia alle streghe?

Qualcuno riesce solo ad immaginare cosa produce questo clima in un ragazzo gay o in una ragazza lesbica? Che livello di sofferenza, di dolore tutto questo provoca? Questo essere additati come unti, macchiati, sporchi? Dove è finita la tolleranza, l'amore per gli altri, l'accoglienza, la solidarietà, l'essere tutti figli di Dio? Noi siamo tutti figli di Dio, questa è la verità. E allora perché dobbiamo essere cittadini senza diritti? Non vogliamo appellarci alla Costituzione che ci vede tutti uguali?

Appelliamoci allora ai diritti umani, quei diritti umani che vengono invocati per tutti, giustamente, ma perché noi siamo esclusi anche da quelli? I nostri diritti non sono contro nessuno, sono diritti che aggiungono. Aggiungono civiltà, dignità, uguaglianza. Fanno del bene a tutti. I nostri genitori, i nostri fratelli, i nostri nipoti, i nostri amici ci chiedono, si chiedono perché tutto questo odio contro di noi, e non trovano risposte.

Noi non sappiamo dargliene. Per noi sono solo i giorni bui della civiltà.


Anna Paola Concia
Andrea Benedino.
(Dirigenti nazionali ds)

(Corriere della Sera del 02/07/2005)

http://www.gaynews.it/view.php?ID=33090

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