giovedì 30 giugno 2005

La questione illegale

di Marco Travaglio

Un esercizio consigliabile per espellere il regime dalle nostre teste è immaginare come sarebbero i telegiornali se l’Italia fosse una democrazia.Come sono lo vediamo:ampi servizi sull’inedito e allarmante fenomeno che si manifesta fra giugno e luglio: il caldo. Seguono preziosi consigli su come combatterlo: bere acqua, possibilmente non bollente, evitare di uscire alle due del pomeriggio avvolti in un plaid, spegnere i termosifoni. Come potrebbero essere i tg, ce lo dicono i quotidiani del giorno dopo.
Il governo del Calcio ha un problema: un arbitro molto bravo, Pierluigi Collina, dovrebbe smettere di arbitrare perché ha compiuto 45 anni; ergo, si alza con una norma ad personam l’età pensionabile degli arbitri, perché Collina continui ad arbitrare. Anche il governo del Paese ha un problema: un magistrato molto bravo, Gian Carlo Caselli, che ha combattuto prima il terrorismo rosso e poi la mafia con ottimi risultati, potrebbe diventare procuratore nazionale antimafia; ergo, si vara una norma contra personam che abbassa l'età pensionabile dei magistrati, perché Caselli smetta immediatamente di indagare.
Nell’intervallo della partita Genoa-Venezia, un dirigente del Genoa viene sorpreso da un’intercettazione telefonica a concordare il risultato con un collega del Venezia. Siccome è reato, il presidente del Genoa Preziosi viene indagato per associazione per delinquere e convocato dalla Procura della Repubblica. Ma lui rifiuta di rispondere perché, spiega, «mi trattano come un delinquente». Non riesce a capacitarsi del fatto che,sospettandolo di aver violato la legge, i pm lo considerino un delinquente. E ha ragione: se il Comune di Milano celebra con una targa un ex premier corrotto, pregiudicato e latitante, prima o poi faranno un monumento anche a Preziosi. Basta aspettare.
Dal canto suo l’ex dirigente del Venezia Franco Dal Cin spiega così i 250 mila euro trovati nell’auto di un suo collaboratore all’indomani della partita incriminata: «La partita non c’entra, quello è il ricavato della cessione di un giocatore fuori dal periodo consentito». Si difende dall’accusa di aver violato una legge confessando di averne violata un’altra. Come quel tizio che, accusato di aver rapinato una banca, si presentò in tribunale con un alibi di ferro: «All’ora della rapina stavo stuprando una ragazza». O come quell’ex ministro della Difesa, deputato della Repubblica, accusato di aver ricevuto 21 miliardi all’estero per comprare un paio di giudici, che così si difese in tribunale: «Niente corruzione,al massimo evasione fiscale». Un tale Previti.
A Napoli la polizia viene aggredita mentre tenta di arrestare un camorrista. A Milano la polizia viene aggredita mentre tenta di arrestare uno spacciatore.A Roma i magistrati vengono aggrediti per legge mentre tentano di processare alcuni potenti. A Napoli e Milano gli aggressori sono privati cittadini, parenti e amici degli imputati, mentre gli aggrediti ottengono subito la solidarietà del governo. A Roma gli aggrediti non possono ottenere la solidarietà del governo perché l’aggressore è il governo, formato da imputati nonché da loro parenti e amici.
Il governo che aggredisce i magistrati e solidarizza con i poliziotti aggrediti è lo stesso che ha appena promosso due dirigenti della Polizia, Canterini e Perugini, rinviati a giudizio a Genova per aver aggredito alcuni cittadini nel famoso G8. E che non ha ancora speso una parola per commentare il blitz della Cia che nel 2003 violò la sovranità italiana sequestrando l’imam di Milano e torturandolo prima nella base di Aviano, poi in Egitto.
La legge incostituzionale che aggredisce i magistrati è stata approvata dal Senato illegalmente grazie a diversi senatori “pianisti” della maggioranza che votavano al posto di colleghi assenti. Il presidente ragionier Marcello Pera, anziché i pianisti, ha espulso dall’aula il senatore Menzione che li denunciava.
Il presidente dell’altro ramo del Parlamento, Piercasinando Casini, dichiara: «Non dipende da noi eleggere il presidente Rai. È il presidente del Consiglio che decide». Purtroppo la legge Gasparri, incostituzionale, che regola la materia stabilisce che non decide il premier, ma il ministro dell’Economia. Evidentemente il presidente della Camera ignora la legge approvata dalla Camera, o più semplicemente se ne infischia.
Domanda: perché mai un extracomunitario clandestino dovrebbe rispettare la legge italiana?

Da l'Unità del 30/06/2005

Nessun commento:

Uno straccio di laicità

Sex crimes and the Vatican

Disclaimer

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001.