sabato 6 agosto 2005

Scalfarotto, un gay si candida alle primarie dell'Unione

Dall'Inghilterra: "Darò voce ai quarantenni esclusi. Più diritti e laicità"


ROMA - C'è qualcuno di nuovo, a sinistra. Non è un politico, non ha ancora quarant'anni, fa il dirigente di una delle maggiori istituzioni finanziarie del mondo. E' per metà napoletano e per l'altra veneziano. Nato a Pescara, cresciuto a Foggia, laureato a Napoli. Emigrato al Nord per il primo lavoro, dirigente a trent'anni. Dal 2002 vive a Londra, capo del personale per Citigroup in Europa: 2200 persone in 54 paesi. Gli hanno appena offerto un incarico ancora più impegnativo, ma ha rifiutato. Ivan Scalfarotto si candida alle primarie per il centrosinistra. Almeno: prova a farlo. "Vedo bene i rischi, però sento che è il momento: c'è un'intera generazione estranea alla politica perché tenuta fuori, non rappresentata. Bisogna dargli una casa politica".


Chi le ha chiesto di candidarsi?

"Un gruppo di cittadini italiani che come me vive e lavora a Londra a cui si sono uniti molti italiani. Visto dall'estero lo sfacelo di questi quattro anni e mezzo di governo della destra è disperante. Ho attorno a me persone tra i 25 e i 40 anni, gente di talento che ha dovuto lasciare l'Italia perché nel nostro paese non ci sono le condizioni per fare ricerca scientifica, la scuola è l'ultimo dei problemi, per lavorare in un ospedale pubblico o in un'università a meno di non essere in qualche cordata, nessuno investe sulla generazione che altrove, in Europa, è la colonna vertebrale della società".



Cosa pensa del candidato Prodi?

"Tutto il bene possibile. E' un uomo che si è dato un obiettivo misurabile, l'Euro e l'ingresso in Europa, e si è fatto misurare su quello. Penso anche che l'ampiezza di respiro del suo progetto soffra della necessita di trovare compromessi. Dal centrosinistra non sono venuti messaggi così chiari sulla laicità dello Stato, contro la guerra, sui diritti dei cittadini. Per i referendum così miseramente falliti mi sarei aspettato un'indicazione più precisa, un impegno corale e convinto. Avrei voluto vedere negli anni un coinvolgimento più ampio delle donne. Mi sarebbe piaciuto che ci fosse stata una battaglia per facilitare le adozioni, per riconoscere i diritti delle famiglie non convenzionali. A Londra il mio compagno è il mio civil partner ed ha il medico della mutua".



Ha mai fatto esperienze in politica?

"Da ragazzo sono stato eletto consigliere di circoscrizione a Foggia col Sole che ride. Nel '96 scrissi una lettera per dire che il governo dell'Ulivo non faceva più sognare. Si parlò dei "delusi dell'Ulivo", mi chiamarono Prodi e Veltroni a Palazzo Chigi per saperne di più, fini lì. Nel 2001 ho fondato con alcuni amici "Adottiamo la Costituzione", un movimento che chiede a tutti i cittadini di adottare un articolo e di difenderlo, come si fa fare ai bambini con i monumenti. Comunque non ho un partito alle spalle, non mi muovo per conto di qualcuno. Faccio da solo".



Non sarà facilissimo.

"Lo so. Però non deve essere impossibile perché se no queste primarie che cosa sono? Una certificazione notarile? Se non c'è qualcuno che porta un contributo nuovo, anche piccolo, a cosa servono? Devo raccogliere diecimila firme: ci vogliono mille persone che ne raccolgano dieci a testa. Se ci sono mille persone che hanno voglia di muovere le acque allora si può fare. Lo slogan della campagna è "Io partecipo". Spero che partecipino in tanti".



Servono anche dei soldi, per fare una campagna elettorale. Lei, Scalfarotto, non è così noto.

"Diciamo che sono un perfetto sconosciuto. Però quel che ho fatto e quel che sono credo che rispecchi la storia di un sacco di gente: quella generazione di mezzo, appunto, che in Italia non ha più casa e che se può espatria, se non può resta e vive al minimo, senza speranze, senza avere i soldi per un mutuo fino a 40 anni, senza poter mettere su famiglia perché nessuna rete sociale ti aiuta, senza altra possibilità che chiudersi in un piccolissimo orto, vinta da una flessibilità esasperata che diventa solo precarietà e insicurezza senza essere utile alle aziende. E poi la sera davanti alla tv, questa tv, sai che allegria. Allora credo, anzi spero, che si possa riuscire ad autofinanziare una campagna elettorale ridotta al minimo. Abbiamo allestito un sito, www. ivanscalfarotto. com, parto da lì: non bisogna essere per forza miliardari, per fare politica. Non deve essere così".



Se non dovesse riuscire?

"Allora vorrà dire che il sistema è davvero chiuso come sembra. Che non c'è posto con lo spirito di fare qualcosa per il paese che ama. Se non c'è posto per chi ha cose da dire e voce per farlo allora è inutile, no? Un tentativo bisogna farlo: a me sembra un dovere. Se poi non si può, pazienza. Peccato, e pazienza. Tornerò al mio lavoro lontano, con le persone che mi circondano continueremo a cercare il modo di affermare le nostre idee e quello in cui crediamo per il bene del paese. Però ce la farò, io ci credo. L'Italia è un paese così: ti stupisce quando non ormai non te lo aspetti, si risolleva sempre sul traguardo".

http://www.gaynews.it/view.php?ID=33606

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