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mercoledì 15 ottobre 2008

Il capitano della nazionale inglese di calcio vuole combattere l'omofobia

Rio_Ferdinand,_2004Il capitano della nazionale inglese di calcio Rio Ferdinand ha appena rotto uno dei tabù più forti nel mondo del calcio: ha chiesto esplicitamente alla Fifa di combattere l’omofobia e il razzismo nel mondo del pallone.


Non so se Ferdinand sia gay o se abbia particolari motivi per sostenere la causa GLBT e non è nemmeno poi molto interessante saperlo. Anzi il fatto che abbia deciso di spendersi per una causa che al momento non è molto popolare e che forse nemmeno lo riguarda, rende il suo gesto ancora più importante e apprezzabile.


Se il capitano della nazionale inglese si schiera in modo così netto e disinteressato su questo argomento, speriamo che che qualcun altro, non solo nel mondo del calcio, lo segua...

lunedì 30 giugno 2008

UE: Anche ai gay i diritti delle coppie etero

Paesi con leggi troppo diversi, è discriminazione


Matrimoni, coppie e coabitazioni di fatto o il nulla, la mappa dei diritti di lesbiche, gay, bisessuali e transessuali (Lgtb) varia, e molto, nella Ue. Una diversificazione che risulta discriminatoria, accusa l'Agenzia europea dei diritti fondamentali di Vienna, che oggi ha diffuso un rapporto sull'omofobia. 'L'uguaglianza di trattamento - afferma il direttore dell'agenzia Morten Kjaerum - e' un diritto fondamentale ed il fatto che lesbiche, gay, bisessuali e transessuali non siano trattati in maniera uguale in Europa e' una ragione di inquietudine'.

I matrimoni gay sono legge in Olanda, Belgio e Spagna. Nel Regno unito esistono unioni equiparate al matrimonio mentre sull'altro versante Italia, Grecia, Irlanda, Polonia, Malta, Cipro, Estonia, Lettonia, Lituania, Slovacchia, Bulgaria e Romania non prevedono alcuno strumento legale per le coppie dello stesso sesso. In Austria, Portogallo ed Ungheria esiste la coabitazione di fatto anche per i Lgtb mentre forme di unioni civili sono previste in Francia, Danimarca, Svezia, Germania, Finlandia, Lussemburgo, Slovenia e Repubblica ceca.

'I diritti ed i vantaggi delle coppie sposate - sottolinea il rapporto - devono essere estese ai partner dello stesso sesso, anche per il ricongiungimento familiare ed i diritti in materia di libera circolazione'. Su quest'ultimo aspetto, il rapporto cita il caso di due omosessuali italiani sposatisi in Olanda e che si sono poi visti negare in patria il riconoscimento del loro matrimonio. Undici paesi Ue non riconoscono i matrimoni gay contratti in un altro Stato membro. Il rapporto punta il dito anche contro le 'interdizioni' ai gay pride e sottolinea la necessita' di proteggere i transessuali, 'spesso ignorati o dimenticati'. In autunno l'Agenzia presentera' un secondo rapporto sugli aspetti sociali dell'omofobia.


http://www.gaynews.it/view.php?ID=78344

martedì 3 giugno 2008

Grecia: per la prima volta celebrati due matrimoni omosessuali

Lo ha annunciato una delle spose che e' anche responsabile dell'Unione greca degli omosessuali


Flag_of_GreeceUn sindaco greco ha celebrato oggi per la prima volta il matrimonio di due coppie omosessuali sulla piccola isola di Tilos (Egeo), approfittando di una imprecisione legislativa.

Lo ha annunciato una delle spose che e' anche responsabile dell'Unione greca degli omosessuali (Olke).

Le due coppie, una maschile e una femminile, sono state unite in matrimonio molto presto questa mattina da Anastassios Aliferis, sindaco socialista di Tilos, secondo quanto ha riferito la responsabile
dell'Olke, Evangelia Vlami.

La Vlami, che ha sposato una donna di 40 anni, ha detto che le nozze 'sono andate bene, hanno partecipato alla cerimonia una ventina di abitanti dell'isola'. Vlami ha anche sottolineato che 'e' stato fatto un passo verso l'uguaglianza, che e' il nostro obiettivo'.

I militanti omosessuali greci hanno deciso di compiere questo passo dopo la decisione del governo conservatore di Atene di escludere le coppie gay da un progetto di patto di libera unione attualmente in preparazione.

Secondo la stampa greca sarebbero state affisse altre pubblicazioni in diverse localita' del paese per altri tre matrimoni omosessuali.

http://www.gaynews.it/view.php?ID=77960

venerdì 9 maggio 2008

Vescovo gay difende gli omosessuali dalla destra conservatrice!

Sembra intenzionato a far parlare di sè il primo vescovo omosessuale della Chiesa anglicana: Gene Robinson.

gene-robinsonRobinson, gay, divorziato e padre di due figli, ha accusato apertamente l’Arcivescovo di Canterbury Rowan Williams di non aver preso posizione contro coloro che si sono opposti alla sua nomina, tacciandolo di essere un cattivo insegnante per i religiosi.

Nella trasmissione “Hardtalk” della Bbc, Robinson ha affermato: “Io ritengo che Dio sia rimasto molto deluso dalla sua riluttanza nell’affrontare Peter Akinola e gli altri come lui che hanno rilasciato dichiarazioni che ogni persona sensata troverebbe sopra le righe”.

Nell’intervista, Robinson ha ribadito la bassezza del linguaggio della destra conservatrice, da cui emerge una considerazione degli omossessuali come una sorta di “sub-umani”.


http://tinyurl.com/4kshr8

mercoledì 2 aprile 2008

Corte di giustizia Ue: pensione anche per le coppie gay

La sentenza non è applicabile nei paesi che non hanno legislazioni sulle coppie di fatto


La pensione di reversibilità deve valere anche per le coppie registrate e le leggi nazionali non possono discriminare fra queste ultime e quelle unite in matrimonio. Lo ha stabilito la Corte di giustizia delle Comunità Europee con una storica sentenza adottata oggi, a proposito di un caso tedesco. Attenzione, però, in Italia i gay conviventi hanno poco da gioire.

La sentenza, infatti, avrà conseguenze solo in quei paesi - come la Germania o la Francia - che prevedono una forma di registrazione volontaria per i conviventi, anche dello stesso sesso; mentre non cambia nulla in quei pochi paesi come l’Italia dove non esiste alcuna forma di registrazione.

Tadao Maruko, compagno di un costumista teatrale deceduto nel 2005, si è appellato alla Corte contro l’ente previdenziale per il personale artistico dei teatri tedeschi, Versorgungsanstalt der deutschen Buhnen, che non gli ha riconosciuto la pensione, nonostante la convivenza dimostrata da un Liebenpartenariaat, la forma di unione civile esistente in Germania. La Corte di Giustizia gli ha dato ragione in base agli articolo 1 e 2 della Direttiva 2000/78/CE sulla parità di trattamento nell’impiego e nell’occupazione. Diritti in più, ma non per noi italiani.


http://tinyurl.com/2o5kyb

lunedì 28 gennaio 2008

Spagna: Rajoy, se vinco le elezioni cambierò solo il nome alla legge sul matrimonio gay

Il leader del Partito Popolare Mariano Rajoy, sfidante del premier Jose' Luis Zapatero alle politiche spagnole del 9 marzo, ha affermato in una intervista pubblicata oggi dal quotidiano El Mundo che se vincera' manterra' la discussa legge sui matrimoni gay approvata dalla maggioranza uscente socialista, cambiandone forse solo il nome.

Secondo Rajoy ci sono ''solo tre paesi'' fra cui la Spagna in cui la legge parla di ''matrimonio'' fra omosessuali: ''questo non mi piace'' ha precisato. Una eventuale modifica della normativa, ha aggiunto, ''riguarderebbe solo il nome e non i diritti e gli obblighi che la legge sancisce''.

Il Pp (centrodestra) ha presentato un ricorso contro la legge sui matrimoni gay, contestandone in particolare la denominazione, davanti alla corte costituzionale, che deve ancora pronunciarsi, ha ricordato Rajoy.

Un milione di persone ha manifestato a fine dicembre a Madrid durante il Family Day promosso dall' arcivescovado della capitale contro la legge sui matrimoni gay e contro quella sui divorzi rapidi, pure approvata dalla maggioranza socialista due anni fa. Nell'intervista a El Mundo il leader del Pp si e' inoltre impegnato a non cambiare la legge sull'aborto in caso di vittoria.


http://www.gaynews.it/view.php?ID=76716

giovedì 20 dicembre 2007

Anche l'Ungheria ha le partnership civili per i gay

Dopo la repubblica Ceca e la Slovenia anche un altro paese dell`Est Europa apre ai diritti per le coppie omosex: limitazioni solo per le adozioni, ma via libera ad assistenza sanitaria, diritti di successione e pensioni.



Il governo di centro sinistra ha approvato in Ungheria la legge che introduce per le coppie omosex molti dei diritti del matrimonio. Il registro delle parnership inizierà ad avere effetto nel gennaio 2009. La legge prevede garanzie per fare la dichiarazione congiunta dei redditi, per l'assistenza sanitaria e assicura diritti di successione, sicurezza sociale e in materia pensionistica.

Le uniche limitazioni sono nei diritti di adozione e l'assunzione l'uno del cognome dell'altro. Il partito di maggioranza, quello socialista, ha dichiarato che questa legge è il primo passo perchè il pieno matrimonio è un passo al quale la società non è ancora pronta.
Nell'Europa dell'Est, la repubblica Ceca e la Slovenia hanno già leggi che riconoscono le coppie dello stesso sesso. Il governo ungherese ha un ministro gay dichiarato, Gabor Szetey (in foto).



Giorgio Lazzarini
redazione@gay.tv

http://tinyurl.com/2ezuyc

lunedì 29 ottobre 2007

Reazioni degli attivisti europei alla campagna toscana contro l'omofobia

La campagna della Regione Toscana, passata sulle TV di mezza Europa, fa parlare al congresso di ILGA-Europe, la federazione europea delle associazioni LGBT


A neanche due giorni dalla presentazione, la campagna contro l'omofobia della Regione Toscana ha già fatto il giro del mondo. Le televisioni di mezza Europa ne hanno parlato e l'associazione dei poliziotti gay della Catalogna l'hanno presentata come un esempio di successo al Congresso di ILGA-Europe, la federazione europea di lesbiche, gay, bisessuali e trans.

Prima che venisse presentata, abbiamo mostrato il manifesto della campagna a singoli attivisti da vari paesi raccogliendo le loro reazioni a caldo.

Lisette (Estonia): "Mi piace perché funziona!"

Florentina (Romania): "Oh! Bella! È molto potente e intrigante e induce la gente a pensare".

Aksinia (Bulgaria): "L'ho vista sui media bulgari, penso sia eccezionale! Precorre i tempi, è molto innovativa. Capisco che causi reazioni perché a volte fa male trovarsi facci a faccia con la verità"

Monika (Germania): "Penso sia molto buona e non troppo forte, proprio giusta – spero che gli abitanti della Toscana la vedano nello stesso modo in cui la vediamo noi in Germania"

Hartmut (Germania): "Beh, dice solo come stanno le cose – è giusta – noi in Germania abbiamo una storia, quella dei campi di concentramento, e il modo in cui vediamo la campagna parte da questa consapevolezza – perciò è molto buona. Ovviamente per chi è bisessuale forse le cose sono differenti, dipende un po' da come si guarda alla cosa, ma per me, da uomo gay, di certo non c'è scelta, questo è quello che voglio e non voglio altro".

Kristi (Estonia): "Mi piace – porterà un sacco di agitazione, soprattutto in Italia, è un'immagine forte, ma mi piace."

Yves (Belgio): "È già su tutti I siti web del Belgio e c'è dibattito – I cattolici sono tutti saltati sulla sedia e intervengono dicendo "Ma come?! Non è una scelta?!" – non importa se è una scelta, si tratta di una questione di accettazione – è bene creare un dibattito, ma l'obiettivo finale è di convincere la gente che non è un problema essere omosessuale – non sappiamo se è una scelta e non dovrebbe importare, appunto – è la diversità intrinseca nella nostra società.

Vera (Romania): "È forte, mi piace!"

Miha (Slovenia): "Anche se fosse una scelta, dovresti poterla fare senza discriminazioni".

Florin (Romania): "È buona e giusta"

Joyce (Pesi Bassi): "Wow! Cosa dire? Ci devo decisamente pensare"

Tomek (Polonia): "Ha suscitato un grosso scandalo in Polonia, enorme copertura sui media!"

Marta (Polonia): "È buona, ma per la Polonia sarebbe troppo controversa – se si vuole far discutere, raggiunge decisamente lo scopo! Di certo sosterrei questa campagna".

Enric (Spagna): "In Spagna ne stanno parlando tutti – come co-presidente del Forum Europeo dei gruppi Cristiani LGBT la sosteniamo decisamente!"

Panagiotis (Grecia): "Non posso certo essere contrario – avrei preferito forse due bebé che si tenevano per mano anziché un'etichetta che dice homosexual perché le etichette te le attaccano, mentre quello che fai è quello che fai tu".

Xavier (Catalogna): "Dà bene l'idea che i diritti LGBT non sono un'opzione ma sono inopinabili – è molto buona – non è genetico ma non puoi scegliere e va bene per una campagna che non è una campagna "scientifica" ma di sensibilizzazione su un tema.

Gruppo di francesi – appena vedono la campagna incominciano a parlare e discutere a tutta velocità. Poi Philippe (Francia) esclama: " Bravo! Ha fatto discutere!"

Ben (Paesi Bassi): "Wow! È davvero grande, che campagna!"

Confrontando queste reazioni con quelle della comunità LGBT italiana forse diventa molto più chiaro perché in Italia siamo così indietro rispetto al resto d'Europa nella rivendicazione dei nostri diritti.

Riccardo Gottardi
Segretario nazionale Arcigay
http://www.gaynews.it/view.php?ID=75689


venerdì 5 ottobre 2007

L'Austria verso l'approvazione delle unioni omosessuali

A Vienna sono i democristiani che vogliono i Pacs Qualche critica arriva da sinistra, ma la legge si farà


Per il momento non se ne fa nulla, ma non è lontano il giorno in cui in Austria le coppie omosessuali avranno il riconoscimento ufficiale dello stato. In favore della nuova disciplina, infatti, non sono soltanto i socialdemocratici della Spö e i Verdi, ma anche i democratici cristiani della Övp, legati ai socialdemocratici in una grosse Koalition. È proprio la posizione assunta dai dc che rende praticamente certa l'adozione della cosiddetta «partnership certificata per gli omosessuali», la quale dovrebbe presto approdare in parlamento, dove può contare su una maggioranza schiacciante: contrari potrebbero essere solo una parte dei liberali della Fpö e, probabilmente, qualche isolato deputato popolare in vena di obiezione di coscienza.

In realtà, un intoppo c'è stato. Il Consiglio dei ministri che mercoledì avrebbe dovuto affidare alla ministra della Giustizia Maria Berger (Spö) il mandato di preparare il progetto di legge si è concluso senza che ciò avvenisse, nonostante che il testo proposto dalla ministra fosse tale e quale a quello adottato nel Perspektivenpapier, cioè il programma, della Övp e che la posizione di piena apertura dei dc fosse stata confermata appena lunedì scorso. Proprio questa conferma aveva fatto cadere gli ultimi timori che i dirigenti popolari, o almeno una loro parte, si rimangiassero una posizione che era stata presa dopo un duro braccio di ferro con gli ambienti del partito più moderati e più legati alle gerarchie cattoliche. La proposta infatti è stata fatta oggetto di pesanti contestazioni, arrivate non solo dall'episcopato dominato dagli orientamenti conservatori dell'arcivescovato di Vienna, ma anche - almeno così si dice - direttamente dal Vaticano, dove il Papa bavarese non manca di prestare una speciale attenzione a quanto matura nell'inquieta comunità cattolica austriaca. Ancora domenica scorsa, in molte chiese si è pregato perché «la legge che sconvolge le nostre tradizioni e mette in pericolo la famiglia» non venga mai approvata. La chiesa cattolica austriaca, d'altronde, in fatto di giudizio sulla omosessualità non è mai stata particolarmente aperta o caritatevole. Nel 1787 si ribellò persino all'imperatore Giuseppe II che eliminò dal codice la pena di morte per la sodomia e anche la precedente riforma, quella del codice theresiano, era stata criticata dalle gerarchie come troppo "permissiva" rispetto alla precedente Constitutio criminalis carolina che puniva in modo draconiano ogni comportamento sessuale «deviante».

È certo possibile che questi mal di pancia, espressi da una parte (comunque minoritaria) della comunità cattolica abbiano frenato la Övp inducendola a un provvisorio dietro-front. Il capogruppo parlamentare Wolfgang Schüssel ha dichiarato che non era stato espresso alcun impegno, da parte del suo partito, ad affidare il mandato alla ministra Berger già mercoledì scorso e che i dirigenti dc si riservano il diritto di leggere bene il testo prima di dare il loro assenso. L'impressione comunque è che si tratti più di una manovra d'immagine che di un reale contrasto. Tutti sanno che la proposta che sta per approdare alla Camera ricalca in tutto e per tutto la posizione espressa nel Perspektivenpapier: le coppie omosessuali potranno certificare la loro partnership davanti agli ufficiali dello Stato civile e verranno inserite in un apposito registro. Non avranno il diritto di adottare minori e la loro unione in alcun modo configurerà un matrimonio, neppure in versione "light". Critiche e perplessità, semmai, sono arrivate da sinistra, da ambienti della stessa Spö e soprattutto dai Verdi, che giudicano troppo timida e poco coraggiosa la normativa proposta.

Poiché lo stesso Schüssel, che è la massima autorità nel suo partito, ha fatto sapere che la posizione della Övp non è cambiata e poiché lo stesso cancelliere Alfred Gusenbauer (Spö) ha preso con i cinque ministri socialdemocratici l'impegno di non tornare indietro, appare molto probabile che il mandato a Maria Berger sarà affidato in tempi relativamente brevi. La richiesta che i popolari potrebbero rivolgere a Gusenbauer sarebbe di affiancare nella stesura del testo alla ministra della Giustizia i due ministri cattolici che possono rivendicare una qualche competenza sulla materia: la titolare del dicastero della Sanità, dei Giovani e della Famiglia Andrea Kdolsky e quello dell'Interno Günter Platter.

Ci sono pochi dubbi, comunque, sul fatto che fra qualche settimana l'Austria raggiungerà il novero dei paesi europei in cui alle coppie gay si garantiscono per legge diritti e pari dignità.


http://www.gaynews.it/view.php?ID=75468

domenica 19 agosto 2007

Human Rights First, allarme in Europa "In aumento antisemitismo e omofobia"

Il presidente dell'organizzazione: "Servono leggi che prevedano pene adeguate ma la gran parte dei Paesi europei non ha nemmeno sistemi di monitoraggio"
I dati del rapporto della ong mostrano una crescita dei crimini legati all'odio
Ebrei, musulmani, omosessuali e minoranze etniche le vittime più frequenti




Aumentano, nell'ultimo decennio, i crimini legati all'odio, e con inquietante intensità. E si registra una recrudescenza nei fenomeni di antisemitismo e di violenza contro gay e lesbiche. Queste le principali conclusioni del rapporto 2007 realizzato dalla "Human Rights First", una ong che si occupa della difesa dei diritti umani. Il documento si riferisce agli avvenimenti del 2006, e spiega come i governi europei - soprattutto in Francia, Germania, Regno Unito, Federazione Russa e Ucraina - si siano impegnati nel combattere i crimini legati all'odio razziale, anche se è ancora lunga la strada da percorrere.

Antisemitismo. Nel rapporto si legge che "l'antisemitismo persiste ad alto livello in tutta Europa e in America del Nord". Nel 2006, gli attacchi a sfondo antisemita sono aumentati rispetto all'anno precedente, raggiungendo il picco più alto dal 1984, anno in cui è iniziato il monitoraggio del fenomeno.

Musulmani. La discriminazione e le violenze nei confronti della popolazione musulmana europea restano inalterate nel corso del 2006, nonostante un numero di casi inferiore al 2005, quando si verificò un picco vertiginoso dopo gli attacchi terroristici alla metropolitana di Londra.

Omosessuali. La violenza contro gli omosessuali è sempre più manifesta in numerose parti d'Europa, e solo Svezia e Regno Unito si sono impegnati a monitorare gli episodi in modo dettagliato e ufficiale. Una maggiore presenza pubblica degli omosessuali ha portato con sé, in molti casi, un incremento nella retorica omofobica e nelle ripercussioni violente. Come nel caso dei Gay Pride organizzati in cinque città dell'Est europeo - Mosca, Bucarest, Varsavia, Riga e Tallin - durante la primavera e l'estate del 2006.

Russia e Germania. Nella Federazione Russa c'è stata una proliferazione di attacchi violenti nei confronti di minoranze etniche e religiose nazionali. Un caso per tutti: lo scorso gennaio, un estremista ha ferito con un coltello nove fedeli riuniti in preghiera nella sinagoga di Mosca. Con la stessa intensità si sono registrati attacchi razzisti in Ucraina nei confronti di persone di origine africana e di altre minoranze. Crimini di matrice razziale hanno raggiunto le soglie più alte dall'introduzione dell'attuale sistema di monitoraggio, nel 2001.

Ong: "Governi indifferenti". Nel corso della conferenza di presentazione del rapporto, Maureen Byrnes, direttrice di "Human Rights First", ha osservato che "la violenza motivata da pregiudizi razziali è un serio problema in Europa. Mentre alcuni Paesi, come Francia, Germania e Regno Unito, si sono impegnati a monitorare sistematicamente i crimini, la maggior parte non raccoglie neanche dati che consentano di compilare statistiche. Il che riflette l'indifferenza da parte di molti governi".

Lotta all'odio fra le priorità. "Gli Stati europei in particolare - ha detto Byrnes - devono porre fra le priorità politiche la necessità di combattere i crimini legati all'odio razziale". Secondo "Human Rights First", gli strumenti si trovano nelle mani dei governi europei: le conclusioni del rapporto invitano all'adozione di leggi che prevedano pene adeguate per tali reati, a stabilire dei sistemi ufficiali di monitoraggio dei crimini legati all'odio, e ad adottare una politica di tolleranza zero.

(19 agosto 2007)
http://tinyurl.com/33kztd

giovedì 21 giugno 2007

Sarkozy meglio del centro destra italiano e di una parte del centro sinistra

Abolite tasse di successione per i conviventi.





In Francia è stata presentata dal Governo una proposta di legge per l'abolizione della tassa di successione per chi ha sottoscritto il pacs.



La decisione è stata adottata dal Consiglio dei Ministri presieduto da Sarkozy, È, appena il caso di dire che ciò dimostra la distanza abissale delle destra francese da quella italiana che ha fatto il diavolo a quattro in Italia nella discussione della finanziaria a proposito di una misura assai più moderata proposta dal Governo.



In Italia si trattava di equiparare coniugi e conviventi in materia di facilitazioni fiscali sulla tassa di successione.



Su questa proposta all’intemperanza della destra si è aggiunto, lo scorso dicembre, l’appoggio dei Teodem della Margherita.



A questo punto il Governo ha ritirato la proposta per non correre il rischio che fosse bocciata l’intera finanziaria ed è da quell’episodio che nasce la pessima gestione parlamentare dei diritti delle coppie di fatto.



Morale: il Governo Sarkozy è più a sinistra del centro sinistra italiano, almeno su questa materia.







On. Franco Grillini

Deputo Sinistra Democratica

http://www.grillini.it/show.php?4533

mercoledì 20 giugno 2007

Svezia: i conservatori appoggiano il matrimonio gay

Succede in Svezia, anche se vista la situazione italiana a noi sembra Marte: il maggior partito della coalizione di centro destra al governo annuncia il proprio sostegno a legge sui matrimoni gay.





STOCCOLMA – Il partito moderato-conservatore del primo ministro svedese Fredrik Reinfeldt, il principale partito della coalizione di governo, ha annunciato il proprio appoggio al progetto di legge per l’estensione del diritto di matrimonio anche alle coppie omosessuali. La scorsa settimana il governo aveva rischiato di capitolare a seguito della rivolta di ben otto parlamentari, tra cui un ministro, che avevano minacciato le dimissioni se non fosse stato affrontato questo aspetto legato alle discriminazioni connesse all’orientamento sessuale.



Una commissione parlamentare lo scorso anno aveva esaminato in modo approfondito il problema e a marzo aveva presentato le proprie raccomandazioni all’esecutivo esprimendosi a favore del diritto al matrimonio anche per le coppie same-sex. In Svezia le coppie gay e lesbiche sono già legalmente riconosciute e tutelate sin dal 1995, ma ora le motivazioni con le quali si cerca di giustificare il ‘no’ al diritto al matrimonio appaiono sempre più pretestuose e ideologicamente pregiudiziali, per cui un’ampissima parte delle forze parlamentari è d’accordo con il progetto del matrimonio gay. A favore le forze di sinistra e liberali, contrari invece i Cristiano Democratici, che hanno annunciato che si opporranno alla nuova legge.



La Chiesa di Svezia già da tempo ha dato la propria benedizione alle unioni gay e lesbiche.





http://www.gay.it/channels/view.php?id=23059

giovedì 26 aprile 2007

Dal parlamento europeo via libera alla risoluzione sull'omofobia

Condannati i commenti discriminatori formulati da "dirigenti politici e religiosi" e sollecitate leggi antidiscriminatorie


STRASBURGO, 26 APR - Il Parlamento europeo ha approvato oggi con 325 voti a favore, 124 contrari e 150 astenuti la risoluzione sull'omofobia in Europa presentata dai socialisti, liberaldemocratici, verdi e sinistra europea e che prende di mira in particolare la Polonia.

Nella risoluzione si invitano le autorita' polacche ''a condannare pubblicamente e a prendere misure contro le dichiarazioni rilasciate da leader politici incitanti alla discriminazione e all'odio sulla base dell'orientamento sessuale''.

Il parlamento europeo ''e' del parere che qualsiasi altro comportamento costituirebbe una violazione dell'articolo 6 del trattato Ue'', che prevede sanzioni agli stati membri nel caso di violazione dei diritti umani.

La risoluzione ricorda il caso di Matteo, l'adolescente che si e' suicidato dopo essere stato vittima di bullismo per la sua presunta omossessualita' e il ''proliferare di casi di bullismo omofobico nelle scuole secondarie'' in Gran Bretagna.

I deputati europei condannano quindi ''i commenti discriminatori formulati da dirigenti politici e religiosi nei confronti degli omosessuali, in quanto alimentano l'odio e la violenza, anche se ritirati in un secondo tempo, e chiede alla gerarchie delle rispettive organizzazioni di condannarli''.

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DICO/EUROPARLAMENTO SOLLECITA LEGGI ANTIDISCRIMINAZIONI GAY

Giornata internazionale contro omofobi.'Censure' a chi discrimina

Strasburgo, 26 apr. (Apcom) - L'Europarlamento, riunito in seduta

plenaria oggi a Strasburgo, ha approvato con 325 voti a favore, 124 contrari e 150 astenuti una risoluzione che "ribadisce il suo invito a tutti gli Stati membri a proporre leggi ,che superino le discriminazioni sofferte da coppie dello stesso sesso" (come i Dico in Italia) e condanna "i commenti discriminatori formulati da dirigenti politici e religiosi nei confronti degli omosessuali" (con un riferimento preciso a recenti vicende polacche), e istituisce il 17 maggio di ogni anno quale "Giornata internazionale contro l'omofobia".

Il testo "ricorda a tutti gli Stati membri" che la proibizione delle marce dell'orgoglio gay e l'eventuale mancata protezione dei partecipanti "contravvengono ai princìpi tutelati dalla Convenzione europea dei diritti dell'uomo".


http://www.gaynews.it/view.php?ID=73497

Uno straccio di laicità

Sex crimes and the Vatican

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